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Prima del 2014-5-7

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Alegria, alegria

E che sia
Triste alegria!

Caballeros

https://www.youtube.com/watch?v=_2eMYqtw2lM
krzyś 7/5/2014 - 23:58
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Les Temps de la Colère

(1969)
Album: Cet amour-là
Redites moi la longue histoire
(continua)
7/5/2014 - 22:59
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Lettre du front

Album: Authentik (2007)

feat. Sefyu
[Sefyu :]
(continua)
7/5/2014 - 22:48
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Adagio en mi país

I came here because Google send me. I was interested in this beautiful and sad song and I want to read their lyrics. I'm a big fan of Zitarrosa, his songs and his poetry.
But I have to say I strongly disagree that this is a song "against the war", in fact, if you read the lyrics properly, this is a song of war, calling for it, even if their country don't ask for it! ("Tu no pedistes la guerra, Madre Tierra, yo lo se ...").
Also, I have to say that the explanation of the reasons, the "meaning" of the song is, I don't want to say completely innacurate, but certainly biased.
South America on those days wasn't a model of democracy or social equality, but the revolutionary movement that happened in Uruguay, Brasil, Argentina, Chile and other countries didn't came from common or poor people as the explanation suggests; it came from University students and other young people with radically (left... (continua)
JJ McMahon 7/5/2014 - 17:19

Les gueux

[1884]
Versi di Jean-Baptiste Clément
Sull’aria de “Les gueux” (1812), canzone di Pierre-Jean de Béranger.

Omaggio, ma critico, di Clément al maestro de Béranger (1780-1857), grande chansonnier e goguettier, grande nemico dell’Ancien Régime, morto famoso ma in miseria.
Al contrario di de Béranger, che celebrava la libertà insita nella povertà (“Les gueux, les gueux, Sont les gens heureux; Ils s’aiment entre eux. Vivent les gueux!”), Jean-Baptiste Clément mostra una rabbia più rivoluzionaria, post-Comune, affermando che, se è vero che si può mangiare senza tovaglia e dormire sulla paglia, è altrettanto vero che su di una bella tovaglia non si banchetta affatto male e si dorme assai meglio in un buon letto…
Les gueux, les gueux
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/5/2014 - 16:01

L’angelus

[1884]
Versi di Jean-Baptiste Clément.
L’autore della musica non è indicato.
Dedicata al pittore Jean-François Millet (1814-1875), autore di importanti opere, come “Les glaneuses” [Le spigolatrici, 1857] e – per l’appunto – “L’angelus” [1857-1859].
Rinvio al proposito all’introduzione fatta da Riccardo Venturi a Plegaria a un labrador di Vìctor Jara.

Je ne connais rien de plus lugubre que le tintement monotone de l'angelus le matin!
Comme il dit bien aux uns: Misère, servitude, résignation.
Comme il dit bien aux autres: soyez heureux et dormez en paix! On travaille pour vous.
Comme la cloche de l'angelus est bien la digne soeur de la cloche de l'usine et de l'atelier!
Depuis quelles existent, ces bavardes tapageuses qu'on a toujours poétisées n'ont cessé d'être les complices des ennemis de la raison, du progrès, de la justice et de la liberté.
Les cloches n'ont sonné pour le peuple... (continua)
Forçats de la mine et mangeurs de terre,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/5/2014 - 14:45

L’enfant pauvre

[1873]
Versi di Jean-Baptiste Clément, composti durante l’esilio a Londra, dove era riparata dopo la disfatta della Comune, inseguito da una condanna a morte in contumacia.
L’autore della musica non è indicato.


Au citoyen Alphonse Fournier.
Quelle horreur! Je dédie cette chanson à un réprouvé, à un... disons le mot, à un forçat! Au citoyen Fournier, condamné par la justice bourgeoise à huit ans de travaux forcés!
Je l'ai connu lors de la grève des tisseurs qui éclata à Roanne en 1882.
Fournier, cependant, ne s'était pas fait remarquer parmi ceux qu'on appelle les violents.
Lorsque la grève fut terminée, il chercha du travail et n'en trouva pas.
Se voyant repoussé de partout, ayant sa famille à soutenir, sachant qu'un M. Bréchard était le chef
de la coalition patronale et, par contre, des affameurs, l'exaspération l'envahit: il s'arma d'un pistolet, tira sur M. Bréchard et le manqua.
Mais... (continua)
Les mains dans ses poches percées
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/5/2014 - 14:04

Comme je suis fatigué!

