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Prima del 2013-8-22

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J'etais là

Album: "Totem" (2007)

In questo brano Zazie fa allusione a numerosi fatti sociali storici e politici per i quali ha fatto poco o niente. Un'efficace denuncia dell'indifferenza ma anche dell'impotenza della gente comune di fronte alle troppe cose orribili che succedono nel mondo.
J'étais là tu vois, lui à côté de moi
(continua)
22/8/2013 - 22:45
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Wojna grubych z chudymi

Testo: Bogdan Olewicz
Musica: Zbigniew Hołdys
Dal doppio album "I ching"[1984]

Alla registrazione hanno partecipato i musicisti:
Zbigniew Hołdys, Andrzej Nowicki, Piotr Szkudelski, Andrzej Urny, Andrzej Nowak, Janusz Niekrasz, Wojciech Waglewski, Wojciech Morawski, Jerzy Kawalec, Tadeusz Trzciński, Paweł Markowski, Martyna Jakubowicz, Joanna Posmyk, Mirosław Rzepa e Andrzej Kleszczewski.
Nienawiści tyle jest
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 22/8/2013 - 21:27
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Contro

Chanson italienne – Contro - Nomadi – 1993

Les instincts bestiaux de l'homme ont semé tristesse, mort, douleur et même un peu d'accoutumance.
Mais le courage et la dignité de celui qui ne se rend pas, se rebelle et va à contre-courant existent encore .
« Contre » : c'est l'envie de lutter, l'envie de changer.
CONTRE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 22/8/2013 - 20:49
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Cogne en nous le même sang

‎[1969]‎
Parole e musica di Dominique Grange.‎
Lato B del singolo “(Nous sommes) Les Nouveaux Partisans”‎

Canzone decisamente bruttarella (e la Grange era pure bella stonatella, a mio modesto avviso) ma pur ‎sempre una testimonianza dell’epoca…‎
Je sais que nous pensons de même
(continua)
inviata da Bernart 22/8/2013 - 15:06
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La corde

‎[2006]‎
Parole di Céline Caussimon, figlia di Jean-Roger Caussimon.‎
Musica di Gérard Pierron.‎
Nel disco della Caussimon intitolato “Le moral des ménages” pubblicato nel 2007.‎
Il brano si trova anche interpretato da Gérard Pierron nel suo disco intitolato “Plein chant” (2006), ‎con i gruppi Djal e Kordevan.‎




Non è la ruota ma la corda la più importante, e terribile, invenzione dell’essere umano…‎
On dit que l´Homme a inventé la roue
(continua)
inviata da Bernart 22/8/2013 - 13:46
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La mer noire

‎[1979]‎
Parole e musica di Léo Ferré
Nel disco intitolato “La violence et l'ennui” pubblicato nel 1980.‎

“Je préfère le drapeau noir à la marée en robe noire…”

Una canzone scritta probabilmente in seguito al grave disastro dell’Amoco-Cadiz, una ‎superpetroliera, all’epoca affittata dalla compagnia petrolifera americana Standard Oil, che il 16 ‎marzo 1978 si incagliò al largo delle coste bretoni, riversando in mare circo 230.000 tonnellate di ‎idrocarburi. Quello dell’Amoco-Cadiz è è annoverato come uno dei maggiori disastri ambientali di ‎tutti i tempi, il più grave in assoluto per quanto riguarda gli effetti devastanti sulla fauna marina.‎
Un altro fatto inquietante è che l’Amoco-Cadiz aveva diverse navi gemelle, tutte finite malamente: ‎la Maria Alejandra, che esplose nel marzo del 1980 al largo della Mauritania, la Mycene, che ‎esplose nell’aprile dello stesso anno di fronte alle coste della Sierra Leone, e la Haven, che nel 1991 ‎affondò di fronte alle nostre coste in Liguria, al largo di Arenzano.‎

Je préfère le drapeau noir
(continua)
inviata da Bernart 22/8/2013 - 13:18
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La tête de mort

‎[1899]‎
Versi di Gaston Couté pubblicati il 15 novembre 1899 sul giornale anarchico parigino “Le ‎Libertaire”, diretto da Sébastien Faure‎
Musica di Gérard Perron, che alla canzoni di Couté ha dedicato diversi suoi lavori, tra ‎cui un intero album intitolato “En revenant du bal” pubblicato nel 1997.‎
Nell’ultima strofa, i quattro ultimi versi hanno una versione alternativa (indicata tra parentesi).‎

