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Prima del 2019-11-3

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Johnny Guitar

[1954]
Parole di Peggy Lee
Musica di Victor Young, ispirata ad una delle "12 danzas españolas" del compositore ottocentesco Enrique Granados
Scritta per la colonna sonora del film di Nicholas Ray "Johnny Guitar"

Peggy Lee (1920-2002) è stata una cantante, autrice, compositrice ed attrice gigantesca, di grande eleganza. Di lei Duke Ellington ebbe a dire: "Se io sono il Duca, allora Peggy Lee è la Regina".

Victor Young (1900-1956) è stato un grande compositore di colonne sonore per Broadway e per Hollywood, vincitore di un Oscar e di altri premi prestigiosi.

Nicholas Ray (1911-1979) è stato un grande regista hollywoodiano, autore di film crepuscolari e non convenzionali, amatissimo da registi come Godard, Truffaut, Scorsese e Wenders, il quale ne ritrasse gli ultimi giorni di vita in "Lightning Over Water" ("Lampi sull'acqua – Nick's Movie")

"Johnny Guitar" è un film monumentale, che... (continua)
Play the guitar, play it again, my Johnny
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 3/11/2019 - 23:04
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Stornelli d’esilio

3/11/2019 - 19:59
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Auschwitz (Canzone del bambino nel vento)

PIEMONTESE TORINESE - Gio Ferrara
AUSCHWITZ
(continua)
inviata da gio ferrara 3/11/2019 - 19:47
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Ninna nanna (per il caro / armato)

Chanson italienne – Ninna nanna (per il caro / armato) – Ivan Cattaneo – 1979

Dialogue maïeutique

Comme depuis le temps, dit Marco Valdo M.I., tu t’en es certainement aperçu, les chansons, presque toutes les chansons, attisent les commentaires et sont des occasions de dialogue. Tu as aussi dû t’apercevoir que j’avais un certain goût pour les « ninna nanna », les comptines, les lalalaires, les lallations, les litanies, les berceuses, les ritournelles, les cantilènes ; bref, les chansons (vraiment ou faussement) enfantines où en apparence, tout n’est que ramages, pépiements, gazouillis, chuchotements qui tournent en rengaines, en cavatines, en mélopées douces, en mélodies apaisantes, enfin, quand le discours du soir tourne au lied, à l’air hypnotique. Cette chanson d’Ivan Cattaneo – regarde bien le titre en italien : Ninna nanna (per il ca (r)ro / armato) et surtout, ce qui se cache dans... (continua)
Ninna nanna, ninna nanna nai na na
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 3/11/2019 - 18:30
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A Well Respected Man

Scusate ma il testo esatto per la precisione non è "Poco e Fissi" ma "Bobba Infissi" !!!!!Ve lo dice chi l'ha suonata e cantata per anni
Massimo
Massimo 3/11/2019 - 12:36
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Alabama

Come curiosità io inserirei anche la risposta che gli diedero i Lynyrd Skynyrd, "Sweet home Alabama" :-)
Vito Vita 2/11/2019 - 20:11
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Working Man

1988
Reason to Believe

Interpretata nel 1996 dai Dubliners

"Working Man" was sparked by a visit to the Princess Colliery in Sydney Mines, prompted by the stories of the miners' daily hardships. In her autobiography she notes that the tour guide was suffering from throat cancer, and she had remembered her mother's struggles with it, and as he talked the melody for the song began in her head, complete with lyrics. The song, which peaked at number 11 in the UK charts, became a worldwide sensation and the unofficial anthem for coal miners everywhere.
It's a working man l am
(continua)
inviata da Dq82 2/11/2019 - 18:10
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Down in the Mine

2010
Up on the ridge
Here in Harlan County, the choices are few
(continua)
inviata da Dq82 2/11/2019 - 17:58
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Si yo me duelo (Caracoles)

(2017)
Album: Firmamento
Parole di Isabel Escudero
Musica adattata dallo stile Caracoles del flamenco


