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E io ci sto

Version française – ET MOI, J'Y SUIS – Marco Valdo M.I. – 2014
Chanson italienne – E io ci sto – Rino Gaetano – 1980
Texte et musique de Rino Gaetano
Album: "E io ci sto"

Ah, Lucien l'âne mon ami, cette canzone de Rino Gaetano, me plaît vraiment et même, pour plusieurs raisons. Bien évidemment, la canzone elle-même et son auteur, son interprète, bref, son chantauteur, puisqu'il s'agit d'une seule et même personne. Mais il en est d'autres...

Oh, oh..., dit Lucien l'âne en secouant son encolure comme s'il se mettait subitement à danser le rock... Et tu pourrais m'en dire de ces plusieurs raisons...

Certainement et je vais le faire à l'instant. Une de ces fortes raisons, c'est que cette chanson est en quelque sorte une d'évocation d'un des aspects de la Guerre de Cent Mille Ans, cette guerre que les riches font aux pauvres afin de maintenir leur domination, d'accroître leurs richesses, d'étendre... (continua)
ET MOI, J'Y SUIS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 29/1/2014 - 20:41
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To My Old Brown Earth

Words and Music by Pete Seeger (1958)(c) 1964 (renewed) by Stormking Music Inc.

1964
Broadsides - Songs and Ballads
To my old brown earth
(continua)
inviata da donquijote82 29/1/2014 - 19:19
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The Torn Flag

Words and Music by Pete Seeger (1969)TRO – © 1970 Melody Trails, Inc., New York, NY

1970
Pete Seeger Now

(Malcolm X once debated another black man as to whether they could call themselves Americans.  “I’m not an American,” said Malcolm, “Why do you think you are?”  “I’m an American because I was born here,” said the other.  “well, you could put a shoe in an oven and that wouldn’t make it a biscuit,” was Malcolm’s retort.  I’m afraid I have no such choice.  My light-skinned ancestors participated fully in the decisions, good and bad, which formed this nation.  I’ve spent a lifetime fighting the blacklisters who tried to make me feel like an outcast in my own home.  “I had an uncle who wrote a poem with the lines: “I have a rendezvous with death / At midnight in some flaming town. . .”  So I made some new verses.  I don’t have a regular tune for it yet — I kind of chant it to an improvised modal melody.”  — Pete Seeger)
At midnight in a flaming angry town
(continua)
inviata da donquijote82 29/1/2014 - 19:13
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Now Is the Time for an Iron Hand

[1990]
Nell’album significativamente intitolato “Banking, Violence And The Inner Life Today”
In copertina un dipinto intitolato “Die Arbeitsmänner” (“I lavoratori”) dell’artista costruttivista tedesco Franz Wilhelm Seiwert (1894-1933).

“The iron hand of the Iron Lady”, quella della guerra delle Malvinas/Falklands, quella della repressione violenta degli scioperi operai…
Un album che è un bilancio dei lunghi anni del “thatcherismo” (1979-1990) e del suo funesto lascito.
Al proposito si veda anche Iron Hand dei Dire Straits.
Those who would rule before us wanted to be kind
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/1/2014 - 16:05
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Peace Pin Boogie

[1963]
Parole e musica di Woody Guthrie
Interpretata da Kurt Elling (cantante jazz americano) nel disco collettivo “Note Of Hope: A Celebration Of Woodie Guthrie” del 2011.
Interpretata da Pete Seeger in “Pete Remembers Woody” del 2012


Went to kiss my sweetie, same as before;
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/1/2014 - 14:12
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Or Else! (One-a These Days)

[2006?]
Parole di Pete Seeger, David Bernz e A.N. Onymous (?).
Musica di Pete Seeger.

Trovo la canzone nell’album “At 89” del 2008.

“Verrà il giorno in cui la nostra scuola riceverà i soldi di cui ha bisogno, mentre la Marina militare dovrà mettersi a vendere le torte per comprarsi una nave da guerra… Verrà il giorno in cui Johnny riceverà i soldi di cui ha bisogno per la sua salute, mentre l’Aeronautica militare dovrà organizzare una lotteria per comprarsi un bombardiere…”
One-a these days (ONE-A THESE DAYS)
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/1/2014 - 11:32
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Quite Early Morning

Words and Music by Pete Seeger (1969)

Per Pete Seeger

Alessandro Portelli il manifesto 29.1.2014

“Dicono che l’umanità non sopravviverà a lungo, ma io vorrei sapere che cos’è che li fa essere così sicuri. L’ora più buia è sempre quella prima dell’alba, si sta facendo mattino, e io so che possiamo ancora avere singing tomorrows”, domani fatti di musica, “giorni cantati”. Così cantava Pete Seeger, e questa è stata la sua lezione per quasi ottant’anni di musica e di impegno.

