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Prima del 2015-8-20

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Emigrato

Chanson italienne – Emigrato – Istentales – 1989
Paroles : Gigi Sanna
ÉMIGRÉ
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 20/8/2015 - 21:47
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Rojava

Krzysiek 20/8/2015 - 17:45
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Bokassa Rap

[1994]
Versi di Stefano Benni, pubblicati su Il Manifesto del 29 luglio 1994
Musica di Juggy (un duo costituito da Anton Giulio “Juggy” Castagna e Marco De Angelis), nel loro disco “Par condicio” del 1995, distribuito gratuitamente con la rivista Avvenimenti.
In due versioni, una interpretata – credo – da Neri Marcorè che imita Berlusconi, l’altra interpretata dallo stesso Marcorè con Daniele Formica, David Riondino e Paolo Rossi.
I giudici, se vogliono giudicare, bisogna che si facciano eleggere
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/8/2015 - 15:40
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Le temps du plastique

[1955]
Parole e musica di Léo Ferré
In un 33 giri da 25 cm non intitolato e noto come “La Guinche” ovvero “8 Chansons Nouvelles”, pubblicato dalla Odéon nel 1956.

Francese non facile ma “Car mieux vaut un’ guitare qu’ les sonn’ries de la gloire” mi suona come “La musique qui marche au pas, cela ne me regarde pas” del buon Brassens…
Si l'on mettait le temps du plastique
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/8/2015 - 14:32
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Supper's Ready

grazie!!!
Marco 20/8/2015 - 13:51
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L'erba selvaggia

[1977]
Scritta da Herbert Pagani, E. Lombardi e R. Bernet
Lato A di un 45 giri del 1977. Sul lato B, “Da niente a niente”
Viene su, come l'erba selvaggia
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/8/2015 - 13:14

Il condannato

[1976]
Scritta da Herbert Pagani con A. Limentani e E. Lombardi
Nel LP intitolato “Palcoscenico”
Testo trovato su Megalopolis
Dalla mia cella scrivo a te così
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/8/2015 - 11:50
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Concerto per un cane

[1976]
Scritta da Herbert Pagani con A. Limentani e B. Moraschi
Nel LP intitolato “Palcoscenico”
Testo trovato su Megalopolis
Era stata una giornata tutta no
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/8/2015 - 11:47
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Anima

[1991]
Versi di Stefano Benni, nella raccolta “Ballate”
Messa in musica da Umberto Petrin, nell’opera collettiva “Baldanders” del 2004, e poi da Fausto Mesolella (della Piccola Orchestra Avion Travel) nel suo “Cantostefano”, album pubblicato nel 2015 e interamente dedicato alle poesie di Benni
Anima
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/8/2015 - 11:21
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Taranto libera

[2012]
Parole e musica di Marco De Bartolomeo
Testo trovato sul blog Ditelo sui tetti

Si vedano anche Taranto e Cantico dell'operaio ILVA
C'è chi dice che la legge è legge, così si legge,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/8/2015 - 09:45

Alerta antifascista

E' la nostra città, sappiatelo
(continua)
inviata da ZugNachPankow 20/8/2015 - 00:47
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Stalingrado

Traduzione inglese di ZugNachPankow
STALINGRAD
(continua)
inviata da ZugNachPankow 20/8/2015 - 00:21
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Il barone Fanfulla da Lodi

anonimo
Chanson italienne – Il barone Fanfulla da Lodi - anonimo

Si je dis « Bartolomeo Tito Alon », né à Basiasco, le 1er septembre 1477 et mort à Pavie, le 24 février 1525, je crois que ce nom dirait quelque chose à peu de gens. Peut-être à beaucoup d'entre eux, le nom avec lequel il est passé à l'histoire, c'est-à-dire Fanfulla da Lodi, dirait davantage. C’est un des mythiques « condottieri » italiens, valeureux, d'esprit altier et hautain, méprisant du danger à la bataille et cetera. Piero Novati dit de lui : « Il n'y a pas de combat important à cheval du Seizième siècle auquel Fanfulla n'ait pas participé, d'abord comme simple soldat de fortune et ensuite comme capitaine avec sa troupe de cinquante hommes d'armes directement subordonnés à son commandement et à sa solde ». Les condottieri italiens du XVIe siècle, qui combattaient justement à la solde des puissances qui avaient fait de l'Italie... (continua)
LE BARON FANFULLA DE LODI
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 19/8/2015 - 22:20
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Θερμοπύλες

