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Prima del 2019-4-1

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L'amore al potere

(2019)

Testo e musica di Luca Barbarossa
da "Personale"

Un vero e proprio inno alla pace e all'amore in romanesco!
Co' 'n sordo pe ogni lacrima che ho pianto
(continua)
1/4/2019 - 21:58
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Etranges étrangers

Il Prévert di Prévert, cura e traduzione di Ivos Margoni e Franca Madonia, Feltrinelli Economica, 1a ed.1967, p, 143
STRANI STRANIERI
(continua)
1/4/2019 - 19:50
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Hoş geldin bebek

(traduzione Flavio Poltronieri)
BENVENUTO ALLA VITA, BAMBINO
(continua)
inviata da Flavio Poltronieri 1/4/2019 - 19:20
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Bulut mu olsam

Versi di Nâzım Hikmet
Musica di Zülfü Livaneli

nel disco: Atlının Türküsü (1979)

La poesia è stata scritta a Archipo-Osipovka il 15 settembre del 1958.
Denizin üstünde ala bulut
(continua)
inviata da Flavio Poltronieri 1/4/2019 - 18:44
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Rootsman

[2018]
Fuego y corazon
I love the reggae in a militant style
(continua)
inviata da Dq82 1/4/2019 - 17:19
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Benedetto

1977

BARI - «Quando ho saputo quello che era successo sono rimasto arrabbiato e allora ho trasformato la rabbia in note». Con queste parole pronunciate la sera del 28 novembre 2010 sul palco del Kursaal Santa Lucia di Bari, Enzo Del Re, presentò il suo brano dedicato a Benedetto Petrone. Una canzone, quella del cantastorie di Mola, rimasta inedita e che racconta con un ritmo lento e ipnotico la vita e l'assassinio dell'antifascista, ucciso a Bari il 28 novembre del 1977 e della cui scomparsa ricorre oggi il 37esimo anniversario.

‘Tu lottavi per la soluzione, dell'edilizia del tuo rione Benedetto, Benedetto, le case crollano nell'antico ghetto, ma i padroni non prendono alcun provvedimento, non parlano di risanamento”, canta Del Re, che in questo brano tenuto nel cassetto per tanti anni (lo scrisse subito dopo aver saputo dell'omicidio), parla anche della condizione di quartiere-ghetto in... (continua)
Benedetto Benedetto
(continua)
inviata da Dq82 1/4/2019 - 15:51
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Canto d'addio

2019
singolo
“Medioevo Digitale“

Un brano politico, di denuncia, come spiega il cantante e autore dei testi, Alberto Visconti: «Siamo in ritardo di vent’anni, ma vent’anni fa avevamo tutti gli strumenti e le possibilità per affrontare i problemi che ci piovono addosso adesso. Per cattiva volontà non è stato fatto, c’era solo la volontà di zittire una generazione, la nostra, che ha comunque trovato il modo per esprimersi».

A corollario delle parole, dure, cantate da Visconti, un campione di Frank Zappa in polemica con il mondo discografico, e di un canto dell’Inferno dantesco recitato da Vittorio Gassman.

Il video è stato registrato a Challand-Saint-Victor, nei pressi della centrale di Isollaz, da Christian Tosi che mette in scena sul finale il rogo in cui morì Giordano Bruno, citato da Visconti.

Rievochiamo la figura di Giordano Bruno, bruciato sul rogo nel 1600 per aver professato... (continua)
Eravamo seduti scuotevamo la testa
(continua)
inviata da Dq82 1/4/2019 - 15:07
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Palestina

2016
Oltre il muro - Vol. 0
No non c’è più un rombo e crolla giù
(continua)
inviata da Dq82 1/4/2019 - 14:34
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Canzone arrabbiata

Versione dei Tacita

Dq82 1/4/2019 - 14:30
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Ho fatto un disegno

[2017]
Una canzone per il Rojava

[2018]
Fuego y corazon

liberamente tratto da una poesia di Abdullah "Apo" Öcalan, leader curdo, fondatore del PKK, in carcere in isolamento dal 2002
Ho fatto un disegno per il mio paese
(continua)
inviata da Dq82 1/4/2019 - 14:12
Percorsi: Dal Kurdistan
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Kaspar