Nel corso della sua vita, Pete Seeger ha cantato le canzoni dei minatori e degli operai (“Which Side Are You On?”) , gli spiritual di lotta del movimento per i diritti civili (“We Shall Overcome”), la protesta contro la guerra del Vietnam (“Waist Deep In The Big Muddy”), la mobilitazione per la salvezza dell’aria e dell’acqua della sua terra (“My Dirty Stream”); ha composto memorabili canzoni di libertà e speranza... (continua)
Don't you know it's darkest before the dawn
(continua)
29/1/2014 - 10:24
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Song of the World’s Last Whale

[1972]
Parole e musica di Pete Seeger
Trovo la canzone nell’album “At 89” del 2008.

Restando sul tema, consiglio caldamente il riascolto e la rilettura del testo della canzone Last Great American Whale di un altro gigante recentemente scomparso, il vecchio Lou Reed…
I heard the song
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/1/2014 - 09:26
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Throw Away That Shad Net (How Are We Gonna Tomorrow?)

[1976]
Parole e musica di Pete Seeger.
Trovo la canzone nell’album “At 89” del 2008.

I policlorobifenili (PCB) sono composti organici che furono largamente impiegati a partire dal secondo dopoguerra nei liquidi isolanti e refrigeranti necessari al funzionamento di trasformatori, condensatori e motori elettrici. Tra il 1947 ed il 1977 gli enormi impianti di produzione di energia elettrica della General Electric situati a Fort Edward, New York, riversarono nelle acque dell’Hudson centinaia di tonnellate di PCB che andarono a sedimentarsi sul fondo del fiume e contaminarono irreparabilmente l’acqua e la fauna ittica, a tal punto che la specie più diffusa, un piccolo merluzzo chiamato “Tomcod”, nell’arco di soli 50 anni ha modificato il proprio apparato genetico in modo da resistere all’avvelenamento… Buon per lui, che però sta soltanto alla base della catena alimentare, mentre alla sommità... (continua)
Throw away that shad net, get rid of hook and line.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/1/2014 - 09:13

Dulce Et Decorum Est

Actually, it's "patch of ground"
28/1/2014 - 19:51
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Lettre d'un soldat

[1942]
Paroles et musique: Roland Lebrun
Testo e musica: Roland Lebrun

Il quebecchese Roland Lebrun è passato alla storia come "Il soldato Lebrun" per le sue canzoni di ambito militare e bellico; negli anni della guerra, dal '42 al '45, vendette centinaia di migliaia di dischi. In realtà era un cantante country e, sui suoi oltre duecento titoli, solo 16 sono canzoni sui soldati; ma a queste rimane legato indissolubilmente il suo nome. Canzoni "contro la guerra" o "antimilitariste"? Tutt'altro. In quegli anni, le canzoni di Lebrun erano, anzi, canzoni di propaganda. Il soldato, insomma, fa il suo "dovere": va alla battaglia, attacca i "Boches" (i tedeschi), si becca le mitragliate mentre pensa alla famiglia ed è fiero che sia il suo turno di andare a crepare per la Patria. Ciononostante, le canzoni di Lebrun riflettono senz'altro quel che i soldati scrivevano e dicevano davvero alle famiglie, lasciado trasparire molto spesso l'esatto contrario. [RV]
Je t'écris ma femme adorée
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 28/1/2014 - 18:56
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Rachel

I grew up listening to this song. It was so powerful and still is.I was 15 when I first heard it. 18 years later when my wife and I had our first children, we had twin girls. We called one girl Rachel and the other Simone. I played this song for my Rachel as she grew up and told her about how she got her name, and about the song, the war the times that were. My daughter is now 26 and soon to be married. Rachel told me that she looked up the song and downloaded it to her collection. Whenever I hear this song it brings tears to my eyes.
28/1/2014 - 17:27
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La complainte d'une mère

[1952]
Paroles et musique: Roland Lebrun
Testo e musica: Roland Lebrun

Da Du Temps des Cerises aux Feuilles Mortes. Canzone degli anni '50, post-bellica, sospesa tra due temi più che classici: il dolore di una madre per il figlio in guerra e il "senso del dovere" (con l'immancabile eroismo). [RV]
Quelle douleur pour une pauvre mère
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 28/1/2014 - 16:10
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Arrange and Rearrange

[1997]
Parole e musica di Pete Seeger
Nell’album “At 89” del 2008.