A proposito dell'immagine sopra, quella relativa all'Acropoli ateniese nell'infausto 1941... Beh, dove non riuscirono allora i nazionalsocialisti di Adolf Hitler, sono riusciti oggi i cristianodemocratici di Angela Merkel:


Grecia, la tedesca Fraport fa shopping di aeroporti

da La Repubblica del 18 agosto 2015

La tedesca Fraport fa shopping di aeroporti in Grecia. Il governo di Atene ha infatti approvato la vendita di 14 aeroporti regionali al gestore aeroportuale tedesco per 1,23 miliardi di euro. La decisione - che riguarda una concessione quarantennale - è stata confermata ufficialmente oggi nella Gazzetta Ufficiale e porta le firme di diversi ministri, tra cui il vice primo ministro e il ministro dell'economia Yannis Dragasakis e Giorgos Stathakis.

Si tratta dell'ultimo atto di un processo iniziati prima dell'insediamento del governo di Alexis Tsipras. Prima del blocco delle privatizzazioni... (continua)
Bernart Bartleby 19/8/2015 - 22:00
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Azadî bo Kurdistan

segnalo in rete:
ETNIE, Terrore di Stato in Turchia: i comunicati delle organizzazioni curde
Filed in autonomismo, curdi, etnismo, turchia by Gianni Sartori del 19/08/2015
Gianni Sartori 19/8/2015 - 19:48
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What's Goin' on Down There

[1964]
Parole e musica di Malvina Reynolds
Nel disco “Malvina Reynolds Sings the Truth” del 1967

Il 1964 è l’anno in cui il “Mississippi (was) Burning”, prendendo a prestito il titolo del bel film di Alan Parker del 1988, con Gene Hackman e Willem Dafoe.
Il 21 giugno del 1964 nella contea di Neshoba, Mississippi, sparirono nel nulla tre giovani attivisti per i diritti civili, due bianchi e un nero… I loro corpi furono ritrovati un mese e mezzo più tardi: erano stati sequestrati, linciati e frettolosamente sepolti. Si chiamavano James Chaney, Andrew Goodman e Michael Schwerner.
Responsabili dell’efferato crimine i componenti di una “mob” formata da poliziotti, membri del KKK e bianchi razzisti, in testa a tutti lo sceriffo della contea Lawrence Rainey e il referente locale del Klan Samuel Bowers.

Si vedano anche, per esempio, Goodman and Schwerner and Chaney, In the Mississippi River, Those Three Are On My Mind e He Was My Brother.
Nobody knows about,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/8/2015 - 16:33
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Morti bianche su orizzonti neri (ai caduti sul lavoro)


Tre braccianti agricoli morti in Puglia mentre raccoglievano frutta e verdura. Anche questo è il Sud

da L'Huffington Post del 7 agosto 2015

Il terzo bracciante a crollare per la fatica e per il caldo si chiamava Zaccaria, era tunisino e doveva mantenere 4 figli. Si è sentito male martedì 3 agosto in tarda mattinata alla fine del turno di lavoro nei campi dove caricava cassette di uva. Si trovava a Polignano a Mare.

A differenza di Paola, la raccoglitrice di uva stroncata da un infarto alla fine di una lunga giornata di lavoro, sul corpo di Zaccaria, 52 anni, verrà eseguita l'autopsia. La Procura di Bari vuole capire se la morte sia stata conseguenza di un infortunio sul lavoro, un approfondimento di indagine che nel caso della bracciante italiana non c'era stato.

