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Piazza Barberina

anonimo
La versione che conosco io dice: “si mise un dito in bocca / e ne trasse un fischio acuto”z, E’ meno grassoccia, ma piu’ credibile. Per fischiare, dove su mettono le dita?
Fabrizio 3/1/2019 - 23:35
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Große Zeiten

Chanson allemande – Große Zeiten – Erich Kästner – 1931

La musique est de Will Elfes (1924-1971), un sculpteur et musicien allemand. Dans son album de 1970, « Will Elfes Singt Kästner ».


Dialogue Maïeutique

Mais enfin, Marco Valdo M.I., que fais-tu ? Il existe déjà une traduction française de cette chanson. Pourquoi en fais-tu une nouvelle ?

J’ai toujours dit, Lucien l’âne mon ami, que je ne fais pas de traduction ; j’établis une version française à mon intention et je la mets à la disposition de qui veut la lire, à qui il plaît de la lire. Et puis, vaut mieux une version de plus ; ça enrichit tout le monde. Et surtout, ne me demande pas mon avis sur les traductions faites par d’autres ; ce serait déloyal.

Oh, Marco Valdo M.I. mon ami, détends-toi. Je n’ai d’ailleurs rien dit de cette traduction, si ce n’est qu’elle existe. Et j’avais sous-entendu, il est vrai qu’il existe tant d’autres... (continua)
GROS TEMPS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 3/1/2019 - 21:27

Jacques Ferny: La visite présidentielle

[1892]
Parole e musica Georges Chervelle, detto Jacques Ferny (1863-1936), librettista d'operetta e di teatro, poeta, chansonnier e goguettier francese.
Testo trovato su WikiParoles

Stavo pensando al "consenso nazionale" per il mediocre e stucchevole discorso di fine d'anno del nostro Presidente della Repubblica – a meno di un mese dalla firma da lui apposta a quello sconcio che è il decreto "Sicurezza" di Salvini & soci – ed ecco che m'imbatto in questa vecchia canzone di un goguettier montmartrois di cui si è, credo, praticamente persa la memoria. E ci casca a fagiuolo!
Quand un' ville orné' d'un Préfet
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 3/1/2019 - 21:21

La ballata della RWM

Testo tratto da Il Deposito

"La prima bozza del canto nasce nell'aprile del 2018 da una manciata di componenti dell’Indecoro ubriachi al bancone di Nello, sulle note di "Son la mondina son la sfruttata", poi rivisitata da tutto il coro. Dal testo traspare la presa di posizione netta contro la fabbrica di morte di Domusnovas, la RWM, spesso citata nella cronaca per la vendita di bombe all’Arabia Saudita che le sgancia nello Yemen compiendo innumerevoli atrocità.

È quindi un canto contro chi vive di guerra, e ne abbiamo tanti esempi qui in Sardegna, ma che dichiara guerra ai padroni di tutta la terra, con la volontà di lottare per un mondo libero".
Son bombardata, sono sfruttata
(continua)
3/1/2019 - 17:03
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Quando ero soldato

Σαν ήμουν στρατιώτης / Κάποιο Αγόρι Όπως Κι Εγώ, Λάτρευε Μπήτλς Και Ρόλλινγ Στόουνς - (1966)



Nell'intro si sente un breve passo di The Gerry Owen
ΣΑΝ ΉΜΟΥΝ ΣΤΡΑΤΙΏΤΗΣ
(continua)
inviata da Dq82 3/1/2019 - 16:58
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La Météo Nucléaire

[2018]

Fumées, détonations, fuites et fissures ponctuent l’exploitation quotidienne des vieilles centrales nucléaires françaises. Et la situation n’est pas meilleure en Belgique…
Comment vont nos centrales ? Quels événements fortuits ?
(continua)
inviata da adiana 3/1/2019 - 12:51

L’Heure de l’Hirondelle

L’Heure de l’Hirondelle

Chanson française – L’Heure de l’Hirondelle – Marco Valdo M.I. – 2018
Ulenspiegel le Gueux – 121
Opéra-récit en multiples épisodes, tiré du roman de Charles De Coster : La Légende et les aventures héroïques, joyeuses et glorieuses d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak au Pays de Flandres et ailleurs (1867).
(Ulenspiegel – V, VII)

Dialogue Maïeutique

« L’heure de l’hirondelle », en voilà encore un de tes titres, dit Lucien l’âne. Je vais essayer d’en deviner le sens avant même de connaître la chanson.

