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Prima del 2015-1-29

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El pájaro revolucionario

Versi di Óscar Alfaro (1921-1963), poeta, scrittore, giornalista e militante comunista boliviano.
Nella raccolta intitolata “Cien poemas para niños” pubblicata nel 1955.
La poesia è stata messa in musica da diversi artisti (p.e. Gauchos 4, Markama, Carmen Jesús Iñaki,...) ma chi la rese celebre è il grande Jorge Cafrune che semplicemente la recitò senza base musicale, con la sua sola possente voce, nel disco intitolato “La vuelta del montonero” del 1973.
Ordena el cerdo granjero:
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/1/2015 - 22:53
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La ragazza di Kobanê

Chanson italienne – La ragazza di Kobanê – David Riondino – Novembre 2014



Voici, Lucien l'âne mon ami, une chanson qu'on dira d'actualité… Elle se situe dans la ville de Kobané, qui se situe là-bas aux confins de la Turquie et de la Syrie, dans une région kurde. Une ville martyr, prise dans les tourbillons des délires de religieux assassins et de nationalistes ahuris. Une bande immense de crétins, bourrés de paroles prophétiques. Bref, tout droit sortis d'Absurdie. Là aussi, la sentence de Jeanson s'applique et on a entendu jusqu'ici les Kurdes crier : « Au secours ! Les cons nous cernent ! ». Des tueurs aussi sanglants et aussi stupides que les Croisés lors de la prise de Jérusalem en 1099. J'ai dit d'actualité, car après des mois de résistance, les Kurdes viennent de chasser ces imbéciles et commencent à dégager la ville, du moins ce qu'il en reste, car tout semble détruit, de l'encerclement.... (continua)
LA FILLE DE KOBANÉ
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 29/1/2015 - 21:30
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Eagle Fly Free

"Eagle fly free" è la traccia che apre (dopo l'intro "Invitation") il terzo album degli Helloween, "Keeper of the Seven Keys - part II". Il brano è opera del chitarrista Michael Weikath.
Pubblicato nel 1988, il brano contiene riferimenti alla situazione politica dell'epoca, alle rivoluzioni che fermentavano nel mondo, allo sviluppo di armi atomiche, alla Guerra Fredda, all'inquinamento portato dalle industrie; tuttavia ha anche un fortissimo messaggio positivo nel suo ritornello, che metaforizza la speranza per un futuro migliore nella forte aquila del titolo, la quale vola incurante di ciò che accade nel mondo.
AQUILA VOLA LIBERA
(continua)
inviata da Matteo 29/1/2015 - 18:42
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Considero valore

From CPA Firenze Sud Hacklab
January 29, 2015
I SEE AS A VALUE
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 29/1/2015 - 18:36
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Wind Of Change

Antonio, non esiste una versione italiana
Matteo 29/1/2015 - 18:20
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El tero-tero

[197?]
Parole e musica di Marcos Velásquez
Nell’album “Chants pour un peuple en lutte”, realizzato dall’uruguayo Marcos Velásquez a Parigi dopo il 1973, quando fu costretto come molti a fuggire dal Cile, dove viveva da anni.

Il tero-tero (Pavoncella cilena) è un uccello tipico della Patagonia. E’ sociale, vive in chiassose colonie, si muove a terra con rapide corse a scatti, spesso in gruppi di individui sincronizzati tra loro, cosicchè sembra quasi che compiano una danza, tant’è vero che tero-tero è anche il nome di un ritmo ballabile.

