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Prima del 2014-11-24

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Hommes 40, chevaux 8

[1936]
Parole di Michel Vaucaire (1904-1980), compagno della grande cantante Geneviève Collin, meglio conosciuta come Cora Vaucaire (1918-2011)
Musica di Ivan Devriès (1909-1997), compositore
Nella raccolta “Gilles et Julien. Intégrale (1932-1938)”
Testo trovato su Histoire de France en Chansons

Il rimbombo dei cannoni della Grande Guerra non si era ancora perduto che già se ne profilava un’altra all’orizzonte...

A proposito di “Cavalli 8, uomini 40” si veda anche Il Sergente nella Neve di Marco Paolini e i Mercanti di Liquore.
On a mis des fleurs au bout des fusils
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/11/2014 - 21:44
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Toute seule

[1936]
Versi di Jacques Prévert
Musica di Wal-Berg (1910-1994), nome d’arte di Voldemar Rosenberg, compositore e direttore d’orchestra originario di Odessa.

Sono incerto in quali percorsi inserire questa splendida poesia-canzone, se i quello sulla violenza contro le donne, oppure in quello sulla repressione, oppure in entrambi...
Di certo c’è che è una splendida CCG, l’invocazione e la maledizione di una donna di strada contro quegli “uomini buoni” - la società borghese e gli sgherri che la presidiano - che le hanno ammazzato il compagno e adesso vorrebbero ripararla dalla pioggia e, già che ci sono, approfittare un po’ di lei... “Voi siete buoni come... come il cacciatore di topi è buono per il topo! Ma verrà il giorno che il topo vi morderà! Andate per la vostra strada, uomini buoni...”
Où je vais, d'où je viens
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/11/2014 - 20:19

Ce que chantent les victimes

anonimo
[1921]
Sulla melodia della patriottica “Ce que chantent les flots de la Marne” (1915).
Testo trovato su Histoire de France en Chansons
Ils sont partis joyeux, l'âme en délire
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/11/2014 - 17:16
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Appel

[1934]
Parole e musica di Jean Tranchant ((1904-1972), autore, compositore ed interprete francese.
Interpretata anche da Fréhel.

Nel 1931 l’alsaziana Marianne Oswald, che aveva sempre vissuto in Germania, era riparata a Parigi, in esilio volontario, a causa dell’irritazione e della paura per il montante nazismo.
Nel 1934 la Oswald interpretò questa canzone nella sala da concerto sinfonica Pleyel, fatta costruire dalla famiglia titolare della famosa fabbrica di pianoforti. L’artista scoprì in quell’occasione che nazionalismo e militarismo non erano una prerogativa della sola Germania (come la successiva storia di Francia avrebbe ampiamente dimostrato): la sua esecuzione fu infatti subissata dai fischi e poi stroncata sui giornali. Solo Jacques Prévert e pochi altri presero le sue difese. Fu l’inizio di una lungua e proficua collaborazione col grande poeta.
Quelques millions d'homme tombés
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/11/2014 - 16:51
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Preghiera del Ribelle


Discografia :

Resistenza Ieri e oggi, canzoni e poesie della Resistenza nel mondo, Enal 1975 (Titania s.r.l), lettura di Renato Cucciola.

Bibliografia:

Teresio Olivelli, il coraggio di una scelta - Collegio Ghislieri 1966
Teresio Olivelli , di Alberto Caracciolo - Brescia 1975
De Germanis : 1939-1945 Libertà e ideali nel Collegio Ghislieri, di Paolo Pinelli



La "Preghiera del Ribelle" è considerata la più alta testimonianza spirituale di tutta la Resistenza.
Teresio Olivelli, Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria e medaglia d'oro della Resistenza, appartiene alla schiera dei "santi senza relique" (1) insieme a Ettie Hillesum, Massimiliano Maria Kolbe, Edith Stein, Bernardo Lichtenberg, e, aggiungo io, altri sei milioni di martiri "passati per il camino".
Nella analisi della vita e dell'operato di Olivelli, fatta dal suo amico e filosofo genovese... (continua)
Signore facci liberi
(continua)
inviata da gianfranco 24/11/2014 - 15:26
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Ah! C'est la guerre!