Voyons voir, dit Marco Valdo M.I. en souriant.

Donc, l’heure de l’hirondelle, dit Lucien l’âne, pour moi, a une double signification. Soit, elle marque un début ; soit, elle marque une fin. Car, si l’hirondelle annonce le printemps, elle annonce aussi et en même temps, la fin de l’hiver.

Ça, Lucien l’âne mon ami, tu as mis pile dans le mille – certains ajoutent :... (continua)
Lamme dit : « J’ai un grand dessein
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 3/1/2019 - 10:14
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C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones

C'ERA UN RAGAZZO CHE COME ME AMAVA I BEATLES E I ROLLING STONES
(continua)
3/1/2019 - 05:24
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Water Cannon

In 2007 the government of New South Wales bought a water cannon. That it had never been used by 2019 shows that the purchase was unnecessary. The money could have bought two fully equipped emergency ambulances. The water cannon is a toy of the police state. The tune is Rosin the Bow.
It’s away with your batons and tasers
(continua)
inviata da Tony Smith 3/1/2019 - 04:42

Le soldat inconnu

[1975]
Una poesia di Serge Rezvani, scrittore, pittore, autore e compositore francese di origine iraniana.
Nell'album "Jean Arnulf chante Rezvani"
Testo trovato su WikiParoles
J'ai très bien connu le soldat inconnu
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/1/2019 - 21:11
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L'oiseau, l'éléphant et le soleil

[1961]
Scritta da P. Viovy (?) e Jean-Claude Massoulier (1932-2009), attore, cantante e intrattenitore televisivo
Interpretata da Jean Arnulf nel suo secondo album, pubblicato senza titolo nel 1964.
Con l'orchestra di Alain Goraguer
A onor del vero la canzone era già stata interpretata nel 1961 da tal Anne Gacoin, sulla quale però ci sono scarse notizie nella Rete, sicchè ho preferito attribuirla ad Arnulf.
Testo trovato su WikiParoles
Dans la prison où on l'a mis
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/1/2019 - 20:41

Chanson pour le soleil

[1965]
Parole di Martine Merri (1926-2016)
Musica di Jean Arnulf
In un EP pubblicato nel 1965
Testo trovato su WikiParoles

Martine Merri (1926-2016), attrice, cantante ed autrice, è stata la moglie di Jean Arnulf e scrisse molte delle sue canzoni.
Questa è una semplice canzone d'amore ma due versi ne fanno una CCG/AWS: "Amo la pace del mondo e questa saggia convinzione che la guerra sarà morta nell'età della ragione..."
J'aime le vent du Sud qui court devant l'orage
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/1/2019 - 20:17
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Americans

(2018)
dall'album Dirty Computer

Testo e note tratti da Genius

Il razzismo è sicuramente il bersaglio principale della canzone che chiude l'ultimo album di Janelle Monáe, ma vengono toccati molti altri temi tra cui sessismo, omofobia, libertà sessuale, politiche migratorie e violenze da parte della polizia. I luoghi comuni e la mentalità razzista e discriminatoria vengono sovvertiti in questa canzone dove lo Zio Sam bacia un uomo e Jim Crow risorge come Gesù.
Hold on, don't fight your war alone
(continua)
2/1/2019 - 18:57
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Battle Of Maxton Field

The Ballad of Maxton commemorates the Battle of Hayes Pond between the Lumbee Indians and the Ku Klux Klan near Maxton, North Carolina https://soundcloud.com/user660132316/b...
Joe DeFilippo 2/1/2019 - 16:56
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Grida forte la val Susa

Popolo No TAV
Buon Anno a tutte e a tutti i NOTAV

Passa un altro anno della nostra storia.