Ma qui il simpatico uccelletto patagonico è un pretesto per la descrizione delle differenti reazioni dei “compagni” all’avvento della dittatura, quando a continuare a dire e a fare certe cose ci si poteva rimettere molto, non solo il nido ma anche la vita…
Compañeros tero tero
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/1/2015 - 15:58
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Gambadilegno a Parigi

Ad ascoltarla attentamente, ognuno può trarne le proprie emozioni e significati. Io mi sono commosso.
Franco 29/1/2015 - 14:46
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El diccionario

Parole e musica di Marcos Velásquez
Interpretata da Alfredo Zitarrosa nell’album “Melodía larga” pubblicato nel 1984
Testo trovato su Cancioneros.com

Purtroppo i geniali versi centrali della seconda strofa (“Quando in Cile il fascismo rideva in inglese, in spagnolo piangeva più di un francese”) vengono sostituiti da Zitarrosa con i corrispondenti della prima…
¡Qué mala suerte tienen los que quisieran,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/1/2015 - 14:24
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El caminero Mendoza

[1971]
Parole e musica di Humberto Waldemar Asdrúbal Baeza Fernández, meglio conosciuto come Tito Fernández (1940-), nativo di Temuco, nell’Araucanía cilena.
Nel suo disco intitolato “El Temucano”

Una delle canzoni più famose del “Temucano”.
Racconta della triste vita e della morte del cantoniere Mendoza, cileno delle pampas del nord (probabilmente del Tarapacá, il cui capoluogo è il tristemente famoso Iquique, nei cui pressi nel 1907 avvenne forse il più spaventoso massacro di lavoratori in sciopero nell’intera storia dell’umanità), costretto dalla miseria a trasferirsi al sud, in Araucanía, per lavorare come operaio nella costruzione di strade e ferrovie.

Mendoza si stabilisce a Quitratué, un villaggio vicino a Temuco, con la giovane moglie incinta. Il lavoro è durissimo, la vita magra e la paga da fame, ma il protagonista prende coscienza di essere sfruttato quando al villaggio arriva... (continua)
Al caminero Mendoza, ¡caramba! lo dieron güelta
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/1/2015 - 13:34
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Provincias (I y II)

[1977]
Musica di Patricio Castillo
Le parole sono una trasposizione poetica dell’omonimo racconto di Ariel Dorfman, scrittore argentino ma cileno d’adozione, contenuto nella terza sezione del suo “Cría ojos”, raccolta di racconti dedicati alla descrizione della situazione del popolo cileno sotto la dittatura militare fascista.
Nel disco di Patricio Castillo intitolato “Provinces”, pubblicato in Francia dalla Le Chant du Monde nel 1977.

Il titolo dei racconti di Dorfman, raccolti e pubblicati in Messico nel 1979, fa riferimento al proverbio spagnolo “Cría cuervos y te sacarán los ojos”, ossia “Alleva pure i corvi e vedrai che poi ti caveranno gli occhi”, un mònito che vale per ogni epoca, anche per noi, oggi: se si continuano ad allevare e nutrire i fascisti (e gli intolleranti, e i razzisti, e i farabutti), verrà il giorno che questi ci toglieranno la libertà. Ma Dorfman trasforma il... (continua)
I

(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/1/2015 - 10:30
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Marinera del regreso

[1976]
Parole e musica di Ángel Parra
Nel disco “Isabel y Ángel Parra”, realizzato con la sorella Isabel in Francia, dove i Parra si erano rifugiati dopo il golpe fascista in Cile nel 1973
Testo trovato su Cancioneros.com
Si un hombre quiere cantar
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/1/2015 - 09:41
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El día que vuelva a encontrar

[1976]
Parole e musica di Ángel Parra
Nel disco intitolato “Ángel Parra de Chile”, realizzato in Francia dove l’autore era riparato dopo l’avvento della dittatura fascista nel 1973
Ne esiste anche un’edizione italiana intitolata “La Libertà”, pubblicata quell’anno stesso da I Dischi dello Zodiaco
Testo trovato su Cancioneros.com
El día que vuelva a encontrar
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/1/2015 - 09:27
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We Shall Not Be Moved

anonimo
La terza strofa della versione spagnola contribuita da Jacopo nel 2008 è costituita dai versi finali di una poesia di Pablo Neruda tratta dal “Canto General”, quella che si apre con “Sube a nacer conmigo, hermano”, alla fine della seconda sezione intitolata “Alturas de Macchu Picchu”