Canzone dedicata al tema della morte come suprema forza egualitaria, così come in ‎‎Le déraillement.‎

Un giorno, girando la terra in un campo nei pressi di un cimitero, Gaston Couté trovò un teschio. ‎Chissà di chi era “quella cosa che un tempo era stata umana”? Forse di una bella donna per cui il ‎poeta avrebbe fatto follie? Forse di un ricco e grasso signore che lo avrebbe sfruttato? Forse di un ‎generale che lo avrebbe condotto alla morte in battaglia per appagare la sua brama di sangue... (continua)
Un jour, en retournant la terre
(continua)
inviata da Bernart 22/8/2013 - 11:56
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La Paysanne

‎[intorno al 1900]‎
Messa in musica da Gérard Pierron nel suo disco intitolato “Dame!” del 1983.‎
In seguito proposta anche dal gruppo “Le P'tit Crème” nel loro disco intitolato “A l'auberge de la ‎route” del 1997.‎

Paysans dont la simple histoire
(continua)
inviata da Bernart 22/8/2013 - 11:10
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Gaston Couté: Le déraillement

‎[intorno al 1900]‎
Poesia di Gaston Couté messa in musica da Gérard Pierron nel suo disco intitolato “La chanson du repêché” del ‎‎1981-‎
In seguito proposta anche dal gruppo “Le P'tit Crème” nel loro disco intitolato “A l'auberge de la ‎route” del 1997.‎




Un “pauvre peineux”, un misero bracciante, sta viaggiando in terza classe, seduto in un vagone ‎pidocchioso… Sullo stesso treno, ma in prima classe, un riccastro se ne sta col culo su di un bel ‎sedile di seta e velluto confortevole… All’improvviso il treno deraglia ed i due malcapitati ‎rimangono uccisi fra le lamiere contorte delle rispettive carrozze… Vengono rinvenuti due torsi ‎straziati, senza testa, senza arti: quale il corpo del bracciante, e quale quello del ricco signore?‎
Un peineux avait pris eun' foués
(continua)
inviata da Bernart 22/8/2013 - 10:48
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Complainte des ramasseux d'morts

‎[intorno al 1900]‎
Messa in musica da Gérard Pierron nel suo disco intitolato “En revenant du bal”, ‎interamente dedicato a Gaston Couté, ed in quello con Marc Robine (1950-2003, giornalista, ‎cantante e musicista francese) inciso nella serie “Poetes & Chansons”.‎
In seguito proposta anche dal gruppo “Entre 2 caisses”.‎





Utilisant les mots simples les plus humbles, dans la langue de chez lui, pour évoquer les malheurs ‎de la guerre (ici, celle de 1870), Gaston Couté a écrit une complainte poignante d’humanité : de ‎jeunes vies brisées, des familles orphelines, des hommes condamnés à n’être que de la chair à ‎canon, des corps dont on se débarrasse à la hâte dans des fosses improvisées, en réquisitionnant la ‎population pour exécuter cette triste et pénible besogne. Ce magnifique poème pacifiste rejoint par ‎son intensité Le dormeur du val, qu’Arthur Rimbaud écrivit à la même époque.... (continua)
Cheu nous, le lend'main d'la bataille,
(continua)
inviata da Bernart 22/8/2013 - 10:17
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Le gâs qu'a perdu l'esprit

‎[1900]‎
Parole di Gaston Couté
Musica originale di Eugène Poncin. Nel 1977 fu proposta con un nuovo arrangiamento da ‎‎Gérard Pierron, che alla canzoni di Couté ha dedicato un intero album intitolato “En ‎revenant du bal”.‎
La prima incisione è del 1903 ad opera del cantante Félix Mayol (1872-1941).‎


‎“[…] Ed ecco qui voi, bel militare, con la vostra spada al fianco… Spezzatela, buttatela a fiume! ‎Oppure datela a me che ne farò la punta di un aratro! Tanto moriremo tutti comunque, anche senza ‎che ci uccidiate!”‎
Par chez nous, dans la vieille lande
(continua)
inviata da Bernart 22/8/2013 - 09:31
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Obi-Wan Kenobi (Jedi Old School)‎

