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Prima del 2016-8-8

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Epilogo

L'importanza di chiamarsi Michele (2013)

Federico mi racconti quali sono le tue ambizioni legate a “L’importanza di chiamarsi Michele”?
Premesso che sono uno sconosciuto alla mia prima esperienza discografica, ritengo che una persona dovrebbe ascoltare il mio disco per semplice curiosità e, dalla curiosità, passare al giudizio di “gusto”, quindi riascoltarselo, capirne la storia, farlo proprio, immedesimarsi e poi seguire la morale di Michele. Cerco di parlare di lotta alla sopravvivenza in un periodo storico – quello nostro – davvero tragico: è qui che Michele combatte la sua guerra, decidendo inzialmente di scappare all’estero, poi di ritornare e quindi di sfogarsi, offrendo il suo piccolo e inutile contributo alla sua terra, al suo mondo. È l’epilogo che, però, nasconde la svolta della narrazione: un monologo affidato direttamente alla voce di Michele e che rimanda a uno dei brani iniziali... (continua)
Alla fine, come tutto, è una storia quasi vera.
(continua)
inviata da Dq82 8/8/2016 - 17:43
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Un militare

L'importanza di chiamarsi Michele (2013)

Calabrese, bolognese d'adozione, che si rifà a Rino Gaetano e cita come suoi maestri inconsapevoli Simone Cristicchi e Cisco.

Introduzione da Promemoria di Gianni Rodari
Ci sono cose da non fare mai, ‎
(continua)
inviata da Dq82 8/8/2016 - 17:36
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El baile del abejorro

[1975]
Parole e musica di Carlo Cano
Nell’album d’esordio, intitolato “A duras penas”
Poi sul lato B del singolo “La verdiblanca” (canzone dedicata i colori della bandiera andalusa)

La festa e le danze – e qui si balla il “ballo del bombo” – sono riservati ai poveri e agli sfruttati… Invece i ricchi e i profittatori, che vadano a ballare da un’altra parte!
Este ritmo alegre voy a cantar
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 8/8/2016 - 16:23
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Sõjavägi kohustab

SOTAVÄKI VELVOITTAA
(continua)
inviata da Juha Rämö 8/8/2016 - 12:03
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רומקאָװסקי חײם

Nel cominciare a rimettere un po' in ordine questa pagina, è d'obbligo avvertire che, secondo l'autorevole Freedman Catalogue, la canzone si intitolerebbe semplicemente Rumkowski (רומקאָװסקי). L'autore dei versi sarebbe sì Yankele Hershkowitz, ma il compositore della musica sarebbe, secondo il FC, Morris Goldstein. Il Freedman Catalogue non riporta purtroppo mai i testi dei brani, ma soltanto il primo verso a mo' di identificazione; in questo caso, tale primo verso appare differente dalla versione data in questa pagina.
Riccardo Venturi 8/8/2016 - 11:33
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װײַל איך בין אָ ייִדעלע

8 agosto 2016

Due parole del traduttore. Come di consueto, la traduzione italiana segue alla lettera il testo originale yiddish; anche in questo caso la traduzione inglese rende piuttosto il senso. Ci sono anche alcune piccole note esplicative.
POICHE' SONO UN EBREUCCIO
(continua)
8/8/2016 - 10:41
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Parando los tijerales

[1971]
Parole e musica di Víctor Jara
Un brano che trovo in una raccolta del 2001 intitolata “Manifiesto

Non di certo una delle canzoni più significative di Jara, piuttosto didascalica, scritta al solo scopo di sostenere la Unidad Popular.

