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E finalmente poi la luce

Impatto Zero
Lingua: Italiano

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Impatto Zero, E finalmente poi la luce


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(anonimo)
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(Jean Arnulf)


[2009]

Scritta per Stefano Cucchi
Sento ancora quel dolore e quegli occhi crudeli...
in quella fredda notte chiuso nel regina coeli...
Una chiamata per me... "stai tranquillo non è niente..."
ora seguici stai zitto e non fare più domande...

Mentre cammino una pacca sulla spalla
un bisbiglio nell'orecchio "tra poco si balla..."
qualcosa non tornava, era tutto così strano...
che silenzio nella stanza che ambiente malsano...

Poi all'improvviso la porta sbatte forte
diventa tutto buio e non capisco più niente...
l'odore del sangue le mie grida soffocate...
il mio corpo si dibatte in un SACCO di risate...

Quel piede sulla faccia da dietro tenuto
non avevo neanche forza di chiedere aiuto
nessuno ha visto né sentito questa storia non piace
un altro colpo sul mio corpo e finalmente poi la luce...

Sto cadendo nel vuoto per la verità
per dimostrare al mondo la cruda realtà
il mio silenzio infrange le parole che
portavo per paura qui dentro di me


Non ero ancora pronto ma che avete combinato...
vi sentivate forti ad uccidere un drogato?
42 chili in una squallida vita
si è scatenata con violenza la vostra anima accanita

La mia faccia è tumefatta sono ridotto male
e sui giornali c'è scritto "sono caduto dalle scale"...
ora spunta fuori che un detenuto mi ha picchiato
ma è solo tutto un modo per difendere chi è stato

Sarebbe brutto far vedere che chi ci difende
si diverte nel lavoro ad ammazzare la gente...
belle le foto vi è piaciuto il primo piano?
quello che vedete sono io non un marziano!!

E' vero "si vede" sono morto per errore
anche se sembro appena uscito da un film dell'orrore
non scorderò le facce... le risate... quel sapore...
ero da solo contro tutti e sono morto con onore...

Sto cadendo nel vuoto per la verità
per dimostrare al mondo la cruda realtà
il mio silenzio infrange le parole che
portavo per paura qui dentro di me


Chiedo scusa a mia madre non sono stato un bravo figlio
chiedo scusa a mio padre non accettavo il tuo consiglio
chiedo scusa a mia sorella per l'amor che non ti ho dato
chiedo scusa a tutti quanti per come me ne sono andato

Il mio tempo è scaduto il mio viaggio è finito
ma ne è valsa la pena, quella di essere esistito
voglio che si sappia solamente verità
così che le persone guardino in faccia la realtà

Voglio che la mia storia FACCIA NOTIZIA
voglio che per una volta il mondo FACCIA GIUSTIZIA!

inviata da daniela -k.d.- - 10/12/2009 - 18:58


Non capisco dove stia il problema: lo sanno tutti che le galere dove si muore sono solo in Iran.
Quelle peninsulari sono "hotel a cinque stelle", secondo la definizione più volte passata su "Il Giornale" e su altre Autorevoli Pubblicazioni che solo un anarcoislamonazicomunista può ritenere pornografia minorile travestita da "informazione".

Lo stesso anarcoislamonazicomunista passibile di denuncia potrebbe riferire anche di altre invenzioni, tipo il fatto che un certo Domenico Nucci, una decina di anni fa, sia stato fatto oggetto di un linciaggio mediatico.
Ai tempi il linciaggio mediatico, nella penisola italiana, era ancora qualcosa di relativamente raro e non costituiva una pratica talmente abituale da rappresentare, con la pornografia, la pubblicità e le marchette per politicanti di quart'ordine, praticamente i sei quinti del materiale pubblicato dal mainstream.
Domenico Nucci, secondo le inaffidabili fonti anarconazislamocomuniste, avrebbe pubblicato su "La Grande Promessa" -storica rivista carceraria- un editoriale in cui lamentava le condizioni più che miserevoli del vitto carcerario, sufficiente da solo a far deperire ed ammalare.
Non in Iran, nella penisola italiana, occupata -non si sa bene a che titolo- da uno stato che si intenderebbe anche di accodarsi agli "esportatori di democrazia".
La campagna di Nucci trovò sponda negli ambienti anarconazislamocomunisti, ai quali un detenuto fece pervenire una serie di lettere impestate al gorgonzola. Per il motivo che ciascuna di esse conteneva l'incarto di un formaggio "erborinato" distribuito in ragione di centoventicinque grammi ogni due prigionieri, mentre le tabelle vittuarie stabilivano per il giorno della distribuzione cento grammi di formaggio a prigioniero. Il detenuto si chiedeva chi si fosse pappato i settantacinque grammi che mancavano. Un esempio minimo tra i tanti, e neppure dei più gravi, su quanto avviene a chi viene ingoiato dal circuito degli hotel a cinque stelle.
Il cicaleccio della marmaglia gazzettiera costrinse alla fine Nucci alle dimissioni da direttore di uno degli hotel a cinque stelle più rispettati, collocato in un'isola del Tirreno.