KASPAR
(continua)
inviata da Francesco Mazzocchi 1/4/2019 - 14:03
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La nostra poesia è scritta con le lacrime

Una canzone per il Rojava (2017)
Nell’oscurità di anguste celle,
(continua)
inviata da Dq82 1/4/2019 - 13:50
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Diplomatenjagd

CACCIA DEI DIPLOMATICI
(continua)
inviata da Francesco Mazzocchi 31/3/2019 - 20:19
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Vendemmia

2010
Jacopo Bordoni: muratore, poeta, ribelle

Questa è una bellissima storia. E sono contento di esserci incappato in un primo maggio di sole. Scartare un disco dalla plastica, inserirlo nel lettore e sentire dalle prime note che non è il solito prodotto. Poi iniziano le parole, il canto accorgersi che le parole che si snocciolano morbide non sono di oggi, non sono up-to-date (mano male!), ma hanno una patina di antico, una ingenuità di fondo che si di buono e di campagna e di sentimenti belli. Ma l'italiano è ricercato, per quanto antico, e peraltro si miscela a meraviglia con la musica che, a sua volta, sa di melodie già sentite, perché hanno le radici nella grande pianta della cultura popolare. E' il momento di fermarsi a guardare meglio con cosa abbiamo a che fare. Il titolo del disco sembra già un film di Lina Wertmuller: "Jacopo Bordoni: muratore, poeta, ribelle". Ma ancora meglio... (continua)
Ecco un'altra prosaica licenza
(continua)
inviata da Dq82 31/3/2019 - 18:04
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Von heiligen Kriegen

DI GUERRE SANTE
(continua)
inviata da Francesco Mazzocchi 31/3/2019 - 17:54
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Le braconnier

Nella pagina riguardante “Le petit roi de Sardaigne (Gironfla)” ero arrivato a proporre anche l'ascolto di Marc Robine nell'interpretazione di “Le braconnier” composta dal cantautore del Quebec, Lawrence Lepage che l'incisa nel suo primo disco del 1964.

Inspiegabilmente nel libretto del disco edito da Buda Musique “Dulcimer” non è presente il testo. Forse sarà stata una questione di diritti. Chissà. L'arrangiamento musicale e melodico originale è veramente molto differente da quello di Marc Robine, che ha cambiato completamente la canzone, rendendola, a mio parere, un capolavoro come d'altronde spesso gli succedeva.

Con immutata ammirazione e in sua memoria, mi impegno oggi a trascriverla ad orecchio dalla sua indimenticabile voce, parola per parola, con l'attenzione e l'impegno che merita come fosse un compito il classe di uno studente un po' fuori corso...

Flavio Poltronieri
J’vais vous parler d’un gars de chez nous, d'un braconier comm'y en a plus
(continua)
inviata da Flavio Poltronieri 31/3/2019 - 17:28
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Leg dein Ohr auf die Schiene der Geschichte

ammetto la mia anacronistica ignoranza, e non mi avventuro nella traduzione delle parti in inglese, le lascio alla buona volontà di altri
APPOGGIA L’ORECCHIO SULLA ROTAIA DELLA STORIA
(continua)
inviata da Francesco Mazzocchi 31/3/2019 - 11:10

Le Ventriloque

Lettre de prison 17
4 mai 1934

Dialogue Maïeutique

Le ventriloque est ce monsieur qui parle du ventre ?, demande Lucien l’âne. C’est du moins ce que son nom indique. Comment fait-il ? Pour moi, c’est un mystère.