Un altro anno senza un centimetro di Tav.

Un altro anno di passione, di lotta e di Resistenza.

Un altro anno in cui abbiamo imparato, in movimento, quanto sia possibile unirsi tutti insieme e diventare imbattibili, nelle difficoltà come nei grandi momenti di gioia.

Pensiamo al 2019 con le immagini, negli occhi e nel cuore, dell’ 8 dicembre a Torino e anche dell’8 dicembre del 2005 a Venaus, perché siamo gli stessi nello spirito, ma siamo sempre di più nel numero.

Buon 2019 a chi non si arrende.

Buon 2019 a chi ha scelto da che parte stare, a chi parteggia, a chi si sente partigiano.

Buon 2019 a chi resiste con un sorriso

Buon 2019 a tutte e a tutti i NOTAV

Avanti!
daniela -k.d.- 2/1/2019 - 13:45
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Migrant

(2015)

Canzone inedita che Salvatore Adamo, figlio di emigranti italiani in Belgio, ha dedicato ai migranti di oggi. Presentata al Premio Tenco.


Da emigrante, cosa pensa del fenomeno delle migrazioni di oggi?

«Ho scritto una canzone tre anni fa Migrant ed avevo avevo intenzione di inciderla con dei colleghi, ma non se ne è fatto nulla. È un tema che mi tocca moltissimo, perché io son figlio di migrante. Mio padre fuggiva la miseria, ma qui c’è gente che fugge anche dalla morte e dal pericolo. Non pretendo che un Paese prenda sulle spalle tutta la miseria del mondo, ma che almeno abbia la considerazione minima per l’umanità. Io manifesterei per convincere l’Europa, come continente unito, a prendersi le sue responsabilità e ogni Paese a ricevere una quota di migranti. Arriviamo tutti da qualche altra parte. Io mi ero anche impegnato qualche anno fa con i “sans papier”, perché mi ricordavo di quell’algerino amico mio che avevano arrestato come un mascalzone».

intervista ad Avvenire
Migrant,
(continua)
2/1/2019 - 11:31
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Les orgues de Monsieur Johnson

[1968]
In un album senza titolo, altrimenti conosciuto con quello de "La chambre", il brano d'apertura.
Testo trovato su WikiParoles
Puisque aujourd'hui la mode depuis plus de vingt ans
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/1/2019 - 08:29
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Bullet

(2018)
Parole e musica di David Byrne e Brian Eno
da American Utopia, il nuovo album solista di Byrne uscito a 14 anni di distanza dal precedente.

A rigore non sarebbe neanche una canzone contro la guerra. È la descrizione di una pallottola che attraversa il corpo di un uomo, uccidendolo. Niente viene detto sul perché, né chi sia la vittima: un soldato, un passante ucciso per sbaglio, un civile ucciso in una guerra, un detenuto giustiziato, né chi sia l'assassino: un terrorista, un poliziotto, un criminale, un militare, un boia, un marito tradito in cerca di vendetta?

Una sola cosa è certa. La pallottola ha attraversato organi vitali ponendo fine a una vita, ai suoi pensieri, ai suoi sentimenti, ai baci che non potrà più dare, alla pelle che nessuna donna più toccherà. Ed è questo alla fine il risultato di tutte le guerre.
The bullet went into him
(continua)
1/1/2019 - 23:28
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They Come at Night

(2015)
Scritta da Marianne Faithfull e Mark Lanegan
Pubblicata nel 2018 nell'album Negative Capability

Scritta subito dopo gli attacchi terroristici a Parigi nel novembre 2015 che hanno fatto 130 morti tra cui 90 al Bataclan durante il concerto degli Eagles of Death Metal.
Ogni 70 anni i nazisti tornano sotto qualche forma... a 70 anni dalla fine dell'occupazione tedesca ecco i nazisti islamisti dell'ISIS a seminare il terrore a Parigi.

