Lingua   

La festa ddi li porci

Pino Veneziano
Lingua: Siciliano

Lista delle versioni e commenti


Ti può interessare anche...

A pirrera
(Mario Incudine)
Lu patruni è suvecchiu
(Pino Veneziano)
L’amanti miu
(Francesco "Ciccio" Giuffrida)


[1975]
"Lu patruni è suvecchiu" ("Il padrone è di troppo")

fronte

Ho qui con me nella mia casa di campagna Pino Veneziano, cantastorie: ha appena finito di cantare un gruppo di canzoni incise in un disco prossimo ad uscire. Il successo sarà certo perché Pino alla potenza della voce aggiunge la forza drammatica. I testi sono suoi, i motivi musicali pure. Un cantastorie, che fa politica, e la sublima con la poesia. Il suo discorso è semplice, popolare, ma
convincente; e riesce a farsi capire dai braccianti in maggioranza analfabeti e semianalfabeti. Gli argomenti sono la verità, cantata da popolano a popolano, senza inganni. I padroni non sono necessari, le guerre nemmeno; le case sono necessarie, perché un coniglio senza tana, un uccello senza nido, sono come i pesci senza mare, dice.

Da ragazzo, ora ha quarant’anni, Pino faceva il guardiano di capre, di vacche; dormiva in campagna; frequentò la seconda elementare. E’ stato sempre povero, povero ancora oggi, ma ricco di poesia e d’amore per gli uomini che soffrono. Un popolano, che fa cultura. Un popolano, che canta la libertà e la Giustizia, e ve la versa nei cuori con la voce.

Io, se fossi ragazzo, gli porterei la chitarra; lo seguirei ovunque va; lo sentirei cantare nelle piazze. Vedrei i braccianti commuoversi, entusiasmarsi, e lui col canto dargli la speranza. La speranza che io, lui, e tutti i lavoratori aspettano con l’alba di domani, e non più tardi.

(Ignazio Buttitta, dall'introduzione al disco)
Cantu la storia di una bella festa,
fatta di genti altolocata;
putìa tràsiri sulu genti ‘n vista,
china di grana o titolata.

E l’invitati ora vannu arrivannu,
tutti puliti, tutti apparati,
c’é tanti omini ccu lu parrucchino,
tutti li fimmini su’ ‘ngioiellati.

“Cara duchissa cci baciu li manu,
cci baciu li peri, tuttu cci baciu.”
Chistu dicìa lu baruni Cucuzza
Quannu vidìa la duchissa Ficazza.

C’èni ‘na veduva sempri siddìata,
persi ‘u maritu a Camporeali,
ora fa vita assai ritirata,
si curca sulu ccu dui cardinali.

Japri lu ballu lu baruni Amalfi
ccu ‘a barunissa di Donnalucata;
fimmini abballanu comu li buffi
l’omini hannu la panza parata.

C’è l’arciduca di Salaparuta,
ccu lu frac misu pari ‘na foca,
collettu biancu finu a la nuca,
pinzati ch’ è beddu quannu caca.

C’è la duchissa di Roccafiorita
la facci l’havi arrapacchiata,
ccu cremi e ciprii si la fa liscia liscia,
pinzati ch’ è bedda quannu piscia.

Chista è la vita di la genti beni,
c ‘unn havi pinzeri, e ‘unn havi peni,
penzanu sulu a li so capricci,
manciari e biviri comu li porci.

inviata da Alessandro - 18/4/2010 - 19:15



Lingua: Italiano

Traduzione italiana da www.pinoveneziano.altervista.org
LA FESTA DEI PORCI

Canto la storia di una bella festa.
fatta di gente altolocata;
poteva entrare solo gente in vista,
piena di soldi o di titoli.

E gli invitati arrivano
vestiti in pompa magna
ci sono tanti uomini con il parrucchino
tutte le donne sono ingioiellate

"Cara duchessa le bacio le mani,
le bacio i piedi, le bacio tutto."
Questo diceva il barone Cucuzza
quando vedeva la duchessa Ficazza.

C'è una vedova sempre triste,
ha perso il marito a Camporeale,
ora fa vita molto ritirata,
va a letto solo con due cardinali.

Apre il ballo il barone Amalfi
con la baronessa di Donnalucata;
le donne ballano come le rane,
gli uomini mettono in mostra il pancione.

C'è l'arciduca di Salaparuta,
con il frac che indossa sembra una foca,
colletto bianco fino alla nuca,
pensate com'è bello quando caca.

C'è la duchessa di Roccafiorita
con la faccia raggrinzita,
con creme e cipria se la fa liscia,
pensate com'è bella quando piscia,

Questa è la vita della gente bene
che non ha pensieri e non ha pene,
pensano solo ai loro capricci,
mangiare e bere come i porci.

inviata da Alessandro - 18/4/2010 - 19:16



Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org