“A volte i grandi cambiamenti si avverano con piccoli cambiamenti. Per esempio, quando tutti quei maniaci urlano ‘Crescere, crescere, crescere!’, noi al contrario possiamo scegliere di restare piccoli, di decrescere, di mangiare di meno, di bere di meno, di consumare di meno, persino di cagare di meno… Allora forse i bambini che oggi nascono avranno la possibilità e la speranza di vivere a lungo…”
Early in the mornin’ I first see the sun,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/1/2014 - 15:16
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And Tomorrow the Stock Exchange Be the Human Race

[1990]
Nell’album significativamente intitolato “Banking, Violence And The Inner Life Today”
In copertina un dipinto intitolato “Die Arbeitsmänner” (“I lavoratori”) dell’artista costruttivista tedesco Franz Wilhelm Seiwert (1894-1933).

“L’unica cosa sulla terra per cui vale la pena di morire è… il profitto!”
Praticamente L'Internationale ironicamente rovesciata.
Un album che è un bilancio dei lunghi anni del “thatcherismo” (1979-1990) e del suo funesto lascito. Un lavoro in ogni caso attualissimo, considerato che è già passato quasi un quarto di secolo dalla sua uscita e La Guerre de Cent mille ans che i ricchi fanno ai poveri dura tuttora, sempre più cruenta…
Arise, the wealthy of the earth
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/1/2014 - 13:45
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I'm on the Side of Mankind as Much as the Next Man

[1990]
Nell’album significativamente intitolato “Banking, Violence And The Inner Life Today”
In copertina un dipinto intitolato “Die Arbeitsmänner” (“I lavoratori”) dell’artista costruttivista tedesco Franz Wilhelm Seiwert (1894-1933), forse scelto dai McCarthy per il suo radicalismo oppure perché, morendo molto giovane nell’anno dell’avvento di Hitler al potere, ebbe così modo di scampare al nazismo e alla seconda guerra mondiale…

“Io sto dalla parte del genere umano, come chiunque, ma viene per tutti il momento di chiedersi se non valga invece la pena invece stare dalla parte del denaro… D’altra parte, mi piacerebbe valorizzare la vita umana ma se non c’è un margine di profitto chi me lo fa fare?...”

Un album che è un bilancio dei lunghi anni del “thatcherismo” (1979-1990) e del suo funesto lascito. Un lavoro in ogni caso attualissimo, considerato che la La Guerre de Cent mille ans che i ricchi fanno ai poveri dura tuttora ed, anzi, è sempre più cruenta…
Long live free enterprise!
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/1/2014 - 13:27
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Trayvon

2013 Spies are reading my blog

Canzoni dedicate a Trayvon Martin:
Trayvon Jasiri X
Justice! Godswill
We Are Trayvon Plies
Trayvon Martin Tribute Papoose
Super Life Chaka Khan
Hoodiez Willie D
I wonder why Rick Ross
The Ballad of Trayvon Martin Will Hoge
Justice (if You're 17) Wyclef Jean
No More Innocent People Dying Kamal Imani
Trayvon David Rovics
Sandra's Smile Blood Orange
Call It What It Is Ben Harper
Angel Down Lady Gaga


Trayvon Martin era un ragazzo afroamericano di 17 anni.‎



Il 26 febbraio scorso, mentre passeggiava verso le 19 in una strada di Sanford, Florida, era stato ‎segnalato alla polizia come sospetto da George Zimmerman, un membro di un gruppo di vigilantes ‎della zona chiamato Neighborhood Watch. Zimmerman aveva ritenuto di segnalare la presenza di ‎Martin perché questi si muoveva in modo, a suo dire, sospetto e perché aveva il cappuccio della ‎felpa... (continua)
A boy went to visit his father out of town 
(continua)
inviata da donquijote82 28/1/2014 - 12:08
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Where Have all the Flowers Gone

La muerte no acaba nada

La raccolta delle "Canzoni contro la guerra", quella originale del gennaio e febbraio 2003, era iniziata da cinque minuti e lui già c'era, Pete. Dopo la prima canzone, il Disertore, subito lui. "Where have all the flowers gone" è la canzone numero 2 di tutto il sito. Non si poteva neppure pensare di cominciare a fare una cosa del genere senza Pete Seeger; e così è stato, tutti i giorni. Ogni volta che si apriva il sito, almeno un accenno del suo banjo c'era sempre; e continuerà ad esserci. "La muerte no acaba nada", anche se da oggi, seriamente, siamo tutti un po' più soli.
Riccardo Venturi 28/1/2014 - 11:36
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John Brown