Questo pezzo è stato presentato per la prima volta proprio al Bataclan un anno dopo la strage.
Oh now Mama, don't you hear my plea?
(continua)
1/1/2019 - 23:04

Le fusillé

[1963]
Una poesia di Jacques Prévert, nella raccolta "Histoires, et d'autres histoires" del 1963
Musica di Maurice Fanon, in un album del 1968, senza titolo, altrimenti conosciuto con quello de "La chambre", il brano d'apertura.
Testo trovato su WikiParoles
Les fleurs les jardins les jets d’eau les sourires
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/1/2019 - 22:06

La valse à soldats

[1966]
In un album senza titolo, altrimenti conosciuto con quello de "Martine", dal brano d'apertura.
Testo trovato su WikiParoles
Nous étions cent, greli grelo
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/1/2019 - 21:38
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Le général

[1968]
In un album senza titolo, altrimenti conosciuto con quello de "La chambre", il brano d'apertura.
Testo trovato su WikiParoles
Quand un général se mouche
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/1/2019 - 21:31
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Alba meccanica

[1977]
Nell'album "Disoccupate le strade dai sogni"
Testo trovato nel volume "Ma non è una malattia - Canzoni e movimento giovanile", a cura di Romano Madera, Savelli editore, 1978.
L'alba s'inventa una ruota a Torino
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/1/2019 - 20:46
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Fernando

L'ipotesi che tragga ispirazione dalla situazione del tempo in sud america può anche essere suggerito dalla introduzione suonata dalla quena, con note del condor pasa.
Moreno Demaria 1/1/2019 - 20:32
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La ballata dell'uomo di merda

Piero Milanesi
[15 maggio 2015]

Io, invece, per “inaugurare” questo non buon 2019 qua sul sito, ho scelto questa canzoncina trovata, lo ammetto, smanettando sul Tubo nella tarda sera di capodanno. La deve avere scritta il 15 maggio 2015, quindi tre anni e mezzo fa (come si evince dallo spartito presente nel filmato), Piero Milanesi: ma notizie certe sull'autore non ne ho purtroppo trovate (un tastierista di Rozzano Milanese?). Comunque sia, l'uomo di merda descritto da Piero Milanesi nella sua ballata non si è certo fermato a tre anni e mezzo fa: tutt'altro. Ha prosperato, si è espanso, diffuso, propagato capillarmente. Lo si può, attualmente, trovare non appena si mette il naso fuori di casa. Nell'anno appena trascorso, il 2018, secondo la logica è andato al potere in questo e in altri paesi di merda, simboleggiato e rappresentato perfettamente da tutta una serie di figure rappresentate nel filmato, e... (continua)
L'uomo di merda non è un termine volgare,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/1/2019 - 20:25

Biglietto di ritorno

Secondo me questa canzone è ispirata a Construção di Chico Buarque de Hollanda...
B.B. 1/1/2019 - 11:29
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Carlo Martello torna dalla battaglia di Poitiers

Chanson italienne – Carlo Martello torna dalla battaglia di Poitiers – Fabrizio De André – 1962


Introduction 2009

Riccardo Venturi avait fait une version de cette chanson dans un « françois d’époque », enfin disons, une manière de grommelot amélioré ; c’est une version très amusante. Celle, ici proposée, est plus contemporaine ; j’ose l’espérer assez distrayante.

On a tous dans l’oreille la chanson du Roi Renaud et de son lugubre destin : « Le Roi Renaud de guerre s’en revint portant ses tripes dans ses mains… ». J’aime à penser que Fabrizio connaissait ce destin du pauvre Renaud ; un destin de roi. Ceci donne tout le sel à sa chanson « Charles Martel de retour de la bataille de Poitiers », car – ainsi qu’on le verra – Charles revint vainqueur en portant tout autre chose que ses tripes dans ses mains. La donzelle l’apprit à ses dépens. De première part, en étant contrainte de laisser... (continua)
CHARLES MARTEL RETOUR DE LA BATAILLE DE POITIERS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 1/1/2019 - 09:21
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Canzone scritta su un muro

[1977]
Nell'album "Disoccupate le strade dai sogni"
Testo trovato nel volume "Ma non è una malattia - Canzoni e movimento giovanile", a cura di Romano Madera, Savelli editore, 1978.