La storia di Paola, infatti, è emersa soltanto grazie al lavoro dei cronisti e della Flai-Cgil pugliese che hanno raccontato... (continua)
Bernart Bartleby 19/8/2015 - 15:33
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Argentina

[1983]
Testo e musica di Francesco Guccini
Letra y música de Francesco Guccini
Lyrics and Music by Francesco Guccini
Album: Guccini [1983]
Il treno, ah, un treno è sempre così banale se non è un treno della prateria
(continua)
inviata da Riccardo Venturi e Daniela -k.d.- 19/8/2015 - 12:20
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Show Up

[2006]
Parole di Holly Near
Musica di Holly Near, Michael Butler, John Bucchino e Jan Martinelli
La traccia che dà il titolo al disco del 2006
I don't feel good, love is gone
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/8/2015 - 11:59
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Canto a la pampa, o Canto de venganza

Piacenza, 19 agosto 2015

Due parole del traduttore. Nel decidere di eseguire una traduzione ritmica, si deve sempre correre il rischio di intervenire sul testo originale in modo sì da riscriverlo per adattarlo alle esigenze, ma anche da rispettare quantomeno il senso di ciò che si sta riscrivendo. La canzone di Francisco Pezoa scritta nel 1908, un anno dopo il massacro della scuola Santa María de Iquique e che su un muro di quella scuola è stata trascritta con la vernice, fu pubblicata in un periodico anarchico e la mia traduzione, senz’altro, qualcosa di un canto anarchico “vecchio stile” vorrebbe avere (compresa la “santa marmaglia” di discendenza chiaramente pietrogoriana). Qualcosa è andata persa, qualcosa è stata aggiunta; destino delle traduzioni quando non sono condotte alla lettera. Qualcuno, magari, potrà storcere il naso vedendo il Tamarugal trasformato in "Tamarugale"; ma in una ballata anarchica del 1908 nessuno si sarebbe fatto alcun problema.
LA PAMPA [CANTO DI VENDETTA]
(continua)
19/8/2015 - 11:53

El Gitano, or Gypsy

[1984]
Parole di Holly Near
Musica di José Seves Sepulveda degli Inti-Illimani
In “Sing To Me The Dream - Peace in the Americas Concert Tour”, concerto con Holly Near e gli Inti Illimani, 1984, registrato presso la Great American Music Hall in San Francisco ed il Berkeley Community Theater in Berkeley, California.
Ripresa nella raccolta “Sing To Me The Dream” del 2008.
Out on the highway of flutes and fire
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/8/2015 - 11:43
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Listen to the Voices

[2009]
Parole e musica di Holly Near
Nell’album “We Came to Sing”, con il duo Emma's Revolution (Pat Humphries e Sandy O)

A big part of singing is listening. Singing in harmony is good training for living in the world. The drone you hear under the voices are actually voices. Sandy and Pat's voices were sampled and "electronically enhanced" to create this low foundation for the song's harmony.
(introduzione al brano dal sito dell’autrice)
Listen to the voices of the old women
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/8/2015 - 11:24

In Our Little Town

[2003]
Parole e musica di Holly Near
Nell’album “Cris & Holly”, con Cris Williamson

“Long-time friends, Cris Williamson and Holly Near combine their powerful voices on twelve songs of love and world peace.” (introduzione all’album dal sito dell’autrice)
A flag over there, a flag over here
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/8/2015 - 11:22
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I Am Willing

[2003]
Parole e musica di Holly Near
Nell’album “Cris & Holly”, con Cris Williamson

“Long-time friends, Cris Williamson and Holly Near combine their powerful voices on twelve songs of love and world peace.” (introduzione all’album dal sito dell’autrice)
I am open and I am willing
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/8/2015 - 11:11
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I Had a Dream

[1968]
Parole e musica di John Sebastian
Eseguita da vivo al festival di Woodstock il 16 agosto del 1969, insieme ad altre quattro canzoni, due sue ("How Have You Been" e "Rainbows All Over Your Blues") e due della sua band dell’epoca, The Lovin' Spoonful ("Darling Be Home Soon" e "Younger Generation")
John Sebastian non era tra gli artisti contrattati ma, essendi presente al festival, fu ingaggiato al momento per esibirsi nell’attesa dei “pezzi da 90”
Poi inclusa nel suo album di debutto, “John B. Sebastian”, pubblicato all’inizio del 1970.