[1914-18]
Parole di Willems & Dommel (Victor Willems e Lucien Dommel)
Musica di Étienne Jaquinot
Canzonetta pubblicata solo nel 1919 (vedi la chiusura dell’ultima strofa)
Testo trovato su Histoire de France en Chansons
Les cris populaires
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/11/2014 - 14:37
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Terzo intermezzo

ТРЕТЬЕ ИНТЕРМЕЦЦО
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/11/2014 - 00:41
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Ballata degli impiccati

Перевод с итальянского Андрея Травина

БАЛЛАДА ПОВЕШЕННЫХ
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/11/2014 - 00:17
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La ragazza di Kobanê

(Novembre 2014)
I turchi dalla collina osservano la battaglia.
(continua)
inviata da Andrea 23/11/2014 - 20:19
Percorsi: Dal Kurdistan

Resistete

Antiwar Songs Blog
Resistete a chi si costruisce una casetta e dice: Ci sto proprio bene. Resistete a chi è tornato e dice: Grazie a Dio. Resistete al tappeto persiano degli appartamenti condominiali all’ometto che sta in ufficio della società di import-export alla pubblica istruzione statale al fisco e pure a me che ve lo racconto. Resistete a […]
Antiwar Songs Staff 2014-11-23 18:46:00
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Lullaby zwischen den Kriegen

Chanson allemande – Lullaby zwischen den Kriegen – Franz-Josef Degenhardt – 1984
BERCEUSE D'ENTRE LES GUERRES
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 22/11/2014 - 21:57
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La Cooperativa Vapordotti

Butto giù qualche considerazione così come viene. Abbiamo visto tutti in questi giorni gli abitanti di Casale Monferrato con in mano i cartelli che domandavano in quanti dovranno ancora morire. Mi veniva da chiedermi: ma non sarà ormai troppo tardi?
Ricordo bene che 30 anni fa a parlare di eternit e della sua pericolosità (come di tanti altri inquinanti e cancerogeni, evidentemente Seveso non aveva insegnato nulla) si passava per “cassandre” (dimenticando che Cassandra, purtroppo per i troiani aveva avuto ragione) o roba del genere. Si parva licet, chi in questi anni ha denunciato la presenza di rifiuti tossici sotto il manto stradale della A31 (Basso vicentino) è stato definito, nella migliore delle ipotesi “ecologista romantico e bucolico”, nella peggiore “ambientalista talebano” (almeno tra le definizioni riferibili, parlo per esperienza personale).
Mi viene spontaneo pensare che tra... (continua)
Gianni Sartori 22/11/2014 - 18:44
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Blue Sky Mine

[1990]
Scritta dai Midnight Oil
Singolo incluso nel disco intitolato “Blue Sky Mining”



Una canzone di quasi 25 anni fa che racconta di una vicenda consumatasi ormai più di mezzo secolo fa e che oggi fa apparire la sentenza sull’Eternit, con cui la corte di Cassazione ha dichiarato prescritto il reato di disastro ambientale doloso, annullando le condanne e i risarcimenti in favore delle parti civili, ancora più mostruosa, ridicola, ingiustificabile.

Gli australiani Midnight Oil, una band che è sempre stata molto sensibile alle tematiche ambientali, scrissero questa canzone nel 1990, quando ancora a Casale Monferrato l’Eternit produceva i suoi manufatti in fibrocemento (la produzione e commercializzazione furono interrotte solo nel 1994).
“Blue Sky Mine” racconta perchè Wittenoom, un paese del Pilbara, regione dell’Australia occidentale, nel 1966 divenne una “ghost town”, a nemmeno... (continua)
Hey, hey-hey hey
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/11/2014 - 22:09
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Y'a qu'des honnêtes gens dans l'gouvernement

[1912]
Parole di Gaston Montéhus
Musica di R. Chantegrelet (18??-1945)
Testo trovato su Histoire de France en Chansons
Y'a qu'des honnêtes gens dans l'gouvernement
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/11/2014 - 15:45

Je cherche la tombe de mon gars

[1920]
Parole di Gaston Montéhus
Musica di Georges Krier (1872-1946), compositore ed editore francese
Testo trovato su Histoire de France en Chansons
Malgré le canon qui fait rage
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/11/2014 - 15:20
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Deux ans pour tous

[1912]
Parole di Gaston Montéhus
Musica di R. Chantegrelet (18??-1945)
Testo trovato su Histoire de France en Chansons
Nella compilation “Gaston Montéhus. The Humanitarian French Singer. Original Recordings 1905-1936”

Nel 1912 il servizio militare obbligatorio durava 4 anni, ma nel corso dell’800 era arrivato a durare 5, 6, persino 7 anni. Il furto della gioventù e della vita, decretato per legge.
Jadis les jeunes conscrits de France
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/11/2014 - 15:12
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La Butte Rouge

B.B. 21/11/2014 - 14:12
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Verdun

