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Chanson pour Victor Jara

Michel Bühler
Lingua: Francese

Lista delle versioni e commenti


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(Francisco Villa)
El pueblo unido jamás será vencido
(Quilapayún)
Auròst tà Victor Jara
(Nadau)


On a trouvé Victor
Sur le bord du chemin
Plus de vie dans le corps
Et massacrées les mains

Veilleur, passeur d'espoir
L' écrivait des chansons
Touchait à la guitare
Jara était son nom

C'était le onzièm' jour
D'un septembre au Chili
Blindés, passants qui courent
Dans la ville ébahie

Les brutes militaires
Des casernes jaillies
Les avions, la poussière
Et les bombes et les cris

Le peuple uni, jamais
Ne sera vaincu, non
Le peuple uni, jamais
N'inclinera le front!

C'est au stade d'abord
Qu'ils ont été parqués
Les promis à la mort
Les déjà sacrifiés

"Le chanteur, c'est bien toi?"
Demande un officier
Victor le fixe droit
Dans les yeux, sans ciller

C'était le onzièm' jour
D'un septembre au Chili
Trente ans… Le temps qui court
N'apporte pas l'oubli

Venu de Washington
A peine déguisé
L'ordre implacable tonne:
"Tuez la liberté!"

Le peuple uni, jamais
Ne sera vaincu, non
Le peuple uni, jamais
N'inclinera le front!

Qui chante le bonheur
Et la fraternité
Celui-là fait-il peur
Aux barbares casqués?

A coups de crosses on a
Fracassé ses poignets
"Joue maintenant, Jara!"
Avant de l'achever

C'était un onzièm' jour
De septembre à Santiago
On l'a, dans les faubourgs
Jeté dans un ruisseau

Et personne, depuis
N'a demandé pardon
Pour les années de nuit,
Pour tous les compagnons

Non personne, là-bas
N'a montré de remords
L'honneur, on connaît pas
Dans les états majors!

Le peuple uni, jamais
Ne sera vaincu, non
Le peuple uni, jamais
N'inclinera le front!

Le peuple uni, jamais
Ne sera vaincu, non
Le peuple uni, jamais
N'inclinera le front!

inviata da adriana - 28/11/2005 - 18:45



Lingua: Italiano

Versione italiana di Jean-Philippe Pettinotto
CANZONE PER VICTOR JARA

Si è trovato Victor
Sul bordo del cammino
senza vita nel corpo
E massacrate le mani

vedetta, traghettatore di speranza
scriveva delle canzoni
Toccava la chitarra
Jara era il suo nome

Era l'undicesimo giorno
Di un settembre al Cile
Blindati, guide che corrono
Nella città stupita

I soldati grezzi
dalle caserme scaturite
Gli aerei, la polvere
E le bombe e le grida

Il popolo unito,
Non sarà mai vinto, no,
Il popolo unito,
Non chinerà mai la fronte!

È prima allo stadio
Che sono stati parcheggiati
i promessi alla morte
i già sacrificati

"Il cantante, sei tu?„
Domanda un ufficiale
Victor lo fisso diritto
Negli occhi, senza battere ciglio

Era l'undicesimo giorno
Di un settembre al Cile
Trenta anni… Il tempo che corre
Non travolge l’oblio

Venuto da Washington
Appena mascherato
L'ordine implacabile tuona:
"Uccidete la libertà!„

Il popolo unito,
Non sarà mai vinto, no,
Il popolo unito,
Non inclinerà mai la fronte!

Chi canta la felicità
E la fraternità
Quello fa timore
Ai barbari coi caschi?

A colpi di bastoni sono stati
schiantati i suoi polsi
"suona ora, Jara!„
Prima di ucciderlo

Era l'undicesimo giorno
Di settembre a Santiago
è stato, nei sobborghi
Gettato in un ruscello

E nessuno, dopo
ha chiesto perdono
Per gli anni di notte,
Per tutti i compagni

No, nessuno, laggiù
ha mostrato pentimenti
L'onore, non si conosce
Negli stati maggiori!

Il popolo unito,
Non sarà mai vinto, no,
Il popolo unito,
Non chinerà mai la fronte!

Il popolo unito,
Non sarà mai vinto, no,
Il popolo unito,
Non chinerà mai la fronte!

inviata da Jean-Phlippe Pettinotto - 30/5/2006 - 11:29



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