“Antes de encargarle esta letra a Isabel Escudero, escuchamos una extraña pieza de Isidoro Valcárcel Medina. El artista había invocado el tópico que relaciona los Caracoles con los emigrantes andaluces subiendo por la madrileña calle de Alcalá, una maravilla en la garganta de Antonio Chacón. Ese como relucen que emociona a Isabel Escudero para evocar a los refugiados, los nómadas y los emigrantes. En el flamenco hay un prestigio del vagabundo, del andarríos, del trashumante. Y claro, esas almas libres que vagan por los campos de Europa son también prisioneros. Otra paradoja lacerante, claro. La alegría de vivir no disuelve los males del mundo. Baila niña baila, veras como reluce el caos bajo tus faldas”.
‘Firmamento’ de Rocío Márquez, tema a tema


Il testo della prima strofa si rifà... (continua)
Caracoles, caracoles,
(continua)
2/11/2019 - 15:40
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Empezaron los cuarenta

(1977)

Album: Andalucia: 40 Años
Parole di Francisco Moreno Galván
reinterpretato recentemente da Rocío Márquez
Tan alabado y bendito,
(continua)
2/11/2019 - 12:58

Coplas de don Manué

(1978)
Scritta da Rafael Peña
Album: Yo os canto

Anche se non esplicitamente detto, queste coplas si riferiscono sicuramente a Manuel Fraga Iribarne, pezzo grosso del regime franchista e ambasciatore di Spagna nel Regno Unito, poi riciclato democratico e protagonista della transizione.

testo tratto dalla tesi DISIDENCIA CULTURAL EN CLAVE JONDA: reivindicación social y política en los textos del flamenco di Sara Pineda Giraldo
Dígame usted don Manuel
(continua)
2/11/2019 - 12:19
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De la vida y de la muerte

(1977)

Album: Andalucia: 40 Años
Parole di Francisco Moreno Galván
Musica tradizionale
Violoncello: Enrique Bullit

José Menese caminó del brazo de Francisco Moreno Galván, poeta y pintor, al que se debe la autoría de todas y cada una de las letras a las que Menese puso la voz durante la dictadura. Su constante deseo de cantar temas nuevos, así como su posicionamiento de izquierdas, hacen que
Moreno Galván tenga carta blanca a la hora de concebir letras de lo más comprometidas. Se erige así como una suerte de “cronista” que, con el pincel en una mano y la pluma en otra, va pintando su particular historia sobre el lienzo del flamenco: la queja es una constante y la denuncia social es su eterna compañera.

*

José Menese scrisse insieme a Francisco Moreno Galván, poeta e pittore, a cui si devono tutti i testi a cui Menese ha dato la voce durante la dittatura. Il suo costante... (continua)
Los años mil novecientos
(continua)
2/11/2019 - 12:00
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Chantier d'été

Vorrei aggiungere alla sentita introduzione di Riccardo che nel 1981 la sinistra va al potere in Francia e la generazione anticonformista rientra nei ranghi. L'anno precedente "L'Escargot folk" ovvero la rivista più importante del movimento dichiara morto il folk affermando che la parola era malintesa da troppa gente. La maggior parte dei gruppi musicali d'ora in poi tenderà a sostituire il termine con "trad" spogliandolo di qualsiasi contenuto ideologico o di rivendicazione. L'anno prima ancora a Bourges, in aprile, i Malicorne erano stati costretti a fare da apertura al concerto di Guy Béart, .............
poco dopo iniziò la metamorfosi che porterà all'altalena!

Flavio Poltronieri
Flavio Poltronieri 2/11/2019 - 11:34
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Diamants dans la mine

Pertinente o no, Graeme Allwright ha tradotto decine di canzoni di Cohen in un modo che definire sublime è poco. Certo facilitato dal fatto di essere bilingue comunque per chi ha la fortuna di capire bene il francese e di conoscere l'opera originale di Cohen, è insuperabile. La mia preferita, la Canzone dello Straniero, vale quanto l'originale.