“Tirando su i tetti” è scritta dalla prospettiva di un operaio edile, uno che ha sempre costruito case per i ricchi e che ogni sera se ne torna nel suo “conventillo”, un misero alloggio di ballatoio con il cesso in comune. Con l’avvento di Allende finalmente l’hanno mandato a costruire una scuola, una strada, una casa vera per la gente più povera, perché ci sia più giustizia sociale…
Brindo dijo un albañil
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 8/8/2016 - 08:20
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Migrare

[2016]

Album: Letiana
Migrare
(continua)
8/8/2016 - 00:34
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Letiana

[2016]

Album: Letiana

"Il testo è apparentemente semplicissimo, perché volevo che fosse una sorta di lamentela corale, una sorta di preghiera laica e tribale.
Cosa vuol dire Letiana ? È un nome di donna (anche qui lo spunto mi è venuto dalla lettura di un giornale, più precisamente, da un articolo dove si raccontava di donne prive di marito o figli linciate pubblicamente perché accusate di stregoneria) che per me è diventato il nome collettivo dei reietti, degli ultimi, degli indifesi. Per questo l’ho scelto anche come titolo del disco. "
Letiana
(continua)
8/8/2016 - 00:30
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Buonanotte Irene

[2016]

Album: Letiana

"Parla di rifugiati politici e di addii. Il titolo riprende lo standard folk americano “Goodnight Irene”, interpretato in Italia da Nilla Pizzi proprio con il titolo “Buonanotte Irene”, anche se, in realtà, per il nome mi sono ispirato al film “il segreto dei suoi occhi” di Juan Jose Campanella. Il film non mi è particolarmente piaciuto, ma mi ha fornito lo spunto per la scena iniziale del brano. "
Buonanotte Irene
(continua)
8/8/2016 - 00:25
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Impalcature

[2016]

Album: Letiana

"Parla di omicidi bianchi, cioè le morti sul lavoro: una delle piaghe di questo paese, che in un anno fa più morti della camorra. Il punto di vista è di chi rimane. Della rabbia provata da chi ha visto il proprio collega morire, e che rimane a lavoro, sapendo che potrebbe toccargli la stessa sorte. Di chi sa che di lavoro si muore anche per logorio, se non proprio di malattia o d’incidenti. Cerco di raccontare la frustrazione di chi è incudine e non può alzare la testa e, per questo, se la prende con sé e con chi è più debole."
Impalcature
(continua)
8/8/2016 - 00:21
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La Normalità

[2016]

Album: Letiana

"Volevo parlare della violenza di genere ritenuta “normale”, quella quotidiana cui assistiamo tutti inermi perché ne se siamo assuefatti e, talvolta, artefici. È la violenza che mi spaventa di più: è semplice indignarsi per “i mostri”, lo è meno quando ci rendiamo conto che siamo tutti colpevoli in un modo o nell’altro"

«Il video de La Normalità», si legge nelle note stampa allegate, «procede in modo volutamente statico e incentrato sulle reazioni di una ragazza – incredulità, fastidio, ridicolaggine, amarezza – al discorso portato avanti dal protagonista della canzone. Un discorso in cui la violenza quotidiana – nel caso specifico, sulle donne – viene legittimata con la sua presunta “normalità”, perché “è così che va il mondo / è così che è sempre andato”, osteggiando qualsivoglia processo di emancipazione nella società. A tutte queste persone che negano diritti... (continua)
La Normalità
(continua)
8/8/2016 - 00:17
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Kildevil

[2016]

Album: Letiana

Nelle parole dell'autore "il Kildevil era un rum molto forte bevuto dagli schiavi deportati nelle isole vergini alla fine del ‘700. A quell’epoca l’afflusso di schiavi era tale che conveniva acquistarne di nuovi e lasciar morire di fatica quelli che si avevano già, piuttosto che spendere delle risorse nel curarli. Un tentativo di rivolta da parte degli schiavi fallì proprio a causa del rum con cui festeggiarono la prima vittoria e che li ridusse all’incoscienza. Il brano racconta quindi una doppia schiavitù: quella dei deportati e quella dall’alcol.
Lo spunto mi è venuto dal libro “Le Isole Degli Schiavi” di Thorkild Hansen, edito da Iperborea."
Kildevil
(continua)
8/8/2016 - 00:08
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Sacando pecho y brazo

