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Prima del 2018-3-6

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Roberto Vecchioni: Figlia

Concordo con lo splendore di questa canzone, ma devo dire che, da quando sono diventato papà ho cambiato improvvisamente l'ordine nella mia mente delle canzoni dedicate ai figli, e credo che oggi, quella che maggiormente mi emozioni sia "Orchi e Streghe sono soli" degli Afterhours "orchi e streghe sono soli ed io invece ora ho te"
Alessandro Piter Rei 6/3/2018 - 18:35
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Hapishane Şarkısı V (ya da Aldırma Gönül)

d’après la version italienne LA CANZONE DEL CARCERE de Aytekinkaankurtul in Letteratura turca
d’une chanson turque – Hapishane Şarkısı V (ya da Aldırma Gönül) – Sabahattin Ali – 1933
Poème de Sabahattin Ali (1907-1948), écrivain, poète et journaliste turc.
Mis en musique dans les années 70 par Kerem Güney (1939-2012), important musicien et auteur-compositeur, et ensuite interprétée de très nombreux artistes.

Sabahattin Ali fut avant tout un enseignant. Il enseignait la langue allemande, car comme jeune et brillant licencié, il avait obtenu une bourse d’études en Allemagne. Mais à son retour en Turquie, il fut surveillé par la police politique du régime d’Atatürk et en 1933, il fut arrêté et emprisonné. C’est à cette période que ce poème se réfère. Ils le libérèrent à condition qu’il jure et célèbre en vers fidélité au président. Il le fit, mais ce n’était pas fini. Ses vers et ses mots... (continua)
LA CHANSON DE LA PRISON
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 6/3/2018 - 17:21
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Don Kişot

Zucchero "Sugar" Fornaciari: Hai scelto me / You've chosen me / Don Chisciotte (Nâzim Hikmet, 1947)

6/3/2018 - 15:49

Nâzım Hikmet: L’Espagne

Testo originale in turco:

İSPANYA
20 Mayıs 1962, Moskova

Kimimiz altmışındadır
Kimimiz gitti daha ötelere
Kimimiz bir avuç kemiktir çoktan
İspanya gençliğimiz
İspanya bir kanlı güldür göğsümüzde açılmış
İspanya arkadaşlığımız ölümün karanlığında
İspanya arkadaşlığımız aydınlığında altedilmez umudun
Ve koca zeytin ağaçları yırtık pırtık
Ve toprak sarı ve toprak kırmızı ve delik deşik
Kimimiz altmışındadır
Kimimiz gitti daha ötelere
Kimimiz bir avuç kemiktir çoktan
39’da düştü Madrid
Acı tatlı neler geçti o gün bugündür başından insanoğlunun
İspanya 39’da düştü
Öfkeli sıcak sesi geliyor Asturya madenlerinden 62’de
Bilbao’da aydınlığı altedilemeyen umudumuzun
İspanya gençliğimizdi İspanya gençliğimizdir
İspanya alınyazımızdadır hepimizin
Yeshua Aroyo 6/3/2018 - 15:31
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The War After the War

2018
Rifles and rosary beads

Non si può certo dire che Mary Gauthier sia un’artista particolarmente prolifica. E nemmeno troppo precoce, visto che ha pubblicato il suo primo disco quando era già trentacinquenne. Sono passati più di dodici anni dal bellissimo Mercy Now che la rivelò ad un pubblico più vasto e più di sette dall’ultimo album in studio, The Foundling. Tutti indizi che rivelano come le sue opere vengano più dall’anima che dal “mestiere”. E questo vale ancora di più per questo ultimo disco.