[1880]
Versi di Jean-Baptiste Clément
L’autore della musica non è indicato.

Aux Sans-Métier, qu'on utilise à tout: à porter les fardeaux, à traîner la voiture, à casser les cailloux, à tourner la roue. C'est-à-dire aux milliers de parias qu'on désigne vulgairement sous le nom de manouvriers, d'hommes de peine, et qui sont en réalité beaucoup plus malheureux que les galériens et beaucoup plus maltraités que les bêtes de somme.

Ai Senza-Mestiere, quelli che vengono usati per tutto: per portare pesi, guidare carrozze, spaccare pietre, girare la macina. Cioè, le migliaia di paria che vengono volgarmente chiamati manovali, uomini di fatica, e che in realtà sono molto più infelici dei prigionieri e molto più maltrattati delle bestie da soma.

Jean-Baptiste Clément in “Chansons de Jean-Baptiste Clément”, Parigi, 1885.
Mon père, un fils de la Bourgogne,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/5/2014 - 10:45
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Berceuse de Bagdad

NINNA NANNA DI BAGHDAD
(continua)
6/5/2014 - 22:25
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La terrorista

da "Occupo poco spazio" (2014)

Un potente brano quasi punk dal nuovo disco di Nada: una metafora della paura del diverso che attraversa la nostra società e della repressione contro chiunque si allontani dalle convenzioni, dal gregge, da quelle maggioranze che, come diceva De André, hanno la cattiva abitudine di guardarsi alle spalle e di contarsi...


«La ter­ro­ri­sta» – uno dei pezzi di mag­giore impatto – sem­bra in realtà la meta­fora della paura del diverso…

Sì, è il rac­conto di una bar­bona, ma potrebbe anche essere sem­pli­ce­mente una per­sona che non si veste in un certo modo, o alla quale è suc­cesso qual­cosa tanto forte da scon­vol­gerla. E quando fugge, nell’equivoco, viene rin­chiusa in car­cere. La paura del diverso – non parlo solo di extra­co­mu­nitari — mi lascia alli­bita all’alba del 2020…
Intervista a Nada


foto di Irving Penn
Il futuro è nero
(continua)
6/5/2014 - 21:40
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Primavera di Praga

La stessa cosa per la mia versione di questo brano. È molto meglio adesso. Confermo imperterrito la mia dedica. La lotta dei ucraini, anche se dovrebbe durare più di cent'anni, come la guerra di "Cent'anni", ha le sue ben precise ragioni. Chi guida la Russia deve capire che non può scorrazzare in un paese libero per cavoli propri, come a suo tempo gli inglesi in Francia. E là, allora, la facenda era pur molto complessa, viste le parentele dei duchi regnanti, con tutti gli altri precedenti storici. Sono profondamente convinto che alla fine, sarà fra 100, 200....1000 anni, la cosa gioverà ai stessi russi, che sembrano ancora oggi non comprendere cos'è, la solo apparentemente "semplice" concezione della libertà.
(Krzysiek Wrona)

Grazie Krzys, naturalmente abbiamo sostituito la tua traduzione
6/5/2014 - 20:21
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Carlo Martello torna dalla battaglia di Poitiers

Vorrei sostituire il mio testo precedente, con la versione un po' "limata". Come sempre vale la mia regola di ricantare più volte la traduzione, per migliorarle la resa e la cantabilità. In più vengono magari pure le soluzioni più felici, come il aggettivo "popieprzony" al posto del più volgare "popierdolony" :-)
(Krzysiek Wrona)

Traduzione sostituita!
6/5/2014 - 20:03
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L'uomo è una macchina che va a calci in culo

Assolti i Fucktotum: nessuna censura per la satira sui vigili.