2009
Ten Thousand Miles Away

John Brown (Torrington, 9 maggio 1800 – Charles Town, 2 dicembre 1859) è stato un attivista statunitense, simbolo della causa antischiavista cui si dedicò anche mediante la lotta armata e per cui pagò con la vita. Egli fu infatti impiccato in seguito al fallito assalto all'arsenale federale di Harper's Ferry con le cui armi voleva dare il via ad una rivolta grazie al sostegno degli schiavi nelle contee occidentali dello Stato della Virginia.
La canzone John Brown's Body, di cui esiste anche una versione italiana, fece di lui un eroico martire della causa nordista. Essa perciò, adottata come canzone di battaglia dell'Unione durante la Guerra Civile Americana, divenne popolare.
Owen Brown was an abolitionist
(continua)
inviata da donquijote82 28/1/2014 - 11:29
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Israeli Geography

2015
Meanwhile In Afghanistan
Netanyahu is in a tizzy, his eyes are filled with hate
(continua)
inviata da donquijote82 28/1/2014 - 11:19
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Breivik

2015
Meanwhile In Afghanistan
They say he acted alone for a Europe white and free
(continua)
inviata da donquijote82 28/1/2014 - 10:57
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Holy Land 5

2015
Meanwhile In Afghanistan
They grew up among the bombs of the occupation
(continua)
inviata da donquijote82 28/1/2014 - 10:38
Ad un certo punto, Pete Seeger ha deciso che sarebbe stato una memoria vivente e cantante di tutta la storia americana. Sarebbe stato l'archivio vivente della musica e della coscienza americana, una dimostrazione del potere della canzone e della cultura di guidare la storia verso fini più umani e giusti.

Ha deciso che avrebbe avuto il coraggio e l'audacia di essere la voce della gente.

E lo ha fatto, fino a ieri, quando ci ha lasciati, dopo 94 lunghi anni. Grazie Pete.
Lorenzo Masetti 28/1/2014 - 10:13

Grazie, Pete

Antiwar Songs Blog
Ad un certo punto, Pete Seeger ha deciso che sarebbe stato una memoria vivente e cantante di tutta la storia americana. Sarebbe stato l’archivio vivente della musica e della coscienza americana, una dimostrazione del potere della canzone e della cultura di guidare la storia verso fini più umani e giusti. Ha deciso che avrebbe avuto […]
Antiwar Songs Staff 2014-01-28 09:58:00
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ציגײַנערליד

28 gennaio 2014
Riccardo Venturi fordította 2014 január 28-án



Che dire dell'Ungheria di oggi? Con il governo parafascista di Viktor Orbán e le bande di estrema destra che scorrazzano, per i gitani ungheresi la situazione si è fatta di nuovo precaria. Nuove leggi "per la sicurezza" (ovviamente) equiparano i gitani, che in Ungheria sono parte del tessuto sociale e addirittura organizzati in un partito (il MCOP, Partito Nazionale dei Gitani Ungheresi), a dei criminali. Tanto da costringere i gitani a scendere in piazza con striscioni che dicono tout court "I gitani ungheresi vogliono vivere qua":

oppure a manifestare davanti alla sede del partito di estrema destra "Jobbik" con felpe con la scritta: "Sono un rom, non un criminale":

Ogni altro commento è superfluo.
CIGÁNYDAL
(continua)
28/1/2014 - 00:59
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Red Rifles

(1981)

from Metro Youth's recording session on a four-track machine at their local rehearsal studio in 1981 ("Brutalised" that appeared on "Bullshit Detector Two" 2xLP compilation came from the same session)

Lyrics from anarchoscene
Street fighter
(continua)
27/1/2014 - 23:03
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Anti-War

Album: "Just An Error" (1986)
Don't want to die a hero.
(continua)
27/1/2014 - 22:56
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God Bless the USA

2013
Into A Prism
God bless all the Indians living in their reservations
(continua)
inviata da donquijote82 27/1/2014 - 18:48
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Inno delle Nazioni

[1862]
Musica di Giuseppe Verdi
Testo di Arrigo Boito
Music by Giuseppe Verdi
Lyrics by Arrigo Boito



L'Inno delle Nazioni
it.wikipedia


L'Inno Delle Nazioni è una cantata profana composta da Giuseppe Verdi su testo di Arrigo Boito per l'Esposizione universale del 1862 e presentata in anteprima il 24 maggio 1862 presso la Royal Opera House di Londra.

