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Luka

Suzanne Vega
Lingua: Inglese

Lista delle versioni e commenti



[1984]
Album "Solitude Standing" (1987)
Suzanne Vega
Questa è solo una proposta... poi, decidete voi...

Perchè non arricchire il percorso dedicato alla violenza sulle donne e includere anche le canzoni che riguardano la violenza sull'infanzia, che secondo me non si limita soltanto ai "bambini-soldato"?

L'idea mi è venuta leggendo l'articolo che segue, pubblicato su La Repubblica del 21 maggio 2009... le cifre riportate dal rapporto della commissione d'indagine del governo irlandese sui bambini abusati negli istituti cattolici del paese tra gli anni '40 e gli anni '80, sono le cifre di una vera e propria guerra...

A few years ago, I used to see this group of children playing in front of my building, and there was one of them, whose name was Luka, who seemed a little bit distinctive from the other children. I always remembered his name, and I always remembered his face, and I didn't know much about him, but he just seemed set apart from these other children that I would see playing. And his character is what I based the song Luka on. In the song, the boy Luka is an abused child — in real life I don't think he was. I think he was just different.

Suzanne Vega

La Chiesa irlandese nella bufera: "Abusi sessuali su migliaia di bimbi"

di Enrico Franceschini

LONDRA - È una delle pagine più nere della storia d'Irlanda, e della storia della Chiesa cattolica: l'abuso sessuale sistematico e ampiamente diffuso ai danni di bambini e adolescenti di entrambi i sessi, in scuole, orfanotrofi, riformatori e altri istituti gestiti da ordini religiosi cattolici irlandesi. Una macchia vergognosa, di cui finora si conosceva l'esistenza attraverso documentari televisivi, film di denuncia come il pluripremiato "Magdalene" di qualche anno fa, inchieste dei giornali e indagini preliminari. Ma adesso la Child Abuse Commission, la commissione istituita dall'allora primo ministro irlandese Bertie Ahern, per fare luce su questo indegno scandalo, ha concluso i suoi lavoro dopo nove anni di inchieste e presentato un rapporto che fotografa con esattezza le dimensioni e i dettagli di quanto è avvenuto.

Il risultato suscita orrore: un dossier con le testimonianze di 2500 vittime di violenze, avvenute tra gli anni '40 e gli anni '80, negli istituti gestiti da preti e suore in Irlanda. Racconti atroci, di uomini e donne oggi adulti che ricordano di essere stati picchiati in ogni parte del corpo con le mani e con ogni tipo di oggetti, seviziati, stuprati, talvolta da più persone contemporaneamente.

E' la cronaca di una discesa agli inferi, tenuta nascosto per decenni, poi trapelata qui e là, ma solo ora svelata in tutta la sua mostruosa realtà. Che questo sia avvenuto nel paese più cattolico d'Europa, dove la Chiesa ha per lungo tempo sovrastato con la sua influenza ogni aspetto della società civile, è ancora più grave e raccapricciante, commenta la stampa irlandese. Il rapporto non è una lettura facile. "Credevo che mi avrebbero rivoltato le budella", dichiara un testimone. Altri parlano di "predatori sessuali che colpivano sistematicamente e abusavano sessualmente i bambini più vulnerabili". Le vittime erano spesso giovani "difficili", orfani, disabili, abbandonati, che speravano di ricevere dalla Chiesa il conforto che non avevano mai conosciuto e si ritrovavano invece inghiottiti in un feroce cuore di tenebra. La pedofilia e l'abuso sessuale nei confronti dei bambini erano un fatto "endemico", conclude il documento.

Il fatto che questo orrore sia venuto pienamente alla luce, per iniziativa del governo, è un segno di quanto sia cambiata l'Irlanda negli ultimi vent'anni: oggi è colpita come tanti dalla crisi economica, ma è un paese irriconoscibile, trasformato dalla globalizzazione, moderno e aperto. La Chiesa cattolica irlandese piega la testa: il cardinale Sean Brady dice di essere "profondamente dispiaciuto" per gli abusi sessuali. "Mi vergogno che dei bambini abbiano sofferto in un modo così orribile in queste istituzioni", afferma in un comunicato l'arcivescovo di Armagh e Primate di tutta Irlanda.