La band era stata denunciata dal sindacato nazionale della polizia municipale per la canzone "Vigili urbani". La casa del leader Mauro Gariglio era stata perquisita e sequestrata la pagina del sito.

Da la Repubblica di oggi.
Bernart Bartleby 6/5/2014 - 16:17
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Dem Revolutionär Jesus zum Geburtstag

[1930]
Versi di Erich Kästner.
Su di una non specificata melodia popolare.
Nel repertorio di Ernst Busch, nel suo disco “Ernst Busch 3. Singt Und Spricht Texte Von Erich Kästner”.
Zweitausend Jahre sind es fast,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/5/2014 - 14:30
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Das letzte Kapitel

La poesia "Das letzte Kapitel" fa parte della raccolta intitolata "Ein Mann gibt Auskunft" pubblicata nel 1930.
Bernart Bartleby 6/5/2014 - 14:07

Die Ballade von der Lehrerin Elly Maldaque

[1930]
Parole di Walter Mehring
Musica attribuita a Rolf Lukowsky (1926-), compositore e direttore di coro, vivente. Potrebbe però trattarsi invece del padre Josef (1896-1973), anche lui compositore.
Interpretata da Ernst Busch, presente nel disco compilativo “Aurora 3: Die Goldenen Zwanziger”.

Elisabeth Maldaque, detta Elly (1893-1930) era un’insegnante elementare a Regensburg (Ratisbona, Baviera).

In gioventù soffrì molto la figura del padre, fanatico religioso e di estrema destra, che aveva reso lei e la madre completamente succubi. Un fratello morì nella Grande Guerra nel 1916. La violenza paterna rese Elly molto fragile. Nei primissimi anni d’insegnamento fu costretta al congedo molte volte, a causa dell’esaurimento nervoso e dell’insonnia persistente. Ma dal 1922 la sensibile ma coraggiosa Elly si aggrappò anima e corpo alla sua professione e in seguito, grazie alla profonda amicizia... (continua)
Ballade von der Lehrerin Elly Maldaque, welche, kommunistischer Irrlehren bezichtigt, ins Gefängnis gesteckt wurde, wo sie verstarb im zweiten Jahrzehnt unsres Jahrhunderts.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/5/2014 - 11:25
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La Capitulation

Album: Ça parle au diable (2000)
{Parlé:}
(continua)
6/5/2014 - 00:18
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Le p'tit grenier

2003
Album: Les chemins du vent

Paroles et musique : Anne Sylvestre
Orchestrations et direction musicale : François Rauber
Vous y grimpiez par une échelle
(continua)
5/5/2014 - 22:49
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Délivrance

...e come apoteosi di questo nostro bagno emozionale di ricordi, vorrei inviare il testo originale scritto da Stivell.


dimensione intera
Flavio Poltronieri 5/5/2014 - 22:19
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Song for Syria

Cold darkness death,
(continua)
5/5/2014 - 17:36
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Where Have all the Flowers Gone

CROATO / CROATIAN / CROATE [3]
Forum "Pollitika"

La seguente versione croata, come ci informa il suo contributore Veljko, è stata usata nel forum “Pollitika” (sito croato di discussione politica) in un commento all'indomani del massacro neonazista ucraino di Odessa del 2 maggio 2014. Una canzone di pace, come si dice nel forum, usata “contro la propaganda e la violenza”. La versione della canzone in lingua croata si segnala per la sua aderenza al testo originale inglese; riportiamo qui anche l'intero commento in lingua croata.