Per l'Esposizione Universale del 1862, a Londra, furono incaricati di comporre musica di festa per l'occasione, i compositori di quattro paesi: Germania (Giacomo Meyerbeer), Francia (Daniel-François-Esprit Auber), Gran Bretagna (William Sterndale Bennett) e l'Italia, recentemente unificata. Prima di dare l'incarico a Verdi, che aveva appena terminato la composizione della sua opera La forza del destino, si cercò la disponibilità di Gioachino Rossini che rifiutò l'offerta.

Nel 1861 l'Italia era stata unificata per la maggior parte del... (continua)
CORO DI POPOLO
(continua)
inviata da Ahmed il Lavavetri 27/1/2014 - 18:11
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Comets of Kandahar

2013
Everything Can Change
The Twin Towers came down in 2001
(continua)
inviata da donquijote82 27/1/2014 - 16:48
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Bonobo Song

2013
Into A Prism

Con il medesimo argomento si veda Bonobo power
There are lots of different monkeys on this lovely planet Earth
(continua)
inviata da donquijote82 27/1/2014 - 15:58
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ציגײַנערליד

27 gennaio 2014
Tradusă în Româneşte de Riccardo Venturi
27 ianuarie 2014

Per essere più sicuro della traduzione ho “provato” praticamente ogni parola e ogni frase su Google; la traduzione dovrebbe essere ragionevolmente corretta. Poi, chiaro, c'è sempre una Nicoleta in agguato... Perché una traduzione proprio in rumeno? Perché dalla Romania, storicamente, proviene la maggior parte dei Rom europei. E perché, non dobbiamo aver certo paura di dirlo, proprio dai rumeni i Rom hanno subito un razzismo sistematico e storico (senza contare le decine di migliaia di ebrei rumeni deportati e sterminati con la piena collaborazione dei fascisti locali). Si immagini quindi che effetto debba fare loro quando, esercitando il nostro italico razzismo idiota nei confronti dei rumeni immigrati, li chiamiamo spesso “zingari”, confondendo “romeno” e “rom”. La stupidità e l'ignoranza non hanno mai fine, e nemmeno frontiere. [RV]
CÂNTECUL ŢIGANILOR
(continua)
27/1/2014 - 14:26
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זאָג ניט קײנמאָל

L'interpretazione di Rocco Rosignoli per la Giornata della Memoria 2014.
Rocco Rosignoli's performance of the song on the 2014 Day of Memory



Il testo originale della canzone in yiddish è preceduto da un "testo concentrato" in italiano, recitato dall'autore. Grazie a Rocco per averci permesso di riprodurre questo testo e la canzone in preascolto.

The original Yiddish lyrics of the song are preceded by a short overview in Italian, recited by the author. Thanks to Rocco for allowing us to reproduce the lyrics and pre-download of the song [CCG/AWS Staff]

"Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, dedicata alle vittime della Shoah. Non voglio scrivere troppo: si spendono ogni anno troppe parole, spesso retoriche, a riguardo di questa ricorrenza. Delle celebrazioni a cui ho tante volte assistito, dei documentari, dei film sulla Shoah, mi è sempre rimasto poco. Un senso di pietosa commozione... (continua)
Non dire mai che questo viaggio è l'ultimo,
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 27/1/2014 - 13:43
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Barack Obama

2013
Into A Prism
His first name is the last name of an Israeli Prime Minister
(continua)
inviata da donquijote82 27/1/2014 - 12:41
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Ballad of Saed Bannoura

2016
1939

Saed Bannoura (b. 1973) is a Palestinian journalist working for the Bethlehem-based IMEMC (www.imemc.org). Saed currently lives in the United States. He is confined to a wheelchair since 1991 after being shot repeatedly by an Israeli death squad, who had infiltrated a demonstration in Bethlehem. In his own words:

When the man noticed that I had realized their true identify he pulled a small automatic gun from under his shirt, and I ran away knowing that even if I surrendered to him then, I would have been immediately assassinated, as had happened to so many Palestinian martyrs before me.The man ran after me, along with the other undercover death squad members, until I came to an area were he was standing above me on a hill, just five meters away from me. When he shouted at me again, I began to turn, and I could see his eyes, or at least, what was visible of them from under his... (continua)
Saed Bannoura is a friend of mine
(continua)
inviata da donquijote82 27/1/2014 - 12:35
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Supper's Ready

