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Rosso levante e ponente

anonimo
Lingua: Italiano

Lista delle versioni e commenti


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Io so che un giorno
(Ivan Della Mea)
La palla sta su
(Ivan Della Mea)
A questo punto il prezzo qual è
(Ivan Della Mea)


Sul motivo di una canzone popolare russa diffusa durante la rivoluzione del 1905. Cantata dai partigiani italiani che combattevano in Slovenia con l'Armata di Liberazione jugoslava. Registrazione di Cesare Bermani e Ivan Della Mea, Milano, 1966.

(Da "La musica dell'altra Italia")
Rosso levante e ponente
rosso scolpito nel cuor
rossa è la nostra bandiera
emblema di pace e lavor.

La guerra è voluta dai ricchi
non porta che fame e terror
su avanti compagni lottiamo
a morte il fascismo oppressor.

La Celere ci lega le mani
il clero ci lega il cervel
chi libera i popoli schiavi
è solo la falce e martel.

Quanti son morti per noi
lungo la lotta fatal
gloria eterna agli eroi
morti son per l’ideal

inviata da Riccardo Venturi - 11/6/2005 - 10:56


Rosso se el cul del scimmiotto
Rosso se el fiasco del vin
Rosso se quel culo rotto
Dee Giuseppe Stalin

Claudio un triestino - 6/3/2012 - 19:39




Lingua: Italiano

Ho trovato questa versione, cantata da un gruppo di uomini e donne (penso sia una registrazione d'un gruppo spontaneo di ex-partigiani, ma non saprei dire) nella raccolta "Canti della resistenza italiana - Fischia il vento". Non so dare altre indicazioni, purtroppo...
Rosso a levante e ponente
Rossa è la fede nel cuor
Rossa è la nostra bandiera
Emblema di pace e d'amor

Fascismo ci lega le mani
La chiesa ci lega il cervel
Chi libera i popoli schiavi
È solo la falce e martel

Schiere di masse compatte
Pronte soccorre a morir
Marcia con noi chi combatte
Dietro al compagno Stalin

inviata da Giulia Taccagni - 7/9/2013 - 15:50


Nel volume con CD intitolato “Europa im Kampf 1939–1944. Internationale Poesie aus dem Frauen-Konzentrationslager Ravensbrück” a cura di Constanze Jaiser e Jacob David Pampuch, Berlino, 2005, la canzone viene eseguita da Giovanna Massariello Merzagora (1947-2013), linguista e storica, docente di glottologia e linguistica a Verona, dirigente dell’ANED perchè figlia di Maria Arata, socialista, antifascista, deportata a Ravensbrück, sopravvissuta, scomparsa nel 1975.

Bernart Bartleby - 11/2/2014 - 10:39


Altra versione da questa pagina

Rosso a levante e ponente
rosso scolpito nel cuor
rosso è la nostra bandiera
emblema di pace e lavor.

la guerra è voluta dai ricchi
non porta che fame e terror
su avanti compagni lottiamo
a morte il fascismo oppressor!

la celere ci lega le mani
il clero ci lega il cervel
chi libera i popoli schiavi
è solo la falce e martel

quanti son morti per noi!
lunga è la lotta fatal
gloria eterna agli eroi
morti son per l'ideal

adriana - 11/2/2014 - 11:01




Lingua: Tedesco

Traduzione tedesca di Johanna Kootz da “Europa im Kampf 1939–1944”, come riportata su Chants Protestants

Johanna Kootz (1942-) è bbliotecaria, sociologa e studiosa di storia delle donne presso la Freien Universität di Berlino. Nel 1997 e nel 2007 ha pubblicato studi sull’esperienza delle donne prigioniere nel KZ Ravensbrück.
ROT DER OSTEN

Rot der Osten und der Westen
Rot die Farbe der Zukunft
Rot unsere Fahne,
Sinnbild von Frieden und Arbeit.

Der Faschismus fesselt uns die Hände,
die Kirche beraubt uns des Gehirns.
Die versklavten Völker werden befreit
durch Hammer und Sichel.

Der Krieg, gewollt von den Reichen,
bringt nichts als Blutbad lind Leid.
Nieder mit Faschismus und Krieg,
nieder mit der Herrschaft der Reichen.

Vorwärts, Genossen, kämpfen wir
mit Eisen lind Feuer im Herzen.
Es lebe unsere Fahne,
Symbol der Arbeiterschaft!

inviata da Bernart Bartleby - 29/1/2016 - 09:04




Lingua: Francese

Traduzione francese dal tedesco, a cura del pastore luterano Yves Kéler, dal suo sito Chants Protestants
ROUGES SONT L’EST ET L’OUEST

Rouges sont l’Est et l’Ouest,
Rouge la couleur de l’avenir,
Rouge notre drapeau,
Symbole de paix et de travail.

Le fascisme nous lie les mains,
L’Eglise nos ravit le cerveau.
Les peuples esclaves sont libérés
Par le marteau et la faucille.

La guerre, voulue par les riches,
N’apporte que bain de sang et deuil.
A bas le fascisme et la guerre,
A bas le pouvoir des riches

En avant, camarades, nous luttons
Avec du fer et du feu dans le cœur.
Vive notre drapeau,
Symbole des ouvriers.

inviata da Bernart Bartleby - 29/1/2016 - 09:04


Nelle note sulla sua pagina, il pastore Yves Kéler riprende alcuni contributi firmati ripresi da questa pagina delle CCG/AWS e aggiunge la sua traduzione delle note al brano presenti su “Europa im Kampf 1939–1944”:

Ce chant italien est la version italienne du célèbre hymne des travailleurs « Brüder zur Sonne, zur Freiheit – Frères, vers le soleil, vers la liberté. » Il est d’origine russe. Leonid P.Radkin, un jeune savant révolutionnaire et disciple de Mendelejev, le composa en 1897 dans une cellule de la prison de Moscou. Des partisans italiens le chantaient, alors qu’ils combattaient dans le front de libération slovène.

40.000 hommes et femmes italiens furent déportés dans des camps de concentration nazis, dont environ 1200 femmes et hommes vers Ravensbrück. Giovanna Massariello Merzagora, fille de la socialiste connue Maria Arata, qui était internée à Ravensbrück estime qu’il existait des poèmes italiens qui représentaient davantage les italiennes.

Dans la version allemande « Brüder zur Sonne, zur Freiheit », née après 1918, les trois premières strophes remontent à Hermann Scherchen, qui avait connu le chant pendant la révolution d’octobre en captivité militaire russe. Dans le mouvement allemand des ouvriers, durant la république de Weimar, deux strophes supplémentaires furent ajoutées.

Bernart Bartleby - 29/1/2016 - 09:13


D'accordo con Claudio un triestino.
A basso falce e martello.
Dovrebbero anche essere vietati dalla legge, come la svastica.
Oppure liberalizziamo tutto e torniamo al saluto romano :)
Lo so, la Storia...

krzyś - 29/1/2016 - 18:38


Mi pare che in una sola delle versioni di questo testo ci sia un (e uno solo) riferimento a Stalin. Per il resto è una canzone contro il fascismo e contro la guerra, cantata dai partigiani che liberavano l'Europa dal cancro nazista.
Non so quindi davvero cosa c'entrino falce e martello, croce uncinata e saluto romano.

Bernart Bartleby - 22/8/2016 - 20:42



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