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Jødisk partisansang

Svensk tolkning Bengt Berg (varmlands litteratur)
PARTISANSÅNG
(continua)
inviata da ruoccikommi 22/1/2018 - 20:47
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Les effarés

[1870]
Versi di Arthur Rimbaud, qui nella versione del “dossier Verlaine” del 1871-72 (per le altre versioni si veda qui)
Una poesia messa in musica da diversi autori (Gabriel Dupont, Jean Musy, Anne-Marie Framboisier, Jacques Hustin, Catherine Le Forestier, Patrick Cinque e altri)
Testo trovato su Arthur Rimbaud, le poète
Noirs dans la neige et dans la brume,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/1/2018 - 15:23

Die Ballade vom Nachahmungstrieb

Chanson allemande – Die Ballade vom Nachahmungstrieb – Erich Kästner – 1931

Chanson écrite par Erich Kästner et publiée le 24 mars 1931 dans l’hebdomadaire Die Weltbühne, dirigé par Kurt Tucholsky en 1926 et 1927, et puis, par son ami Carl von Ossietzky jusqu’à son arrestation en 1933.

Les nazis arrêtèrent Carl von Ossietzky, avec des milliers d’opposants au lendemain du pseudo- « incendie du Reichstag ». Ce fut alors qu’ils commencèrent à jouer, à s’amuser sadiquement avec toutes ces vies réduites en captivité, vraiment comme le font les protagonistes de cette « Ballade de l’imitation » ; un groupe d’enfants, curieux de savoir ce qu’éprouvent les grands lorsqu’ils exécutent un criminel, décident de pendre par jeu l’un d’eux, Fritz Naumann, après l’avoir sommairement poursuivi en justice comme voleur… Lorsque un adulte s’aperçoit que le jeu s’est changé en tragédie, il est alors trop tard…... (continua)
LA BALLADE DES CAMÉLÉONS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 22/1/2018 - 14:48
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La Paix

[1874]
Versi di Théodore de Banville (1823-1891), poeta e drammaturgo francese
Nella raccolta “Rondels composés à la manière de Charles d'Orléans et Les Princesses, sonnets.”, 1874
Musica di Reynaldo Hahn (1874–1947), compositore, pianista e direttore d'orchestra venezuelano naturalizzato francese.
Testo trovato su questo sito dedicato a de Banville
La Paix, au milieu des moissons,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/1/2018 - 14:11
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Le pas d'armes du Roi Jean

[1828]
Versi di Victor Hugo (1802-1885), nella raccolta “Odes et Ballades”
Musica di Camille Saint-Saëns (1835-1921), compositore, pianista e organista (per baritono, 1885)

“Noi che siamo, per volontà divina, gentiluomini d’alto rango, bisogna che facciamo rumore sulla terra, e la guerra non è che un gioco...”

La versione di Saint-Saëns l’ho trovata su Hugomanie
Qui la versione completa della poesia di Hugo.
Par saint Gille,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/1/2018 - 13:52
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Si je trépasse entre tes bras

[1552]
Versi di Pierre de Ronsard (1524-1585), poeta francese, nel primo libro de “Les Amours de Cassandre”, raccolta dedicata a Cassandra Salviati, una giovane italiana amata da Ronsard.
Musica di François Regnard, compositore rinascimentale
Interpreta dal quartetto neerlandese di musica barocca Egidius Kwartet.
Testo trovato su Hugomanie
Si je trépasse entre tes bras, Madame,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/1/2018 - 11:43

Qu'est-ce pour nous, Mon Cœur...

[1871-72]
Versi di Arthur Rimbaud, nella raccolta “Derniers vers”, pubblicata per la prima volta nel 1891, anno di morte del poeta.
Musica di Dick Annegarn, per il brano sotto il titolo “Vers Nouveaux”, nell’album “Frères?” del 1986
Testo trovato su Hugomanie

Una poesia dedicata alla “Semaine Sanglante” del 1871, la feroce repressione della Comune di Parigi con cui Rimbaud certamente simpatizzò, anche se non è dato sapere se vi partecipò direttamente...
Qu'est-ce pour nous, Mon Cœur, que les nappes de sang
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/1/2018 - 10:02

La Guerre

Versi di Théodore de Banville (1823-1891), poeta e drammaturgo francese
Nella raccolta “Rondels composés à la manière de Charles d'Orléans et Les Princesses, sonnets.”, 1874
Musica di Charles Koechlin (1867-1950), compositore francese, nel ciclo “9 Rondels”, 1905.
Testo trovato su Hugomanie
La Guerre, ivre de sa colère,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/1/2018 - 09:24
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La nuit

Versi di André Pierre Leclercq, in arte Luc Bérimont (1915-1983), scrittore e poeta francese, membro della Resistenza, amico di René Guy Cadou
Interpretata in musica da Marc Robine nella raccolta "Poètes & chansons: Luc Bérimont" edita dalla EPM
Ho trovato il testo su Hugomanie, dove però non si dice da quale raccolta la poesia sia tratta.

