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Prima del 2014-12-19

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Demande de réparation pour dommages de guerre

Album: "Tout reste à dire" (1996)

Canzone bilingue, tratta da una idea di Dahn Ben Amotz.
una “canzone” che non so perché mi ha emozionato e non poco.
Per la sua drammatica semplicità penso.
Un padre
(continua)
inviata da Guerrino Di Vietri 19/12/2014 - 21:50
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Tyrolienne haineuse

Tyrolienne haineuse

Chanson française - Tyrolienne haineuse – Pierre Dac – 1956
Paroles : Pierre Dac – 1956

(1956) (Extrait de "Drôles de chansons") Musique: Calabrese - Paroles: P.Dac 



Voilà une chanson que d'une certaine manière, on pourrait définir comme un chanson de notre région et même, « la » chanson. On pourrait même, si tant est qu'on en ait jamais l'envie, en faire un hymne national. Cette chanson, c'est bien cette Tyrolienne haineuse…

Que je sache, nous ne sommes pas au Tyrol et nous en sommes bien loin. De mon pas d'âne, il me faudrait des jours pour y arriver et tu me racontes qu'une tyrolienne pourrait être une chanson de notre région, au point d'en faire un hymne national. Quelle est donc cette aberration ?

Mais, Lucien l'âne mon ami, je ne me permettrais pas pareille ineptie et je m'en vais de mon pas d'homme te montrer en quoi cette chanson nous concerne tant et... (continua)
Lorsque sans parti pris
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 19/12/2014 - 14:33
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La garde de nuit à l'Yser

[1914?]
Parole di Ernest Genval (nato Thiers, 1884-1945), chansonnier, poeta e cineasta belga. Ferito in combattimento durante le prime fasi della Grande Guerra, si impegnò poi nella propaganda di guerra e negli spettacoli per le truppe al fronte. Dopo l’occupazione nazista nel 1940 Genval entrò nella Resistenza. Arrestato dalla Gestapo nel 1942, morì nel campo di concentramento di Dachau nel 1945.
Musica di Lucien Boyer (1876-1942), poeta, chansonnier, goguettier e compositore francese.
Nel repertorio di Damia (1889-1978), che però credo la incise solo nel 1933, all’apice della sua celebrità.

Non proprio una CCG (oltretutto l’autore era un patriota a tutto tondo) ma una descrizione potente e terribile della guerra di trincea nelle Fiandre, scritta probabilmente durante - o comunque con riferimento alla - battaglia dell’Yser combattuta all’inizio della Grande Guerra, nell’ottobre-novembre del 1914, quando l’attacco tedesco fu fermato solo grazie all’apertura delle chiuse marine di Nieuwpoort e alla procurata inondazione.
Un rien de lumière
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/12/2014 - 11:14

L’Anticléricale

Marius Réty
[1865?]
Parole di Marius Réty (?)
Ignoro su quale aria la canzone fosse cantata.
Dagli archivi della Fédération Nationale de la Libre Pensée.
Contre les erreurs séculaires,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/12/2014 - 09:25
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La révolte

[1890]
Parole e musica di Xavier Privas, nome d’arte di Antoine Paul Taravel (1863-1927), chansonnier, poeta, goguettier e compositore francese.
La prima incisione dovrebbe essere del 1906.

Una canzone scritta col pensiero ed il cuore alla Comune di Parigi del 1871.
Quand, tel l’ouragan soudain déchaîné,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/12/2014 - 09:06
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Pass It on Down

We live in the land of plenty
(continua)
19/12/2014 - 02:53

Jeunesse

Jeunesse

Chanson française – Jeunesse – René Louis Lafforgue – 1966
Paroles de Paul Vaillant-Couturier
Musique d'Arthur Honegger - 1937

1936, chansons de 1936… C'est ancien et c'est un genre qu'il vaudrait mieux définir comme Chansons du Front Populaire. Car des chansons françaises à cette époque-là, il y en avait beaucoup et de bonnes (Tout va très bien, Madame la marquise date de 1935 et Je Chante ou Y a de la Joie ! de 1937, toutes bien plus explosives que cette solennelle sonnerie.) et pour l'essentiel, elles seront très éloignées du « style » de celle-ci, qui reflète parfaitement la conception culturelle issue d'une mentalité de parti – en l'occurrence, le PCF – le parti communiste français : volontariste, patriotarde, magnifiant le travail… En un mot : pompiérisme.