[1979]
Parole e musica di Michel Sardou
Nel suo disco intitolato “Sardou”, ma meglio conosciuto come “Verdun”

Verdun, dipartimento della Mosa, regione della Lorena.
Qui, da febbraio a dicembre del 1916, ebbe luogo una delle battaglie più feroci della Grande Guerra (e di sempre). Alla fine della carneficina si contarono quasi un milione di morti.
L’autore lamenta che l’ecatombe di Verdun sia una pagina di storia dimenticata, “un vecchio che passa”, al pari di eventi antichissimi, come la battaglia di Melegnano del 1515 (tra Francia e ducato di Milano), ma anche più recenti, come la Resistenza (e qui Sardou fa esplicito riferimento al Chant des Partisans, e non so se ironicamente, visto che lui non è stato certo un artista di sinistra…)
Pour celui qui en revient,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/11/2014 - 13:38

Piazza della Loggia

Vedo che al prossimo convegno sulla strage di Piazza della Loggia (Brescia, 29 novembre 2014) interverranno Giulio Giorello (noto come estimatore di Ezra Pound e partecipante a recenti convegni organizzati da Casapound, ragion per cui è stato espulso dalla redazione di Libertaria) e Silvia Calamati…
Perché a questo punto non invitare anche Gianfranco de Turris (noto per le sue prefazioni ai libri dello stragista di Firenze e presidente della Fondazione Julius Evola), Roberta Angelilli (parlamentare europea proveniente da terza posizione, amica di Insabato) e Tommaso La Longa (giornalista di Rinascita -quella della soidisant “sinistra”nazionale, in realtà neofascista- e altre testate di destra) con cui hanno già condiviso altre conferenze? In particolare sulla questione irlandese legittimando con la loro presenza la strumentalizzazione da parte dei fascisti di Bobby Sands e degli altri compagni... (continua)
Gianni Sartori 21/11/2014 - 12:34
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Matatizo Nimeyazoea

Just A Band‘s video is inspired by those who perished and survived the Nyayo House torture and detention chambers that were in use during Daniel arap Moi’s period as president. Find out more about that here.

‘Matatizo’ (which in Swahili means ‘problems’ or ‘suffering’), is a beautiful rendition of Issa Juma’s ‘Matatizo Nimeyazoea’ (which in Swahili translates to ‘I am used to problems’). Juma was a member of the popular 70′s band Les Wanyika.

Al momento ho trovato solo una traduzione in inglese del testo swahili
Ah eh Ah eh Ah eh
(continua)
inviata da DoNQuijote82 21/11/2014 - 11:39

Lettre d'un déserteur

[1903]
Parole e musica di Gaston Dumestre (1875-1949), scrittore, poeta, paroliere, librettista e critico teatrale.
Nel repertorio di Mayol (Félix Mayol, 1872-1941), celebre cantante francese, che la interpretò per la prima volta alla Scala, rinomato music-hall parigino (3 boulevard de Strasbourg, 10e arrondissement)
Puisqu'il faut te dire, oh, maman
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/11/2014 - 11:01
Percorsi: Disertori
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Le cri du poilu

[1916]
Parole e musica di Vincent Scotto (1874-1952), compositore originario di Marsiglia
Interpretata da Nine Pinson (1881-1949), apprezzata cantante degli anni 10 e 20 del secolo scorso.

Con il termine argot “poilu” venne indicato specificamente il fante, il soldato sprofondato nelle trincee francesi della Grande Guerra, lo stesso che un secolo prima, all’epoca delle guerre napoleoniche, veniva chiamato “grognard”. Da espressioni come “un brave à trois poils” – utilizzata già da Molière – o “avoir du poil” e “avoir du poil aux yeux” emerse il termine popolare argotico “poilu” (letteralmente “peloso”, nel senso di non sbarbato, “maschio”) ad indicare per l’appunto un uomo risoluto, coraggioso, virile.