Mary Gauthier commenta l’America in guerra

Da quando gli Stati Uniti si sono assunti il ruolo di “gendarmi del mondo” quello dei reduci, dei war veterans, è sempre stato uno dei nervi scoperti della società americana. Negli ultimi vent’anni gli interventi in Kuwait, Afghanistan e Iraq non hanno certo migliorato la situazione, fino a far addirittura rivivere i fantasmi del Vietnam. In questo... (continua)
Who's gonna care for the ones who care for the ones who went to war?
(continua)
inviata da Dq82 6/3/2018 - 14:34
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Dim e didom e didom e didera

anonimo
[1972]
Canzone d’osteria milanese, molto terrena, anticlericale e pure antibellicista. E’ noto che il vino rende riflessivi, metafisici ma insieme anche più concreti...
Trovo il testo nel volume di Nanni Svampa intitolato “La mia morosa cara – Canti popolari milanesi e lombardi”, prima edizione 1977, dove l’autore individua il luogo in cui la canzone fu creata nell’Osteria della Briosca, un’osteria ai Navigli che ancora esiste. Svampa dice pure di un disco dal titolo “La Briosca di Milano” inciso proprio da un gruppo di clienti del locale.

Per la precisione, il disco in questione s’intitola “Osteria n°1. La Briosca di Milano. Quando c’erano i Navigli”, realizzato dalla casa discografica Fonit Cetra nel 1972 e interpretato da El Pinza, La Vanda, Rinone, Alberto e il coro della Briosca, tutti personaggi localissimi, con la consulenza musicale del Maestro Ettore De Carolis.
Dim e didom e didom e didera
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/3/2018 - 13:35
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The Torture Never Stops

Quanto mi manca FRANK.
Bell'articolo, complimenti!
marco
marco 6/3/2018 - 13:26
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Nada, la ragazza di Bube

Dal libro "Fiore di cappero" di Antonella Zucchini una ricostruzione del battibecco che precedette i fatti.
...don Scipione si fece verde di rabbia e dall'alto del suo scalino li apostrofò con durezza:
"O voi,indò vu credete di andare? Vu vorreste entrare in casa di Nostro Signore in queste condizioni?" tuonò accennando ai loro abiti.
Uno di questi gli si parò dinnanzi, senza paura.
"O bella,io in chiesa ci posso entrare quando mi pare" e mosse un passo.
Don Scipione gli si parò davanti. "un t'azzardare, sai? In pantaloni corti non si entra!"
Una ragazza mora con un fazzoletto rosso al collo intervenne.
"La settimana passata, in chiesa, c'erano i muratori coi pantaloni corti eppure vu siete stato zitto"
"E un vu gli avete detto nulla nemmeno a' fascisti quando gli entravano co' i gagliardetto!" rincarò un altro.
"E a' tedeschi quando sono entrati armati fino a' denti!" abbaiò un... (continua)
Silva 6/3/2018 - 10:14
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Riturnella

anonimo
"C’est une chanson populaire calabraise de 16 strophes dont seules les 5 premières sont parfois interprétées ; on en trouve une interprétation presque complète dans le disque d’Eugenio Bennato, Musicanova, de 1979, à l’exception de 2 strophes que nous avons mises entre parenthèses, et par le groupe calabrais Kalamu (= Descendons); plus récemment on connaît l’interprétation du groupe napolitain Neapolis dans son CD Palombella. C’est probablement un des plus anciens chants populaires calabrais, chant de séparation et d’éloignement. L’émigration, c’est ce qui sépare ceux qui s’aiment, pour pouvoir travailler (ou aujourd’hui, pour survivre à la faim ou à la guerre), on doit se séparer de ceux qu’on aime. Et l’hirondelle est une allégorie de la migration. Le style rappelle celui des cantastorie, simple et obsessionnellement répétitif.Le chant a été découvert par le musicologue Antonello Ricci, qui l’apprend de Mariangela Pirito (Za Manciulina) en 1976, à Cirò (province de Crotone en Calabre)."
HIRONDELLE
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 6/3/2018 - 00:55
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Un an e mez

[1968]
Nel disco "Milano Canta N°3", pubblicato nel 1968

Una canzone sulla naja, il servizio militare quando era obbligatorio. Il testo è ben reperibile in Rete ma purtroppo senza un audio che lo accompagni per verificarlo. Mi sà che il milanese lascia un po' a desiderare, ma tant'è... Se qualcuno avesse il disco o fosse milanese verace...
Faccio servizi ad ore,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 5/3/2018 - 18:29
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Man of God