[1972]
Parole di Víctor Jara, con Alejandro Sieveking (1934-), drammaturgo cileno che fu amico e collaboratore di Jara.
Musica di Víctor Jara.
Testo trovato su Lacuerda.net – Letras y acordes

Una cueca, penultimo brano da “La población”, concept album dedicato ai campamentos, agli insediamenti spontanei che in Cile, soprattutto tra gli anni 60 e gli anni 80, sono sorti intorno alle grandi città. Quelli che in altri paesi dell’America Latina si chiamano “favelas”, “barrios bajos”, “villas miseria”, ecc., in Cile vengono chiamati “poblaciones callampa”, dove con il termine callampa ci si riferisce a tutti quei funghi che crescono nei prati dalla sera al mattino: ieri non c’erano e oggi sono lì.
Al proposito si veda l’introduzione a La bala.

“Dicono che i riccastri, e 'sti cazzi! / sono molto sorpresi / Dicono perchè i pezzenti, a 'sti cazzi! / si sono ribellati...” E' ora che anche noi... (continua)
- Popeye oh, alcánzame los clavos de una y media que tenís ahi
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/8/2016 - 22:02

Prova tu

Un piccolo brano in stile anomalo dedicato ai tanti, giovani e meno giovani, per cui un posto precario e sottopagato è il massimo a cui possono aspirare, un sogno che sperano possa avverarsi.
Non è mica colpa mia
(continua)
inviata da Roberto Malfatti 7/8/2016 - 21:07
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El amor es un camino que de repente aparece

[1965]
Parole e musica di Víctor Jara
In un disco senza titolo pubblicato nel 1967, noto anche come El aparecido o “Desde Lonquén hasta siempre”, titolo quest'ultimo assegnatogli in edizioni successive a partire dal 1980.

Un inno all'amore, all'“hombre creador” e alla libertà. Nella prima strofa un richiamo a Las palomitas, la prima canzone composta da Jara nel 1960, quando ancora faceva parte dell'ensemble folklorico Cuncumén, con Margot Loyola, Silvia Urbina e Rolando Alarcón. In quei versi il poeta, rapito dal volo libero delle colombe, le interpellava per sapere quale fosse il luogo più tranquillo per viverci... E quelle rispondevano che non era certo la terra, l'unico posto per essere liberi è il cielo...
Ma forse, a qualche anno di distanza, Jara aveva compreso che a fare della terra il cielo era l'amore, l'amore per la proprio donna, per la terra, per il popolo e le sue sofferenze: “Ho incontrato la vita nei tuoi occhi... sono i miei soli tesori che nessuno mai potrà sottrarmi.”
El viento juega en la loma
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/8/2016 - 17:37
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Khorakhané (A forza di essere vento)

Μετάφραση - Velvet
KHORAKHANÉ / Η ΔΎΝΑΜΗ ΝΑ ΕΊΣΑΙ ΑΝΕΜΟΣ
(continua)
inviata da Velvet 7/8/2016 - 11:11
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In galera li panettieri

IN GALERA I PANETTIERI
(continua)
inviata da Nessuno 7/8/2016 - 04:56
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En el río Mapocho

[1972]
Parole di Víctor Jara, con Alejandro Sieveking (1934-), drammaturgo cileno che fu amico e collaboratore di Jara.
Musica di Víctor Jara.

Seconda canzone da “La población”, un concept album dedicato ai campamentos, agli insediamenti spontanei che in Cile, soprattutto tra gli anni 60 e gli anni 80, sono sorti intorno alle grandi città. Quelli che in altri paesi dell’America Latina si chiamano “favelas”, “barrios bajos”, “villas miseria”, ecc., in Cile vengono chiamati “poblaciones callampa”, dove con il termine callampa ci si riferisce a tutti quei funghi che crescono nei prati dalla sera al mattino: ieri non c’erano e oggi sono lì.
Al proposito si veda l’introduzione a La bala.

