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Prima del 2015-1-25

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Riturnella

anonimo
Mi avete fatto tornare in mente che molti anni fa ho conosciuto una cantante australiana dal nome Mara Kiek che nel 1990 ne ha inciso una versione nel suo disco "Don't Even Think", partecipa anche al bulgaro "Marrenitsa Choir" comunque la canzone la interpretava in dialetto napoletano
Flavio Poltronieri 25/1/2015 - 22:00
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Se non li conoscete

Se non li conoscete, guardate 'sti coglioni che cantano sguaiati 'sto schifo di canzoni... (e leggetevi anche gli intelligenti commenti alla bravata dei nostri "Folgorati", democratici e repubblicani.)
Bernart Bartleby 25/1/2015 - 19:18

Noi del fascismo conosciam le pene

Mario Dacci
Inno della divisione garibaldina A. Gramsci in Albania
Testo di Mario Dacci-Musica di This Daija

Testo trovato in rete, risulta essere un inno, è indicato anche l'autore della musica, ma non ne ho trovato altre tracce
Noi del fascismo conosciam le pene,
(continua)
inviata da DonQuijote82 25/1/2015 - 16:53
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Lino Straulino: Nicolò, lassi alfin l'Amor tiran

lu sa je -> "lo sa lei", non "lo so io"
scusate la pignolaggine
roberto di san denêl 25/1/2015 - 16:38
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Canzone per Delmo

2015
La prima volta
feat. Marino Severini

Dal cielo sopra Reggio Emilia, Aldo non ha mai smesso di “reggere, custodire e proteggere” i giorni di un figlio salutato troppo presto. Dedicata a quel bimbo di settant’anni, che di suo padre conserva passione e cognome. Al mio amico Adelmo Cervi.



Adelmo Cervi figlio di Aldo Cervi terzo genito dei 7 fratelli figli di Genoveffa Cocconi e Alcide Cervi - Adelmo nasce il 24.08.43 suo Papà Aldo sara' fucilato per mano fascista insieme agli altri suoi fratelli e Quarto Camurri il 28.12.1943 nel poligono di tiro di Reggio Emilia - Adelmo aveva da poco compiuto 4 mesi.

Le canzoni e poesie sui fratelli Cervi:
La pianura dei sette fratelli (Gang)
Per i morti di Reggio Emilia (Fausto Amodei) (Sangue del nostro sangue, nervi dei nostri nervi, come fu quello dei Fratelli Cervi)
La ballata dei Fratelli Cervi (Ignazio Buttitta)
Compagni Fratelli Cervi... (continua)
A chi lo do questo figlio che neanche riesco a toccare
(continua)
inviata da DonQuijote82 25/1/2015 - 12:19
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Storia di guerra

Io continuo a sognare anche da grande, specialmente quando su www.goinfo.it un adige quotidiano pubblicano qualcosa di nuovo a riguardo
Davide 25/1/2015 - 11:55
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Canción de caminantes

In realtà la stessa María Elena Walsh incise questa sua canzone nel disco intitolato “Como la cigarra” pubblicato già nel 1973.

Tre anni prima dell'avvento della feroce dittatura di Videla e soci già si addensavano nere nubi sui cieli d'Argentina...
Bernart Bartleby 24/1/2015 - 22:52
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Réquiem de madre

[1973]
Parole e musica di María Elena Walsh
Nel disco intitolato “Como la cigarra
Interpretata anche dal Cuarteto Zupay nel loro disco intitolato “Dame la mano y vamos ya” del 1981, una raccolta di canzoni tutte di María Elena Walsh.
Aquí yace una pobre mujer
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2015 - 22:43
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Valsesia

anonimo
VALTOCE

Questa versione va decisamente collegata alla divisione "Valtoce", al comando di Alfredo di Dio.
Poichè online esiste parecchia documentazione al proposito, evito il solito copiaincolla e rimando i lettori a wikipedia e ai siti FIVL

Il testo è ricavato dal sonoro del disco LP "Ribelli per amore"