E questa, come abbiamo fatto finora a dimenticarcela !?!
PEACE & LOVE!
I had a dream last night
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/8/2015 - 09:17
Percorsi: Woodstock 1969
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Be a Man

[1970]
Scritta da Leroy Sibbles e Barry Llewellyn
Nel disco intitolato “Black is Black”

Reggae Rocksteady Black Consciousnesssssss !!!
Our forefathers worked the fields in burning sun, they sweat and strained
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/8/2015 - 21:52

Brand New Life

[1999]
Parole e musica di Terry Scott
Nel disco “Songs of the UFW”, dedicato alle lotte dell’United Farm Workers, organizzazione sindacale dei braccianti californiani fondata da César Chávez nel 1965.
Pedro was twenty when he came from the South
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/8/2015 - 15:40
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Brown-Eyed Children of the Sun

[1974?]
Poesia di Pedro Contreras
Musica di Sylvia Galan e David Saucedo
Nel disco di Daniel Valdez (fratello di Luis Váldez, tra i fondatori de El Teatro Campesino) intitolato “Mestizo”, pubblicato nel 1974
Testo trovato su sito di Terry Scott, folksinger californiana

Ancora una canzone nata durante le lotte portate avanti negli anni 60 e 70 dall’United Farm Workers, organizzazione sindacale dei braccianti californiani fondata da César Chávez nel 1965.
Up to California from Mexico you come
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/8/2015 - 15:12

Huelga en general

[1965-66]
Parole di Luis Váldez, tra i fondatori de El Teatro Campesino, gruppo teatrale e musicale nato all’interno dell’United Farm Workers, organizzazione sindacale dei braccianti californiani fondata da César Chávez.
Cantata sulla melodia di una tradizionale cubana.
Testo trovato su sito di Terry Scott, folksinger californiana

Nel 33 giri del 1966 intitolato “Viva La Causa!”, prodotto dalla Thunderbird Records, disco che raccoglie canzoni e voci dei lavoratori durante il “Delano Grape Strike”, un grande sciopero dei braccianti californiani che si protrasse per ben 5 anni, dal 1965 al 1970, quando fu finalmente firmato il primo contratto collettivo del settore.
Hasta Mexico ha llegado la noticia muy alegre que Delano es diferente
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/8/2015 - 14:51
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La peregrinación

[1965]
Parole e musica di Agustín Lira, musicista, compositore e songwriter chicano, originario di Torreon, Coahuila, Mexico. Nel 1965 fu tra i fondatori, con Luis Váldez, de El Teatro Campesino, gruppo teatrale e musicale nato all’interno dell’United Farm Workers, organizzazione sindacale dei braccianti californiani fondata da César Chávez.

Nel 33 giri del 1966 intitolato “Viva La Causa!”, prodotto dalla Thunderbird Records, disco che raccoglie canzoni e voci dei braccianti durante il “Delano Grape Strike”

La canzone si riferisce al cosiddetto “Delano Grape Strike”, il primo grande sciopero dei braccianti californiani, nella stragrande maggioranza di origine latinoamericana. Iniziato nel 1965, lo sciopero si snodò in diverse tappe si cui la più eclatante fu la marcia di quasi 2.000 lavoratori che nel marzo del 1966 da Delano raggiunsero Sacramento, la capitale dello Stato, dopo aver camminato... (continua)
¿Y que yo he de decir?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/8/2015 - 14:15
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La carta perdida

que bueno encontrar estos mensajes felicitaciones
18/8/2015 - 13:04
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Tomorrow's Children