Vorrei solo sottolineare che questa canzone è del 1916 ed è una canzone da “poilu”, zeppa di espressioni per nulla carine nel confronti del nemico (“sales prussiens”, “la sale gueule des... (continua)
V'là plus d'une année
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/11/2014 - 10:20
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Les poilus

[1998]
Parole e musica dei fratelli Michel e Frédéric Stavron, in arte Norvats

Con il termine argot “poilu” venne indicato specificamente il fante, il soldato sprofondato nelle trincee francesi della Grande Guerra, lo stesso che un secolo prima, all’epoca delle guerre napoleoniche, veniva chiamato “grognard”. Da espressioni come “un brave à trois poils” – utilizzata già da Molière – o “avoir du poil” e “avoir du poil aux yeux” emerse il termine popolare argotico “poilu” (letteralmente “peloso”, nel senso di non sbarbato, “maschio”) ad indicare per l’appunto un uomo risoluto, coraggioso, virile. Non so se la nostra “uno con un bel pelo sullo stomaco” o altre espressioni simili possano essere comparate, ma credo di no, che la sfumatura di significato assunta col tempo mi pare un po’ diversa.
Statufiés sur la place, ils contiennent à jamais leurs plaintes graves, les poilus
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/11/2014 - 09:49
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Insorgiam!

anonimo
Discografia - CANTI PARTIGIANI
Coro del Circolo Musicale A.R.C.I. "A.Toscanini" di Torino diretto da Enrico Lini
I Dischi Dello Zodiaco Vpa 8158


Lato A
1. LASSÙ SULLE COLLINE DEL PIEMONTE (arr. Fausto Amodei)
2. VALSESIA (arr. Fausto Amodei)
3. AVANTI SIAM RIBELLI (arr. Fausto Amodei)
4. LA POTENTE (Anonimo)
5. FIGLI DI NESSUNO (arr. Fausto Amodei)
6. FISCHIA IL VENTO (arr. Fausto Amodei)
Lato B
1. RIMPIANTO DI UNA MAMMA (arr. Fausto Amodei)
2. O BELLA CIAO (arr. Fausto Amodei)
3. INSORGIAM (Anonimo)
4. PIETÀ L'È MORTA

Distribuzione Vedette Records - Via Lumière, 2 (Cinelandia) 20093 Cologno Monzese - Milano

I canti partigiani si ispirano ad una larga tradizione, esprimendo sentimenti, ricordi, speranze che hanno eco larghissima nell'animo popolare.
Le dure ed inflessibili leggi della guerriglia non permettono certo ai partigiani di fare dei loro canti un mezzo... (continua)
gianfranco 20/11/2014 - 21:49
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Couvre-feu

[2003]
Parole di Christophe Miossec
Musica di Gérard Jouannest (1933-), pianista (marito della Gréco).
Nell’album intitolato “Aimez-vous les uns les autres ou bien disparaissez...” (2003)
Une larme au fond de tes yeux
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/11/2014 - 16:14
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Comme une idée

[1998?]
Parole di Jean-Claude Carrière (1931-), “conteur” (come lui stesso si definisce), scrittore, sceneggiatore, paroliere, regista ed attore.
Musica di Gérard Jouannest (1933-), pianista (marito della Gréco).
Nell’album intitolato “Un jour d'été et quelques nuits” (1998)
J'ai comme une idée,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/11/2014 - 16:00
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Planète

[1998?]
Parole di Jean-Claude Carrière (1931-), “conteur” (come lui stesso si definisce), scrittore, sceneggiatore, paroliere, regista ed attore.
Musica di Gérard Jouannest (1933-), pianista (marito della Gréco).
Nell’album intitolato “Un jour d'été et quelques nuits” (1998)
Planète
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/11/2014 - 15:57
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C'était un train de nuit

[1998?]
Parole di Jean-Claude Carrière (1931-), “conteur” (come lui stesso si definisce), scrittore, sceneggiatore, paroliere, regista ed attore.
Musica di Gérard Jouannest (1933-), pianista (marito della Gréco).
Nell’album intitolato “Un jour d'été et quelques nuits” (1998)

Il racconto di uno stupro sullo sfondo – mi pare – di un paese in guerra…
Je me souviens d'une main
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/11/2014 - 15:53
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Le contre-ecclésiaste (Rien n’est vanité)

[1998?]
Parole di Jean-Claude Carrière (1931-), “conteur” (come lui stesso si definisce), scrittore, sceneggiatore, paroliere, regista ed attore.
Musica di Gérard Jouannest (1933-), pianista (marito della Gréco).
Nell’album intitolato “Un jour d'été et quelques nuits” (1998)
Ni le bon ni le mauvais temps
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/11/2014 - 15:29
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La place aux ormeaux

[1983?]
Parole di Robert Nyel (1930-), autore, compositore ed interprete.
Musica di Gérard Jouannest (1933-), pianista (marito della Gréco)
Nel disco intitolato “Gréco 83”
En trente-neuf, cette année-là
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/11/2014 - 15:13
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Les croix