E si sa, i funghi crescono meglio dove è umido. Sicchè le “callampas” spesso spuntavano lungo le sponde del fiume che attraversa la regione metropolitana di Santiago del Cile, il río Mapocho. Nelle sue acque... (continua)
En el río Mapocho
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/8/2016 - 23:13
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Dimmi quand'è

Una ballata che cerca di raccontare scene, suoni, odori e azioni tipiche di ogni guerra. E che pone una domanda: "quand'è che finirà, quand'è che l'uomo capirà?"
Lugubri fischi urlano,
(continua)
inviata da Roberto Malfatti 6/8/2016 - 18:41
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Anarhia

ANARKIA
(continua)
inviata da Juha Rämö 6/8/2016 - 10:05
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Maria Tabacchina

[2015]

Alessio Lega e I Malfattori - Albumconcerto

Canta e suona la chitarra classica Alessio Lega
Canta e suona il cembalino Giusi Delvecchio
Chitarra resofonica Roberto Zamagna
Basso elettrico Nicola Zamagna
Organo Hammond Guido Baldoni
registrata live a Gambettola il 27 ottobre 2015

Maria Tabacchina (con Maria Solitaria e Maria Tortura) fa parte della trilogia della "Madonne", preghiere laiche sulle figure femminili scritte originariamente da Alessio Lega per il film di Ascanio Celestini "Viva la sposa" (2015) dove è appunto stata inserito un frammento di Maria Tabacchina.
Madre Maria delle tabacchine
(continua)
inviata da adriana 5/8/2016 - 17:40

La città delle ombre

Il lavoro agricolo, anche in Italia, presenta situazioni che hanno i connotati della schiavitù. In particolare per quanto riguarda i lavoratori provenienti da paesi africani. A loro è dedicata questa piccola ballata.
Ombre chinate a testa in giù
(continua)
inviata da Roberto Malfatti 5/8/2016 - 14:58
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17 Words

SEITSEMÄNTOISTA SANAA *
(continua)
inviata da Juha Rämö 5/8/2016 - 08:05
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Eve Of Destruction

Testo trovato sulla “Raccolta di canti politici per il corso di Giovanna Marini alla Scuola Popolare di Musica del Testaccio”, a cura di Alessandro Campioni, dicembre 2007 (revisione ottobre 2008)
Il brano si trova in una cassetta contenente la registrazione di uno spettacolo tenuto da Rudi Assuntino nell'aprile del 1966 sulla piazza di Mapello, provincia di Bergamo.
L'ALBA DELLA FINE
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 5/8/2016 - 00:52
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Justice

(1989)
Album: One Bright Day (Ziggy Marley & the Melody Makers)
Justice, people say, justice
(continua)
4/8/2016 - 23:57

Polvere e ossa

feat. Will
Mi interrogo talvolta se esista quella porta
(continua)
inviata da Paola 4/8/2016 - 23:17
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L'amore ai tempi dello spread

Caro amore scusa non posso tornare
(continua)
inviata da Paola 4/8/2016 - 23:04
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Svegliati (Calabria version)

Mi staiu cca ca u sula arriva stu caddu non mi sfianca su calabrisa
(continua)
inviata da Paola 4/8/2016 - 22:59

Prima che venga l'inverno

Una ballata molto semplice dedicata a chi per le più svariate ragioni si trova a vivere sulla strada.
Prima che venga l'inverno,
(continua)
inviata da Roberto Malfatti 4/8/2016 - 19:10
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Home Movies

[ENG] An anti-war song with a more "humanistic" approach,
describing the conflict as seen through the eyes of a fictional father/soldier caught in a seemingly never-ending war, who sees his son grow up only thorough the "home movies" he gets from his family.
Initially set in a kind of SF scenario, it gradually
incorporated elements from the Iraq war (broken promises of troops withdrawal from presidents, sexual assaults on women soldiers at the hands of their own "colleagues", etc)