Negli anni successivi la promozione di un indulto -passata nel parlamento dello stato che occupa la penisola italiana anche col voto di una caterva di scaldapoltrone che hanno la forca facile solo con i mustad'afin, e che furono costretti a farlo per evitare l'hotel a cinque stelle a qualche ricco- sulle gazzette assurse a fonte di ogni male. "Era uscito per l'indulto" diventò un refrain gazzettiero, come "cartaginesi infidi" o "Umbria verde e mistica".
Il securitarismo d'accatto propinato a palate ai sudditi ha fatto il resto: nell'anno 2009 i "suicidi" in carcere sono stati almeno settanta ed il problema ha assunto dimensioni tali, insieme a quello delle esecuzioni extragiudiziali alla Gabbo, alla Cucchi o alla Aldrovandi, che è riuscito a superare perfino la cortina fumogena fatta di femmine con poca roba addosso di cui sono generosi i media.
A tutti i casi, le agenzie di stampa offrono quante realtà miserabili si vuole, per statuire paragoni ed eseguire confronti in modo da offuscare una realtà che è l'esatta espressione della bassezza, dell'ignobiltà, dell'egoismo, dell'indifferenza e della somma incompetenza di sudditi che non hanno mai trovato miglior rappresentazione elettorale e governativa. Chi fosse in vena di conclusioni sbrigative potrebbe dedurne che viviamo in tempi in cui "progresso" non è mai stato un vocabolo tanto antitetico a quello di "civiltà".
L'obesa ed il mangione che scagnano contro il ladro di galline ("...Io gni dare' foho...") e sporcano il web con l'insultante viltà dei loro commenti (per giunta sgrammaticati, di solito) avranno l'esecrazione altrettanto facile per gli spicci sistemi giudiziali della Repubblica Islamica, così come Reagan l'attore licenziava controllori di volo a centinaia ma si comportava da fervente sindacalista quando i sindacati in questione si trovavano in Polonia.

Io non sto con Oriana - 11/12/2009 - 11:10


salve sono Davide Silla degli Impatto Zero,autore di questa canzone...volevo solo dire...GRAZIE...di cuore...

Davide Silla - 15/12/2009 - 22:52


DonQuijote82 - 7/4/2011 - 10:43



E così Cucchi i lividi se li è fatti cadendo dalle scale
di Saverio Tommasi

stefano & ilaria


E così Cucchi i lividi se li è fatti cadendo dalle scale.
Pinelli si è buttato dalla finestra perché era convinto di saper volare e la bomba alla stazione di Bologna l'hanno messa gli anarchici.
In Iraq c'erano le armi di distruzione di massa e Carlo Giuliani è stato ucciso dal sasso di un manifestante.
Il DC-9 a Ustica è caduto perché era finito il carburante e questi cazzo di operai dovrebbero smetterla di andare a sbattere nei manganelli perché poi si fanno male come si è fatto male, una notte di settembre, Aldrovandi.

PS. anche se non conta una cazzarola di nulla io voglio mandare il mio abbraccio a quel fiore di Ilaria Cucchi. E prometterle che a mia figlia, appena sarà un po' più grande, racconterò la verità. Quella che noi sappiamo e che nessuna sentenza potrà mai rubarci. Un abbraccio, carissima e dolce Ilaria.

31/10/2014 - 22:34



IL POTERE DICHIARA

“Il potere dichiara che il giovane arrestato di nome Gesù figlio di Giuseppe è morto perché aveva le mani bucate e i piedi pure, considerato che faceva il falegname e maneggiando chiodi si procurava spesso degli incidenti sul lavoro. Perché parlava in pubblico e per vizio si dissetava con l´aceto, perché perdeva al gioco e i suoi vestiti finivano divisi tra i vincenti a fine di partita.
I colpi riportati sopra il corpo non dipendono da flagellazioni, ma da caduta riportata mentre saliva il monte Golgota appesantito da attrezzatura non idonea e la ferita al petto non proviene da lancia in dotazione alla gendarmeria, ma da tentativo di suicidio, che infine il detenuto è deceduto perché ostinatamente aveva smesso di respirare malgrado l’ambiente ben ventilato.

Più morte naturale di così toccherà solo a tal Stefano Cucchi quasi coetaneo del su menzionato.”

Erri De Luca.

Riccardo Venturi - 2/11/2014 - 10:24



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