Tra gli ordini religiosi investigati dalla commissione ci sono anche le Sisters of Our Lady of Charity Refuge, le suore che gestivano la Magdalene Laundry di Dublino, il soggetto dell'omonimo film del 2002. Ma le resistenze di associazioni religiose e del ministero dell'Istruzione hanno prolungato l'inchiesta, cosicché molti dei carnefici sono già morti; e in base a restrizioni legali la commissione non ha potuto nominarli, tranne nei rari casi in cui un prete o una suora abbia già subito una condanna giudiziaria.
My name is Luka
I live on the second floor
I live upstairs from you
Yes I think you've seen me before

If you hear something late at night
Some kind of trouble, some kind of fight
Just don't ask me what it was
Just don't ask me what it was
Just don't ask me what it was

I think it's because I'm clumsy
I try not to talk too loud
Maybe it's because I'm crazy
I try not to act too proud

They only hit until you cry
After that you don't ask why
You just don't argue anymore
You just don't argue anymore
You just don't argue anymore

Yes I think I'm okay
I walked into the door again
Well, if you ask that's what I'll say
And it's not your business anyway
I guess I'd like to be alone
With nothing broken, nothing thrown

Just don't ask me how I am
Just don't ask me how I am
Just don't ask me how I am

My name is Luka
I live on the second floor
I live upstairs from you
Yes I think you've seen me before

If you hear something late at night
Some kind of trouble, some kind of fight
Just don't ask me what it was
Just don't ask me what it was
Just don't ask me what it was

And they only hit until you cry
After that, you don't ask why
You just don't argue anymore
You just don't argue anymore
You just don't argue anymore

inviata da Alessandro - 30/7/2009 - 14:19




Lingua: Italiano

Versione italiana letterale di Federica
LUKA

Mi chiamo Luka
Vivo al secondo piano
Vivo sopra di voi
Sì, penso che mi abbiate visto prima

Se sentite qualcosa la notte tardi
Qualche tipo di guaio, qualche tipo di lotta
Semplicemente non chiedetemi cosa fosse
Semplicemente non chiedetemi cosa fosse
Semplicemente non chiedetemi cosa fosse

Credo che sia perchè sono goffo
Provo a non parlare troppo forte
Forse è perché sono pazzo
Provo a non fare troppo l'orgoglioso

Solo colpiscono finchè non piangi
dopo di ciò non chiedi perché
semplicemente non discuti più
semplicemente non discuti più
semplicemente non discuti più

Sì, penso di star bene
Ho di nuovo attraversato la porta
E se chiedete ecco cosa dirò
E non è affar vostro comunque
Penso che mi piacerebbe star da solo
Con niente di rotto, niente lanciato

Semplicemente non chiedetemi come sto
Semplicemente non chiedetemi come sto
semplicemente non chiedetemi come sto

Mi chiamo Luka
Vivo al secondo piano
vivo sopra di voi
Sì, penso che mi abbiate visto prima

Se sentite qualcosa la notte tardi
Qualche tipo di guaio, qualche tipo di lotta
Semplicemente non chiedetemi cosa fosse
Semplicemente non chiedetemi cosa fosse
Semplicemente non chiedetemi cosa fosse

E solo colpiscono finché non piangi
Dopo di ciò non chiedi perché
Semplicemente non discuti più
Semplicemente non discuti più
Semplicemente non discuti più

inviata da Federica - 16/4/2012 - 20:44




Lingua: Italiano

Versione italiana cantata da Paola Turci

con tutto l'affetto e la stima per Paola Turci bisogna però ammettere che il senso della canzone viene completamente stravolto nella versione italiana.
MI CHIAMO LUKA