[1964?]
Adattamento inglese a cura di Walter Lowenfels (1897-1976, poeta e giornalista comunista americano) dei versi del poeta bretone Eugène Guillevic
Musica di Pete Seeger
In “Broadsides - Songs and Ballads”, Folkways Record 1964
But you who know days of a different kind
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/8/2015 - 11:40
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I Ain't a-Scared of Your Jail

anonimo
[1963]
Canzone nata a Birmingham, Alabama, nella primavera del 1963, durante le manifestazioni non violente per i diritti civili duramente represse dalla polizia col massiccio impiego di gas lacrimogeni, idranti e cani feroci lanciati anche contro bambini.

Sulla melodia di “Old Abe Lincoln Came Out Of The Wilderness”, una vecchia canzone risalente all’epoca della Guerra Civile.
Registrata da Pete Seeger in “Broadside Ballads, Vol. 2”, Folkways Records 1963.
I ain't a-scared of your jail, because I want my freedom
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/8/2015 - 11:21
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Flowers of Peace

According con il testo come pubblicato in “Broadsides - Songs and Ballads”, Folkways Records, 1964, le due ultime strofe sono seguite da un ritornello leggermnte diverso dal precedente:

Then they'll bloom, ever bloom
Then you'll bloom in the springtime
O, you flowers of peace
And the world will be in ringtime
Bernart Bartleby 18/8/2015 - 09:48
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The Dove

[1962]
Parole di David I. Arkin (1906-1980), insegnante, pittore, scrittore e liricista, padre dell’attore Alan Arkin.
Misica di Waldemar Hille (1908-1995), pianista e compositore, direttore musicale della First Unitarian Church, amico di Pete Seeger e Paul Robeson.
Testo pubblicato su Broadside #7 del giugno 1962
Registrata da Pete Seeger in “Broadsides - Songs and Ballads”, Folkways Records, 1964.

Da ricordare che l’autore di questa canzone, David I. Arkin, nel secondo dopoguerra fu una delle tante vittime della “witch hunt” anticomunista scatenata da quell’ubriacone del senatore McCarthy.
Arkin, che era un insegnante, perse il lavoro e non fu mai in grado di recuperarlo, nonostante i ripetuti ricorsi. Fu riabilitato solo dopo la sua morte, avvenuta per un cancro nel 1980.
Anche suo figlio Alan è stato un attore scomodo: si pensi ai suoi esordi in “The Russians Are Coming, the Russians... (continua)
The storm clouds hang on the hill
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/8/2015 - 09:37
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La Barunissa di Carini

Il 17 luglio di quest'anno, Salvatore Borsellino e sua figlia Stella hanno recitato "La Barunissa di Carini" durante l'inaugurazione della "Casa di Paolo" a Palermo, un progetto per onorare in maniera attiva la memoria del Giudice Paolo Borsellino.

Ecco il link al video, sottotitolato in siciliano e, a breve, anche in italiano.

https://vimeo.com/136313057

Buona visione!
Patricia e Guido di Gennaro 18/8/2015 - 00:22
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Estadio Chile

il testo tradotto in francese, recitato da Aristide Demonico con accompagnamento musicale e canoro del gruppo cileno TRABUNCHE, su musica composta da Carlos R. Morales è rintracciabile sotto il titolo di "Lamento de Espanto/Stade Chile" su:
TRABUNCHE - TERRE CHILIENNE (Le Chant du Monde LDX 74616 Canto Libre 1976)
Flavio Poltronieri 17/8/2015 - 22:40
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Cantata Santa María de Iquique

