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Prima del 2014-11-17

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Multi Viral

Un video con la canzone Multiviral del gruppo portoricano Calle 13 e altri spezzoni interessanti, per far conoscere al mondo cosa sta succedendo in Messico dopo la strage degli studenti della scuola normale “Isidro Burgos” di Ayotzinapa, stato del Guerrero, pianificata e realizzata a Iguala dal blocco narco-poliziesco la sera del 26 settembre scorso: un crimine di stato, viste le omissioni e le azioni delle forze dell’ordine federali, statali e dell’esercito che il 26-27 settembre, nella notte della mattanza, hanno mostrato chiaramente il disfacimento dello stato di diritto, il ritardo (calcolato?) del governo nel reagire e il connubbio indissolubile delle istituzioni a vari livelli coi narcos, esecutori finali di una repressione sociale incessante.

Fabrizio Lorusso (continua su Carmilla)

Vedi anche Los rebeldes e Versos de Ayotzinapa.
Todo empieza con una llamarada
(continua)
17/11/2014 - 23:17
Downloadable! Video!

Barack Obama

BARACK OBAMA
(continua)
inviata da Anonimo 3 17/11/2014 - 18:34
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Le parole incrociate

Esiste un primo provino grezzo interpretato in solitudine al pianoforte, in cui la voce di Dalla è davvero commovente, chi ama questo straordinario capolavoro dedicato al periodo postunitario italiano lo può ascoltare in "Nevica sulla mia mano" Sony 2013.
Flavio Poltronieri 17/11/2014 - 15:32
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Intervista con l'Avvocato

Alcune parti del testo furono probabilmente all'epoca censurate e si possono ora finalmente leggere e ascoltare nella pubblicazione "Nevica sulla mia mano" Sony 2013.
Flavio Poltronieri 17/11/2014 - 15:20

De serra, de terra e de mar

[1968]
Scritta da Geraldo Vandré con Théo de Barros ed Hermeto Pascoal
Nel disco “Canto geral”

“Ho sempre voluto essere felice, ho sempre voluto soltanto cantare, portare a tutti quanti la voglia di abbracciarsi… Ma poi un giorno tutto cambiò, la vita si trasformò e così la nostra canzone.”

Forse la vicenda umana ed artistica di Geraldo Vandré sta tutta in questi versi…
Eu sempre quis ser contente
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/11/2014 - 15:13
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Carmen Colon

Dopo che il disco fu messo sul mercato, Roversi fu interrogato dall'Interpol a Roma e dovette mostrare agli inquirenti i ritagli di giornale che riportavano le notizie in merito e a cui si era ispirato nella stesura del testo. Sembra che alcuni particolari contenuti nella canzone non fossero di dominio pubblico ma a sola conoscenza degli investigatori.
Flavio Poltronieri 17/11/2014 - 15:07

Na terra como no céu

[1970]
Parole e musica di Geraldo Vandré
La preghiera che apre il disco intitolato “Das terras de Benvirá”, pubblicato in Brasile nel 1973.

Il “Padre Nostro” secondo Geraldo Vandré, che lo scrisse durante l’esilio (in Cile, Germania e infine in Francia) cui l’aveva costretto il regime militare. Tornato in Brasile nel 1973, stanco, disilluso e amareggiato, Vandré non sarebbe mai più stato quello di prima. “Das terras de Benvirá” è di fatto il suo ultimo disco.
Não viemos por teu pranto
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/11/2014 - 14:50

Ormai lontano quel giorno fatale

anonimo
ho trovato questo brano su:
La Resistenza dell'Emilia Romagna
nei canti, nelle testimonianze, nei documenti
Dischi del Sole (2 Lp) DS502/4 e DS505/7

Le note di copertina indicano:

Ormai lontano quel giorno fatale - Vignola, Modena (cantano Mario Gibellini "Baratieri" e Romeo Belugani)

Il testo riportato è il seguente:

Ormai lontano quel giorno fatale
come bestie venimmo 'graditi
da gente infamma incivil senza cuori
e condannati a un duro lavor
da gente infamma incivil senza cuori
e condannati a un duro lavor