“La notte è una poesia intensa e misteriosa che descrive un paese sotto occupazione all’indomani di un bombardamento, con gli abitanti cacciati dalla loro città, travolti da una notte da incubo, che si rifugiano nei boschi e nei sogni in cui appaiono le immagini di pace e gioia di prima della guerra.

Da questo poema emerge un'atmosfera strana, lugubre, inquietante, come se la strage fosse appena avvenuta. Una scena notturna con i protagonisti che hanno perso tutte le loro illusioni e che non hanno nient'altro che i loro ricordi di paesaggi, di... (continua)
Les hommes ont passé Dimanche-de-la-Nuit
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/1/2018 - 08:22
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Poggibonsi

[1982]
Scritta da Franco Battiato e Giusto Pio
Interpretazione:
Milva, "Milva Alexander Platz"
Written by Franco Battiato and Giusto Pio
Performed by:
Milva, "Milva Alexander Platz"


I bombardamenti, la liberazione di Poggibonsi e una canzone scritta da Battiato
da Valdelsa Net
Pubblicato il 19 luglio 2017 (modifica il 29 dicembre 2017)

"Poggibonsi è stata evacuata e Gerusalemme liberata". Fa così la canzone scritta da Franco Battiato e Giusto Pio e interpretata da Milva nel lontano 1982. Ma come mai una canzone proprio sulla città valdelsana? E qual è il senso della canzone? Ne parla proprio Pio in un'intervista di parecchi anni fa, in cui spiega che «non c’era un metodo, a volte le canzoni nascevano casualmente. Ad esempio una volta eravamo in macchina, durante un tour. Passando per Poggibonsi mi ricordai di una canzone del tempo di guerra sull’aria di “Amapola”. Il testo diceva:... (continua)
Poggibonsi è stata evacuata
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 22/1/2018 - 06:05
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Valery

Chissà poi perché, a suo tempo, la avevo messa tra gli "Extra" questa canzone. E, difatti, oggi ce la tolgo e la riporto al suo autore, al grande Alfredo Cohen. Come si dice in altri ambiti, "un atto dovuto".
Riccardo Venturi 22/1/2018 - 06:01
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Peace

Album Come Away With Me
PEACE
(continua)
21/1/2018 - 22:05
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Ô Jeunesse

[1943]
Versi di Robert Desnos, poeta surrealista, giornalista, membro della Resistenza francese, morto a 45 ‎anni di tifo e privazioni l’8 giugno del 1945 a Theresienstadt – ironia della sorte: un mese dopo la ‎liberazione del campo! – ultimo dei vari campi di prigionia nazisti dove era transitato.‎
Nella raccolta postuma intitolata "Destinée arbitraire", pubblicata nel 1975 da Gallimard.

Interpretata in musica da Tonio Gémème nella raccolta "Poètes & chansons: Robert Desnos"


"Il cimitero è pieno di amici che si accalcano. Che il loro sonno sia tranquillo e senza rigor mortis. Ma finchè resterà del vino nelle bottiglie, che mi si riempia il bicchiere e coprendomi le orecchie ascolterò salire l'oceano nel mio cuore"
Ô jeunesse voici que les noces s’achèvent
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/1/2018 - 22:03
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Music To Eat Thanksgiving Dinner By 3 Flute Players And 300 Turkeys

[1982]
Improvvisazione ai flauti di Sybl Glebow, Liza e Jim Nollman, con l'accompagnamento di un allevamento di tacchini.
Nel disco "Playing Music with Animals: Interspecies Communication of Jim Nollman with 300 Turkeys, 12 Wolves and 20 Orcas", pubblicato dalla Folkways Records.

Jim Nollman, classe 1947, è un compositore ed artista concettuale americano, nonchè un pioniere dell'ambientalismo. E' stato anche uno dei primi militanti di Greenpeace, impegnato nella campagna contro la mattanza dei delfini, pratica tradizionale dell'isola giapponese di Iki.