Il y a là, en effet, un petit côté scout… Cette manière de circonvenir les enfants, de'embrigader la jeunesse…... (continua)
Nous sommes la jeunesse ardente
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 18/12/2014 - 16:14
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Première comparution de Louis Capet devant la Convention

[1792]
Versi di Ladré, soldato della Rivoluzione e cantore di strada, l’autore del ben più famoso Ah ça ira!
Sull’aria della “chanson à boire” intitolata “Quand la mer Rouge apparût”, la cui melodia – asua volta – era basata sul canto natalizio "Allons Bergers partons tous".

Dicembre 1792. Luigi XVI compare per la prima volta davanti alla Convention nationale. Fino a quel momento i Girondini avevano resistito alle pressioni dei Montagnardi per mettere a processo il re, ma alla fine di novembre nella residenza delle Tuileries fu scoperto un archivio nascosto (il cosiddetto “Armoire de fer) dove era custodita tutta la corrispondenza e i documenti segreti del sovrano dai quali appariva non solo il doppio gioco di parecchi ministri ma anche il vasto disegno di corruzione messo in piedi da Luigi XVI. Giudicato colpevole da una larga maggioranza ma condannato a morte solo per un voto, il re fu ghigliottinato il 21 gennaio 1793.
Vous savez que je fus roi
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/12/2014 - 11:32
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Summer in Paradise

Way back when well our master plan
(continua)
18/12/2014 - 05:36
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Topaz

New cities by the sea
(continua)
18/12/2014 - 05:08
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Kiss Mother Nature Goodbye

The oil tankers poisoned the oceans
(continua)
18/12/2014 - 04:45
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La colpa è del Diavolo

[1974]
Parole e musica del Collettivo Víctor Jara
(Daniele Trambusti, Chiara Riondino, Massimo Fagioli, Gaja Gualtieri, Silvano Panichi, David Riondino).
Dall'album omonimo (il 1° del collettivo).

1974 COLLETTIVO VICTOR JARA (Circolo Ottobre COLP 03)
Brescia '74 / Ballata dei democratici / Per Giovanni Marini / Le Murate / La colpa è del Diavolo / Mi piaci Fanfani / Santa pazienza / La ballata dei militari / 7 colombe bianche (su una 600) / Gli eroi / Il dattilografo
Via, via, estremisti, capelloni, zozzi!
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 18/12/2014 - 00:43
Percorsi: Il Diavolo

La romance du Maquis

anonimo
[Tra il 1942 ed il 1944]
Canzone di anonimo autore francese, renitente al lavoro obbligatorio in Germania ed entrato nella Resistenza.
Sull’aria de “Romance de Paris”, canzone interpretata da Charles Trénet nel film omonimo diretto da Jean Boyer nel 1941.

Testo trovato su “Chants des maquisards et réfractaires”, raccolta edita dall’Association Nationale des Francs-tireurs et Partisans Français.
On les appelle les réfractaires,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/12/2014 - 16:06
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La Religion

La Religion

Chanson française – La Religion – Jacques Debronckart – 1967



Lucien l'âne mon ami, voici une bien intéressante chanson. Une chanson athée, c'est déjà quelque chose, mais une chanson contre la religion, contre toute religion, contre les religions, les religieux, c'est encore plus rare. Car elle va au-delà de l'anticléricalisme, elle va au-delà des déismes en tous genres ; c'est la religion comme telle qui est visée. La religion comme rassemblement sous une bannière ; en fait, cette chanson ne serait pas nécessairement athée ; en ce sens, elle rejoint Épicure pour qui les Dieux pouvaient bien exister vu qu'ils n'avaient aucun lien quelconque avec l'humanité et que dès lors les dieux ne souciaient pas de ce que peuvent bien faire les humains et les humains n'auraient aucune raison de se soucier des dieux, de tous les dieux ou d'un dieu singulier. Mais elle peut tout aussi bien... (continua)
[Parlé]
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 17/12/2014 - 16:06

Chant des Réfractaires

anonimo
[1942?]
Canzone di autore anonimo, sull’aria di “Au devant de la vie” (1935), canzone del Front Populaire scritta da Jeanne Perret prendendo a prestito una composizione di Dmitrij Šostakovič di qualche anno prima.
Testo trovato su “Chants des maquisards et réfractaires”, raccolta edita dall’Association Nationale des Francs-tireurs et Partisans Français.