Oh, dit Marco Valdo M.I., il n’y a là rien de fort mystérieux ; c’est une question de technique et d’entraînement. Ça peut même devenir une habitude. Mais, pur ta gouverne, le ventriloque ne parle pas du ventre ; on dirait plutôt du larynx. En fait, tout comme toi ou moi, il fait vibrer ses cordes vocales. Généralement, le ventriloque exerce son art spectaculaire avec à ses côtés une marionnette, qu’il actionne et avec qui il tient la conversation. C’est un artiste de rue, de foire, de cirque ou de cabaret et par la suite, de théâtre, de cinéma ou de télévision. Mais dans le cas de notre prisonnier, c’est différent. Le Dr. Levi est seul dans sa cellule et dès lors, n’a aucun public... (continua)
Toujours les mêmes interrogatoires,
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 30/3/2019 - 21:17
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Wir sind die Ratten

NOI SIAMO I RATTI
(continua)
inviata da Francesco Mazzocchi 30/3/2019 - 13:39
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Vaterland

PATRIA
(continua)
inviata da Francesco Mazzocchi 30/3/2019 - 12:18
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Die letzte Schlacht

L’ULTIMA BATTAGLIA
(continua)
inviata da Francesco Mazzocchi 30/3/2019 - 11:51
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Ο Μπελογιάννης

d’après la version italienne de Gian-Piero Testa – 2011
d’une chanson grecque – Ο Μπελογιάννης (O Belogiannis) – Mikis Theodorakis / Mίκης Θεοδωράκης – 1980

Texte de Yannis Theodorakis
(Original polytonique transcrit en monotonique)
Musique de Mikis Theodorakis

Première interprétation : Margarita Zorbalà – 1980

«Πρέπει να ζήσεις. Για το παιδί, για την εκδίκηση», ήταν τα τελευταία λόγια του Νίκου Μπελογιάννη προς την αγαπημένη του Ελλη Παππά στις φυλακές Καλλιθέας.

"Il faut que tu vives. Pour l’enfant, pour me venger", ont été les dernières paroles de Nikos Beloyannis à sa chère Ellis Pappa dans les prisons de Kallithea (Athènes). Le "pedì", le fils qui porte le nom de son père et qui a confirmé ces derniers mots avec les archives de sa mère, a maintenant soixante ans.

Le 30 mars 1952, lorsque son père fut fusillé avec trois autres camarades de combat, sur ordre de l’ambassade américaine... (continua)
BELOYANNIS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 30/3/2019 - 10:56
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1st World Tragedy

[2017]
Parole e musica di Connie Constance (1995), songwriter londinese
Nell'EP "Boring Connie"

"We're all crying cause we've got mental issues.What a fucking luxury, some people have no food."
Stan Smith's cushioning my pull of gravity, Off White, scuffed up, like the world is mad at me
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/3/2019 - 23:29
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Ellerinde Pankartlar

Traduzione italiana trovata su nicolettapoidimani, accompagnata dalla importante introduzione che riporto integralmente:
10 ottobre 2015
Ellerinde Pankartlar

Abbiamo stampate negli occhi le immagini di donne e uomini che stanno cantando e ballando ad Ankara quando all’improvviso c’è la prima esplosione di questa ennesima strage di Stato in Turchia, di cui una genalogia si può leggere qui.

I manifestanti cantavano e ballavano Ellerinde Pankartlar, del famoso autore Ruhi Su, composta per commemorare le sanguinose celebrazioni del 1 maggio 1977 a Piazza Taksim, quando cecchini appartenenti all’estrema destra turca, in collaborazione con i servizi segreti, iniziarono a sparare sulla folla raccolta nella piazza. Almeno 37 persone vennero uccise ed oltre 200 ferite. Il Primo maggio 1977 fu un bagno di sangue che preannunciava il golpe del 1980.

Leggi il racconto che ne fa Sakine Cansiz – all’epoca incarcerata – nel suo libro Tutta la mia vita è stata una lotta.