Mi permetto un unico commento, valido anche per la versione "principale" Valsesia, là dove dice:
"Tutti si affacciano a guardare/Tutti s'affacciano al balcon" (o qualcosa del genere), valido solo in un contesto immaginario/idilliaco, in pratica tutti i "civili", per salvare la pelle, al rumore degli spari cercavano un sicuro rifugio. Quindi, come spiegare la frase?
VALTOCE
(continua)
inviata da gianfranco 24/1/2015 - 22:42
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Carta abierta a Ronald y Mijail

Siccome dell’autore del testo, José Tcherkaski, poeta e giornalista argentino, sappiamo poco o nulla (tant’è vero che non è stata nemmeno inserita una nota biografica e il link alla sua pagina presunta non porta a nulla), perchè non attibuire questa canzone a chi ne ha scritto la musica, oltre ad interpretarla, cioè Piero?
Bernart Bartleby 24/1/2015 - 22:09
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T'attends Quoi

(2013)
Album: "Recto Verso"

Un appello urgente a salvare il nostro mondo. Un'ode alla natura, l'inquietudine davanti a un pianeta che l'uomo porta al disastro ecologico.
Je suis de Bassora aux portes de désert
(continua)
24/1/2015 - 20:00
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Eco-lógico

[1997]
Parole di Nelson Osorio Marín (1941-1997), poeta colombiano.
Si trova nell’album intitolato “Los años inmensos” realizzato dopo la loro riunione in seguito a molteplici pause.
La agonía del árbol en el rio se siente
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2015 - 17:41
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A desalambrar!

Interpretata anche dai fratelli Ana e Jaime Valencia Aristizábal, costituenti il duo vocale Ana y Jaime.
Nell’album di Ana y Jaime intitolato “Diré a mi gente”, rieditato in CD nel 2005 con il titolo “Es largo el camino”
B.B. 24/1/2015 - 16:09
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Sales nègres

SPORCHI NEGRI
(continua)
inviata da Leonardo Licheri 24/1/2015 - 16:00
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Diré a mi gente

[1969]
Parole di Nelson Osorio Marín (1941-1997), poeta colombiano
Musica dei fratelli Ana e Jaime Valencia Aristizábal, costituenti il duo vocale Ana y Jaime.
La canzone che dà il titolo al disco di Ana y Jaime pubblicato nel 1969

Racconto del viejo Antonio, testimone di un massacro di contadini indigeni ad opera dell’esercito in qualche sperduto angolo di una qualunque selva latinoamericana...
Lara lala lara lala lara la la la
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2015 - 15:06
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Inolvidable Ho Chi Minh

[1973]
Parole e musica di Alí Primera
Nel disco intitolato “Lo primero de Alí Primera” (che però non è il suo primo lavoro. L’esordio fu nel 1969 con “La Estrella Roja. Canciones de Protesta”, disco ormai introvabile)
Tenía la figura pequeña
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2015 - 14:34

Adelante Viet Nam

[1969]
Parole e musica di Alí Primera
In un disco ormai introvabile intitolato “La Estrella Roja. Canciones de Protesta”
Adelante
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2015 - 14:26
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Guerrillero de piel amarilla

[1969]
Parole e musica di Alí Primera
In un disco ormai introvabile intitolato “La Estrella Roja. Canciones de Protesta”
Guerrillero de piel amarilla
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2015 - 14:18
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A veces quisiera ser ciego

[196?]
Parole e musica di Alí Primera
Nell’album di Ana y Jaime (i fratelli colombiani fratelli Ana e Jaime Valencia Aristizábal) intitolato “Diré a mi gente”, rieditato in CD nel 2005 con il titolo “Es largo el camino”
A veces quisiera ser ciego
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2015 - 13:47
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The Long Engagement

The song tells of how an ordinary working class persons in the trenches thinking back to his wedding day and how his life is transformed from a life of love with his family into a the nightmare of trench warfare and death.
The Long Engagement
(continua)
inviata da Walter Brown 24/1/2015 - 11:31
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Yo no sé de justicia, compadre

[Anni 60]
Una poesia musicata di Rómulo Augusto Mora Sáenz, meglio conosciuto come El Indio Romulo, declamatore della poesia rustica campesina colombiana. La parlata è quella del Boyacá, regione centrale di cui l’autore è nativo.
Nel disco “El Indio Romulo Mora Sáenz. El Campesino Colombiano. Poesía rústica y de protesta”
Testo trovato qui e sistemato (spero!) all’ascolto.