Ecco Eliza che amo
k 4/3/2018 - 23:51

נולדתי לשלום

You can't sing to it.
It's just translated
ICH WURDE FÜR DEN FRIEDEN GEBOREN.
(continua)
inviata da K 4/3/2018 - 15:07
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Georges Brassens: Le petit joueur de flûteau

Oh, moi qui ai toujours pensé que Landerneau était une sorte de bled perdu quelque part à la pointe de la Bretagne, autant dire que ce Landerneau n’est rien d’autre que la Pologne de Jarry : « En Pologne, c’est-à-dire nulle part » ou enfin, presque. Historiquement, la Pologne est un pays à éclipses ; parfois, il existe ; parfois, il est envahi et dépecé – c’était le cas au temps de Jarry, lequel était breton, étant né à Laval et aimait la bicyclette.

Landerneau s’est aussi acquis une certaine célébrité par son épicerie.

Ainsi Parlait Lucien Lane
Lucien Lane 4/3/2018 - 11:13
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I Wish That The Wars Were All Over

anonimo
La versione cantata da Joan Baez in chiusura del suo nuovo e ultimo album "Whistle Down The Wind" del 2018
La voce non è più quella di una volta - 77 anni d'altra parte non sono pochi - ma il sentimento, la passione e l'impegno politico ci sono ancora.
I WISH THE WARS WERE ALL OVER
(continua)
3/3/2018 - 23:46
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Coachella - Woodstock in My Mind

(2017)
Scritta da Elizabeth Grant (Lana Del Rey), Rick Nowels, Rakim Mayers
Singolo estratto dall'album Lust For Life

In questa canzone la cantante pop Lana Del Rey racconta di aver passato il weekend al festival di Coachella in California proprio nei giorni in cui la tensione tra gli USA e la Corea del Nord raggiungevano il culmine. Di ritorno verso casa si ferma presso un bosco di sequoie e scrive questa canzone. "Volevo condividerla semplicemente augurandomi che un'individuale speranza e preghiera per la pace possa contribuire al suo raggiungimento nel lungo termine. Spero che tutti voi passiate una buona giornata, dalla California con amore.".
I was at Coachella, leanin' on your shoulder
(continua)
3/3/2018 - 23:19
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El Tano


MARTINO MASTINU

Dal '76 all'83, l'Argentina è stata oggetto di una fra le più feroci dittature che il continente sudamericano ricordi. Una dittatura che molti storici oggi ritengono una specie di prosecuzione degli orrori del nazismo

Ma è stata anche una dittatura che ha riguardato in modo particolare gli italiani e i sardi. Non si deve infatti dimenticare che Il 40% della popolazione argentina ha parenti di origine italiana, per questo molte centinaia di desaparecido sono risultati di origine italiana.

Ma lo sono anche molti dei loro persecutori e ormai ex ufficiali e sottufficiali: a cominciare da Juan Carlos Girardi, Julio Roberto Rossin e Josè Luis Porchetto, l’ammiraglio Emilio Massera, i generali Leopoldo Galtieri, Roberto Viola, Reynaldo Bignone e Armando Lambruschini, che insieme a personaggi anche loro militari quali Carlos Guillermo Suarez Mason, Santiago Omar Riverso, Alejandro... (continua)
Bernart Bartleby 3/3/2018 - 22:54
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Concrete Angel

Buona traduzione
AlbertoMaria Colonna 3/3/2018 - 13:01
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Addio padre e madre addio

anonimo
Da Antologia (2009) di cui era uno dei 5 inediti.



Nella versione di Pietrangeli a salutare i genitori è un figlio che lascia la sua terra e famiglia per emigrare.
ADDIO PADRE E MADRE ADDIO (IL CLANDESTINO)
(continua)
inviata da Dq82 3/3/2018 - 10:54
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E quando muoio io (Nuovi stornelli socialisti)

La strofa che normalmente viene riportata ( e ricantata)

E la rigi’, la rigi’, la rigira
la rigira e mai la sbaglia
evviva i socialisti
abbasso la sbirraglia!

da un attento ascolto della incisione di Giuseppe Milano risulta invece

La rigi’, la rigi’, la rigiri
Biagini che mai la sbaglia
evviva i socialisti
abbasso la sbirraglia!