Santa Maria di Iquique
dal quaderno di Saramago

Santa Maria è il nome della scuola, per questo si suppone che la santa propriamente detta, quella del cielo, non intervenne nella questione come, invece, il suo potere l’avrebbe dovuta obbligare a fare. Il posto si chiama Iquique, un posto di mare, all’epoca importante in Cile, in una regione ricca di salnitro, questo miscuglio di nitrato di sodio e nitrato di potassio creato direttamente nell’inferno, come certamente pensavano le migliaia di persone, sia cilene che dei paesi limitrofi, che lavoravano alla sua estrazione. Siamo nel 1907. Inevitabile come il destino, perché è questa la logica assoluta del capitale, l’impietosa sovra-esposizione della forza lavoro di questa povera gente finì per raggiungere estremi insopportabili. Lo sciopero fu la risposta naturale. Dai villaggi di minatori tra le montagne cominciarono a scendere, prima centinaia,... (continua)
17/8/2015 - 19:16
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Inno dei malfattori, o Canto dei malfattori

Chanson italienne – Inno dei malfattori, o Canto dei malfattori – Attilio Panizza – 1892
Texte de Attilio Panizza
Sur une musique populaire anonyme

Connu simplement aussi comme l'« Hymne de Panizza », il est sans doute un des chants anarchistes de langue italienne les plus connus. On y décèle évidemment aussi une composante antimilitariste. Le sculpteur anarchiste milanais (Attilio Panizza) le publia anonymement sur le numéro unique de L'amico del popolo (L'Ami du peuple) du 29 mai 1892 ; il « lui fut officiellement attribué » seulement en 1899 par Carlo Frigerio dans son célèbre opuscule Il canzoniere dei ribelli (Le chansonnier des rebelles). On peut le trouver dans le Canzoniere International (Chansonnier International) sur le disque Gli Anarchici 1864-1969 (Les Anarchistes 1864-1969) de 1973.
CHANT DES MALFAITEURS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 17/8/2015 - 17:02
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Weihnachten

Chanson allemande – Weihnachten – Kurt Tucholsky – 1918

Texte de Kurt Tucholsky, publié sous le nom de Kaspar Hauser (un de ses pseudonymes) sur Die Weltbühne du 19 décembre 1918
Musique de Hanns Eisler
Interprétée par Ernst Busch in “Ernst Busch Singt Tucholsky Und Brecht – Deutsches Miserere »

Eh bien, il nous fallait vraiment une chanson de Noël !

Sauf que celle de Tucholsky - écrite en décembre de 1918, à peine plus d'un mois après la fin de la Grande Guerre, dont l'Empire était sorti abîmé par la faute des « idées spartakistes et des socialistes qui empoisonnaient l'armée allemande », comme le dit le grand général Ludendorff, et en plein dans la rébellion socialiste qui de là à peu serait écrasée dans le sang – ce n'est pas vraiment une chansonnette rassurante…

Ah, Lucien l'âne mon ami, tu connais assez Tucholsky pour savoir qui il était et quel talent et quel tempérament l'animaient.... (continua)
NOËL
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 16/8/2015 - 23:24
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Brother, Where Are You?

[1959?]
Parole e musica di Oscar Brown Jr.
L’autore incise questa canzone solo nel 1965, nel disco “Mr Oscar Brown Jr Goes To Washington”, ma la prima versione è senz’altro quella - splendida - di Abbey Lincoln, dal suo disco intitolato “Abbey Is Blue” del 1959.
Moltissime le cover successive: Marlena Shaw, The Remo Four, Al Wilson, Johnny Rivers, Billy Taylor Trio,... Oscar Brown l’ha riproposata anche nel 1974 ed è la canzone che dà il titolo al suo album di quell’anno.


Brother, (Brother)
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/8/2015 - 22:23
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Iris e Silvio

Un racconto della storia di Iris Versari, Silvio Corbari e Adriano Casadei si può trovare nel bel libro di Pino Cacucci: Ribelli
dq82 16/8/2015 - 22:20
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Amigo

AMICO
(continua)
inviata da Maria Cristina Costantini 16/8/2015 - 14:51




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