“El Indio Romulo se caracteriza por ser muy humilde y expresarse con palabras de campo, que es de donde él viene; a él no le da temor comportarse pues por eso es conocido, por su distinta forma de expresarse hacia todo su público. Y no a muerto todavía.”

Una poesia, a mio avviso, molto significativa, che parla del dramma vissuto da intere generazioni di contadini indigeni latinoamericani, una situazione che in molti vivono ancora oggi nelle campagne, in particolare in Colombia (ma anche in Messico e nel recente passato... (continua)
Yo no sé pa qué queren que siembre, compradre, ya no da la cosecha pa engañar el hambre, entoas maneras sale uno jegrao. Si siembra, le toca vivir de alquilao en otras estancias pa probar bocao: mercar los abonos, hacer la deshierba, bregar en verano, sufrir en invierno y si es que hay fortuna y se da la cosecha, se saca al mercao y entonces… ¡Carajo! – ¡que eso está muy caro! Que uno es un abusivo y hay que realizarlo al precio que queran o si no, ¡pa la cárcel! ¡que hay ‘ta la justicia mas pronta qu’el cura pa echar bendiciones! Yo no entiendo pa que’s la justicia, y en el encontrario que se dio harta papa, pos no vale ni un jute y hay que regalarla cuando ‘ta uno debiendo toavia en lo de la sacansa, la traida pal pueblo, lo que tiene jiao y esta los impuestos. ¿Que camino cogemos, compa... (continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2015 - 00:17
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Café y petróleo

[1969]
Parole di Manuel J. Larroche (?)
Musica dei fratelli Ana e Jaime Valencia Aristizábal, costituenti il duo vocale Ana y Jaime.
Nell’album di Ana y Jaime intitolato “Diré a mi gente”
Tu patria es mi patria
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/1/2015 - 22:48
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Os vampiros

La versione galiziana (galega) dei NAO, dall'album Cartas do caderno (2014), in collaborazione con Pikkio e Sigaro della Banda Bassotti, che cantano (con lievissime modifiche) la versione italiana di Riccardo Venturi contenuta in questo sito.


OS VAMPIROS
(continua)
inviata da Riccardo Venturi (rigorosamente in incognito) 23/1/2015 - 21:57
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Ij fòi-fotù

Giandoja

Im ciamo Giandoja
I stagh a Turin
I beivo a la doja
I mangio d’grissin;
D’ butir l’àn fërtame
Ël fidich e ‘l prè:
Giandoja l’àn fame
Giandoja veui stè
23/1/2015 - 15:51
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Coplas de mi país

Nel concerto del 1999 registrato nel disco "Piero & Pablo en vivo desde Colombia" i due artisti si alternano nei brani e concludono il concerto insieme eseguendo "Coplas de mi país" e "Canción por la unidad latinoamericana"...

La seconda fu scritta nel 1975 da Pablo Milanés ma "Coplas de mi país" è un cavallo di battaglia di Piero e a lui, che ne è anche l'autore, andrebbe più propriamente attribuita.
Bernart Bartleby 23/1/2015 - 14:15
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Ricardo Semillas

[1969]
Parole di Nelson Osorio Marín (1941-1997), poeta colombiano
Musica dei fratelli Ana e Jaime Valencia Aristizábal, costituenti il duo vocale Ana y Jaime.
Nell’album di Ana y Jaime intitolato “Diré a mi gente”

Il racconto dell’assassinio di un sindacalista o di un attivista sociale o di un maestro rurale… Non credo che il nome corrisponda ad un personaggio realmente esistito ma che sia simbolico di tutte le migliaia di persone che sono state ammazzati in Colombia e in tutta l’America Latina per via del loro impegno politico e sociale o, semplicemente, per non accettare l’ingiustizia.
Ana y Jaime si riferivano agli omicidi politici molto frequenti negli anni 60, ma successivamente le cose andarono anche peggio: si pensi che a metà degli anni 80 soltanto tra i dirigenti e militanti della Unión Patriótica (UP), formazione di sinistra che si batteva contro la collusione tra politica... (continua)
Ricardo bajo a la aldea estrenando amaneceres
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/1/2015 - 13:22
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Lora proletaria