Mi sono preso una licenza, ho cambiato un "carnevale" in un "capodanno", tanto Claudio è morto lo scorso agosto e non può più protestare. E forse sarebbe stato comunque d'accordo con me...
In ogni caso, di certo non una canzone immediata, facile e bellissima, ma un magnifico testo, pieno di verità, ancora oggi.
Salve ragazzo che passi il giorno
(continua)
inviata da Bernart Bartelby 1/1/2019 - 00:49
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La memoria

Leon Gieco y Roger Waters - La Memoria 10-11-2018

adriana 31/12/2018 - 17:53

Io voglio stare bene

[1977]
Scritta da Ricky Gianco e Gianfranco Manfredi
Singolo che costituiva al sigla di apertura del programma TV "Di chi è la salute"
Testo trovato nel volume "Ma non è una malattia - Canzoni e movimento giovanile", a cura di Romano Madera, Savelli editore, 1978.
Il mio male non conosco
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/12/2018 - 14:00
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Ospedale militare

[1976]
Nell'album intitolato "Alla Mia Mam..."
Testo trovato nel volume "Ma non è una malattia - Canzoni e movimento giovanile", a cura di Romano Madera, Savelli editore, 1978.
(Non sono riuscito a trascrivere all'ascolto alcuni intermezzi parlati non presenti nel testo reperito)
Ma perché il mio letto devo farlo così?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/12/2018 - 13:43
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Giro, giro, tondo

[1976]
Parole di Gianni Sassi (non accreditato), produttore e fondatore della Cramps Records
Musica di Patrizio Fariselli e Paolo Tofani
Nell'album "Maledetti (maudits)" (dove la copertina è dello stesso Gianni Sassi)
Testo trovato nel volume "Ma non è una malattia - Canzoni e movimento giovanile", a cura di Romano Madera, Savelli editore, 1978.
Gioco, gioco
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/12/2018 - 11:57

Chanson en l’honneur des pavés

[1848]
Testo trovato su Histoire de France en Chansons
Ignoro chi sia Eugène Philippe, o Philippe Eugène... certamente prese parte ai moti rivoluzionari del 1848, quelli che misero fine al regno di Louis-Philippe (periodo della cosiddetta "Monarchia di Luglio") e portarono alla brevissima stagione della Seconda Repubblica. Da notare che il re Louis-Philippe abdicò senza far spargere il sangue dei parigini, mentre la Repubblica, nel giugno dello stesso anno, non esitò a farne strage, quando i socialisti scesero in strada per protestare contro la chiusura degli opifici nazionali...

Il dagherrotipo che segue testimonia come i pavés siato stati ovunque i protagonisti di quei giorni:

D'altra parte, "Paris qui n’est Paris qu’arrachant ses pavés", scriveva Louis Aragon in Plus belle que les larmes ("Les Yeux d'Elsa ", 1942)...
A leur fermeté, rendons grâce,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/12/2018 - 11:02
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El baile del Koyyaruna

[2018]

Album : El mito de la pérgola (Pascuala Ilabaca y Fauna)

Esta canción está dedicada a tantas personas que abandonan su lugar natal, su familia para buscar un trabajo. Esta poesía quiere recordarles que pueden abandonar un territorio geográfico, pero su origen, su mito, estará con ellos donde ellos estén.
En el video, el Kkoyaruna (minero en lengua quechua), es acompañado por un carnaval en el camino hacia la mina, los enmascarados danzantes y músicos, le recordamos que a través del rito del Carnaval puede depurar la degradación del trabajo y conectarse con su raíz. La grabación cuenta con queridos amigos invitados; Freddy Torrealba (charango), Alex Johnson (quena) y Francisca Vilches (trombón). El video fue grabado junto a la comparsa ̈La Gritona ̈ en el Aeródromo de Olmué , bajo la antigua mina del Cerro la Campana. Realización : Pablo Miranda Dinamarca
Dalla pagina youtube dell'artista
Mi mino-minoría
(continua)
inviata da adriana 31/12/2018 - 09:48
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Auprès de ma blonde (ou Le Prisonnier de Hollande)