I “réfractaires au STO” durante l’occupazione tedesca della Francia erano i francesi che rifiutavano di essere inviati in Germania a lavorare per il Terzo Reich, così come disponeva la legge sul lavoro obbligatorio varata dal governo collaborazionista di Vichy. Siccome poi i renitenti – considerati “ennemis intérieurs” al pari di partigiani, dissidenti, prigionieri politici evasi ed ebrei – venivano braccati dalle Brigades Spéciales del regime, giocoforza erano costretti alla clandestinità e quasi sempre entravano nelle formazioni della... (continua)
Pour travailler en Allemagne
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/12/2014 - 14:22

Dakota Sunset

New York City, 8 P.M.
(continua)
inviata da Beavis 17/12/2014 - 03:53
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Gli angeli di Novi Sad

Realizzato insieme all’Orchestra Pergolesi diretta dal Maestro Stefano Campolucci, si intitola “Gli Angeli di Novi Sad” ed è senza dubbio uno dei momenti più struggenti del nuovo album “Sangue e Cenere” in uscita a febbraio 2015, a distanza di 14 anni dal precedente album di inediti in studio.

“E’ una canzone che punta dritto e mira all’ultimo inferno di Novi Sad. Alla guerra contro la Jugoslavia, ai bombardamenti sul Kosovo, al capro espiatorio del popolo serbo, all’abbattimento dei Ponti come strategia militare e soprattutto culturale…” (Marino Severini)

La possibilità di ascoltare e scaricare gratuitamente la traccia su questo sito e tramite il nostro canale SoundCloud vuole essere un primo riconoscimento ai tanti sostenitori che hanno contribuito alla realizzazione definitiva del nuovo album attraverso la piattaforma di auto finanziamento BeCrowdy.

Realizzato tra gli Stati Uniti e... (continua)
16/12/2014 - 22:19

Les camouflés

[1944?]
Parole di tal Jean Seauve, forse un giovane renitente al lavoro obbligatorio e poi partigiano nei Francs-Tireurs et Partisans Français operanti nel Vercors.
Sull’aria della popolare “Le Maître à Bord”, di Jean Rodor e Roger Dumas, 1937.
Testo trovato su “Chants des maquisards et réfractaires”, raccolta edita dall’Association Nationale des Francs-tireurs et Partisans Français.
Nous sommes des centaines
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/12/2014 - 22:11
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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

PARODIA FRANCESE / FRENCH PARODY - FTPF




Parodia francese di anonimo autore (un partigiano dell’F.T.P.F, il movimento di resistenza creato nel 1941 dal Partito Comunista Francese) tratta dai “Chants des maquisards et réfractaires”, raccolta edita dall’Association Nationale des Francs-tireurs et Partisans Français.

In realtà l’autore non è poi completamente “anonimo”, che ne viene fornita la matricola, n. 61.058. Impossibile comunque risalire all’identità.
La musica viene attribuita ad “un Ch’leu”, che credo significhi “un Lupo” in Ch'ti, la lingua piccarda del Nord-Pas de Calais. Probabilmente si tratta del soprannome di un altro partigiano o, forse, di come venivano chiamati in genere i maquisards dell’F.T.P.F.

Sull'origine e sul vero significato di "ch'leu" (chleuh) si veda questa nota.
AÏE-AÏE LILY MARLEN
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/12/2014 - 21:35
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Fa' o Signore

il Natale di Lager

[...]Furono gli amici a pilotarmi nei meandri della burocrazia, a darsi da fare per ottenere il mio trasferimento a Genova e l'ottennero. Col nuovo anno sarei tornata a insegnare. Tutti gli amici dicevano: "Sei contenta? Sei tranquilla?".
"Andate, o umani. Più niente
voglio a che fare
con voi".
Sono i primi versi di una poesia pensata sera dopo sera, quando camminavo per strade sempre più buie: non volevo tornare a casa presto, disturbare la cena dei miei ospiti. Camminavo, una strada dopo l'altra.
In una di quelle sere decisi di lasciar perdere la vita. Me la sentivo addosso come un vestito fradicio, maleodorante, perché non dovevo spogliarmene? Mi dicevano:"Non ti basta essere tornata?". Non mi bastava.
Non mi bastava, ma non ero disperata. La disperazione è di chi piange e grida. Ero senza sogni, senza speranze, senza amore; la non speranza è condizione quieta,... (continua)
gianfranco 16/12/2014 - 18:13
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Avola