In seguito ha fondato una propria associazione, Interspecies, che ha lo scopo di promuovere la comunicazione tra l'uomo e le atre specie animali. Jim Nollman si è concentrato in particolare nel "dialogo" musicale con le orche selvagge della costa occidentale di Canada.

"Music To Eat Thanksgiving Dinner", in particolare, aveva come obiettivo... (continua)
[strumentale, con voci animali]
inviata da Bernart Bartleby 21/1/2018 - 20:53
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Canzone per il lupo

2010
Dr.Hyde & Mr.Hyde

con la partecipazione dei Gang:
Marino Severini: Voce
Sandro Severini: Chitarra Elettrica
Francesco Capolaretti: Basso,Chitarra Acustica & Cori
Fabio Verdini: Piano,Hammond,Tastiere,Synth, Sitar & Cori
Diego Garbuglia: Batteria

Canzone per il lupo. immaginata come filastrocca o ninna nanna per bambini,mira a restituire un nuova immagine a questo meraviglioso e poco conosciuto animale, figura riabilitata anche grazie alla cultura dei Nativi Americani dai quali è concepito come simbolo di saggezza e forza. Metafora relativa all'uomo bandito, additato e perseguitato dal Potere che comunque fiero conserva i suoi ideali...
Una mano disegnò
(continua)
inviata da Dq82 21/1/2018 - 16:52

Chemical Warfare

[1982]
Parole e musica di John Lewis Smith, navigato cantautore inglese che in alcune sue produzioni più recenti si firma con lo pseudonimo di Fyrm Fouroux.
Nell'album intitolato "Just For The Record"
Testo trovato su Bandcamp
Just what are the scientists up to
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/1/2018 - 16:36
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Yoko Ono: Let the Tears Dry

[1982]
Parole e musica di Yoko Ono
Nel suo album intitolato "It's Alright (I See Rainbows)"

(la famosa foto di famiglia sul retro copertina)

“Un'anima è volata via quando è stato versato il sangue, un'anima che si prendeva cura della vita così profondamente...”

Impressionanti, all'inizio e alla fine del brano, i colpi di pistola esplosi da quel bastardo di Mark Chapman (che possa morire nel dolore) quel maledetto 8 dicembre 1980...
Let the tears dry
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/1/2018 - 15:20
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I See Rainbows

[1982]
Parole e musica di Yoko Ono
Nel suo album intitolato "It's Alright (I See Rainbows)"

(la famosa foto di famiglia sul retro copertina)
Its getting cold around here
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/1/2018 - 14:53
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Sir Hugh, or The Jew's Daughter, or Hugh Of Lincoln, Showing The Cruelty Of A Jew's Daughter

anonimo
Cara Cattia, a proposito di macabre canzoni su questo tema, nemmeno qui da noi si scherza, conosci "La barbara ostessa"? Anche la cara Dodi Moscati l'aveva interpretata col titolo "L'orrenda madre" nel suo primo disco del 1973 nella riscrittura di Giuseppe Bracali, dello stesso episodio esiste anche la versione del cantastorie Pietro Tenti di Pavia pubblicata su un foglio volante. Se Gabriel Yacoub avesse conosciuto questa canzone, ci scommetto che l'avrebbe inserita nel repertorio dei Malicorne dei tempi d'oro, che ne dici Riccardo? Il canto inizia così, Dodi sostituisce solamente la parola "somigliare" con "uguagliare":

"Se i cannibali sono feroci, una donna li può somigliare e una madre li può superare per l'infamia del barbaro cuor...."

Anche "Il 12 d’agosto un fatto s’è scoperto" descrive lo stesso episodio:

http://www.archiviosonoro.org/archivio...
Flavio Poltronieri 21/1/2018 - 12:59
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L'ultimo viaggio

Questa storia merita di essere raccontata. Carolina Lombroso, sposata ad Eugenio Calò (l'Eugenio della canzone), allora operante come partigiano nell'aretino, abitava nella casa di campagna dei genitori del marito a Cascia di Reggello, paese in provincia di Firenze. Nella stessa abitazione si trovavano anche i suoi tre figli: Elena (7 anni); Renzo (5 anni) e Albertino (2 anni) e la sorella di Eugenio, Clara Calò, assieme ai suoi due figli: Tullio (7 anni) e Claudia (5 anni), sfollati da Livorno. Assieme a loro c'erano anche Lidia Baquis, madre di Eugenio e Clara, ed altri due suoi figli: Ada e Renato Calò con la famiglia, provenienti da Roma, dove erano riusciti a sfuggire alle razzie.
Quando il maresciallo maggiore dei carabinieri di Reggello ricevette l'ordine di arresto dal questore di Firenze, Manna, cercò di dare loro il tempo di fuggire. La sera dell'11 marzo 1944 si recò presso la... (continua)
Luca Falchini 21/1/2018 - 12:39
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Cupe Vampe

Encore une fois, l’Europe démontre plutôt que sa propre incapacité, sa propre inconsistance au delà d'un système de production et consommation. Produis, consomme, crève nous chantions il y a 10 ans en se moquant de la triade prédominante.