‎[1999]‎
Dal demo intitolato “Harry Bunch Goes To Heaven”‎



Un’altra illuminante – al pari di Per un’estinzione umana eco-sostenibile – canzone dei Laghetto: la ribellione, la resistenza sono ‎solo chimere, alternative già previste e controllate dal Sistema imperiale…‎

No, così non va‎
(continua)
inviata da Bernart 22/8/2013 - 09:01
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Alger pleure

2013
Protest song
J'ai l'sang mêlé, un peu colon un peu colonisé
(continua)
inviata da DoNQuijote82 22/8/2013 - 00:04
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Je suis un homme

Album: Totem (2007)
Je suis un homme de Cro-Magnon
(continua)
22/8/2013 - 00:02
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Per un’estinzione umana eco-sostenibile

[2005]
Dall’album “Pocapocalisse”

Finalmente ho incontrato un gruppo che le canta e che le suona veramentemente, che ha il coraggio di dire concoraggiosamente quel che penso da tempo ormai: altro che guerra, altro che pace! Altro che Canzoni Contro la Guerra, altro che cazzoni - pardon, canzoni... - per la pace! Qui l’unica soluzione rimastamente praticabile è l’estinzione umana consapevole ed ecosostenibile... l’autoantropofagia (che se aspettiamo ulteriormente un cazzo di asteroide che ci sbricioli le chiappe, stiamo bellamente freschi, anzi, fresconi!)
E’ vero che sono cattivo come dici
(continua)
inviata da Bernart 21/8/2013 - 23:23
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Contro

ORA E SEMPRE NOMADI......CONTRO TUTTE LE INGIUSTIZIE...CONTRO TUTTE LE INGIUSTIZIE...CONTRO TUTTE LE OPPRESSIONI....IN..CONTRO ALLA POVERA GENTE.....NOMADI FINO ALLA FINE
Chef Antonio de vincentiis 21/8/2013 - 22:05
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Déserteur

Album: Droit dans la gueule du loup (2013)
Demain je prends la route
(continua)
21/8/2013 - 21:31
Percorsi: Disertori
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Amica Libertà

Nothing left
Bendato, Legato, Il Buio Di Una Cella
(continua)
inviata da DonQuijote82 21/8/2013 - 20:51
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Follia

Nothing left
Parlano Di Pace Ma Il Coltello L'hanno Loro
(continua)
inviata da DoNQuijote82 21/8/2013 - 20:48
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Tommie Smith

[2010]
Album: Traccia una rotta


Thomas C. "Tommie" Smith (Clarksville, 6 giugno 1944) è un ex atleta e giocatore di football americano statunitense, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968 e primo uomo al mondo ad aver corso i 200 metri piani in meno di 20 secondi.

Tommie Smith, soprannominato in seguito The Jet, iniziò ad imporsi nel 1967 vincendo il titolo universitario sulle 220 iarde (201,17 m) e quindi il campionato americano AAU sulla stessa distanza.

Si confermò campione AAU sui 200 m l'anno seguente, guadagnandosi la selezione per la squadra olimpica e stabilendo con 20" netti il nuovo record mondiale. In precedenza, Smith aveva fatto registrare altri due primati mondiali: correndo l'inconsueta distanza delle 220 yard in linea retta aveva fatto fermare i cronometri sul tempo di 19"5; inoltre, in una delle sue rare prestazioni sui 400 metri piani, aveva battuto... (continua)
1968, un ottobre caldo,
(continua)
inviata da DoNQuijote82 21/8/2013 - 20:34
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Aux Armes

Album: Écoute s'il pleut (2011)

Un bel rifacimento della Marsigliese che cita apertamente L'Internationale e Aux armes etc. del buon Gainsbourg.


Deux artistes des Yeux d’la tête vous rejoindront sur scène pour interpréter 
votre chanson Aux armes. Comment l’avez-vous écrite ?

Ça me fait très plaisir de faire quelque chose avec les Yeux d’la tête. J’aime les rencontres pour la richesse qu’elles peuvent engendrer. J’ai conçu Aux armes lors des quarante ans de Mai 68, car Sarkozy avait prétendu que Mai 68 n’avait pas eu de répercussion majeure. Il avait également fait de la récupération en ordonnant la lecture de la lettre de Guy Môquet dans les cantines scolaires. C’était pitoyable.