Il “Canto General” è già presente in parte sulle CCG nella versione offerta da Mikis Theodorakis... Prossimamente provvederò ad inserire anche alcune delle poesie comprese in “Alturas de Macchu Picchu” perchè ho scoperto che il gruppo cileno Los Jaivas le mise in musica in un loro disco del 1981.
Bernart Bartleby 28/1/2015 - 22:04
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Lamentu pi la morti di Turiddu Carnivali

d'après la version italienne d'une
Chanson sicilienne – Lamentu pi la morti di Turiddu Carnevali – Ciccio Busacca

Poème d'Ignazio Buttitta
Musique de Nonò Salamone
Interprétation de Ciccio Busacca

Pour les commentaires en langue française voir : Salvamort
LAMENTATION POUR LA MORT DE TURIDDU CARNEVALI
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 28/1/2015 - 21:35
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Considero valore

JE SUIS ERRI

“Nell’aula del tribunale di Torino il 28 gennaio 2015 non sarà in discussione la libertà di parola. Quella ossequiosa è sempre libera e gradita. Sarà in discussione la libertà di parola contraria, incriminata per questo”.
28/1/2015 - 21:09
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La ragazza di Kobanê

Kobanê è libera
28/1/2015 - 21:03
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Sessanta sacchi di carbone

Chanson italienne – Sessanta sacchi di carbone – Giacomo Lariccia – 2014
SOIXANTE SACS DE CHARBON
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 28/1/2015 - 20:39

Je suis Erri

Antiwar Songs Blog
La parola contraria potrà essere sconfitta dal tribunale? Oggi sta sotto minaccia di silenziatore. Non credo che riusciranno a sottometterla fuori di quest’aula, so che non ci riusciranno con me. Vengo dal campo scuola del 1900, dove gli scrittori, i poeti, hanno pagato il più amaro prezzo per le loro parole. “Nell’aula del tribunale di […]
Antiwar Songs Staff 2015-01-28 20:18:00
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A pie camino

[1973]
Parole di Alejandro Rivera (?)
Musica di Julio Numhauser, nel duo Amerindios insieme a Mario Salazar, e tra i fondatori dei Quilapayún
Nel disco intitolato “Tu sueño es mi sueño, tu grito es mi canto...”

Cile, 1973, annus horribilis.
Un’altra canzone di Julio Numhauser inclusa in questo LP, quella intitolata “Mi río”, vinse la XIVma edizione del Festival de la Canción de Viña del Mar, interpretata da Charo Cofré. Poi Pinochet e la fine di tutto. Non bastarono le “manos cerradas” e i “puños en alto” contro la furia e la ferocia di “los que venían a detenerlos”…
A pie camino, pisando barro
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/1/2015 - 17:33
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The Backlash Blues

il testo dice
"Do you think that alla colored folks
Are just second class fools"
quindi... pensi che TUTTI i negri non siano che sciocchi di seconda categoria (forse meglio classe!)?
grazie mille per il sito è una miniera di letture interessanti
Black Panther 28/1/2015 - 16:29
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España camisa blanca de mi esperanza

[1981]
Parole e musica di Víctor Manuel, compagno di Ana Belén dai primi anni 70
L’ispirazione arriva dai versi centrali della poesia “España” di Blas De Otero, “desesperada España, camisa limpia de mi esperanza”

Nel disco di Ana Belén intitolato “Géminis”, pubblicato nel 1984
España camisa blanca de mi esperanza
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/1/2015 - 16:22
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Fründ, amico, ami

che canzone bellisssssss[...]ssssima
(diana)

Ti abbiamo tolto un po' di s... [CCG Staff]
28/1/2015 - 14:39
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None of My Business

Little kids sleepin' with rats in thier beds well it's none of my business
(continua)
28/1/2015 - 05:58
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Adlai Stevenson

Righteous men of the earth
(continua)
28/1/2015 - 04:41
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Jan Palach