La feroce vitalle canaglia
si scatenava con grande furore
che con pistolli pugnalli e mitraglia
sui nostri corpi cercavan sfogar
che con pistolli pugnalli e mitraglia
sui nostri corpi cercavan sfogar

Quante più volte eravam torturati
perché una fedi avevamo in Badoglio
nel nostro sangue esisteva l’orgoglio
dei marturiati ma non traditor
nel nostro... (continua)
gianfranco 16/11/2014 - 22:28
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Cordão

[1971]
Parole e musica di Chico Buarque de Hollanda
Nel disco intitolato “Construção

“Nessuno mi può rinchiudere finchè potrò cantare, finchè potrò sorridere... E tutti coloro che non hanno nulla da perdere formeranno insieme a me un immenso cordone umano... Voglio vedere la tempesta, voglio vedere il carnevale...”
Ninguém
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/11/2014 - 21:35
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Fado tropical

[1972-73]
Scritta da Chico Buarque con il cineasta Ruy Guerra (che era stato anche il primo marito di Nara Leão)
Testo trovato sul sito di Chico Buarque

Nel disco intitolato “Calabar: o elogio à traição”, colonna sonora di uno spettacolo teatrale dedicato alla figura di Domingos Fernandes Calabar (1600-1635), un mulatto, facoltoso imprenditore zuccheriero del Pernambuco brasiliano che tradì gli spagnoli (che in quel periodo dominavano il Portogallo) per allearsi con i nemici olandesi. Catturato, finì malamente garrotato e poi squartato...

Dopo aver “annientato” Geraldo Vandré, i militari brasiliani si trovarono subito un altro artista da perseguitare con particolare accanimento. Oltre a soffrire un anno di esilio in Italia, Chico Buarque vide censurate parzialmente o totalmente molte sue canzoni, come Apesar de você

Quella di “Calabar” era una vera e propria operazione di “sovversione”.... (continua)
Oh, musa do meu fado
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/11/2014 - 21:18
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Bom conselho

[1972]
Parole e musica di Chico Buarque de Hollanda
Scritta per la colonna sonora della commedia musicale “Quando o carnaval chegar” diretto da Cacá Diegues e interpretato dallo stesso Chico Buarque con Nara Leão e Maria Bethânia.
Poi inclusa in parecchi dischi successivi, a partire da “Caetano e Chico. Juntos e ao vivo”, sempre del 1972, insieme a Caetano Veloso.
Ouça um bom conselho
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/11/2014 - 20:36
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ישׂראליק

EL MEU NOM ÉS YISROLIK
(continua)
inviata da Jan 16/11/2014 - 17:44

Partigiano dove sei...

Poesia di Cesare Corolli, responsabile dei collegamenti e delle trasmissioni della Brigata Arzani, presentata in allegato al CD "Chicchirichì, Canti ed Echi della Resistenza in provincia di Alessandria"
Credo che la poesia non richieda commenti e che qualsiasi parola sarebbe inutile.
Partigiano dove sei...
(continua)
inviata da gianfranco 16/11/2014 - 12:30
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L’ombra sols fuig en la nit

(2013)
Album: Zel

Un micro-musical di otto minuti (in stile Bohemian Rhapsody), diviso in 10 sezioni e a più voci. La storia di un soldato che dialoga con la sua coscienza.
I- Introducció
(continua)
16/11/2014 - 00:28
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Le fossoyeur itinérant

[1980]
Parole e musica di Julos Beaucarne
Nell'album intitolato “Le chanteur du silence”
J' suis fossoyeur itinérant
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/11/2014 - 23:02
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Bosnie-Herzégovine

[1993]
Parole e musica di Julos Beaucarne
Nell’album intitolato “Tours, temples et pagodes post-industriels”
J'ai un bœuf sur la langue, je ne peux plus parler
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/11/2014 - 22:49

Zu Straßburg auf der Schanz (Der Schweizer)

anonimo
La versione ottocentesca [184?] di Salomon Hermann Mosenthal (1821-1877), scrittore ebreo tedesco originario di Kassel, Hesse, ma che visse per lo più a Vienna.
Musica per voce e pianoforte di Anton Häckel (1799-1846), compositore viennese (che viene comunemente indicato come l’inventore della fisarmonica).
DER DESERTEUR
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/11/2014 - 16:35
Downloadable! Video!