anonimo
[fine 600]
Una canzone che risale al periodo immediatamente successivo a quello delle cosiddette "Guerre d'Olanda" (1672-78), combattute tra la Francia di Luigi XIV di Borbone – il Re Sole – ed un'alleanza variegata, composta da Brandeburgo, Sacro Romano Impero, Spagna e Province Unite dei Paesi Bassi. Durante quel conflitto molti soldati e marinai francesi caddero prigionieri e restarono per diversi anni come ostaggi nelle mani della coalizione avversaria.
Tradizionalmente il testo viene attribuito a tal André Joubert du Collet, nativo dell'isola di Noirmoutiers, in Vandea, occupata dagli "olandesi" del 1674. André Joubert sarebbe stato sequestrato e imprigionato ad Amsterdam per alcuni anni, e durante quel soggiorno forzato avrebbe composto la canzone. Tuttavia l'attribuzione è molto dubbia per cui ho preferito lasciarla ad Anonimo.

Questa canzone è ancora oggi molto celebre nei paesi... (continua)
Dans les jardins d'mon père
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 30/12/2018 - 20:49
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Pushed

Historians have barely begun to document the terrible effects on Aboriginal people of the European invasion of Australia since 1788. One problem is that the European approach to evidence relies heavily on written documents. Indigenous memory on the other hand is found in oral narratives. This song tells the story of a massacre in the Central Tablelands of New South Wales and of the conflict over what counts as evidence. It is time we abandoned our patronising attitudes and acknowledged the validity of Indigenous epistemology.
Pushed!
(continua)
inviata da Tony Smith 29/12/2018 - 22:20
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Ho visto un re

Paolo Ciarchi racconta la genesi di "Ho visto un re".

Salvo Lo Galbo 29/12/2018 - 22:14
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Francine

[1940]
Scritta da Albert Willemetz, grande autore di operette e cabaret, e Casimir Oberfeld, celebre compositore degli “Années folles”, morto nel 1945 nel campo di sterminio di Auschwitz.
Willemetz e Oberfeld furono anche gli autori di Paris sera toujours Paris

Interpretata da Fernandel contro la voce francese della propaganda nazista, quel Paul Ferdonnet (1901-1945), giornalista e militante di estrema destra, che in Germania trasmetteva per "Radio-Stuttgart", propagandando il "service du travail obligatoire". Ferdonnet fu poi processato e giustiziato per collaborazionismo alla fine della guerra.
La canzone si trova in antologie come "Histoire de France en chansons, 1900-1949" e "Fernandel ‎– Félicie Aussi"
Méfie toi ma Francine
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/12/2018 - 21:10
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Senza domande

2015
Breviario Partigiano 1945-2015

Testo: Massimo Zamboni
Musica: Massimo Zamboni, Francesco Magnelli, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo
Delle antiche canzoni, non rimane che il suono.
(continua)
inviata da DQ82 29/12/2018 - 18:08
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Breviario partigiano

2015
Breviario Partigiano 1945-2015

Testo: Massimo Zamboni
Musica: Massimo Zamboni, Francesco magnelli, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo
Breviario partigiano
(continua)
inviata da Dq82 29/12/2018 - 17:55
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Il nemico

2015
Breviario Partigiano 1945-2015

Testo: Massimo Zamboni
Musica: Massimo Zamboni, Francesco magnelli, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo
Ma io ho visto i morti sconosciuti, i morti repubblichini. Sono questi che mi hanno svegliato. Se un ignoto, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura a scavalcarlo, vuol dire che anche vinto il nemico è qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue, giustificare chi l’ha sparso. Guardare certe morti è umiliante. Non sono più faccenda altrui; non ci si sente capitati sul posto per caso. Si ha l’impressione che lo stesso destino che ha messo a terra quei corpi, tenga noialtri inchiodati a vederli, a riempircene gli occhi. Non è paura, non è la solita viltà Ci si sente umiliati perché si capisce – si tocca con gli occhi – che al posto del morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza, e se viviamo lo dobbiam... (continua)
inviata da Dq82 29/12/2018 - 17:38




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