The following Croatian version, as specified by its contributor Veljko, was used in the “Pollitika” forum (a Croatian political discussion forum), in a commentary in the aftermath of the Neo-Nazi Odessa massacre of May 2, 2014. A peace song, as it is stated in the forum, used “against propaganda and violence”. The Croatian version of the song is remarkable for being... (continua)
KUD' JE CVIJEĆE NESTALO
(continua)
inviata da Veljko 5/5/2014 - 13:14
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Lâchez vos drapeaux

[1998]
Nell’album intitolato “Fieldtrip”
Fleur de lys, la feuille d'érable
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 5/5/2014 - 11:44
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Al llegar a Barcelona [Los moros que trajo Franco]

anonimo
In effetti la musica è la stessa della canzone "El frente de Gandesa", e nelle varie esecuzioni alcune strofe dei due testi si combinano e si mescolano in vario modo. Forse varrebbe la pena di unificare le pagine o fare dei rinvi reciproci.
Questo il commento al video postato da "Archivio Libertario" su YouTube

"In origine il brano celebrava la vittoria di Guadalajara (Marzo 1937) dove i fascisti furono sconfitti dalla brigata internazionale Garibaldi comandata da Randolfo Pacciardi, Carlo Rosselli ed Ilio Barontini,in seguito diverrà l'ultimo canto di battaglia dell'eroica resistenza
contro le truppe del boia Franco e degli altri suoi complici dittatori.
Per questo fra le righe traspare l'amarezza e la disperazione dei combattenti repubblicani impegnati nello scontro decisivo della fase terminale del conflitto, sulle sponde del fiume Ebro.
[Il testo] è una semplice raccolta di strofe... (continua)
Maria Cristina Costantini 5/5/2014 - 09:57
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Un été pour rien

1996
Album: À tâtons
elle monte dans sa chambre
(continua)
4/5/2014 - 23:37
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Le Soldat

(2005)
Paroles et musique de Georges Moustaki
Album: Vagabond

Una bella canzone dal penultimo album del grande Moustaki. Di origini ebraiche, Moustaki non risparmia niente al sionismo in questa canzone scritta dal punto di vista di un soldato israeliano. "Mi avevano detto che avremmo fatto fiorire le sabbie del deserto e che questo sarebbe stato il nostro paese... la vita sarà un arcobaleno dopo la nebbia e la notte... [riferimento a Nacht und Nebel, vedi Nuit et brouillard di Ferrat] mi hanno detto di ammazzare, nessuna pietà per il nemico... tanto peggio per donne e bambini".
On m’avait dit nous allons faire
(continua)
4/5/2014 - 23:16
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Soixante-Soixante Deux

(1987)

Dal re del rock'n'roll in salsa francese una canzoncina che ci riporta agli anni dei suoi esordi, con una certezza: l'Algeria è bella sì ma vista dal Sacro Cuore...
Saluer l'drapeau en s'levant
(continua)
4/5/2014 - 23:11
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Parce qu'on vient de loin

(2002)
dall'album omonimo

Corneille è un cantante di r'n'b nato in Germania originario del Rwanda. Nel 1994 ha 17 anni. La madre è hutu e il padre tutsi. Un gruppo armato entra nella casa di famiglia e uccide i suoi genitori, i fratelli e le sorelle. Corneille assiste al massacro, sopravvive nascondendosi dietro a un divano. Fugge in Zaire, a due giorni di cammino e trova rifugio presso una coppia tedesca amica dei genitori.

Da questa storia tragica, si può ben capire il perché dell'invito a vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo, nella canzone che dà il titolo al suo primo album.
Nous sommes nos propres pères
(continua)
4/5/2014 - 22:38
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J'ai vu

(1990)
Album: Religion
J'ai vu Berlin, Bucarest et Pékin comme si j'y étais.
(continua)
4/5/2014 - 22:25
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Digos Boogie

Chanson italienne - Digos Boogie – Ivan Graziani – 1981

Le mot DIGOS est un acronyme pour les services spéciaux de la Police d'État italienne, dont la dénomination complète est : Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali – Division des enquêtes générales et des opérations spéciales. C'est cette police qui surveille également le territoire, les étrangers... Elle encadre et réprime les manifestations, infiltre les groupes et les mouvements politiques, révolutionnaires ou plus généralement de protestation. Elle s'occupe également des groupes d' « ultras », groupes de supporteurs de football.
C'est elle aussi qui est chargée de certaines opérations politiques et d'interventions discrètes mais musclées. Bref, c'est une police politique, c'est la police d'État par excellence.