Ma la verità è che questo intervento è solo una scusa per fargli pubblicamente gli auguri, tra 5 giorni compie 93 anni:

VIVA il mio Neozelandese preferito!!!


Flavio Poltronieri
Flavio Poltronieri 2/11/2019 - 11:00

Aldo Palazzeschi: La fiera dei morti

[1910]
Poesia di Aldo Palazzeschi / A poem by Aldo Palazzeschi / Poème d'Aldo Palazzeschi / Aldo Palazzeschin runo
"L'incendiario", 1910.

Dovevo andarci oggi, giorno dei morti; invece ci andrò domani (anzi, stamani visto che siamo già trapassati al Due). Non ce la facevo, oggi; è stato un primo di novembre in preda ai crampi muscolari e tendinei, terribili, luridi, che peraltro mi pigliano fin da quando avevo vent'anni. E allora sì, ci andrò domani al cimitero di Soffiano, dove sta mio padre. Ci sarà da fare, da ripulire un po' la tomba, da dare una spazzata, da mettere dei fiori (che, per me, sono sempre gerbere da quando ne portai un mazzo al ponte trasteverino di Giorgiana Masi). Mio padre, inoltre, è scomparso proprio nel mese di novembre, un novembre di ventidue anni fa. Il sedici di novembre del 1997, per essere precisi. Abitavo a Livorno, allora. Quella sera, mi ricordo, ero andato... (continua)
I poeti cantano
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 2/11/2019 - 00:54
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Jak niewiele wiemy

[2019]
Inedita
Autoprodotta
Parole e musica di Grzegorz Dr Grzechu Dąbrowski
Il testo trascritto a orecchio.
Czym jest morze dla biologa,
(continua)
inviata da Krzysiek 2/11/2019 - 00:53
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Slave to the Rhythm

(1985)
Scritta da Bruce Woolley Simon Darlow Stephen Lipson Trevor Horn per Grace Jones
dall'album omonimo

La canzone, famosissima e un classico danzereccio, può essere interpretata come la storia degli afro-americani portati come schiavi dall'Africa negli Stati Uniti e costretti a lavorare in catene cantando per mantenere il ritmo, senza mai fermarsi. Ma la musica era anche uno dei pochissimi spazi di libertà, quando in Louisiana gli schiavi neri si ritrovavano la domenica sera per cantare e ballare e mantenere la loro cultura d'origine africana.

Allo stesso tempo si potrebbe riferire all'industria musicale che produce idoli in serie schiavi del ritmo delle loro canzoni, o più in generale al modello di lavoro capitalistico. Ma il monologo iniziale presente in alcune versioni che fa riferimento alle origini africane di Grace Jones fa pensare che la canzone parli proprio degli schiavi afroamericani.
Grace Jones: "I have a grandfather on my father’s side. He’s 95 years old. His great grandfather came from Nigeria, from the Igbo tribe. I don’t look like my mother and I don’t look like my father. I look exactly like my grandfather. I act like him."
(continua)
2/11/2019 - 00:22

La porte

La porte

Chanson française – La Porte – Marco Valdo M.I. – 2019

ARLEQUIN AMOUREUX – 7 ter

Opéra-récit historique en multiples épisodes, tiré du roman de Jiří Šotola « Kuře na Rožni » publié en langue allemande, sous le titre « VAGANTEN, PUPPEN UND SOLDATEN » – Verlag C.J. Bucher, Lucerne-Frankfurt – en 1972 et particulièrement de l'édition française de « LES JAMBES C'EST FAIT POUR CAVALER », traduction de Marcel Aymonin, publiée chez Flammarion à Paris en 1979.