[197?]
Parole e musica di Jorge Velosa, medico veterinario, musicista e cantautore campesino nativo di Ráquira, Boyacá, regione centrale della Colombia.
Soprannominato “El carranguero mayor” o “El rey pobre”, Jorge Velosa è considerato uno degli iniziatori del genere musicale rurale chiamato “Carranga” o Merengue campesino.

Una canzone subito adottata dai gruppi guerriglieri colombiani.
Credo che con “lora” l’autore si riferisca ad un pappagallo, inteso un po’ come il nostro “grillo parlante”… Infatti la fine che fa è molto simile.
Una vez vide una lora
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/1/2015 - 09:40

Sólo para locos

[197?]
Parole e musica di Luis Gabriel Naranjo Arce, noto semplicemente come Luis Gabriel, cantautore colombiano attivo negli anni 70.
Ignoro in quale suo disco fosse incluso questo brano
Testo trovato sul forum di Cuando calienta el sol e sistemato all’ascolto.
Sólo para locos
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/1/2015 - 22:24
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La historia de Pedro y Rosita

[197?]
Parole e musica di Luis Gabriel Naranjo Arce, noto semplicemente come Luis Gabriel, cantautore colombiano attivo negli anni 70.
Ignoro in quale suo disco fosse incluso questo brano
El alquiler fue subiendo
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/1/2015 - 22:07
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La Revolución vendrá

[197?]
Parole e musica di Luis Gabriel Naranjo Arce, noto semplicemente come Luis Gabriel, cantautore colombiano attivo negli anni 70.
Nel suo disco intitolato “Esto de ser artista”
Explicale a tu abuelita, anda, dile a tu papá
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/1/2015 - 21:30
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Cinco balas

[Fine anni 60, o inizio 70]
Parole e musica di Gonzalo Navas Cadena, in arte Pablus Gallinazo (o Gallinazus), cantautore e poeta colombiano.
Nell’album “Una flor para mascar, vol.2” pubblicato nel 1972 (almeno, credo)

Ho scoperto dell’esistenza di questo cantautore “di protesta” colombiano trovando il suo curioso nome d’arte nel testo de Canción protesta degli Aterciopelados.

Pare che Gonzalo Navas Cadena decise di chiamarsi Pablus Gallinazo in onore dei Paolo famosi dell’epoca (Paolo VI, Pablo Picasso, Pablo Neruda,...) e perchè l'Urubù dalla Testa Nera (Coragyps atratus) - un uccello che in America Latina viene variamente chiamato “buitre negro”, “zopilote” o, appunto, “gallinazo” - era uno dei pochi animali non ancora utilizzati nell’araldica, siccome che è un avvoltoio, un uccellaccio mangiacarogne...
Por todo lo que me hicieron
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/1/2015 - 20:15
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Il tragico naufragio del vapore Sirio

anonimo
Canzone popolare interpretata da Gipo Farassino

Una canzone per ricordare che c'è stato un tempo in cui gli emigranti eravamo noi, e sempre noi eravamo i naufraghi.

Il Principessa Mafalda, dal nome della principessa di Casa Savoia, è stato un piroscafo del Lloyd Italiano varato nel 1908 e noto per essere stato il più grande transatlantico costruito per una compagnia italiana. Dopo quasi vent'anni di servizio è affondato il 25 ottobre 1927 a poche miglia dalla costa del Brasile; il naufragio provocò almeno 314 morti secondo i dati forniti dalle autorità italiane dell'epoca, mentre i giornali sudamericani ne riportarono 657, un numero di vittime più che doppio.