Ah, dit Marco Valdo M.I., mon ami Lucien l'âne, voici juste une petite note à propos de la chanson et de... (continua)
DIGOS BOOGIE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 4/5/2014 - 20:05

Spartaco incatenato

Il canto del prigioniero politico (sui motivi della serenata "Rimpianto" di Toselli).

Spartacus Picenus, Canti comunisti, Milano, Edizioni del Calendario del Popolo, 1967
(Come un sogno d'or
(continua)
inviata da DoNQuijote82 4/5/2014 - 19:45
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Alla faccia del padrone

[2009]
Album :La Rosa e l'Urtiga

(F. Romano)

Il ballo, la musica per marcare la differenza tra la povertà e la miseria più disperata, per urlare al mondo di essere vivi, di essere uomoni e non bestie da fatica. Alla faccia del padrone.
La strada coperta da salici e pioppi
(continua)
inviata da DonQuijote82 4/5/2014 - 15:19
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Hoppla! Wir leben!

Chanson allemande – Hoppla! Wir leben! – Walter Mehring – 1927

Texte de Walter Mehring.
Musique de Edmund Meisel (1894-1930)

C'est la chanson qui porte le titre au célèbre spectacle théâtral « Hop là, wir leben ! , ein Vorspiel und fünf Akte », écrit par d'Ernst Toller (1893-1939), écrivain, dramaturge et révolutionnaire allemand, juif, qui s'est suicidé le 22 mai 1939 à New York (comme le jeune révolutionnaire protagoniste de l'opéra), où il était réfugié pour échapper aux nazis. Le drame, mis en scène par Erwin Piscator, fut représenté en 1927 à Hambourg et à Berlin.

« Hop là, wir leben ! » est l'histoire d'un militant communiste spartakiste qui, à son retour à la liberté après des années d'internement dans un asile judiciaire, trouve une société inhumaine et corrompue et ses camarades d'antan intégrés dans le système. Il voudrait tuer l'un d'eux, devenu ministre, mais il est précédé... (continua)
HOP LÀ ! NOUS VIVONS !
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 4/5/2014 - 10:46
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Come i nostri vecchi

Non mi faccio,
(continua)
inviata da adriana 4/5/2014 - 08:00
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Vitti na crozza

Scrivo da Pietraperzia e chi si occupa di musica mi ha riferito che la canzone narri le vicende del brigante Testalonga, nato a Pietraperzia.
Concetta 4/5/2014 - 04:23
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Ma colère

(2014)

In questa nuova e orecchiabile canzone Yannick Noah prende decisamente posizione contro il Front National di Marine Le Pen, ribadendo che la sua rabbia è ben diversa da quella dei fascisti! Noah si è detto contento di vedere le reazioni stizzite della leader del Front National a proposito della sua canzone.
Ma colère n'est pas amnésique,
(continua)
3/5/2014 - 22:58
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La ballata del Pinelli [Ballata dell'anarchico Pinelli, o Il feroce questore Guida]

11. La versione greca degli Encardia
11. Ελληνική απόδοση των Encardia
11. Greek version by Encardia
11. Version grecque des Encardia
11. Encardian kreikankielinen versio




Il testo non è per ora disponibile, né è disponibile in rete. Stiamo provvedendo alla trascrizione all'ascolto (si tratta comunque di una versione d'arte parecchio autonoma).

The Greek Lyrics are not available for the moment and don't appear anywhere in the Web. Direct transcription by listening is scheduled. [CCG/AWS Staff]
Maria Cristina Costantini 3/5/2014 - 19:25
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Frente al Cabo de Palos (o ¿Qué será?)

anonimo
Durante la Guerra Civile Spagnola, il 6 marzo 1938 la Marina Repubblicana affondò l'incrociatore franchista "Baleares"; dell'episodio si parla in questa canzone anonima, composta su una canzone popolare, forse una filastrocca per bambini risalente alla fine del 1800.
Alcune parole o l'ordine delle strofe variano nelle diverse versioni.
Frente al cabo de Palos
(continua)
inviata da Maria Cristina Costantini 3/5/2014 - 17:48




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