Quelque chose a changé et pas pour le mieux par ici; on consomme davantage et on produit moins, de moins en moins et on crève beaucoup plus, et d'une sale, sale mort.

Années de guerre féroce au bord de la mer Adriatique: morts, blessés, horreur. Années de lâcheté, de désintérêt, ou des autres intérêts, de quelque avantage même énorme.

L'Europe qui veut compter, celle qui fait ses comptes et avec laquelle il faut compter, au cours de ce siècle avec les lois raciales e la destruction de sa composante juive, a commis une abomination que la guerre et la Résistance nous ont poussés à croire si non pardonnée, au moins fortement purgée. La Yougoslavie nous... (continua)
SOMBRES FLAMMES
(continua)
20/1/2018 - 21:51
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Le prince d'Orange

Una curiosità:
la citazione "Que maudite soit la guerre" la troviamo anche nel testo di Nadaud.
Flavio Poltronieri 20/1/2018 - 21:36

Hunger ist heilbar (Eine deutsche Allegorie)

Chanson allemande – Hunger ist heilbar (Eine deutsche Allegorie) – Erich Kästner – 1931
Poème d'Erich Kästner, dans le recueil « Gesang zwischen den Stühlen » (Chant entre deux chaises) publié en 1932.
Musique de Werner Helwig (1905-1985), alias Hussa, écrivain, poète et auteur-compositeur allemand.


Dialogue maïeutique

Tu te souviens sans doute, Lucien l’âne mon ami, que nous avons déjà publié quelques versions françaises de poèmes ou de chansons d’Erich Kästner.

Certainement, Marco Valdo M.I. mon ami, et je me souviens également qu’elles étaient des plus intéressantes. J’en retiendrai quelques-unes : CONNAIS-TU LE PAYS OÙ LES CANONS FLEURISSENT ?, SPORTS D'HIVER, TRÈS SAGES CONTEMPORAINS, LE POIRIER SUR LA LORELEI (d’après un événement vrai), etc. Il y en avait d’ailleurs une belle série, près d’une quarantaine Histoires d'Allemagne, un nombre tel que je ne pourrais les citer toutes... (continua)
SOIGNER LA FAIM (UNE ALLÉGORIE ALLEMANDE)
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 19/1/2018 - 21:09
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Pane e Coraggio

Secondo me, questa canzone/poesia, trasmette un messaggio, cioè: che gli immigrati pensano di venire qui tranquilli, mentre invece tutti si allontanano da loro, li evitano. Secondo me dovremmo dare una possibilità agli immigrati e accoglierli a braccia aperte.
Andrea 19/1/2018 - 15:56

Chant du tabou

[194?]
Versi di Robert Desnos, poeta surrealista, giornalista, membro della Resistenza francese, morto a 45 ‎anni di tifo e privazioni l’8 giugno del 1945 a Theresienstadt – ironia della sorte: un mese dopo la ‎liberazione del campo! – ultimo dei vari campi di prigionia nazisti dove era transitato.‎
Nella raccolta postuma “Destinée arbitraire” (Gallimard, 1975)
— Le tabou est sur toi, le tabou est sur nous ! Ainsi chantent les héros qui te suivent.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/1/2018 - 14:05
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The Letters of Florence Hemphill

2017
Joe Crookston

La canzone nasce da una collaborazione con il National World War I Museum and Memorial in Kansas City, Missouri; Florence Hemphill fu una crocerossina che servì durante la prima guerra mondiale, e nel museo sono raccolte circa 100 sue lettere.

