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Red Flowers

(1962?)
dall'album "Tear Down The Walls" (1964) con Vince Martin

“It’s an anti-war song by Fred Neil which was written after the US dropped atomic bombs on Hiroshima and Nagasaki. The red canna flowers were the first flowers to bloom in the charred rubble, they became a symbol of courage and hope to the survivors.”
(Alex Gallacher, “The Attic Story and Karen Dalton – Red Are The Flowers”, su Folk Radio UK (FRUK))

Fred Neil scrisse questa canzone ben prima del 1964, anno di pubblicazione dell’album “Tear Down The Walls”. Infatti il brano si trova già interpretato da Karen Dalton nel disco “Cotton Eyed Joe”, un’incisione domestica realizzata nel 1962 a Boulder, Colorado, e riproposta in versione rimasterizzata nel 2007.

(Bernart Bartleby)
Red were the flowers
(continua)
30/1/2016 - 18:53
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Tear Down the Walls

(1964)

dall'album omonimo con Vince Martin.

Una bella canzone di libertà il cui slogan è stata poi ripresa dai Jefferson Airplane in We Can Be Together
Tear down the walls
(continua)
30/1/2016 - 18:47
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Bullet In The Head [Bullet In Your Head]

D'accordo con Fulvio! Riccardo complimenti comunque. Il vero spirito del traduttore alberga in te :)
eleonorangelelli@gmail.com 30/1/2016 - 18:20
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Ave Maria no Morro

ha ragione bartleby. la versione di Zucchero va bene per cantare 'ma non ci incastra niente con il significato originale che parla della vita nella favela.
gianni - 30/1/2016 - 18:12

Song for the Luddites

24 December 1816
Written by George Gordon Noel, 6th Baron of Byron
24 Dicembre 1816
Scritta da Georges Gordon Noel, VI Barone di Byron
in: Thomas Moore's Letters and Journals of Lord Byron
in: Lettere e Diari di Lord Byron di Thomas Moore
Musica : Può darsi che ci sia
Music: It may exist

Il "Canto dei Luddisti" di Lord Byron fu scritto il 24 dicembre 1816 e da lui spedito a Thomas Moore in una lettera, facente parte dell'epistolario che i due si scambiavano. Il Canto fu pubblicato soltanto nel 1830, quando Thomas Moore diede alle stampe il vasto epistolario assieme ai diari di Byron.

Alla fine del 1816, l' “anno senza estate” che fu detto anche “Eighteen Hundred an' Frozen to Death”, George Gordon Noel, VI barone di Byron, scrisse questo “Canto dei Luddisti”, intendendolo, fin dal titolo, proprio come un componimento che dovesse essere non soltanto cantato, ma cantato per una lotta.... (continua)
As the Liberty lads o'er the sea
(continua)
inviata da Gaspard de la Nuit 30/1/2016 - 04:54
Per ricordare Paul Kantner: We Can Be Together, un potente inno generazionale contro il potere guerrafondaio e conservatore.
Lorenzo Masetti 30/1/2016 - 00:16

We are forces of chaos and anarchy

Antiwar Songs Blog
We Can Be Together è una canzone incredibile – che inseriamo oggi in memoria di Paul Kantner – che apre lo storico album Volunteers, quello con la copertina che ritrae i membri del gruppo davanti alla bandiera statunitense vestiti (o parzialmente vestiti) in modo del tutto eccentrico. La copertina si riferisce ovviamente alla title track […]
Antiwar Songs Staff 2016-01-29 23:04:00

Trois cents ans de torture

Trois cents ans de torture

Chanson française – Trois cents ans de torture – Marco Valdo M.I. – 2016
Ulenspiegel le Gueux – 24

Opéra-récit en multiples épisodes, tiré du roman de Charles De Coster : La Légende et les aventures héroïques, joyeuses et glorieuses d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak au Pays de Flandres et ailleurs (1867).
(Ulenspiegel – I, LXXIX)

Cette numérotation particulière : (Ulenspiegel – I, I), signifie très exactement ceci :
Ulenspiegel : La Légende et les aventures héroïques, joyeuses et glorieuses d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak au Pays de Flandres et ailleurs, dans le texte de l’édition de 1867.
Le premier chiffre romain correspond au numéro du Livre – le roman comporte 5 livres et le deuxième chiffre romain renvoie au chapitre d’où a été tirée la chanson. Ainsi, on peut – si le cœur vous en dit – retrouver le texte originel et plein de détails qui ne figurent... (continua)
À son ami le Christ, Lucifer demande alors :
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 29/1/2016 - 14:51
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Volunteers

Addio a Paul Kantner, co-fondatore dei Jefferson Airplane

E' morto ieri all'età di 74 anni Paul Kantner, co-fondatore della mitica band dei Jefferson Airplane. Protagonista della scena musicale della west coast americana, Kantner è stato stroncato da un attacco di cuore, secondo quanto ha riferito il suo portavoce al 'San Francisco Chronicle'.