Boh, probabilmente (per quella che è la mia modesta opinione di ragazzo felicemente di Destra) non gliene frega niente. Anzi, credo che, a prescindere dall'orientamento politico del gruppo, si starà diceno:"Oh, che bellezza, almeno qualcuno che si ricorda del mio sacrificio."
Ciccio 27/1/2015 - 16:45

Die Peststadt

Versi di František Petr (Franz Peter) Kien (1919-1944), poeta ed artista ebreo ceco di lingua tedesca.
Musica di Gideon Klein (1919-1945), pianista e compositore ebreo ceco.
La poesia fa parte del ciclo “Die Pest” musicato da Klein su versi di Kien. Il ciclo fu eseguito a Theresienstadt con la direzione Viktor Ullmann (1898-1944), compositore, pianista e direttore d’orchestra ebreo austriaco, ma purtroppo la musica è andata perduta, così come tutti i suoi protagonisti.
Testo trovato su di un sito dedicato al Ghetto di Theresienstadt

Franz Peter Kien era nativo di Varnsdorf in Boemia, al confine con la Sassonia. Studiò pittura e grafica a Brno e a Praga, dove fu compagno di scuola dello scrittore e drammaturgo Peter Weiss. Quando nel 1939 la Boemia e la Moravia furono fagocitate dalla Germania nazista, uno dei primi atti dei dominatori fu l’estensione delle leggi razziali. Gli ebrei furono... (continua)
Kaum wagt der Blick sich in die öde Weite,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 27/1/2015 - 11:36
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La bambina in rosso

Ciao a tutti,
Mi chiamo Alessandro Mazzi e sono l'autore di testo e musica de 'La Bambina in Rosso" , volevo ringraziare tutti coloro che hanno inserito commenti. Per chi volesse scrivermi in privato la mia mail è alessandromazzi72@gmail.com
Ciao!
Alessandro Mazzi 26/1/2015 - 20:19
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Libera nos Domine

IO SONO SHAIAMAA
CCG/AWS Staff 26/1/2015 - 18:46
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Con Farabundo y Romero

1980
El Salvador. Su pueblo, su lucha, su canto
Somos millones de manos
(continua)
inviata da Donquijote82 26/1/2015 - 17:01
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El Padre Antonio y el Monaguillo Andres

1984
Buscando América

This song describes the arrival in a Latin American country of an idealistic Spanish priest (a fictional representation of Archbishop Romero), his sermons condemning violence there, his talks about love and justice, and, finally, the murders of the priest and acolyte during a mass. Blades has said he wrote this song so that "the death of Romero is not forgotten.
El Padre Antonio Tejeira vino de España, 
(continua)
inviata da Donquijote82 26/1/2015 - 16:33
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Se lo llevaron todo

2014
Contratiempos

Una vez más Alberto García pone música a uno de los temas más sobresalientes del disco. Genial instrumentación, y ritmo a lo más “República de Sanjes”, guardando las distancias. Y Jesús Cifuentes doblando su voz (algo que casi no vimos en “40 de Abril”) para darle ese toque tan característico
La letra, el poema, corre a cargo de Elhombreviento, más bien hombre multiusos, ya que es el encargado de realizar los libretos de los discos de Celtas Cortos, videoclips y ahora incluso letras.
Se lo llevaron todo, los sueños, los campos la infancia.
(continua)
inviata da Donquijote82 26/1/2015 - 15:35
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Esercito silente

Chanson italienne – Esercito silente – Carmen Consoli – 2015

de "L'abitudine di tornare" (2015)

Palerme : guerres et faidas de mafia, l'état absent qui paraît seulement aux enterrements, la loi du silence, la lutte de Peppino Impastato, le massacre de la construction de l'aéroport de Punta Raisi, aujourd'hui dédié à Falcone et Borsellino.