[ITA] Una canzone pacifista con un approccio quasi "romantico", nel descrivere la situazione di un padre al fronte di un conflitto interminabile, che vede crescere suo figlio solo attraverso i filmini (home movies) che riceve da casa.
Inizialmente ambientata in uno scenario fantascientifico, la canzone è mutata, incorporando parecchi elementi caratteristici della guerra in Iraq e toni di invettiva contro la politica estera US.
You run for shelter from the sparks
(continua)
inviata da Andrea Imberciadori 4/8/2016 - 16:43
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Terroristango

Me dicen terrorista por querer cambiar este mundo, lleno de desigualdades que agoniza sufriendo un dolor profundo, por eso te lo digo bien clarito, rapidito, no me confundo, todo esto esta muy sucio, apesta, hay un olor inmundo.
(continua)
inviata da adriana 4/8/2016 - 16:19
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Sigonella

Raid in Libia, Pinotti: “Sì a uso delle basi italiane”

L’Italia «è pronta» a mettere a disposizione le basi e gli spazi aerei nazionali, se questo servirà ad una più rapida e efficace conclusione dei blitz aerei degli Usa contro le postazioni Isis in Libia. Roberta Pinotti, al question time alla Camera, apre ad una eventuale, e molto probabile, richiesta americana di utilizzo della base di Sigonella, la più vicina al teatro di operazioni, e forse anche di quella di Aviano. La maggioranza dà sostegno alla Camera alla linea del governo, dando il via libera con 225 voti a favore e 82 contrari, alla mozione di maggioranza sulla politica estera del governo.

da :La Stampa.it

Sei mesi, 24 anni, non è cambiato granché.
MarKco 4/8/2016 - 14:31
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Alle Tage

Chanson allemande – Alle Tage – Ingeborg Bachmann – 1952



Cette chanson, Lucien l’âne mon ami, m’a demandé beaucoup de temps, car j’ai dû m’y reprendre à plusieurs fois pour établir ma version française – celle qui me permet de comprendre.

De comprendre ? Je ne te comprends pas, Marco Valdo M.I. mon ami. Dois-je comprendre qu’au départ, tu ne comprends pas ?

En effet, Lucien l’âne mon ami, c’est bien ça. Je te rappelle – je sais parfaitement que tu le sais, mais il y a d’autres qui peuvent ne pas savoir – je te rappelle donc que hormis le français, je ne connais aucune langue et que si je « traduis », c’est pour comprendre ce qui s’offre à mon regard comme un rébus. Passons sur le fait qu’à la longue, les choses sont plus faciles et que je finis quand même par pouvoir déchiffrer plus aisément certaines langues. L’italien, par exemple. De là à dire que je connais vraiment la langue de... (continua)
CHAQUE JOUR
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 4/8/2016 - 11:47
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Катюша

FINLANDESE / FINNISH [3] (autore sconosciuto / author unknown)
KATJUŠA
(continua)
inviata da Juha Rämö 4/8/2016 - 09:33
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Pepe mendigo (o Cuento de Navidad)

[1965]
Parole e musica di Víctor Jara, che compose la canzone per uno spettacolo del teatro dei mimi di Enrique Noisvander.
Poi inclusa in una riedizione del 2001 dell’album “Canto por travesura”, originariamente pubblicato giusto nel settembre del 1973.
Testo trovato su Cancioneros.com
Vamos a contarles la historia de Pepe "el Flaco", una historia generosa, poco habitual. Sucedió cuando el pino se cubre de algodón y luces de colores alegran a los niños. La casa del rico se llena de regalos y el tarro de basura es más codiciado por el pobre. Una historia que sucedió en mi ciudad…
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 4/8/2016 - 09:13
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Cuando voy al trabajo

[1973]
Parole e musica di Víctor Jara
Nel disco intitolato “Tiempos que cambian”, pubblicato postumo nel 1974
L’album è noto anche con i titoli alternativi di “Tiempos nuevos”, “Canciones póstumas”, “Manifiesto” e “Presente”.