Kantner fondò i Jefferson Airplane insieme con Marty Balin e Grace Slick nel 1965 e ne divenne subito il leader portando la band al successo con brani come 'Somebody to love' o 'White Rabbit'. Il gruppo, tra i più importanti del blues-rock psichedelico degli anni '60 e '70, si esibì anche a Woodstock nel '69.

"Il mondo della musica ha perso una vera icona", ha dichiarato in una nota Neil Portnow, presidente della Recording Academy, la società che assegna i Grammy e che aveva annunciato alcuni giorni fa che avrebbe assegnato un Grammy alla carriera proprio ai Jefferson Airplane.
B.B. 29/1/2016 - 08:47
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פישכו לי [Pishku li]

La Shoah oggi? Ovadia: il nuovo Olocausto è nella fossa comune del Mediterraneo

"Io conosco la Shoah. Tuttavia ritengo che oggi essa venga strumentalizzata per altri scopi. Il giorno della memoria sta diventando il giorno della falsa coscienza e della retorica. L'Ebreo è divenuto il Totem attraverso cui ricostruire la verginità della civiltà occidentale. Ma l'ebreo di oggi è il rom, considerato ancora paria dell'umanità; è il musulmano, il palestinese; è il profugo che trova la morte nella fossa comune del Mediterraneo

Si è passati dallo sterminio degli ebrei alla israelianizzazione della memoria. Ho ascoltato politici, per me furfanti, uscire dal campo di concentramento di Auschwitz e dire "mi sento israeliano". Ma che affermazione è questa? Non sento nessuno affermare di sentirsi rom, omosessuale, antifascista, slavo o menomato. Eppure anche loro furono vittime dello sterminio. Vedete,... (continua)
28/1/2016 - 22:55
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I han es Zündhölzli azündt

d’après la version italienne de Riccardo Venturi d’une
Chanson suisse (Schwyzertüütsch) – I han es Zündhölzli azündt – Mani Matter – 1967.



L’avocat Hans-Peter Matter, plus connu (mais seulement en Suisse) comme Mani Matter, a écrit et a chanté toutes les chansons de sa malheureusement pas longue vie (mourut à seulement 36 ans dans un accident routier, à Kilchberg le 24 novembre 1972) dans l’infernal « Schwyzertüütsch », plus éloigné de l’allemand littéraire que l’italien ne l’est du suédois.

Pas seulement, puisque ses chansons étaient destinées exclusivement à un public local, il les écrivait dans le dialecte bernois, le « Bärndüütsch », sans le moins du monde se soucier de les publier au moins avec une traduction en Hochdeutsch. Et ainsi, pour pouvoir traduire quelques-unes de ses chansons ici , on a dû faire des pirouettes et étudier au moins un peu le Schwyzertüütsch dans le plus classique... (continua)
J’AI ALLUMÉ UNE ALLUMETTE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 28/1/2016 - 21:30
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Adagio en mi país

Comment on Mr. JJ McMahon: The "revolution" that happened in Argentina, came from the right (mainly Catholics of the Argentinean Catholic Action). "Montoneros" (catholic right) began its activity in 1973 under the umbrella of the Peronist (extreme right) party in the government.
When Peron threw them out of the Plaza de Mayo, Montoneros killed the extreme rightist union secretary general Rucci, as a sample of their power.
When they went clandestine, they began talking with ERP (extreme leftist - Cuban - Soviet whose head was Gorriaran Merlo), and made joint attempts.
There were many of these "soldiers" in both Kirchner's governments (Gullo - Anguita - Verbitsky - Bielsa, etc...).

No doubt all of them believed in violence, killed not only targets but also their own who they believed were "betraying" their "Movement". One of the major killers is Firmenich who is lecturing in a University in Barcelona.

This is just for the sake of truth, no conflict or debate intended...

Cordially
Argentinean for the Truth 28/1/2016 - 13:34
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La muerte no va conmigo

veramente la canzone è dall'omonimo album del 1985 poi rinominato anche Intilli Manns
dq82 28/1/2016 - 12:51
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Slint