Ô, Marco Valdo M.I. mon ami, toi qui m'avais conté l'histoire de Salvatore Carnevale, dit Turi, celle de Rita Atria Testimone di giustizia et celle de Peppino Impastato Ciuri di campo et ses Cent pas I cento passi et de plein d'autres encore, comme ce Néron échappé de la paléohistoire Néron, le Sicilien… te voilà revenu une fois encore en Sicile et une fois encore, tu racontes cette même histoire de cette île rongée par cette gangrène mafieuse…

Et finalement pire que tu l'imagines, car cette île transmet sa peste aux autres parties du monde. Bien sûr,... (continua)
L'ARMÉE MUETTE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 26/1/2015 - 15:22
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Estúpidas guerras

[1997]
La traccia che dà il titolo al disco.
Disparos y masacres
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/1/2015 - 14:23
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Onda calabra

[2003]
Testo di Peppe Voltarelli
Musica di Voltarelli-Sirianni-De Siena
Dal film-documentario Doichlanda
Zoropa Produzioni
Regia di Giuseppe Gagliardi
Poi nell'album del Parto delle Nuvole Pesanti
Il parto (2004)



Attribuendo Onda calabra al solo Peppe Voltarelli, anche se l'ha scritta e cantata (e continua a cantarla come solista), so bene di compiere un atto squisitamente arbitrario: la canzone appartiene infatti al famoso film-documentario Doichlanda, interpretato con insospettabile vis comica dal Parto delle Nuvole Pesanti, compreso lo stesso Voltarelli, nel 2003, che ottenne nello stesso anno il premio della giuria al Festival del Cinema di Torino; non soltanto questo, poiché la canzone è stata inserita anche nell'album Il parto, del successivo 2004, che è ampiamente presente in questo sito con diverse canzoni (come ad esempio La paura, il cui testo è comunque di Peppe Voltarelli). (continua)
I tuoi occhi è un luogo della mente,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 26/1/2015 - 14:15

Ser-vicio militar

[1997]
Nel disco intitolato “Estupidas guerras”

La “mojiganga” è il nome dato ad un genere di farsa con maschere e travestimenti in voga nel 700 spagnolo. Ripreso ai giorni nostri, è diffuso anche in alcuni paesi latinoamericani.
Buenos días señor doctor
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/1/2015 - 14:13
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Ricardo Semillas

Chissà che questa non sia la prima traduzione in italiano di versi scritti da Nelson Osorio Marín, poeta colombiano, e cantati dal duo Ana y Jaime, sia l’uno che gli altri non molto noti qui da noi….
I SEMI DI RICCARDO
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/1/2015 - 13:25
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La Revolución vendrá

Che sia questa la prima traduzione in italiano di una canzone di Luis Gabriel, misconosciuto cantautore colombiano?
LA RIVOLUZIONE VERRÀ
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/1/2015 - 12:48
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#JeSuisCharlie

#IOSONOCHARLIE
(continua)
inviata da Francesca Macilletti 26/1/2015 - 11:58
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Cinco balas

Credo che si tratti delle prima traduzione in italiano di una canzone di Pablus Gallinazo, misconosciuto cantautore colombiano.

Nella seconda strofa:

- Simón José Antonio de la Santísima Trinidad Bolívar y Ponte Palacios y Blanco, meglio conosciuto come Simón Bolívar “El Libertador” (1783-1830), condottiero venezuelano, è stato uno dei “Padri della Patria” latinoamericana, avendo contribuito in modo decisivo ai processi d’indipendenza di Bolivia, Colombia, Ecuador, Panama, Perù e Venezuela. A lui s’ispirarono molti dei partiti politici e delle formazioni guerrigliere del 900.

