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Prima del 2014-10-14

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El Cochinito

dall'album "Que No Pare la Lucha" (2010)

Da un gruppo di lavoratori giornalieri che ha suonato ieri per protesta davanti al carcere per migranti a Los Angeles, California insieme a Ana Tijoux
Ando con mi ropa sucia porque voy a trabajar
(continua)
14/10/2014 - 22:22
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Chico Mendes

Tradukado: La Pupo
Chico havas musan denton
(continua)
inviata da La Pupo 14/10/2014 - 11:41
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O vintiquattro d'Arvî

anonimo
IL VENTIQUATTRO D'APRILE
(continua)
inviata da i.fermentivivi 14/10/2014 - 11:08
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A Satana

TO SATAN
(continua)
inviata da eleonora 13/10/2014 - 20:20
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A Pa’‎

I do not remember if there was a moon
(continua)
inviata da eleonora 13/10/2014 - 20:19
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...e non andar più via

...AND DO NOT GO AWAY ANYMORE
(continua)
inviata da eleonora 13/10/2014 - 20:15
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The Day They Set Jim Larkin Free

In due dischi compilativi dei Black 47, “Elvis Murphy's Green Suede Shoes” del 2005 e “Rise Up: The Political Songs” del 2014.

Su queste pagine abbiamo già incontrato James Larkin (1876-1947), combattivo sindacalista irlandese.
Fu uno dei leader del “Frithdhúnadh Mór Baile-Átha-Cliath”, il “Dublin Lock-Out”, il grande sciopero per il diritto all’organizzazione sindacale che paralizzò l’Irlanda dall’agosto del 1913 al gennaio del 1914 quando la repressione poliziesca (che causò almeno quattro morti, uno dei quali – il dirigente sindacale Michael Byrne – picchiato a morte sul cellulare in cui era stato rinchiuso), il crumiraggio e la fame spinsero la maggioranza dei lavoratori a tornare alle fabbriche.

Jim Larkin decise di cambiare aria per un po’, ma anche negli USA riuscì a mettersi subito nei guai: aderì all’IWW, si fece espellere dal partito socialista per via del suo entusiastico sostegno... (continua)
I see what is, I see the way things should be
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/10/2014 - 16:12
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Il lupo di Gubbio

[2000]
Parole di Luisa Zappa, basate su fonti francescane
Musica di Angelo Branduardi
Nell’album intitolato “L’infinitamente piccolo”, dedicato alla vita di san Francesco d'Assisi

Mancava proprio il lupo di Gubbio nel percorso “Lupi Contro la Guerra”.
Propongo questa canzone per via di immagini come queste:

Non sono uno zoologo o un etologo, e nemmeno so quali problemi specifici abbiano in centro Italia con i lupi… Anche sulle mie montagne – da qualche parte nelle valli valdesi – i lupi li stanno ammazzando, a fucilate o col veleno, perché dicono che sono troppi e causano danni alle greggi nella bella stagione. Io, con tutto che giro parecchio a piedi, anche d’inverno, di lupo non ne ho visto né sentito nemmeno uno fino ad oggi, anche se mi è capitato di imbattermi in esiti di predazioni, in un solo caso ai danni di un animale domestico. Credo invece che i lupi diano fastidio piuttosto... (continua)
Francesco a quel tempo in Gubbio viveva
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/10/2014 - 12:37
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Aliento

que civilización triunfo.
todo lo que implique asesinatos sin causa no es triunfo y un que fuese con causa,estas destruyendo tu propia raza,la raza humana.
mas civilizados fueron los que murieron y los que siguen muriendo por una causa y defensa justa de lo que les corresponde.cuantos hoy en día gozan de grandes lujos y mansiones y tierras por doquier,manos sangrientas de asesinos que recae generación tras generación.

a mis hermanos mapuches fuerza y siga la lucha por lo que les corresponde y poco y nada se le debe creer a los falsos políticos de este mundo.
un abrazo y un saludo a todos las etnias que luchan sabiamente por conseguir lo que las pertenece sus tierras.
v.pozas.v@gmail.com 13/10/2014 - 05:36

Ventrebleu!