Mi chiamo Luka
Abito sopra di te
All’interno 103
Certo mi conoscerai
La notte tiro a tardi io
Un poco tremo ho un po’ di guai
Ma non chiedermi perché
Ma non chiedermi per chi
Si non chiederti cosa c’è
Sarà la timidezza
Nell’ascensore guardo giù
Sarà che sono pazza
Non saluterò mai più
Di modo che tu soffrirai
Dopo di ciò non domanderai
E di incontrarmi più non cercherai
Mai più di te mi parlerai
Tu non mi guarderai mai più
Mi chiamo Luka
Piango alla tua porta sai
E se credessi di me ormai
Che non faccio più per te
Vorrei restare sola e mai
Più seccature senza guai
Ma non chiederti di me
Mai non chiederti perché
Io non vivrei senza di te
Mi chiamo Luka
La noia è un piano i più
Lontano sei da me
Ancora tu mi penserai
La notte tiro a tardi io
Un poco soffro mi dai dei guai
Gli ascensori vanno al cielo e giù
Sui cristalli il viso tuo
Che poi incontra quello mio
Le mie mani sulle tue
Un istante tra di noi
Dai cristalli dei perché
Dagli specchi dei perché
Io non vivo senza te

1/8/2009 - 18:48




Lingua: Spagnolo

LUKA (versión española)
download
Me llamo Luka
El niño del piso dos.
Con mis padres vivo yo.
Tal vez conoces ya mi voz.
Si oyes ruidos en la noche,
alguien gritando algún reproche.
No preguntes lo que fue,
no preguntes lo que fue,
no preguntes lo que fue.

Creo que soy torpe un poco
y no hablo muy alto.
Creo que estoy medio loco,
a nadie le falto el respeto.

Te castigan hasta que lloras
y después casi sin demora
ya no quieres protestar,
ya no quieres protestar,
ya no quieres protestar.

Nada le pasó a mi ojo,
jugando ayer me lastimé,
eso es lo que les dire,
no es asunto de la ley.

Me gustaría pasar un rato
sin nadie herido y nada roto.
No preguntes como estoy,
no preguntes como estoy,
no preguntes como estoy.

Me llamo Luka.
El nino del piso dos.
Con mis padres vivo yo
tal vez conoces ya mi voz.
Si oyes ruido en la noche,
alguien gritando algún reproche.
No preguntes lo que fue,
no preguntes lo que fue,
no preguntes lo que fue.
Te castigan hasta que lloras
y después casi sin demora
ya no quieres protestar,
ya no quieres protestar,
ya no quieres - protestar.

inviata da giorgio - 1/8/2009 - 21:10


[Quando e' successo??? sono due anni che mi batto x qsto percorso visto che di bambini ne ho due...Grazie GIORGIO!!!sono in vacanza da giugno e ci rimango fino a settembre ma appena torno ho tante canzoncine da proporre su questo argomento! Abbracci al Rick, Dany, Lorenzo, Adrianita (mangio il dulce de leche ogni mattina e ti penso ;P) e Nicola]

Marcia - 12/8/2009 - 12:49


[Scusate...GRAZIE ALESSANDRO! :D]

Marcia - 12/8/2009 - 12:51


Bè, niente di speciale, Marcia. Risparmia gli esclamativi per me a favore di Alessandro. È lui che l'ha inserita, onore al merito. Io mi sono limitato solo a farla "suonare", al solito mio. In effetti 'sto percorso ci vorrebbe proprio, o admins…,mi permetto (se posso) di spezzare una lancia (…credo che sia pure normale in un sito contro la guerra :-) a favore dell'infanzia, categoria troppo spesso per niente tutelata ed esposta a ogni tipo di "guerra". Ma già vedo più di una canzoncina in tema.
Aspettando le tue, goditi intanto le vacanze, tu che lo puoi. E un bacio ai tuoi due bimbi.

giorgio - 13/8/2009 - 18:16


Un piccolo commento "di servizio" su questo percorso che tratta un tema così doloroso.
Quando abbiamo deciso di ampliare il panorama delle canzoni e spingerci in argomenti diversi dalla guerra nel senso più proprio del termine, non ci siamo mai posti l'obiettivo della completezza. Per questo non ho approvato le canzoni gemelle proposte da Giorgio, "Le Père Noël et la Petite Fille" di Brassens e "Leggenda di Natale" di De André. Pur rientrando senz'altro nel tema, mi sembra che non raccontino, o almeno non in maniera esplicita, il dramma e il dolore di una violenza, sospese come sono in un mondo quasi di fiaba. Naturalmente questa è la mia personalissima opinione, che sono dispostissimo a discutere.