La Mafalda affonda: ci sono incertezze sull'ora, sul numero dei morti, sulle responsabilità. Il capitano affonda con la nave: delle sue responsabilità e della sua dignità si fa un uso retorico per coprire sgradevoli particolari come... (continua)
Principessa Mafalda
(continua)
inviata da dq82 22/1/2015 - 20:06
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Boris Vian: Ne Vous Mariez pas les Filles

Ne Vous Mariez pas les Filles

Chanson française – Ne Vous Mariez Pas Les Filles – Boris Vian – 1958
Paroles: Boris Vian
Musique: Alain Goraguer

Alors, Marco Valdo M.I. mon ami, te voilà à nouveau avec une chanson de Boris Vian…

Oui, bien sûr, une chanson de Boris Vian. Il y a beaucoup de chansons de Boris Vian, mais celle-ci m'est revenue en mémoire en traduisant la canzone de Carmen Consoli
« La signora del quinto piano », qui raconte un féminicide… Un de plus, car comme on peut le constater le féminicide est un sport fort développé. Il se pratique individuellement, en groupe, en famille ou même, de façon quasi-rituelle dans certains coins du monde.

C'est, en effet, une pratique courante chez les humains, dit Lucien l'âne en raclant le sol d'un sabot aussi noir que rageur, ou l'inverse.

Dans le cas de la chanson de Carmen Consoli, on peut même préciser qu'il s'agit d'un uxoricide,... (continua)
Avez-vous vu un homme à poil
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 22/1/2015 - 19:51
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Las cosas que pasan

[1972]
Parole e musica di Piero De Benedictis, in arte Piero, cantautore argentino ma nato in Italia, a Gallipoli il 19 aprile 1945, giusto in tempo per festeggiare la fine della guerra.

Un brano inedito fino a pochi anni fa ma risalente al 1972, registrato durante un concerto di Piero con il Cuarteto Zupay alla Facoltà di Medicina dell’Università di Buenos Aires. Non venne però incluso nell’album “Coplas de mi país”, pubblicato quell’anno, e vide la luce solo in un album dal vivo con Pablo Milanés nel 1999 e, più recentemente, nella riedizione del disco originario.

Una canzone che trovo bellissima.
Nel racconto mi ricorda La memoria di León Gieco, ma più “lieve” ed ironica... per forza, ancora non era accaduto il macello del 76-82 e tutto il resto, ma i germi c’erano già tutti...
Nell’andamento musicale è invece molto simile a La guerra di Piero di Fabrizio De André.
Que lindo es sentarse en la mesa de un bar
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/1/2015 - 18:56
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Esercito silente

da "L'abitudine di tornare" (2015)

Palermo: guerre e faide di mafia, lo stato assente che compare solo ai funerali, l'omertà, la lotta di Peppino Impastato, lo scempio della costruzione dell'aeroporto di Punta Raisi, oggi intitolato a Falcone e Borsellino.
Come si può credere che questa città
(continua)
21/1/2015 - 23:40
Percorsi: Mafia e mafie
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La notte più lunga

da "L'abitudine di tornare" (2015)

La furia mediatica che accompagna gli sbarchi degli immigrati in Sicilia
Verso l'alba avvistammo quella barca malandata
(continua)
21/1/2015 - 23:35

Son al louarn kounnaret

LA CANZONE DELLA VOLPE ARRABBIATA
(continua)
inviata da Flavio Poltronieri 21/1/2015 - 23:12

Ur bez e Dulenn

UNA TOMBA A DUBLINO
(continua)
inviata da Flavio Poltronieri 21/1/2015 - 22:59
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Mi país

[196?]
Parole e musica di Gonzalo Navas Cadena, in arte Pablus Gallinazo (o Gallinazus), cantautore e poeta colombiano.
Ignoro se Pablus Gallinazo abbia mai inciso questa sua canzone. Sicuramente all’epoca la interpretarono Ana y Jaime (un duo colombiano anch’esso autore di canzoni di protesta) e più recententemente i K.O.M.A., una punk band di Bogotà (nel loro album “Basura de Estado” pubblicato nel 2013.)
Con un poco de humor
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/1/2015 - 22:44
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Hay un niño en la calle y un diamante en un baile

[1972?]
Parole e musica di Gonzalo Navas Cadena, in arte Pablus Gallinazo (o Gallinazus), cantautore e poeta colombiano.
Nel disco intitolato “El comandante”