J’ai eu envie de combiner la Marseillaise avec celle de Léo Ferré, la version de Gainsbourg, la reprise de Noir Désir et le texte Démocratie, de Rimbaud. Mon idée était de rassembler à la fois trois siècles... (continua)
C'est la lutte finale
(continua)
21/8/2013 - 17:34
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La concubine de l'hémoglobine

Album: Prose combat (1994).

La concubina dell'emoglobina, è la guerra!
In un'intervista concess al Nouvel Observateur il 27 gennaio 1994 Solaar dichiara "Emoglobina, concubina, avevo queste due parole in testa e le volevo assolutamente utilizzare. Il rapporto era ancora molto vago.

MC Solaar parla di guerra in questa canzone, quindi potremmo comparare la stabilità all'emoglobina e la concubina alla guerra.

Per delle note particolareggiata, vedere Rap Genius
J'ai vu la concubine de l'hémoglobine
(continua)
21/8/2013 - 17:09
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Mon seul métier d'Hoëdic

‎[2000]‎
Versi di Patrick Piquet
Musica di Gérard Pierron
Nel disco di Pierron intitolato “Carnet de bord”, pubblicato nel 2003.‎

Canzone sul disastro della petroliera Erika che alla fine del 1999 naufragò nel golfo di Biscaglia, ‎riversando in mare oltre 20.000 tonnellate di greggio. Hoëdic (in bretone Edig) è una piccola isola ‎della Bretagna (120 abitanti) dove Patrick Piquet, autore del brano, si recò per vedere coi propri ‎occhi gli effetti dell’incidente.‎
Poussant les volets bleus pour faire entrer le ciel, ‎
(continua)
inviata da Bernart 21/8/2013 - 16:21
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Il neige sur les mers

Versi di Eugène Bizeau, poeta e cantautore anarchico francese, morto ultracentenario nel 1989.‎
Musica di Gérard Pierron (1945-), cantautore francese.‎
Nel disco di Pierron intitolato “Carnet de bord”, pubblicato nel 2003.‎
Il neige sur les champs, les bois, les monts, les dunes,
(continua)
inviata da Bernart 21/8/2013 - 15:24

Volontaires de la Liberté

Jean-Noël Dumont
Probabilmente si tratta di un inno della “Brigade internationale des Français” nella guerra di ‎Spagna, la “XIV”, chiamata “La Marseillaise”. Credo che sia stato composto nel 1936 o 1937 da ‎uno dei suoi comandanti, il colonnello Jules Dumont – e non Jean-Noël - (1888-1943), militante comunista che in seguito fu ‎catturato dai nazisti alla fine del 1942 per essere poi fucilato il 15 giugno 1943 nella fortezza del ‎Mont-Valérien a Parigi.‎
Bernart 21/8/2013 - 15:05
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Marche du Premier Mai

‎[1893?]‎
Versi di Charles Gros (1862-1962), militante socialista cui si deve la “scoperta” del testo de ‎‎L'Internationale di Pottier che Gros trasmise alla sezione di Lille del Partito dove Pierre Degeyter lo mise in ‎musica.‎
Nella riedizione in CD del disco “Chansons ‘contre’” del 1968 (pubblicato vent’anni dopo, nel ‎‎1988), con l’arrangiamento musicale di Michel Villard.‎


(la copertina ‎originale)‎
Copain, regarde les rues:
(continua)
inviata da Bernart 21/8/2013 - 14:29
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Où nous entraîne

Album: Comme je voudrai! (2000)

Où Nous Entraine... est écrite en 1999 alors qu’il attendait l’avion à Palerme. Dans l’aéroport, sur un journal abandonné, un gros titre : les avions de l’OTAN avait bombardé une colonne de gens qui fuyaient le Kosovo.
Sur les colombes
(continua)
21/8/2013 - 12:01
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Gilles Servat: Chantez la vie, l'amour et la mort

‎[1977]‎
Parole e musica di Gilles Servat.‎
Nell’album “Chantez la vie, l'amour et la mort”‎
Il y a des chansons pour bercer les enfants
(continua)
inviata da Bernart 21/8/2013 - 11:43
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Madame la République