Nel video circolato sabato scorso, quando la prima bomba esplode il gruppo sta per pronunciare la famosa strofa “questa piazza, la piazza di sangue”

CON LE BANDIERE IN MANO
(continua)
inviata da B.B. 29/3/2019 - 22:37
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Mio fratello

Canción de denuncia en contra de cualquier tipo de violencia y abuso de poder, inspirada en la historia de Stefano Cucchi.
MI HERMANO
(continua)
inviata da Vladimir Carrión Mosucha 29/3/2019 - 13:56
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Werkzeuge

ATTREZZI
(continua)
inviata da Francesco Mazzocchi 29/3/2019 - 12:12
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Polizisten

POLIZIOTTI
(continua)
inviata da Francesco Mazzocchi 29/3/2019 - 09:55
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Wake Up (It's 1984)

1983
Album: Good For Your Soul
Wake up! Won't you listen to me?
(continua)
29/3/2019 - 02:10
Video!

Summer of '68

Johnny got drafted to Vietnam
(continua)
29/3/2019 - 01:37
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Sweet Love for Planet Earth

[2008]
La traccia che apre "Street Horrrsing", album d'esordio di questo duo di Bristol che produce musica "Electronica, drone, neo-psychedelia, experimental, post-rock, noise"
Testo (non comprensibile nell'esecuzione del brano, tanta è la distorsione) trovato su Genius
Il brano è stato utilizzato anche nella colonna sonora della serie televisiva britannica "Top Boy".

Lo so, lo so, sono tanti i giovani ottimisti che in questi ultimi mesi invocano il cambiamento, che la smettano gli uomini di violentare a morte il solo pianeta dove possono vivere... Io che sono vecchio e ormai scafato "sui giovani d'oggi ci scatarro su", come cantavano gli Afterhours, e insieme ai Fuck Buttons credo che ormai l'unica soluzione per favorire una rigenerazione planetaria sia l'estinzione, l'annientamento, la scomparsa del genere umano.
We're all afflicted with a heinous curse
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/3/2019 - 23:04
Downloadable! Video!

Borghesia

"Borghesia" di Giovanni Truppi



ispirata al romanzo di Edoardo Albinati La scuola cattolica ma anche alla celebre canzone di Claudio Lolli.
BORGHESIA
(continua)
28/3/2019 - 22:20

Le Temps des Rides

Le Temps des Rides

Lettre de prison 16
1 mai 1934


Dialogue Maïeutique

Comme tu le précises si souvent, Lucien l’âne mon ami, j’espère que tu as conservé ta mémoire d’âne et que tu te souviens de la fin de la précédente chanson qui s’intitulait « Les Cartes-lettres ».

Parfaitement, Marco Valdo M.I. mon ami. Elle évoquait la Grammaire de l’Académie française dont elle disait qu’elle était un monument d’érudition et concluait « nous y reviendrons ».

Précisément, reprend Marco Valdo M.I., nous y voilà, on y revient avec un de ces petits morceaux d’humour à l’acide ironique dont le docteur Levi est coutumier. Constatant que la décision de faire cette grammaire avait été prise en avril 1634 et que sa première (et dernière encore à présent) édition datait de 1932, soit qu’il s’était écoulé à peu de chose près, trois siècles, le Dr. Levi indique la patience comme principale vertu de l’Académie... (continua)
La grammaire de l’Académie de France
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 28/3/2019 - 20:33
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Luna tucumana

dal disco "The cat with the hat”



Dario Sansone vox
Daniele Sepe tenor sax
Roman Gomez bandoneon
Franco Giacoia guitar
Tommy De Paola piano
Aldo Vigorito double bass
Roberto Bastos congas
Roberto Lagoa percussion
Hamid Drake drums
Roberto Colella, Antonio De Luca, Antonello Iannotta, Roberto Trenca, Carmine D’Aniello, Luca Casbarro coro
IO NON CANTERÒ ALLA LUNA
(continua)
28/3/2019 - 20:27
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Claudio Lolli: Quelli come noi

Esatto Vito, il testo corretto dice proprio così.

Approfitto di questa occasione per mandarti un abbraccio fraterno perchè, anche se non ci siamo mai incontrati, il buon Walter Pistarini ci ha accumunati per l'eternità nei ringraziamenti "per il tempo e la pazienza che ci siamo presi nel segnalare correzioni o punti di verifica" nella sua nuova edizione del libro "Fabrizio De André - Il Libro del Mondo - Le Storie dietro le Canzoni".

Flavio Poltronieri
Flavio Poltronieri 28/3/2019 - 20:18




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