Enzo Del Re, di Mola di Bari. Come avevo fatto a dimenticare il suo nome? Lo conobbi ad una festa dell'Unità dove anche io facevo uno spettacolo con chitarra e voce, canti politici e popolari, erano gli anni settanta...gli amici con cui allora dividevo i palchi erano Antonio Infantino, Pino Masi, che frequento tuttora quando torno in Toscana, Caterina Bueno buonanima e tanti altri che sono spariti o hanno fatto soldi con la protesta come Paolo Pietrangeli e Giovanna Marini.
Ero stato uno dei fondatori del Folk Studio a Roma, del Cab 65 a Firenze e poi del Centro di Tradizioni Popolari della Flog, sempre a Firenze, ma non ero uno capace di fare soldi ma solo di suonare e cantare...come ancora oggi faccio.
Di Enzo Del Re ricordo che si spostava solo a piedi o coi mezzi pubblici ma senza mai fare il biglietto, e una volta arivò ad un concerto con 3 ore di ritardo perchè l'avevano fatto scendere... (continua)
Mario Galasso 16/12/2014 - 16:24
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Mulheres de Atenas

FEMMES D'ATHÈNES
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/12/2014 - 14:14
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The World Today

[1970]
Scritta da John Lee Hooker
Nell’album intitolato “Hooker 'N Heat” del 1971, con il bluesman accompagnato dalla band dei Canned Heat.

“I giovani combattono in ogni città, in ogni campus universitario, non so se fanno bene o male ma combattono per il loro diritti…”

E ragioni per combattere in quel 1970 ce n’erano state a strafottere: l’assoluzione dei “Chicago Seven” per i disordini alla convention del Partito Democratico nel 1968, il massacro di My Lai in Vietnam, l’invasione americana della neutrale Cambogia, l’uccisione di 4 studenti da parte della Guardia nazionale durante le proteste contro la guerra alla Kent University dell’Ohio, la marcia su Washington del 9 maggio, i test nucleari francesi a Mururoa, il festival rock all’isola di Wight, il “Settembre Nero” palestinese in Giordania, l’elezione di Salvador Allende in Cile (preceduta di poco dall’assassinio, ordito dalla CIA, di René Schneider Chereau, un generale democratico che lo appoggiava), la nascita del regime segregazionista in Rhodesia
I wonder why this world is the way it is
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/12/2014 - 11:43

Vorrei parlarti

Testo e musica di Alfredo Bandelli
Inedita in album

Sia il testo della canzone che l'immagine sono ripresi dal volume Alfredo Bandelli, Musica e utopia pubblicato nel 2006 dalle edizioni Il Grandevetro di Santa Croce sull'Arno, le stesse presso le quali pubblicava parecchi suoi libri Ivan Della Mea. Nelle canzoni d'amore dei lavoratori c'è un tema fisso e forzato: il lavoro che impedisce di godere delle cose più belle e autentiche della vita. Le poche ore a disposizione sono riservate al riposo, pure forzato, che deve permettere il lavoro del giorno dopo, e così via fino alla fine. Chissà se qualcuno ha fatto in tempo a dire a Alfredo Bandelli, prima che morisse oltre vent'anni fa, di avere scritto una delle più belle canzoni del genere che si conoscano. [RV]
Vorrei parlarti d'un po' d'amore
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 16/12/2014 - 11:31
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Le Poseur de Rails

Le Poseur de Rails

Chanson française – Le Poseur de rails – René-Louis Lafforgue – 1956



Ah, Lucien l'âne mon ami, j'avais inséré l'autre jour une chanson de René-Louis Lafforgue, chanteur libertaire, surtout connu pour ses chansons gouailleuses et dansantes. Cette chanson – Les Enfants d'Auschwitz – reflétait cependant l'autre versant de René-Louis, celui d'un fils de réfugiés espagnols, venus d'Euzkadi (qu'on nomme souvent par ici, le Pays Basque), fuyant la dictature franquiste et les massacres qu'elle perpétra avec l'appui armé (Guernica est en Euzkadi) des fascistes italiens et des nazis allemands. Derrière le chanteur de musette, on découvrait un artiste militant anarchiste – comme Maurice Fanon, Henri Tachan, Léo Ferré, Georges Brassens...