Si Deus cheret (Se Dio vuole, e se i carabinieri lo consentono)

BELLISSIMA CANZONE, .. BRAVO PIERO MARRAS.

(((((((*****__.__*****)))))))))
-------------------------------------- CIAO
BENITO 15/11/2014 - 12:27

Der letzte Wolf

[1996]
Parole e musica di Ingo Barz
La canzone che dà il titolo al suo album del 1996
Es ist lang nach Mitternacht
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/11/2014 - 22:52
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Die Gedanken sind frei

anonimo
La versione tedesca di Ingo Barz, cantautore e poeta della Germania comunista, uno per nulla allineato col regime. Infatti non gli consentirono mai di cantare in pubblico, solo nelle chiese del culto evangelico di cui l’artista era seguace.
Questa riscrittura de “I pensieri sono liberi” credo risalga a pochi anni prima la caduta del Muro.
LIED DER FRIEDENSGEBETE IN NEUBRANDENBURG
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/11/2014 - 22:28

John Carlos

Antiwar Songs Blog
È una delle immagini più famose del Novecento, quella in cui Tommie Smith e John Carlos si trovano sul podio dei 200 metri alle Olimpiadi a Città del Messico, il 16 ottobre 1968, con i pugni alzati, i guanti neri (simbolo del Black Power), i piedi scalzi (segno di povertà), la testa bassa e una […]
Antiwar Songs Staff 2014-11-14 21:46:00
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Opowieść pewnego emigranta

[1987]
Testo e musica di Jacek Kaczmarski
Da http://www.kaczmarski.art.pl/index.phpz\
- Nie bój się, nie zabraknie. To krajowa czysta.
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 14/11/2014 - 20:40
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Samobójstwo Jesienina

14 novembre 2014
IL SUICIDIO DI JESENIN
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 14/11/2014 - 19:43
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Au bord de la rivière

[1977]
Parole e musica di Michel Bühler
Nell’album intitolato “Ici”
De bon matin je suis allé
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/11/2014 - 14:59
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Songez que maintenant

[1968]
Parole e musica di Reinhard/Frédérik Mey
Nell’album “Frédérik Mey Volume 1”

Scopro ora che il berlinese Reinhard Mey – il cui nome per esteso è Reinhard Friedrich Michael Mey – compone ed interpreta indifferentemente in tedesco e francese e in Francia è conosciuto come Frédérik Mey.
Songez que maintenant la lune pâle est sur la ville.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/11/2014 - 14:46
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En l'an deux mille, l'humanité

[1999]
Parole e musica di Jofroi
La canzone che dà il titolo all’album del 1999
Quand donc a commencé le fabuleux décompte
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/11/2014 - 14:33
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Bush-toi d'là

[2004]
Parole e musica di Jofroi
Nell’album intitolato “Marcher sur un fil”
Bush-toi d'là que j’m’y mette
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/11/2014 - 14:25
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La Maza

E' bellissima anche la versione con Mercedes Sosa e Shakira la cui voce, in questa canzone, e' commovente
Maurizio Cetica 14/11/2014 - 12:39
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Khaled Said

Khaled Said era un giovane egiziano originario di Alessandria, ammazzato il 6 giugno 2010, dopo essere stato arrestato dalla polizia. Le foto del suo cadavere sfigurato diffuse attraverso le comunità online hanno scatenato la rabbia sfociata poi nella rivoluzione egiziana del 2011. Nell'ottobre del 2011 due ufficiali di polizia sono stati giudicati colpevoli per la morte di Khaled e condannati a sette anni di prigione. Il processo d'appello ha confermato la prima sentenza e condannato i due polziotti a 10 anni di reclusione (marzo 2014).

Khaled Mohamed Saeed (Arabic: خالد محمد سعيد‎ IPA: [ˈxæːled mæˈħæmmæd sæˈʕiːd]; 27 January 1982 – 6 June 2010) was a young Egyptian man who died under disputed circumstances in the Sidi Gaber area of Alexandria on 6 June 2010, after being arrested by Egyptian police. Photos of his disfigured corpse spread throughout online communities and incited outrage... (continua)
Abbiamo mani per non toccare.
(continua)
inviata da DoNQuijote82 14/11/2014 - 10:23
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Metti che un giorno ti svegli (Tu da che parte stai?)