‎[2012]‎
Parole e musica di Ridan, nome d’arte di Nadir Kouidri, cantante francese di origine algerina.‎
Nell’album intitolato “Madame la République”.‎

Madame la République française aurais-je le droit de dire ce que je pense?
(continua)
inviata da Bernart 21/8/2013 - 11:17
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Alerte à la bombe

‎[2007]‎
Parole e musica di Ridan, nome d’arte di Nadir Kouidri, cantante francese di origine algerina.‎
Nell’album intitolato “L'Ange de mon démon”.‎
Ils ont mis au point leur bombe nucléaire,
(continua)
inviata da Bernart 21/8/2013 - 10:58
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Ah! les salauds!‎

‎[2012]‎
Parole e musica di Ridan, nome d’arte di Nadir Kouidri, cantante francese di origine algerina.‎
Nell’album intitolato “Madame la République”, interpretata con Sylvie Félix.‎

Omaggio ad Aristide Bruant e alla sua “Ah! les salauds!‎” di 100 anni prima. Là l’invettiva era contro ‎ricchi, nobili e potenti, qui contro la Francia fascista e razzista dei Le Pen, padre e figlia, e dei loro ‎seguaci.‎
Ah les salauds! Chantent à la gloire de la victoire du Père fouettard
(continua)
inviata da Bernart 21/8/2013 - 10:46
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Ah! les salauds!‎

‎[1910?]‎
Incisa dallo stesso autore nel disco intitolato “Aristide Bruant chante dans son Cabaret”, quarto ‎volume della serie “Du Caf' Conc' Au Music Hall” edito dalla Pathé Marconi EMI.‎

Invettiva contro i ricchi, i nobili e i potenti, tutti quelli “qui descendent des vieux tableaux”… ‎
Ah! le carogne! Ah! i farabutti!‎
I´s sont des tin´, i´s sont des tas,
(continua)
inviata da Bernart 21/8/2013 - 10:37
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Io, Vittima Del Cpt


La colpa di Moustapha, morire da “ospite” e non da detenuto
di Alessandro Robecchi

C’è una legge, in Italia, che porta in nome di due cadaveri politici. E’ la legge Bossi-Fini, evidentemente in grado di durare più dei due tizi che le hanno dato un nome. E siccome da queste parti ci piace giocare con le parole e con l’ipocrisia, la legge è stata via via peggiorata, prima con l’istituzione dei Cpt, poi con la loro trasformazione in Cie. Traduco per i non esperti: Cpt significava Centri di Permanenza Temporanea, cioè luoghi chiusi, recintati e controllati, in cui rinchiudere gli immigrati irregolari. La formula deve essere sembrata troppo umanitaria, perché a un certo punto, il Cpt sono diventati Cie, cioè Centri di Identificazione ed Espulsione. Come si vede, due tentativi molto elaborati di trovare sigle che non contengano le parole “carcere”, “galera”, “arresti”. In sostanza, un modo per... (continua)
21/8/2013 - 10:17
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Τα τραγούδια του αγώνα

La versione di "Αλέξανδρε μου ('Οταν χτυπήσεις δυο φορές)" degli Stormy Six, dall'album "Guarda giù dalla pianura" del 1974. (La canzone è intitolata in trascrizione, "Otan Xtupesis Duo Fores")

Bernart 21/8/2013 - 09:00
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Aleksander Wat

Testo e musica: Jacek Kaczmarski [1985]
Dall'disco "Arka Noego" - versione mini [2007]

La canzone e' un ricordo dedicato ad Aleksader Wat, un poeta e scrittore polacco scampato ai lager russi, ma la cui vita e' stata stravolta (a dire poco), da quest'esperienza.
Zmęczony Piorun - wzrok Parsifala
(continua)
inviata da Krzysztof Wrona 21/8/2013 - 01:34
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Stormy Six: Fratello

[1972]
Scritta da “P. e F. Fabbri”, dove il secondo sta per il mitico Franco ma “P.” non so chi sia (uno dei fondatori degli Stormy Six si chiamava pure lui Fabbri, ma Giovanni...)
Nel disco intitolato “L’Unità”, pubblicato nel 1972, concept album sulla cosiddetta (e sempre presunta) “Unità” d’Italia che la RAI censurò integralmente alla sua prima uscita.