Quand tu dois te lever ventrebleu
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 12/10/2014 - 17:19
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Happiness is a Warm Gun

jump the gun in inglese dovrebbe significare "falsa partenza"
mario 12/10/2014 - 11:49
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Freedom

Ero giovanissimo ed ho pianto quel giorno quando lo vidi per la prima volta. Un grande cuore, un grande artista.
Toti Basso 11/10/2014 - 14:01
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El kolo go balà

Esperanta Versio:
MI DANCIS LA KOLO
(continua)
inviata da La Pupo 11/10/2014 - 12:53

27 Ἰουνίου 1906, 2 μ. μ.

Esperanta versio: La Pupo.
LA PENDIGILO
(continua)
inviata da La Pupo 11/10/2014 - 11:08
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Oltre il ponte

Presente anche sul Cd "Contro Canto Popolare" pubblicato dal Cantovivo, gruppo vocale strumentale di musica popolare, per il cinquantennale della Liberazione. Edito da "Il Manifesto"
gianfranco 10/10/2014 - 16:15

Battaglioni del duce

anonimo
[1943?]
Canzone della Resistenza, parodia di “Battaglioni M” - dove la M stava per Mussolini - inno delle tristemente famigerate unità d'élite della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale fascista.
Battaglioni del duce, battaglioni
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 10/10/2014 - 14:11
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Le parole perdute

[2014]
Parole di Fiorella Mannoia
Musica di Bungaro (Antonio Calò) e Cesare Chiodo
Anticipazione dal prossimo album della Mannoia, intitolato “Fiorella”
Le parole perdute nascoste in fondo al cuore
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 10/10/2014 - 13:10
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Auf, auf zum Kampf!

anonimo
[1919]
Ho preferito attribuire questa canzone ad anonimo perchè la paternità di Bertolt Brecht non è universalmente confermata.
Sull’aria e sulla falsariga di una canzone militare della Grande Guerra.

Magistralmente interpretata da Hannes Wader fin dal disco “Hannes Wader Singt Arbeiterlieder” del 1977.

Una canzone dedicata a Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg, protagonisti della rivoluzione tedesca del 1918, tra i fondatori del partito comunista di Germania, leader della rivolta spartachista del gennaio 1919. Il 15 gennaio di quell’anno Liebknecht e la Luxemburg vennero rapiti da membri dei Freikorps, il gruppo paramilitare allora agli ordini del governo socialdemocratico, che li torturarono ed uccisero.
In memoria di Liebknecht, della Luxemburg e di altri militanti comunisti uccisi nel 1919, qualche anno dopo fu eretto un monumento a Berlino, opera di “sovietica brutalità” firmata dall’architetto... (continua)
Auf, auf zum Kampf, zum Kampf!
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 10/10/2014 - 12:09
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Der Rattenfänger

[1974]
Parole e musica di Hannes Wader
La canzone che dà il titolo all’album del 1974.

Il pifferaio di Hameln cantato da Hannes Wader libera la città dai topi in cambio della semplice promessa di essere compensato. Quando però, a lavoro fatto, si presenta per riscuotere la sua paga le autorità della città non solo si rifiutano e lo scherniscono, ma lo fanno massacrare e sbranare dai cani, ignorando che il pifferaio – figura simile all’ “ebreo errante” - è una creatura sovrannaturale, un immortale. Questi infatti fa presto ritorno in città, di domenica, quando tutti gli adulti, falsi ed ipocriti, sono a messa e a casa sono rimasti solo i bambini. Il pifferaio li raccoglie al suono del suo flauto e canta loro della sua disgrazia, sicchè i ragazzini decidono di aiutarlo ad ottenere giustizia contro i loro stessi padri. La reazione non si fa attendere: i genitori, messi alla berlina, non esitano... (continua)
Fast jeder weiß was in Hameln geschah, vor tausend und einem Jahr
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 10/10/2014 - 09:43
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Nella mia ora di libertà