(testo e musica di Michele Negrini)

Questa canzone deve probabilmente molto alla poesia di Martin Niemöller
Vincitore del Premio Amnesty International Italia Emergenti del festival Voci per la Libertà 2014
Metti che un giorno ti svegli
(continua)
inviata da DoNQuijote82 14/11/2014 - 10:16
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Sessanta sacchi di carbone

2014
Sempre avanti

Flavia Cumoli
Dai campi al sottosuolo. Reclutamento e strategie di adattamento al lavoro dei minatori italiani in Belgio

La centralità del nesso tra movimento di popolazione e contratto di lavoro ha contraddistinto l’emigrazione italiana assistita dall’immediato dopoguerra fino all’entrata in vigore dei principi teorici della libera circolazione della manodopera, ma l’intensità e le modalità della mobilità dei lavoratori sono mutate nel tempo e nello spazio sia in relazione alle differenti congiunture economiche che in relazione all’evoluzione delle politiche migratorie italiane ed estere. Gli anni della ricostruzione rappresentano, sotto questi due aspetti, uno dei periodi di maggiore diffusione dell’esodo clandestino così come della ripresa delle dinamiche autonome delle reti migratorie[1]. Nel corso dell’intero periodo postbellico l’Europa occidentale, ancora sconvolta... (continua)
Sopravvivere non era cosa facile
(continua)
inviata da DoNQuijote82 14/11/2014 - 09:46
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Les bourgeois

[1967]
Parole e musica di Julos Beaucarne
Nel suo album d’esordio, intitolato “Julos chante Julos”

Quando si è borghesi, che non si sà come ingannare il tempo, siccome in quella piccola testa c’è anche poca luce, inevitabilmente ci sia annoia. E allora si sogna la guerra, si maneggia il coltello e poi la pistola, ci si organizza in branco, in drappello, si marcia, si è fieri, in dieci contro uno, gli eroi sono fratelli... (Questa la prima strofa, ma la canzone merita senz’altro una traduzione completa)
Quand on est bourgeois, qu'on sait pas quoi faire
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 21:56
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L’enfant du Liban

[1989]
Parole e musica di Georges Chelon
La canzone che dà titolo al suo album del 1989.

Nel 1989 finiva la guerra civile scoppiata nel 1975, ma poco tempo dopo il Libano ricadeva sotto il controllo siriano, mentre nel sud continuava la guerra contro Israele, ritiratosi solo nel 2000. Un quarto di secolo di guerra ininterrotta, e sempre se non consideriamo l’attacco israeliano del 2006 e le ripercussioni che la guerra civile siriana in corso sta avendo anche sul Libano.
E non contiamo la situazione nei campi profughi palestinesi: in Libano sono 12, istituiti tra il 1948 ed il 1963, e raccolgono più di 400.000 rifugiati, quelli ufficialmente registrati: per i palestinesi guerra ed esilio durano ininterrottamente ormai da ben 66 anni!!!
Il me regarde avec des yeux
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 21:35
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Yellow Triangle

Versione francese di Marc Robine, nell’album intitolato “L’exil” (1998)
ALERTE
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 20:56
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Gebet für die Gefangenen

Chanson allemande - Gebet für die Gefangenen – Kurt Tucholsky – 1924

Texte de Kurt Tucholsky, publié - sous le pseudonyme de Theobald Tiger - dans Die Weltbühne, 23 décembre 1924. Ensuite inséré dans « Deutschland, Deutschland über alles » (1929), un « journal de lutte réalisé avec des photographies de tendance » écrits de Tucholsky et appareil iconographique (photographies et montages photographiques) d'Helmut Herzfeld, en art John Heartfield
Musique de Hanns Eisler.
Interprétée par Ernst Busch, mais aussi par d'autres artistes sur sa musique, comme Peter Janssens et Leon Boden avec Bernd Klinzmann.