“Cuando voy al trabajo” è una canzone d’amore ma fu composta da Jara in omaggio all’amico Roberto Ahumada, ucciso da un cecchino fascista durante una manifestazione nel maggio del 1973 a Santiago. Lo slogan della mobilitazione era “No a la guerra civil!” ma quando il corteo stava percorrendo l’Avenida O’Higgins (che i locali chiamano La Alameda) qualcuno comincià a sparare sui manifestanti dalle finestre della sede del partito democristiano.

A principios de 1973, la situación de conflicto que vivía el país se había agudizado considerablemente. Para evitar el peligro de un golpe de estado, Allende había otorgado varias carteras ministeriales a algunos militares... (continua)
Cuando voy al trabajo
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 4/8/2016 - 08:53
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Liberiamo

Sicuramente quando Manfredi cita Costa si riferisce a Agrippino Costa, che ha scontato oltre vent'anni di galera e ora abita a Lecce. L'ho incontrato nel 2012, ultrasettantenne ma ancora in forma.
4/8/2016 - 07:50
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The War Is Over

Strofe originali / Original verses:

This song was originally written as follows. the first verse is the same as on the recorded version the second verse is

Cardboard cowboys of a new frontier
drowning indians in vats of beer
the troops are leaving on the trojan train
the sun in their eyes, but i am hiding from the rain
now one of us must be insane: i declare the war is over it's over it's over

the third verse is as follows

All the children play with gatling guns
tattoord moithers with their tattooed sons
the strong will wonder if they're really strong
but surely we've been gone to long i declare...

the fourth verse is the third on the recorded version and the fifth is the second on the record. the sixth is another verse that wasn't on the recording

But at least we're working building tanks and planes
and a raise is coming so we can't complain
the master of the march has lost... (continua)
4/8/2016 - 00:07

Avete sentito? La guerra è finita

Antiwar Songs Blog
Il 23 novembre 1967 Phil Ochs pubblica sul Village Voice un articolo intitolato Have You Heard? The War is Over! che è praticamente la presentazione del concetto alla base della sua canzone “The War Is Over“, l’idea di dichiarare dal basso la fine della guerra. La trovata era di Allen Ginsberg che aveva scritto l’anno […]
Antiwar Songs Staff 2016-08-03 21:54:00

Il Drone

Ipertecnologica, chirurgica, intelligente: aggettivi che vengono spesso associati alla parola "guerra" per renderla più accettabile a chi la osserva da lontano, senza subirla. In realtà la guerra è mostruosa, stupida, inutile, bestiale, primitiva. È una partita in cui tutti i giocatori perdono.
Un drone, un drone
(continua)
inviata da Roberto Malfatti 3/8/2016 - 14:42
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Angelicamente anarchico

(Canzone dedicata a Don Andrea Gallo)

Canzone scritta dal cantautore toscano Joe Natta e dedicata a Don Andrea Gallo, Prete di strada e Partigiano italiano, fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova.



Don Andrea Gallo (Campo Ligure, 18 luglio 1928 – Genova, 22 maggio 2013)


Andrea Gallo nasce a Genova il 18 Luglio 1928. Fin da piccolo fu attratto dalla spiritualità dei salesiani di Giovanni Bosco tanto che nel 1948 entrò nel loro noviziato di Varazze, proseguendo poi a Roma gli studi liceali e filosofici. Fin dall’adolescenza, fece sua la dedizione di don Bosco di vivere a tempo pieno con gli ultimi, i poveri , gli emarginati.