Mi pare evidente che nel Biagini in questione sia da individuarsi l’allora ben noto Gustavo Biagini, il diligente ed inflessibile funzionario del ministero del tesoro che Giolitti mandò a spulciare i bilanci ed a ricontare i soldi alla Banca Romana.
Fu lui a scoprire un ammanco di venticinque milioni di lire di cui nove milioni di banconote emesse abusivamente duplicando numeri di serie di biglietti già ritirati.
L’operato di Biagini fu osteggiato ma la relazione Alvisi – Biagini portò infine al famoso scandalo della Banca Romana.
Questo confermerebbe la retrodatazione presunta rispetto al 1908
Giovanni Bartolomei da Prato 2/3/2018 - 20:25

La pignata

Caro Roberto Ardizzone, ho appena comprato il tuo libro su Giuseppe Schiera. Stasera comincio a leggerlo ma ho già visto che tante poesie di Peppe Schiera - come già sapevamo - sono davvero giuste per questo sito. Mi dai il permesso di contribuirne qualcuna, con le tue traduzioni?
Grazie
Un caro saluto dal lontano Piemonte
Bernart Bartleby 2/3/2018 - 19:57
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Ho parlato con la gente, e tutti mi hanno detto...

"Ho parlato con la gente, e tutti mi hanno detto..." è un flusso di coscienza e una riflessione dei Casa del Fico sull'uomo e sulla società.
Ho la dannata percezione della degenerazione
(continua)
inviata da chicosbligo 2/3/2018 - 18:23
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Ancien combattant

La versione di Sandro Joyeux

Dq82 2/3/2018 - 16:57
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Rinascimento

[2017]
All'Italia

Un album che parla di emigrazione, un vero e proprio concept-album che omaggia storie di vita degli Italiani di ieri e di oggi, parlando di rinascita, di rinnovamento, di forza.

È possibile che la gran massa di un paese perda del tutto quel che potremmo chiamare senso del bene comune? È possibile. È possibile che un paese già notoriamente individualista di suo perda quel che potremmo chiamare necessario sentimento di solidarietà che rende un insieme di gente ben diverso da un’unità? È possibile. È anche possibile che io stia mettendo giù la cosa in modo assai leggero riferendomi forse a principi nobili e doverosi nei rapporti umani. Per cui meglio dire le cose in modo più diretto e senza tanti giri di parole. Viviamo in un paese che non ho alcun problema a definire mafioso. Mafioso negli atteggiamenti e nei rapporti tra la gente, visto che del criminale con la coppola... (continua)
In ogni giorno che ti svegli in questa vita tua
(continua)
inviata da Dq82 2/3/2018 - 15:11
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Cayenne

anonimo
Tableau Cayenne saisi par la gendarmerie
La chanson fait toujours frémir l'Autorité autoritaire

http://quebeuls.canalblog.com/archives...

(Le lien du dessus ne marche pas)
Repke 2/3/2018 - 12:46

Ihr Brüder in den Städten dort

Testo / Lyrics / Paroles / Text: Heinrich Eildermann 1907
Musica / Music / Musique / Musik: »Zu Mantua in Banden«, Leopold Knebelsberger 1844

Audio link to the song performed by Hannes Wader: https://www.youtube.com/watch?v=z5BFZCFw3yk
DEM MORGENROT ENTGEGEN
(continua)
inviata da Juha Rämö 2/3/2018 - 11:27
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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

PARODIA TEDESCA / GERMAN PARODY [4]

Ancora una parodia tedesca / One more German parody / Encore une parodie allemande / Nochmal eine deutsche Parodie
Autore sconosciuto / Author unknown / Auteur inconnu / Verfasser unbekannt [JR]
VOR DEN TOREN MOSKAUS
(continua)
inviata da Juha Rämö 2/3/2018 - 11:25




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