Lorenzo Masetti - 14/8/2009 - 09:47


risposta "di servizio"
L'hai detto, Lorenzo. Quelle due canzoni (che fra l'altro io non considero figlia l'una dell'altra, né un copione, come dicono; anche se sicuramente il grande Fabrizio si sarà ispirato a Brassens) non esprimono forse IN MANIERA ESPLICITA un dramma. Ma questo non significa (sol perché linguisticamente si ricorre a metafore e a eufemismi) che il dramma non possa esserci. O il dramma c'è solo se chiaramente viene espresso? Il linguaggio è sicuramente fiabesco perché tale è il linguaggio infantile (guai che non lo sia!). O approviamo la soft pedofilia (dico sempre, naturalmente, a livello linguistico non già sostanziale) ? Non credo proprio.
Comunque non mi va di discutere su una decisione già presa. Entrambe le canzoni meritavano, a mio parere, almeno gli extra (dove – vedo – c'è proprio di tutto). Fa niente, Lorenzo. È tutto vostro il problema dell'approvazione… Noi ci limitiamo a proporre. :-)
Buona giornata e grazie per la tua disponibilità.

giorgio - 14/8/2009 - 12:06


Beh sono sicuramente d'accordo con te, Giorgio. Vedremo forse di reinserirle in seguito, magari tra gli extra, un giorno che abbiamo tempo e voglia di scrivere un'analisi ragionata e dettagliata (come stiamo cominciando a fare qui).

Secondo me inserirle senza una parola di spiegazione non ha molto senso. Il testo si può già reperire in molti altri siti. Se invece proponiamo un'analisi originale e interessante allora vale la pena di offrirla "al pubblico" (si può poi discutere se inserirle tra gli extra oppure no).

Lorenzo - 14/8/2009 - 13:07


"Vedremo forse di reinserirle in seguito, magari tra gli extra, un giorno che abbiamo tempo e voglia di scrivere un'analisi…"
Hai messo senza volerlo il dito in una piaga, Lorenzo. È il tempo (non ancora la voglia) quello che a me manca, come dicevo tempo fa anche a Riccardo. Pure adesso a Ferragosto. Per questo mi limito a "collaborare" con interventi che non richiedono molto impegno e che si possono fare in tutta rapidità come postare un mp3 o il copy&paste di qualche testo (il tuo sito meriterebbe veramente ben altra collaborazione!). Per ciò invidio un po' Marcia che si gode i suoi bei mesi di vacanza! Ma non starò qui a tediarti con i miei problemi personali di "sbarcamento".

"Secondo me inserirle senza una parola di spiegazione non ha molto senso"

Forse è giusto che una canzone abbia una qualche parola di spiegazione (è più di fatto "giusto" che tu da webmaster detti le regole) ma è pur vero che molte canzoni si commentano da se (come è il caso delle tre canzoni che ho proposto iersera), o, che bisogna lasciare "al pubblico" cioè ad ognuno di trarre la "spiegazione" o la "interpretazione" che meglio crede senza tentare di pilotarli in una qualche direzione…
Una canzone, come qualsiasi altra opera d'arte va fruita: quindi testo e musica potrebbero pure essere sufficienti. Il "messaggio" già lo ha messo il suo autore. E può essere recepito senza mediazioni di sorta. A meno che non vogliamo sostituirci a lui.
O avere a priori un concetto non buono dell’intelligenza del pubblico.
Io ieri sera ero completamente esaurito ma entusiasta che si era inaugurato un nuovo percorso e mi sono affrettato a proporre prima di andare a nanna quelle tre canzoni (secondo me sicure). Zàcchete. Cestinate. E sei pure d’accordo con me? Mah!

giorgio - 14/8/2009 - 16:47



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