Nel 1953 chiede di partire per le missioni e viene mandato in Brasile a San Paulo dove compie studi teologici. Il clima per lui insopportabile della dittatura che vigeva in Brasile, lo costringe a ritornare l’anno dopo in Italia, ad Ivrea, dove... (continua)
Ci sono uomini che quando se ne vanno
(continua)
inviata da Marco 3/8/2016 - 14:10

Malachi

In effetti si tratta di un gesto sicuramente estremo per la nostra società, credo anche per il giudizio della tradizione cristiano/cattolica riguardo al suicidio.
Anche a me ha colpito molto... ho iniziato ad interessarmi al tema nel modo credo più banale: la celebre foto di Malcolm Browne, che immagino abbia avuto un'eco forte negli stati uniti del tempo... probabilmente "ispirando" i successivi sacrifici "occidentali" che ricordi sopra.
Andrea Imberciadori 3/8/2016 - 12:04
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Nutopian International Anthem

NUTOPIAN KANSAINVÄLINEN HYMNI *
(continua)
inviata da Juha Rämö 3/8/2016 - 10:02
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Катюша

BURMESE

Versione Burmese da lyricstranslate.com
ပန်း​သီး​ပင်​နဲ့​ သစ်​တော်​သီး​ပင်​တွေ​ အ​ပွင့်​တွေ​ပွင့်​ခဲ့​ကြ​ပြီ​
(continua)
inviata da Dq82 3/8/2016 - 08:40
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Ripetizioni di fascismo in diretta - per studenti pigri

[2016]

Testo reperito nella pagina facebook dell'autore
Uno studia sui libri il fascismo
(continua)
inviata da adriana 3/8/2016 - 07:46
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El lazo

[1967]
Parole e musica di Víctor Jara
In un disco senza titolo pubblicato nel 1967, noto anche come El aparecido o “Desde Lonquén hasta siempre”, titolo quest'ultimo assegnatogli in edizioni successive a partire dal 1980.

Lonquén (“luogo in basso”, in lingua mapuche) è il nome di una località nel municipio di Talagante, nella regione metropolitana di Santiago del Cile. Lonquén è anche il nome di una delle due grandi haciendas del posto, latifondi che nell'800 furono persino di proprietà di un grosso politico conservatore, brevemente alla presidenza del Cile.

Pochi giorni dopo l'assassinio di Víctor Jara, detenuto nell'Estadio de Chile, a Lonquén gli stessi militari golpisti assassinarono 15 contadini che avevano tratto in arresto poco prima. I loro resti furono ritrovati nel 1978. Solo nel 2010 a quei resti sono state restituite le rispettive identità, cosicchè il 26 marzo si è potuto... (continua)
Cuando el sol se inclinaba
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/8/2016 - 23:07
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Alle Waffen gegen Hitler

Chanson allemande – Alle Waffen gegen Hitler – Ernst Busch – 1941



L’appel « Toutes les armes contre Hitler ! » fut écrit par le militant communiste allemand Erich Bernhard Gustav Weinert. Combattant dans les Brigades Internationales pendant la guerre d’Espagne, Weinert se réfugia ensuite en Union soviétique où, après l’agression nazie, il devînt l’initiateur et un représentant de premier plan du « Nationalkomitee Freies Deutschland » (NKFD), le Comité National pour une Allemagne Libre, une des principales organisations anti-nazies allemandes à l’œuvre pas seulement à l’étranger mais aussi en Allemagne.

Malheureusement encore souvent on croit généralement que le « Widerstand », la Résistance allemande au nazisme, a été un phénomène marginal, soit en raison du consentement populaire dont Hitler jouissait, soit de l’impitoyable et efficace machine de répression de l’opposition intérieure…
Ce... (continua)
TOUTES LES ARMES CONTRE HITLER
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 2/8/2016 - 22:56
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Abre la ventana

[1970]
Parole e musica di Víctor Jara
Nell'album “El derecho de vivir en paz”, pubblicato nel 1971.

In Cile le elezioni presidenziali del 1970 furono vinte dal socialista Salvador Allende, rappresentante la coalizione di sinistra Unidad Popular. Benchè non si trattò certo di un trionfo (solo 40.000 voti di scarto rispetto a Jorge Alessandri, candidato della destra), la festa popolare fu comunque grande, anche se effimera (purtroppo, come sappiamo, “lo más cruel” doveva ancora arrivare). Questa canzone fu composta da Jara in quel clima di festa e di speranza.
María
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/8/2016 - 21:58




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