Ho 47 anni e sono cresciuto a suon di brit-pop, new wave e post- punk. Abbandonati i furori ideologici dell'adolescenza (appartenevo ad una minoranza che ascoltava Clash, U2, Big Country, Alarm, Dire Straits ecc. contrapposta alla maggioranza del funky - dance a manetta)mi sono rivolto al passato con curiosità. Prima l'hard-rock e solo adesso il prog mi hanno aperto un mondo. Quando avevo 15 anni i Genesis producevano pop insulso ed io per tali li conoscevo e li ignoravo; mi piaceva invece, e molto, Peter Gabriel e la sua world music. Non sapevo affatto che, insieme, avessero scritto pagine immaginifiche, spaziali, a loro modo eterne. Supper's ready strugge e diverte, inquieta e addolcisce, ti fa pensare al firmamento ed ai suoi segreti. Ora ho una playlist solo dei Genesis gabrielliani sul telefono, che mi fa da colonna sonora quando sudo in palestra. E la fatica, con il mellotron di Tony, non si avverte affatto.
Paky66 27/1/2014 - 12:35
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Aurora Massacre

2013
Everything Can Change

Il 20 luglio 2012 James Holmes, ex dottorando di neuroscienze ventiquattrenne, ha aperto il fuoco durante la proiezione della prima del film Il cavaliere oscuro - Il ritorno in un cinema di Aurora, in Colorado negli Stati Uniti d'America. L'attacco ha ucciso 12 persone e ne ha ferite 58
The survivors will hug and tell their stories
(continua)
inviata da donquijote82 27/1/2014 - 12:25
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28 Marzo 1980

Grazie Edoardo Morello x questa tua bellissima canzone,enri
enrico 27/1/2014 - 10:21
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ציגײַנערליד

Μετέφρασε στα Ελληνικά ο Ρικάρντος Βεντούρης
27 Ιανουάριου 2014
Traduzione greca di Riccardo Venturi
27 gennaio 2014

Con la presente traduzione greca inizia il "tris balcanico" di traduzioni di questa canzone assai significativa (greco, rumeno, ungherese). E' il mio personale contributo alla "Giornata della memoria" 2014. [RV]
ΤΡΑΓΟΥΔΙ ΤΣΙΓΓΑΝΩΝ
(continua)
27/1/2014 - 09:39

La memoria ogni giorno dell’anno

Antiwar Songs Blog
Questo sito, la memoria la fa ogni giorno dell’anno e non ha bisogno di “giornate” istituzionali. Soprattutto non la fa a senso unico, come chi trasforma (tipo “Repubblica”) il 27 gennaio nella “Giornata per la propaganda israeliana”. Siamo e restiamo ben lontani da tutto questo. Il 27 gennaio, se “giornata” dev’essere, lo è per gli […]
Antiwar Songs Staff 2014-01-27 09:02:00
Questo sito, la memoria la fa ogni giorno dell'anno e non ha bisogno di “giornate” istituzionali. Soprattutto non la fa a senso unico, come chi trasforma (tipo “Repubblica”) il 27 gennaio nella “Giornata per la propaganda israeliana”. Siamo e restiamo ben lontani da tutto questo. Il 27 gennaio, se “giornata” dev'essere, lo è per gli Ebrei come per i Rom, i Testimoni di Geova, gli omosessuali e per chi non credeva in nessun dio, per i semplici antinazisti (anarchici, comunisti, democratici) che sono periti a decine di migliaia non solo nei lager. Troppo “deificata”, 'sta memoria; anche per gli assassini, “Dio era con loro”.

Per questo 27 gennaio, è necessario dare spazio a persone come Rocco Rosignoli (l'autore di Oesterheld), che il 30 gennaio farà uscire in Rete un intero album, “La bella che guarda il mare”, registrato dal vivo per l'ANPI. Oggi, Rocco propone un preascolto della sua interpretazione di Zog nit keynmol (qui il testo), che è un inno partigiano e di Resistenza, e non di propaganda sionista. Invitando magari a riascoltare e rileggere anche lo Tsigaynerlid, la “Canzone degli zingari” scritta in yiddish da Dovid Beyglman: una testimonianza, semisconosciuta, di solidarietà tra le vittime del nazismo. Il quale non è solo “follia”, ma una cosa politicamente ben precisa, e ancora ben presente.
Riccardo Venturi 27/1/2014 - 07:43




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