2015
Il teatro degli orrori

Il titolo richiama il nome della band statunitense e il testo parla di un tema delicato, di un uomo in un manicomio, una questione a voi cara visto che sostenete la campagna per l’abolizione della costrizione meccanica. P: Slint è un pezzo molto complesso, soprattutto dal punto di vista narrativo. Il titolo sì, suggerisce il gruppo, che fa parte del nostro percorso culturale e artistico in modo cruciale, tutti noi amiamo Spiderland e, in Spiderland, amiamo in particolar modo quel capolavoro che è Washer, uno di quei pezzi indimenticabili che ti restano dentro al cuore, dalla cui bellezza è impossibile fuggire. Slint, però, nel vocabolario urbano inglese indica anche un sottilissimo raggio di luce. Detto questo, io ho cercato di immaginare un possibile, verosimile me stesso, imprigionato in un SPDC, ovvero in un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, cosa che... (continua)
A volte non so perché
(continua)
inviata da dq82 28/1/2016 - 12:26
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This Land Is Your Land

segnalo per la serie: "Questa terra è la nostra Terra" (dove si esprime il senso di appartenenza, NON di proprietà, chiaro)
ciao
GS

http://www.nodalmolin.it/A31-autostrad...
Gianni Sartori 28/1/2016 - 10:35
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Carlos Puebla: Canción al Che, o Hasta siempre

Albumo: Horo da opozicio
Jaro: 1979
Aĉetebla ĉe
ĜIS REVIDO GERILESTRO ĈE-GEVARA
(continua)
inviata da ZugNachPankow 27/1/2016 - 22:15

Imparare a non dimenticare

Antiwar Songs Blog
Primo on The Parapet è una canzone scritta da Peter Hammill per Primo Levi. Scritta nel 1992, alcuni anni dopo la sua morte, avvenuta a Torino l’11 aprile del 1987.  Primo Levi cadde nel vuoto, nella tromba delle scale del suo palazzo torinese. Ancora oggi non si sa con certezza se si sia trattato di […]
Antiwar Songs Staff 2016-01-27 21:24:00

Charles et Claes

Charles et Claes

Chanson française – Charles et Claes – Marco Valdo M.I. – 2016
Ulenspiegel le Gueux – 23

Opéra-récit en multiples épisodes, tiré du roman de Charles De Coster : La Légende et les aventures héroïques, joyeuses et glorieuses d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak au Pays de Flandres et ailleurs (1867).
(Ulenspiegel – I, LXXIX)

Cette numérotation particulière : (Ulenspiegel – I, I), signifie très exactement ceci :
Ulenspiegel : La Légende et les aventures héroïques, joyeuses et glorieuses d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak au Pays de Flandres et ailleurs, dans le texte de l’édition de 1867.
Le premier chiffre romain correspond au numéro du Livre – le roman comporte 5 livres et le deuxième chiffre romain renvoie au chapitre d’où a été tirée la chanson. Ainsi, on peut – si le cœur vous en dit – retrouver le texte originel et plein de détails qui ne figurent pas ici.

Nous... (continua)
En l’an cinquante-huit du siècle,
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 27/1/2016 - 16:15
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Mio angelo di cenere

Mio Angelo di cenere [2007]

Traduzione Anna Ruchat di una poesia di Mariella Mehr

Si veda Kein Meer lag uns zu Füßen per saperne di più su Mariella Mehr, e la sua opera. Al momento non è reperibile le verisone originale della poesia
Mio angelo di cenere.
(continua)
inviata da dq82 27/1/2016 - 10:27
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The Soldier's Dream

The Soldier’s Dream
© Tony Smith 2015
Oh once there was a desert war and it was a time of joy
(continua)
inviata da Tony Smith 27/1/2016 - 10:11
Percorsi: Eroi
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I han es Zündhölzli azündt

(27.1.16)
HO ACCESO UN FIAMMIFERO
(continua)
27/1/2016 - 06:33
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Es hätt e Bur es Töchterli

anonimo
[1781]
Testo e melodie: Anonimo
Worte und Melodien: Anonym
Lyrics and Tunes: Anonymous
Paroles et mélodies: Anonyme
Fonti / Quellen / Sources:
a) Testo / Worte / Lyrics / Paroles:
J. R. Wyß : Texte zu der Sammlung von Schweizer Kühreihen und Volksliedern 4 Ausg. Bern 1826 m S. 61
b) Melodie / Melodien / Tunes / Mélodies:
Deutscher Liederhort, 1) 1781 2) 1812
Es hätt e Bur es Töchterli
(continua)
inviata da Gaspard de la Nuit 27/1/2016 - 05:49
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Danny Deever

Caro Bernart, Peter Bellamy ha realizzato numerosi dischi musicando i testi di Kipling, talvolta utilizzando melodie della tradizione inglese, spesso a cappella e sempre comunque con risulatati di alto spessore artistico ed espressivo. Inutile aggiungere che il successo non gli sia venuto da questo tipo di canzoni e purtroppo lui se ne rammaricava perchè reputava i suoi dischi ben riusciti, purtroppo ciò contribuì non poco a portarlo al suicidio.
Flavio Poltronieri 26/1/2016 - 19:07




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