Ho scoperto dell’esistenza di questo cantautore “di protesta” colombiano trovando il suo curioso nome d’arte nel testo di Canción protesta degli Aterciopelados.
Pare che Gonzalo Navas Cadena decise di chiamarsi Pablus Gallinazus in onore dei Paolo famosi dell’epoca (Paolo VI, Pablo Picasso, Pablo Neruda,...) e perchè l'Urubù dalla Testa Nera (Coragyps atratus) - un uccello che in America Latina viene variamente chiamato “buitre negro”, “zopilote” o, appunto, “gallinazo” - era uno dei pochi animali non ancora utilizzati nell’araldica, siccome che è un avvoltoio, un uccellaccio mangiacarogne...
En el fango del mundo se ve
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/1/2015 - 21:48
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La chanson des Restos

[1986]
Parole e musica di Jean-Jacques Goldman.

Goldman scrisse questa canzone per Coluche che aveva appena fondato un’associazione caritativa chiamata “Les Restos du cœur”, per la lotta contro la povertà e contro lo spreco e la distruzione delle eccedenze alimentari per ragioni di mercato (un’esperienza paragonabile al nostro Banco Alimentare, ma molto più articolata).
Purtroppo Coluche morì poco dopo, il 19 giugno 1986, in un incidente motociclistico (un episodio molto misterioso, che molti hanno considerato un assassinio, per via della personalità molto scomoda di Coluche)
Moi, je file un rancard
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/1/2015 - 16:20
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Il naufragio del Katër i Radës

2007
Est!

La Katër i Radës, realizzata in Unione Sovietica negli anni cinquanta come motosilurante, era stata trasformata in pattugliatore costiero negli anni settanta.

Era stata rubata al porto di Saranda da gruppi criminali che gestivano il traffico di immigrati clandestini. Partì da Valona nel pomeriggio del 28 marzo 1997carica di profughi che cercavano di raggiungere le coste italiane, per fuggire dall'Albania in preda all'anarchia. Sulla piccola imbarcazione, progettata per 9 membri dell'equipaggio, avevano trovato invece posto verosimilmente 142 persone.

Alle 17:15 fu avvistata dalla fregata Zeffiro, impegnata nell'operazioneBandiere Bianche, nome in codice con cui era nota l'operazione di blocco navale realizzata per limitare gli sbarchi delle cosiddette carrette del mareprovenienti dalle coste albanesi. La Zeffiro intimò alla Katër i Radës di invertire la rotta, ma la nave albanese... (continua)
Gli occhi verso Est a montagne non più mie
(continua)
inviata da dq82 21/1/2015 - 15:40
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Sois fainéant (ou Conseil à un nourrisson)

[1977]
Scritta da Michel Colucci, in arte Coluche (1944-1986), umorista ed attore francese.
Nel disco “Enregistrement public Vol. 3”
A toi l'enfant qui viens de naître
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/1/2015 - 15:07
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La guitare enragée (ou Les salauds!)

[1982]
Scritta da Michel Colucci, in arte Coluche (1944-1986), umorista ed attore francese.
Nel disco intitolato “...Adieu, me revoilà!”
[Parlé:]
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/1/2015 - 14:57
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Misère

[1978]
Scritta da Jean-Louis Chotard - Gérard Grandjean / Pierre Bénichou - Marie Grospierre
Nell’album dal vivo intitolato “Le triomphe de Coluche au Gymnase”
Misère, misère
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/1/2015 - 14:38
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The Ballad Of Sacco And Vanzetti, Part Two

Versione per voce e violino del brano di Joan Baez ed Ennio Morricone colonna sonora del film "Sacco e Vanzetti" diretto da Giuliano Montaldo, tratto dal cd "Grand Tour" di Katya Sanna

- "Grand Tour"

Katya Sanna 21/1/2015 - 12:37
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Storie di uomini di donne e di sogni

Brano dedicato ai popoli migranti.
Si immagina la Terra osservata da una navicella spaziale
che attraverso rapide zoomate protocolla le migrazioni dei popoli
Aspettative di migliori condizioni di vita
(continua)
inviata da Katya Sanna 21/1/2015 - 12:21




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