L’unica canzone che esula dal contenuto dell’intero album, visto che è dedicata a Claudio Rocchi il quale, dopo l’album di debutto “Le idee di oggi per la musica di domani”, aveva abbandonato il gruppo in disaccordo con la linea tutta votata all’impegno politico che Fabbri e gli altri avevano intrapreso, e anche perché allettato dalla prospettiva di una carriera solista.
Non gliela perdonarono e non furono teneri, che peraltro nemmeno i tempi lo erano: prima la Rivoluzione e poi la felicità e le altre chiacchiere...
Quando l'ultimo sfruttatore,
(continua)
inviata da Bernart 20/8/2013 - 22:59
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Chimes Of Freedom

This is the pretty song about human freedom for sure!
20/8/2013 - 22:51
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Tre fratelli contadini di Venosa

Il titolo corretto è "Tre fratelli contadini di Venosa"

Scritta da “P. e F. Fabbri”, dove il secondo sta per il mitico Franco ma “P.” non so chi sia (uno dei fondatori degli Stormy Six si chiamava pure lui Fabbri, ma Giovanni...)
Nel disco intitolato “L’Unità”, pubblicato nel 1972, concept album sulla cosiddetta (e sempre presunta) “Unità” d’Italia che la RAI censurò integralmente alla sua prima uscita.

L’Unità
Bernart 20/8/2013 - 22:36
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Don't Take Your Guns To Town

Dall'album "Psychodancing" [2012]
Młody kowboj Billy Joe,
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 20/8/2013 - 21:13
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La valigia

1999
Comunque Vada Sarà Un Successo
Dalle terre più calde persi nella nebbia
(continua)
inviata da DoNQuijote82 20/8/2013 - 19:30
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Stalingrado

Stalingrado non era una città come le altre
ma un luogo dello spirito dove un giorno
la Libertà ha eletto propria dimora
e scavato l'ultima invalicabile trincea
Valentino Stacciarini 20/8/2013 - 18:01
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Warszawianka 1905 roku [La Varsovienne; Варшавянка; ¡A las barricadas!]

1a1. Italian translation of the Warszawianka 1905 roku
Si ringrazia Valentino Stacciarini per il contributo

La Varsovienne, certamente uno dei più celebri e universalmente noti canti di rivolta, venne scritta nel lontano 1879 da Wacław Święcicki, poeta socialista rivoluzionario polacco durante la lunga detenzione nel tristemente noto Decimo Padiglione della Cittadella di Varsavia, dove stava scontando una condanna per sedizione contro le autorità. Palesemente ispirata dalla Warszawianka del 1831 di François Delavigne e sulla traccia di una melodia popolare di probabile origine russa, il brano riflette fedelmente i nuovi ideali della Comune di Parigi. Denominata anche Warszawianka 1905 roku, perché proprio in quell'anno venne eseguita per la prima volta in occasione della festa del Primo Maggio, nella versione russa composta nel 1897 da G. Maksimilianovic Kržižanovski, divenendo una sorta... (continua)
LA CANZONE DI VARSAVIA DEL 1905
(continua)
inviata da Valentino Stacciarini 20/8/2013 - 17:27
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Fanny de Lanninon

‎[1953?]‎
Parole di Pierre Mac Orlan.‎
Musica di Victor Marceau
Nella raccolta intitolata “Chansons pour accordéon” pubblicata nel 1953.‎
In seguito interpretata da molti, tra cui Germaine Montero, Monique Morelli, Patrick Denain.‎

Un marinaio bretone rievoca i propri ricordi di Brest (Lanninon è un villaggio dell’antico comune di ‎Saint-Pierre-Quilbignon che dal 1945 è incorporato alla città portuale del Finistère) prima ‎dell’invasione nazista (i tedeschi vi stabilirono un’importante base di sottomarini) e della quasi ‎completa distruzione della città nel corso della seconda guerra mondiale.‎
Quel che restava della Recouvrance, il quartiere storico di Brest, poteva essere raccolto in un sacco ‎e anche la bella Fanny Kersauzon, amata dal protagonista, era morta sotto le macerie del suo ‎bistrot…‎
Allons sur le quai Gueydon,
(continua)
inviata da Bernart 20/8/2013 - 15:33




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