Je m'en souviens très bien de cette chanson assez bouleversante et qui mérite bien sa place près de celle de Guccini Auschwitz (Canzone del... (continua)
Re-hop, re-hop
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 16/12/2014 - 10:26
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Cadillac Assembly Line

[1976]
Scritta da tal Mack Rise
Singolo poi incluso nell’album intitolato “Truckload Of Lovin'”

“Vado a Detroit, babe, a cercarmi un lavoro alla Cadillac. Non posso portarti con me ora. Sono stanco di penare quaggiù nel Mississippi, costretto a raccogliere quel maledetto cotone…”

“Voglio prendere un bus per il Nord, non voglio più dover dire sempre sissignore, sì padrone… Bene, amore, se ci stai a metterti un paio di blue jeans aderenti, appena prendo la paga ti metto sul primo volo per raggiungermi…”
Goin' to Detroit, Michigan
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/12/2014 - 09:50
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Padrone Olivetti

[1968]
Scritta e cantata da
Piero Nissim
Padrone Olivetti, un nostro compagno
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 16/12/2014 - 01:10

La ruota del tempo

Testo e musica di Alfredo Bandelli
Inedita in album
Nasce una stella nella notte
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 16/12/2014 - 00:49
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Les Enfants d'Auschwitz

Les Enfants d'Auschwitz

Chanson française – René-Louis Lafforgue - 1966
Quand le matin mon fils, mon gars,
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 15/12/2014 - 21:53
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Boves (Non ti ricordi il trentuno dicembre)

E. Macario / G. Maccario
Col titolo "Non ti ricordi il 31 dicembre" lo potete ascoltare nell'LP "Con la Guerriglia" della serie Dischi del Sole.

Dalla cover dell'ellepi risulta:
canta un gruppo di donne di Boves (Cuneo). Registrazione di Franco Coggiola e Matteo Deichmann.
La versione "video" è la stessa del disco.
Ricordo anche che la stessa divisione SS si era resa responsabile, a metà settembre, della strage di ebrei immortalata da Carlo Lizzani nel film "Hotel Meina".
gianfranco 15/12/2014 - 19:23
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Nate ‘d Boves

Col titolo "Nui auti ad Boves" potete ascoltare le ultime due strofe nell'LP "Con la Guerriglia" della serie Dischi del Sole.
gianfranco 15/12/2014 - 19:11
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Revolta

[1989]
Scritta da José Olissan e Domingos Sérgio
Nell’album “Do Nordeste do Saara ao Nordeste brasileiro”
Retirante ruralista, lavrador (1)
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/12/2014 - 16:36
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Il bandito

[1974?]
Scritta dal Collettivo Víctor Jara:
Chiara Riondino
David Riondino
Gaia Gualtieri
Massimo Fagioli
Daniele Trambusti
Silvano Panichi
In album : "Non vi mettete a spingere" [1979]



Questa è, al tempo stesso, una canzone a caldo e a freddo. Parla, in senso generale, di vite, di scelte e di lotte; e di disperazioni, e di galere, e di rivolte. Parla pure, però, di un fatto ben preciso; accadde a Firenze, in piazza Leon Battista Alberti, il 29 ottobre 1974. Quarant'anni fa.





In questo sito, a pensarci bene, di canzoni che parlano di banditi ce ne sono parecchie; abbastanza per tirarci su un “percorso”, probabilmente. Oggi però non si parla di romantici e lontani “fuorilegge” o “outlaws”, si parla di due proletari armati per i quali la morte, come la canzone dice esattamente, era già preparata e da servire con cura. Si chiamavano Luca Mantini, 25 anni all'epoca, di Firenze;... (continua)
Vai amico, ti stanno aspettando
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 15/12/2014 - 12:20
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Compagno ti conosco