[1954]
Scritta da Gilbert Bécaud e Louis Amade
Nell’EP di Bécaud intitolato “Viens”
Interpretata in seguito da Juliette Gréco, Georges Brassens (ai suoi esordi) ed Edith Piaf
Mon Dieu, qu'il y en a des croix sur cette terre
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/11/2014 - 14:59
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Maréchal…

[1983?]
Parole di Georges Coulonges (1923-2003), scrittore e sceneggiatore.
Musica di Jean Ferrat
Nel disco intitolato “Gréco 83”

Una canzone dedicata – évidemment – al Maréchal Putain – oh, pardon – Pétain (1856-1951), un vecchio generale in pensione (uno dei macellai di Verdun, per intenderci) che a partire dal giugno 1940 divenne il capo del regime di Vichy, collaborando con gli occupanti nazisti al 100%, deportazioni degli ebrei comprese.

Eppure in Francia – così anche come da noi riguardo a Mussolini (“che sconfisse la mafia, che bonificò la Maremma, che i treni arrivavano in orario…” e bla bla bla) c’è ancora qualcuno che sostiene che le Maréchal fece delle cose buone…

Come far distribuire ai bambini i famosi biscotti vitaminizzati, i “biscuits caséinés du Secours National”, che integravano la misera dieta di guerra. E in ogni latta di biscotti, distributi diligentemente dalle maestre a scuola, non mancava mai un immagine ed un monito del Maréchal, benefattore del paese…
Maréchal, nous revoilà !
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/11/2014 - 14:28
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La favola di Adamo ed Eva

1998
La Favola di Adamo ed Eva

La Favola di Adamo ed Eva è una canzone di Max Gazzè del 1998 e nonostante sia un singolo rilasciato ormai 15 anni fa, a rileggere il testo della canzone oggi sembra quasi di leggere una sorta di profezia da quanto sono vere le parole utilizzate. La canzone è talmente attuale che molti concorderebbero senza problemi con frasi del tipo “trovo un po’ esagerato pagare tre volte un litro di benzina sentirsi ridire con sorrisi di rame che sono costretti dal mercato dei cambi” soprattutto ora che siamo in un periodo molto difficile di recessione economica. La canzone vuole dunque essere una sorta di denuncia alla società e allo stesso tempo una forte critica a tutti noi che siamo attratti da cose superflue e irraggiungibili tanto da pensare ad un futuro fantasioso piuttosto che darsi da fare e guardare al presente, come dice la frase “l’azione è importante, siamo... (continua)
Santi numi ma che pena mi fate 
(continua)
inviata da Donquijote82 20/11/2014 - 09:34
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I Wanted To Be Wrong

Tu sai da dove vengo
(continua)
inviata da Giuliana 19/11/2014 - 22:32
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La nueva España

Vi segnalo una suite sinfonica che conosco solo in parte: si intitola “La nueva España” ed è stata composta dal 1992 al 1999 da Lorenzo Ferrero. Comprende 6 poemi sinfonici autonomi, intitolati

1- La ruta de Cortés
2- La noche triste
3- Memoria del fuego
4- Presagios
5- El encuentro
6- La matanza del Templo Mayor

Il primo ed il sesto si possono ascoltare su youtube.
Tutti i 6 poemi sinfonici hanno a che fare con il genocidio degli Aztechi perpetrato da Cortés.
Per saperne di più, potete dare un’occhiata al sito www.debaser.it che recensisce l’opera.
E' una composizione sinfonica solo strumentale, perciò non c'è alcun testo.
(continua)
inviata da Renato Stecca 19/11/2014 - 22:09
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Meu povo que jaz

Versi di César Pratas (che possibilmente oggi è un vecchio “principe del foro” in Portogallo)
Musica di Francisco Fernandes (?)
Nel disco di Padre Fanhais intitolato Canção da Cidade Nova
Meu povo que jaz
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/11/2014 - 21:56

Im Krieg

Chanson allemande – Im Krieg – Franz-Josef Degenhardt – 2000
Poème d'Andreas Gryphius - 1636

Franz-Josef Degenhardt introduit ainsi la chanson :
Pendant la guerre de l'OTAN contre la Yougoslavie, pendant que les bombes ravageaient le pays auquel on voulait prodiguer les droits humains, ensemble parmi d'autres à Rudolf Scharping, avec lequel j'avais déjà manifesté à Mutlangen contre les missiles de l'OTAN, je lus encore une fois des textes d'Andreas Greif, qui se faisait appeler Gryphius. Pendant la guerre de Trente Ans, en 1636, Andreas Gryphius écrivit ce poème :
EN GUERRE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 19/11/2014 - 19:40




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