Dialogue Maïeutique


L’autre soir, on avait, Lucien l’âne mon ami, laissé notre Arlequin amoureux sur la scène du théâtre du Comte Wallenstein dans une position pour le moins scabreuse. Rappelle-toi que patatras, la statue du Commandeur était tombée de son socle et montrait au public ahuri son derrière, car, souviens-toi, Matthias à qui le Comte avait imposé ce rôle ingrat, s’était présenté aux gens et aux amis du Comte : de... (continua)
À la taverne, les soldats entrent et sortent ;
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 1/11/2019 - 20:57
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Noi e il mattino

(2016)

Canzoni per metà
La mia generazione non esiste
(continua)
inviata da Alberto Scotti 1/11/2019 - 15:29

Mareng

d’après la version italienne – MARENGO – de Piero Milanese
d’une chanson piémontaise – Mareng – Piero Milanese – 2011

C’est l’histoire de la bataille de Marengo vue du côté des paysans locaux. Il est écrit en Piemontese mandrogno (Alessandria), dialecte piémontais d’Alexandrie comme « La balada ‘d Pipu Majen ».


Dialogue maïeutique

Nous connaissons bien ici la bataille de Marengo et son histoire, car comme tu t’en souviens certainement, Lucien l’âne mon ami ; on en avait déjà parlé à l’occasion de la présentation de trois chansons : toutes issues de la saga de notre Arlequin amoureux.

Oui, dit Lucien l’âne, je me souviens parfaitement de tout ça. La première « Marengo » racontait la bataille vue par Matthias, simple soldat de l’armée autrichienne et sa mue en déserteur, dès le soir de la bataille et en fugitif, dès le lendemain matin. La seconde, je veux dire « La Marengo du Lieutenant »... (continua)
MARENG
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 1/11/2019 - 10:08
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Nterini

Grazie a Riccardo Gullotta per avere inserito finalmente il testo originale.
1/11/2019 - 00:10
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Gwiazda Zaranna

La stella del mattino, o la stella della sera, ovvero Venere, conosciuta anche come Φωσφόρος (Phosphoros) o Lucifero ("portatore di luce"), in polacco Wenus, e secondo la Wiki italiana, un pianeta che tra l'altro:
"Ha un ruolo significativo nelle culture degli australiani aborigeni, come gli Yolngu nell'Australia del Nord. Gli Yolngu si radunavano per aspettare la comparsa di Venere, che chiamavano Barnumbirr, e che, secondo la tradizione, permetteva di comunicare con i propri cari morti."

Salutiamo i Yolngu e gli auguriamo un bel primavera australe :-)

Foto a colori della superficie di Venere inviate dalla sonda sovietica Venera 13 (1981)
STELLA DEL MATTINO (STELLA MATUTINA)
(continua)
inviata da Krzysiek 31/10/2019 - 21:22
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Militari

grande...!!!!

bruno scarsi.. 31/10/2019 - 20:32
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Numeri

2011
feat. Nathalie e Frankie HI-NRG MC
Primi, perfetti, reali, razionali
(continua)
inviata da Alberto Scotti 31/10/2019 - 16:06
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L'era del gigante

2008
Album: Metamorfosi
Luca, solo con blue jeans, rock’n'roll
(continua)
inviata da Alberto Scotti 31/10/2019 - 15:53
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Sodade

Bernart, se ti può far piacere Blogfoolk ha pubblicato, il giorno del suo compleanno, un mio omaggio qui:

Se potessi parlare con Dio gli chiederei se può mandare la pioggia

Flavio Poltronieri
Flavio Poltronieri 31/10/2019 - 14:13
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Manifesto

1995
Mi hanno insegnato: stai riparato che non sbagli mai
(continua)
inviata da Alberto Scotti 31/10/2019 - 04:59
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La prova

Ho quello che basta per sopravvivere
(continua)
inviata da Alberto Scotti 31/10/2019 - 04:32
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Assolti

2001
Iperbole
Guarda Mario, pensa quante cose l'acqua di un ruscello può costantemente trascinare
(continua)
inviata da Alberto Scotti 31/10/2019 - 03:35




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