Ciao Rox e quanto tempo! Tanto tempo e nessun risultato! Nemmeno la fondazione De Andrè mi ha aiutata in qst ricerca, anzi...
Ogni tanto faccio ancora qualche nuovo tentativo, ma pare impossibile.
Cmq, io lo cercavo per un lavoro, un lavoro serio, giuro, e se mai dovesse saltare fuori un recapito, il mio indirizzo email è svp207@gmail.com
Di nuovo ciao Rox, compagno di ricerca, e un saluto a tutti :)
Vanessa 10/10/2014 - 09:27
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Delitti, arresto e morte di Federigo Bobini, detto Gnicche

Ciao Riccardo, pensa un po' che aneddoto mi ha raccontato or ora la mia mamma...

Pare che, proprio negli anni in cui il Gnicche scorrazzava per l'Aretino, nei dintorni di Foiano della Chiana vivesse un giovane prete in odore di santità. Era considerato un santo dalla gente perchè, a differenza della più parte dei sacerdoti di allora, lui dava tutto ai poveri, arrivando addirittura a dar via i vestiti (salvo la talare) a chi ne avesse bisogno.
Un giorno di gelido inverno che solo soletto se ne tornava da amministrare i sacramenti in qualche cascina, chi t'incontra sulla strada? Quel demonio di Gnicche con la sua banda, a cavallo. Il brigante chiese al prete dove se andasse, così appiedato, infreddolito e stanco. Quando il prete gli disse che se ne stava tornando a casa e che aveva ancora un bel po' di cammino da fare, allora Gnicche gli rispose: "Ti ci accompagno io a casa, e in carrozza!".... (continua)
Bernart Bartleby 9/10/2014 - 22:30
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Chico Mendes

Composed in 1989; Recorded in 1993

Acre, no BRasil, nasceu Chico Mendes
(continua)
inviata da Donquijote82 9/10/2014 - 20:53
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Unser Marsch ist eine gute Sache

[1964]
Parole e musica di Hannes Stütz
Arrangiamento musicale di Dieter Süverkrüp
Interpretata da Fasia Jansen, Ingrid & Dieter Süverkrüp ed Hannes Stütz.
In “Wir Wollen Dazu Was Sagen - Neue Lieder Gegen Die Bombe 64”, uno dei dischi collettivi riconducibili al movimento pacifista e antimilitarista tedesco.
Unser Marsch ist eine gute Sache
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/10/2014 - 15:50
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Erschröckliche Moritat Vom Kryptokommunisten

[1965]
Parole e musica di Dieter Süverkrüp
Nell’album intitolato “Die Widerborstigen Gesänge Des Dieter Süverkrüp” del 1967.

Prima ancora di Hannes Wader e di Reinhard Mey, l’alfiere della canzone di protesta in Germania (parliamo della Germania ovest, quella capitalista) è stato Dieter Süverkrüp, classe 1934, da Düsseldorf. Lui iniziò il suo canto politico alla fine degli anni 50 e ben prima del ’68 scrisse questa canzone sul comunismo o, meglio, sugli abusati stereotipi sui comunisti allora molto in voga nell’Occidente in piena Guerra Fredda…

Incredibile come le classi politiche dirigenti in ogni epoca riescano a nutrire i rispettivi popoli di pregiudizi velenosi e perniciosi al fine di colpire opposizioni, minoranze e inconformi. E si tratta oltretutto di fole che molto spesso attraversano intatte i secoli e che talora, nonostante il bersaglio diverso, sono assai simili tra di loro, se si pensa per esempio alle immagini dell’ebreo sacrificatore di bambini, del comunista che li mangia e dello zingaro che invece li rapisce…
Wenn die Sonne, bezeichnenderweise im Osten und rot hinter Wolken aufgeht –
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/10/2014 - 14:40
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Marsch Der Minderheit

[1967?]
Parole e musica di Hanns Dieter Hüsch.
Nell’album intitolato “Typisch Hüsch” del 1970.
Freunde, noch sind wir wenige
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/10/2014 - 13:52




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