Mi scuso per l'inserimento "a singhiozzo" di questa lunga, e a mio parere fondamentale, cantata di Ivan Della Mea. L'intenzione di farne una "paginona" in stile gpt ha giocato il suo ruolo, ma presentarla come spezzatino sarebbe stato scorretto. Il fatto della turista americana travolta da nove automobili che non si fermarono, e il cui cadavere straziato fu trascinato per oltre un chilometro, avvenne dopo il casello di Firenze Sud il 4 agosto 1974, lo stesso giorno della strage fascista e di stato del treno Italicus.
Riccardo Venturi 15/12/2014 - 12:02
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Einkäufe

[1919]
Versi di Kurt Tucholsky pubblicati - con lo pseudonimo di Theobald Tiger - il 21 dicembre 1919 su “Ulk”, rivista satirica berlinese (che i nazisti chiusero nel 1933, dopo più di sessant’anni ininterrotti di pubblicazione)
Musica di Hanns Eisler
Interpretata da Ernst Busch nel suo disco “Ernst Busch Singt Tucholsky Und BrechtDeutsches Miserere

Insieme a Weihnachten, un’altra “allegra” canzoncina natalizia di Tucholsky: “Che cosa comprerò al piccolo Michel per questo freddo Natale?”
Was schenke ich dem kleinen Michel
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/12/2014 - 09:13
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Outlaw Women

She works in a bank and she works in a store
(continua)
inviata da John Doe 15/12/2014 - 05:06
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Say It Like You Mean It

Switchfoot
All this noise of rock and roll
(continua)
inviata da John Doe 15/12/2014 - 04:54
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Twodot Montana

I bet you've been wondering why you ain't heard from me
(continua)
inviata da John Doe 15/12/2014 - 04:18
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None of Your Business

What's the matter with your life?
(continua)
inviata da John Doe 15/12/2014 - 02:57
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Socialism Is Love

[1974]
Singolo poi incluso in alcune compilation e dischi collettivi successivi, come “Freedom Sounds (A Celebration Of Jamaican Music)”

Mi sa tanto che questa è una cosa quasi completamente dimenticata, e non farebbe affatto male tornare a ricordarla e praticarla un po’...
You're asking, "What is Socialism, and what it really means?"
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/12/2014 - 21:10
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Такого, как Путин!

"l'uomo di destra ultraradicale"

Mica tanto. Era un funzionario del Kgb.
Guglielmo 14/12/2014 - 17:30
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Mother Wolf

(2014)
Album: "Give my Love to London"

“Mother Wolf”, which Faithfull co-wrote with Patrick Leonard, may be her finest moment on Give My Love to London. It consists primarily of a single verse and chorus, each repeated throughout the song, but Faithfull sings each iteration with new dramatic emphasis. On the first time through, she delivers the allegorical lyrics almost passively, as though looking down on humanity from some high cloud. The next time, she has descended to earth and become a human amid the earthly horror of war. Faithfull doesn’t sing so much as she spits the words, her delivery grinding against the song’s meter. “How you disgust me!” she growls, turning those syllables into something acrid and poisonous and fundamentally ugly. Her performance meets violence with more violence, and the song’s pummeling pace and dark catharsis simultaneously underscore and undermine the song. The pirates are attacking London, and Faithfull is leading them onward.

Stephen M. Deusner, pitchfork.com
Mother wolf where are you going?
(continua)
13/12/2014 - 16:30
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Damunt d'una terra

Hace algún tiempo, el artista Ángel Pascual Rodrigo nos revelaba que el famoso “Maurici” de la canción de Lluís Llach, “Damunt d’una terra”, no era ni un estudiante ni un obrero de los años 60, sino un miliciano anarquista llamado Joan Maurici, y nos contó la historia que sobre él contaba su suegro. Hoy desea aclararnos algo, ya que sus palabras, por lo visto –y siendo yo inconsciente de esto–, han trascendido bastante y han causado molestias a la familia de Maurici. Y, aunque me limité a repetir lo dicho por Ángel, también deseo pedir disculpas, al ser parte implicada, a la familia de Joan Maurici: ha estado siempre lejos de mi intención el manchar la memoria de alguien, al igual que Ángel Pascual. Por eso me sumo a las disculpas de Pascual Rodrigo, y quiero que conste que, en todo caso, sólo se trató de restituir su memoria. Así mismo, os invito a leer su comentario íntegro en la sección... (continua)
Gustavo 13/12/2014 - 15:44




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