With the United States entry into the First World War on April 16, 1917, the demand for nurses was immediate. Only a small cadre of U.S. Army Nurse Corps (ANC) personnel was available, thus the call went out. Florence Edith Hemphill answered. When she left for France in 1918, nurse Hemphill, who had brown hair and gray eyes, and stood fi ve feet, seven inches and weighed 130 pounds, was embarking on the greatest adventure of her life. To share this experience with the folks at home, she wrote letters, many of which survive today.
Born on February 28, 1887, in Wilson County, Florence Hemphill grew up in Chanute, the sixth of nine... (continua)
I came back home to Wilson County
(continua)
inviata da Dq82 19/1/2018 - 11:43
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Blue Tattoo

2008
Able Baker Charlie & Dog

La canzone è un dialogo tra una madre e una figlia, la madre, Dina Jacobson, è sopravvissuta ad Auschwitz, e racconta della guerra, dell'emigrazione negli Stati Uniti e del suo tatuaggio blu: il numero tatuato sul braccio nei lager nazisti.
La canzone nasce tra l'incontro tra il cantautore Joe Crookston e Dina Jacobson, incontro raccontato anche nel documentario "Blue Tattoo: Dina's Story, Joe's Song."
Yes, my darling
(continua)
inviata da Dq82 19/1/2018 - 11:27
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Inka Lied [El Condor pasa]

sono approdato qua per un dubbio che avevo in merito all'operazione condor della CIA parzialmente chiarito dall'aggiunta dell'ultima strofa
ilovepeace 19/1/2018 - 09:53

L’Épitaphe

[1944]
Versi di Robert Desnos, poeta surrealista, giornalista, membro della Resistenza francese, morto a 45 ‎anni di tifo e privazioni l’8 giugno del 1945 a Theresienstadt – ironia della sorte: un mese dopo la ‎liberazione del campo! – ultimo dei vari campi di prigionia nazisti dove era transitato.‎

Nella raccolta intitolata “Contrée”, pubblicata nel 1944
Trovo la poesia cantata nella raccolta "Poètes & chansons: Robert Desnos"
J’ai vécu dans ces temps et depuis mille années
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/1/2018 - 08:07
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The Twa Sisters, or The Cruel Sister

De två systrarna, la versione norvegese della ballata
De två systrarna, the Norwegian version of the ballad


Storicamente, l'intera balladry angloscozzese ha precisi paralleli scandinavi; la cosa è del tutto naturale non soltanto per la vicinanza geografica, ma anche per le comuni radici culturali in epoche antiche, e per l'assimilazione (anche linguistica) avvenuta direttamente ai tempi del Danelaw. La balladry angloscozzese è in buona parte risultato dell'interazione strettissima con la Scandinavia. Qui si presenta la versione norvegese di questa ballata, tratta dal Folk Song Lyrics Archive; il testo è, in modo piuttosto logico, in "neonorvegese" (Nynorsk), la variante occidentale del norvegese.
Der bodde en bonde ved en strand
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 19/1/2018 - 07:06
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E garnison [E garnizon Lannuon]

Dilecte Kadorvrec'her, sembra infatti che questo canto appartenga a tutto un "filone", com'è del resto usuale per tutti i componimenti popolari. E' noto infatti, peraltro con una vicenda svolta assai dettagliatamente e con una sorta di "prequel", anche come Ar miliner laer (Il mugnaio ladro), qui da una pagina dalla quale ho ripreso diverse cose e che segnalo anche per le traduzioni in francese e inglese (quest'ultima, addirittura una riscrittura in versi). Dalla medesima pagina proviene anche il rapprochement al Barzhaz Breizh, e in particolare alla Milinerez Pontaro (ma qui non c'è un mugnaio, ma una mugnaia). Ci sarebbe a questo punto un po' da ragionare sulla figura del mugnaio (o della mugnaia) nella cultura popolare: mi ricordo che in quel dell'Elba, quand'ero ragazzino ino, sul mugnaio del paese si vociferava che si desse parecchio da fare con le ragazzotte e anche con le spose, senza però che il tipo fosse mai stato colto sul fatto. Anche perché esercitava un'attività fondamentale. Ma sto divagando, naturalmente. Kenavattuà.
Richard Gwenndour 19/1/2018 - 05:18

Hommes

[1942]
Versi di Robert Desnos, poeta surrealista, giornalista, membro della Resistenza francese, morto a 45 ‎anni di tifo e privazioni l’8 giugno del 1945 a Theresienstadt – ironia della sorte: un mese dopo la ‎liberazione del campo! – ultimo dei vari campi di prigionia nazisti dove era transitato.‎

Nella raccolta "Fortunes", pubblicata nel 1942
Trovo la poesia cantata nella raccolta "Poètes & chansons: Robert Desnos"
Hommes
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/1/2018 - 22:26




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