Après la répression de la révolution spartakiste de 1919, les prisons de la République de Weimar (nouveau-né de l'alliance entre l'armée impériale et la social-démocratie) se remplirent de communistes, si bien que ensuite en 1933, les S.A. de Hitler finirent seulement l'efficace travail commencé... (continua)
PRIÈRE POUR LES PRISONNIERS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 13/11/2014 - 20:42
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Elio e le Storie Tese: Complesso del Primo Maggio

La risposta di Davide Van De Sfroos
DoNQuijote82 13/11/2014 - 18:01

La questione del Meridione

2011
ViSiBì
La questione del Meridione non ha proprio conclusione
(continua)
inviata da DoNQuijote82 13/11/2014 - 17:35
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Peste noire

[1990]
Parole e musica di Michel Bühler
Nel sesto CD della raccolta “Toutes les chansons”
Ce n'est rien de nouveau
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 17:27
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Yuri

2011
ViSiBì
Yuri lo aveva capito di avere il difetto di essere nato
(continua)
inviata da DoNQuijote82 13/11/2014 - 17:26
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The Enemy Inside

IL NEMICO CHE HO DENTRO
(continua)
inviata da Andrea 13/11/2014 - 17:23
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Frontières

[2011]
Parole e musica di Jofroi
Nell’album intitolato "Cabiac sur terre"
C’est une ritournelle, un refrain
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 17:01
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La ballade de monsieur Saint-Pierre

[1974]
Parole di Michel Bühler
Musica di Michel Bühler e Michel Devy.
Nella raccolta “Rue de la Roquette - Chansons de 1969 à 1980” pubblicata nel 2001.
Monsieur Saint-Pierre avait cinquante-deux ans
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 16:52
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Bêtes de somme

[1987]
Parole e musica di Michel Bühler
Nell’album intitolato “Il aimait les rires”
Je viens de recevoir la lettre
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 16:43
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Le chômeur

[1976]
Parole di Jofroi
Musica di Jofroi, Jean Didier Vandervorst e Jean-Marie Simonart
Nell’album intitolato “L'odeur de la terre”
J'habite un'chambre dans une cité
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 16:33
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Ton Christ est Juif

[1997]
Parole e musica di Julos Beaucarne
Nell’album intitolato “Vingt ans depuis quarante ans”
Ton Christ est Juif
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 16:19
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La cravate lavallière

[1954]
Parole e musica di Stéphane Golmann
Nel disco intitolato semplicemente all’autore

Bellissima! Stéphane Golmann era un genio!

C’era un soldatino che portava una bella cravatta ascot. Marciava al passo, sì, ma ballando la polka, e persino al suo attendente, molto più marziale, la cosa non andava affatto giù… Il soldatino con la bella cravatta ascot amava la natura intera ed era cordiale con tutti, salutava con la mano persino i nemici – Come va? – quasi che non si rendesse conto di essere in guerra… Nessuno lo considerava un vero soldato, e infatti fu l’unico a salvarsi dalla carneficina… Tornato a casa, solo soletto, il Ministero della Guerra non se l’aspettava, non sapeva cosa farsene di lui… Ma il soldatino voleva solo che gli fosse restituita la sua vita, con la sua casa, la sua mamma e la sua donna… I burocrati del Ministero però non furono affatto d’accordo: - Ma che diamine!... (continua)
Y avait un p'tit soldat en cravate lavallière
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 09:52
Downloadable!

Inno a Tripoli

anonimo
“italiani brava gente? En guera pare de no"
(Gianni Sartori)
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Tenpo jirava in te i USA na mostra de someje sora i crimini taliani in Africa, soratuto in Etiopia, durante la goera coloniale. Sarà difisile na volta o l'altra vederla anca in Italia, dato ke la scancelasión de le inumarevoli violasión dei diriti umani fate da le trupe tricolori in Libia, Etiopia, Yugoslavia, Albania… le xe na costante de la nostra politica. la proposta de area governativa de fare jite scolastike a El Alamein (par far conosare ai xovani studenti le glorie del colonialismo talian) no la xe sensa presedenti “illustri”.
Ani fa’ xe tocà a Ciampi de ricordare co orgolio la so esperiensa de xovane sotoficiale in Albania. On fià de ani indrìo, in tel 1997, ghe xera stae de le dikiarasión de Scalfaro (ke el xera prexidente de la Republica) ke le sercava de rivalutare el ruolo vudo da la Italia in Africa riproponendo... (continua)
Gianni Sartori 13/11/2014 - 08:48




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