- José Antonio Galán (1749-1782) fu il leader della insurrezione dei Comuneros colombiani, una rivolta popolare armata avvenuta nel 1781 nel Vicereame spagnolo della Nuova Granada, scatenata dai continui aumenti delle tasse di guerra. L’esercito ribelle guidato da Galán arrivò fino alle porte di Bogotà e costrinse... (continua)
CINQUE PALLOTTOLE
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/1/2015 - 11:42
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Ho visto anche degli zingari felici

Versione del 2003 insieme al Parto delle nuvole pesanti
dq82 26/1/2015 - 07:12
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Riturnella

anonimo
Mi avete fatto tornare in mente che molti anni fa ho conosciuto una cantante australiana dal nome Mara Kiek che nel 1990 ne ha inciso una versione nel suo disco "Don't Even Think", partecipa anche al bulgaro "Marrenitsa Choir" comunque la canzone la interpretava in dialetto napoletano
Flavio Poltronieri 25/1/2015 - 22:00
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Se non li conoscete

Se non li conoscete, guardate 'sti coglioni che cantano sguaiati 'sto schifo di canzoni... (e leggetevi anche gli intelligenti commenti alla bravata dei nostri "Folgorati", democratici e repubblicani.)
Bernart Bartleby 25/1/2015 - 19:18
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Marciar Marciar

Sul sito 70mo liberazione potete trovare testi e audio di 40 canti partigiani.
saluti gianfranco
25/1/2015 - 17:08

Noi del fascismo conosciam le pene

Mario Dacci
Inno della divisione garibaldina A. Gramsci in Albania
Testo di Mario Dacci-Musica di This Daija

Testo trovato in rete, risulta essere un inno, è indicato anche l'autore della musica, ma non ne ho trovato altre tracce
Noi del fascismo conosciam le pene,
(continua)
inviata da DonQuijote82 25/1/2015 - 16:53
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Lino Straulino: Nicolò, lassi alfin l'Amor tiran

lu sa je -> "lo sa lei", non "lo so io"
scusate la pignolaggine
roberto di san denêl 25/1/2015 - 16:38
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Canzone per Delmo

2015
La prima volta
feat. Marino Severini

Dal cielo sopra Reggio Emilia, Aldo non ha mai smesso di “reggere, custodire e proteggere” i giorni di un figlio salutato troppo presto. Dedicata a quel bimbo di settant’anni, che di suo padre conserva passione e cognome. Al mio amico Adelmo Cervi.



Adelmo Cervi figlio di Aldo Cervi terzo genito dei 7 fratelli figli di Genoveffa Cocconi e Alcide Cervi - Adelmo nasce il 24.08.43 suo Papà Aldo sara' fucilato per mano fascista insieme agli altri suoi fratelli e Quarto Camurri il 28.12.1943 nel poligono di tiro di Reggio Emilia - Adelmo aveva da poco compiuto 4 mesi.

Le canzoni e poesie sui fratelli Cervi:
La pianura dei sette fratelli (Gang)
Per i morti di Reggio Emilia (Fausto Amodei) (Sangue del nostro sangue, nervi dei nostri nervi, come fu quello dei Fratelli Cervi)
La ballata dei Fratelli Cervi (Ignazio Buttitta)
Compagni Fratelli Cervi... (continua)
A chi lo do questo figlio che neanche riesco a toccare
(continua)
inviata da DonQuijote82 25/1/2015 - 12:19
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Storia di guerra

Io continuo a sognare anche da grande, specialmente quando su www.goinfo.it un adige quotidiano pubblicano qualcosa di nuovo a riguardo
Davide 25/1/2015 - 11:55
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Canción de caminantes

In realtà la stessa María Elena Walsh incise questa sua canzone nel disco intitolato “Como la cigarra” pubblicato già nel 1973.

Tre anni prima dell'avvento della feroce dittatura di Videla e soci già si addensavano nere nubi sui cieli d'Argentina...
Bernart Bartleby 24/1/2015 - 22:52
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Réquiem de madre

[1973]
Parole e musica di María Elena Walsh
Nel disco intitolato “Como la cigarra
Interpretata anche dal Cuarteto Zupay nel loro disco intitolato “Dame la mano y vamos ya” del 1981, una raccolta di canzoni tutte di María Elena Walsh.
Aquí yace una pobre mujer
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2015 - 22:43




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