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Prima del 2013-8-2

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La ninna nanna de la guerra

Più che propria della sua epoca, mi sembra purtroppo ATTUALISSIMA...
Fede 2/8/2013 - 16:27
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Monte Canino

anonimo
La versione più lunga di questa meravigliosa canzone ha ben SEI strofe, anche se non l'ho mai sentita cantare in tale forma. Ecco le due mancanti:

=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*

Alla mattina il tenente fa sveglia
e tutt’a un tratto riunisce i plotoni
e sulle cime degli alti burroni
tutti insieme il fucile si sparò
e sulle cime degli alti burroni
tutti insieme il fucile si sparò

E più di venti li ho visti a morire
e tutti gli altri li ho visti a scappare
e si sentivano tra loro a gridare
"se ci rendiamo, saremo prigionier"
e si sentivano tra loro a gridare
"se ci rendiamo, saremo prigionier"

=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*=*

Questo testo è visibile, per esempio,qui

Mi sono spesso chiesto per quale motivo le ultime due strofe siano praticamente scomparse; una mia personalissima ipotesi è che la scena di morte e di panico che chiude definitivamente la canzone sia stata percepita... (continua)
Giuseppe Bertini 2/8/2013 - 11:59
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Dbaj o miłość

Testo e musica : Tadeusz Nalepa
Rankiem dbaj o miłość
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 2/8/2013 - 03:19
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Bulat Šalvovič Okudžava / Булат Шалвович Oкуджава: Франсуа Вийон (Молитва)

Fransua Vijon (Molitva)
[1963]
Testo e musica: Bulat Okudžava
Lyrics and music: Bulat Okudžava
Album: Чудесный вальс (Valzer meraviglioso), 1969
Album: Чудесный вальс (Wonderful Waltz), 1969

Una canzone dedicata a François Villon che Bulat Okudžava scrisse nel 1963. Si trova in alcune raccolte ma credo che il primo disco in cui compare sia “Чудесный вальс” ‎‎(“Wonderful waltz”) del 1969.‎ [Bernart]

‎‎
Пока земля еще вертится,
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff + Bernart 1/8/2013 - 23:45
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Timişoara

alorra....TIMISOARA NON E IN TRANSILVANIA ....E IN BANAT!!!
IONELA 1/8/2013 - 22:58
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Lume, lume

anonimo
"Questo è un canto tradizionale rumeno. Diciamo “rumeno” perché è in lingua rumena; la musica è zingaresca, balcanica, carpatica, è musica di quelle parti. Non si può sapere cosa sia. Lo cantano sia i rumeni che gli zingari, e anche gli zingari, a quanto ci risulta, lo cantano in rumeno".
VOGLIO SOLO CORREGERE: E UN CANTO TRADIZIONALE RUMENO DALLA PARTE DI MOLDAVIA,PERO LA MUSICA NON E ZINGARA, E MUSICA "LAUTAREASCA - IN RUMENO".NON TROVO IL SEGNIFICATO ESATTO IN DICTIONARIO,PERO "LAUTAR(RO)-STRIMPELLATORE(IT) E LA PERSONNA CHE CANTA QUESTA MUSICA.
IONELA 1/8/2013 - 22:38
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La Guerrillera

[1977]
Dall'album "Luche luche". La canzone viene censurata, i suoi dischi confiscati.
Poncho abierto sobre el alba,
(continua)
inviata da Maria Cristina Costantini 1/8/2013 - 19:02
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25 Μαίου

Questa poesia è stata musicata con il titolo Ένα πρωί/Una mattina da Vasso Allaghianni (Βάσω Αλλαγιάννη) , e la canzone è stata postata ancora inedita nel 2012 dalla stessa compositrice in You Tube. Della stessa Allaghianni da pochi giorni si può ascoltare in AWS Με κόκκινο/Col rosso, un altro notevole tributo alla poesia di Caterina Gogou. La cosa mi obbliga ad ampliare il cenno alla musicista, che già mi era capitato di dedicarle quasi di sfuggita quando postai Αχ Ελλάδα!/Ahi Grecia! del bizzarro Manolis Rasoulis, allora privilegiando l'autore dei famosi versi (cercavo il pretesto per infilare una sua nota biografica) a scapito della compositrice della musica.

Pur non rilevando nel suo blog la data di nascita, non ci è difficile dedurla approssimativamente dall'informazione, lì contenuta, che suoi mentori artistici furono dapprima Manos Loizose poi Notis Mavroudis per incoraggiamento... (continua)
Gian Piero Testa 1/8/2013 - 15:16
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Raffaele

bellissimo testo da diffondere. Io non lo trovo, cantato, da un'infinità di anni. Grazie.
roberto de pas 31/7/2013 - 22:42
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Matthew, Mark, Luke and John

‎[1973]‎
Scritta da Dave Pegg e Dave Swarbrick.‎
Nell’album intitolato “Rosie”, il primo dopo l’abbandono di Simon Nicol e l’ingresso nella ‎formazione di Trevor Lucas e Jerry Donahue.‎


Un appello ai Quattro Evangelisti: com’è che sulla Terra ci sono tanta violenza e sopraffazione, ‎tanta povertà e fama? Cos’è che è andato storto? Se è vero che amate gli uomini, venite un po’ a ‎spiegarci che succede…‎
Ma Matteo, Marco, Luca e Giovanni sembrano - o, forse, fanno finta, un po' come le tre scimmiette – non sentire…‎
Matthew, Mark, Luke and John,
(continua)
inviata da Bernart 31/7/2013 - 15:49
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Breakfast in Mayfair

‎[1971]‎
Scritta da Simon Nicol (1950-), cantante e multistrumentista che ha militato nei F. C e nella ‎‎Albion Band.‎
Nell’edizione in CD dell’album “‘Babbacombe’ Lee” pubblicata nel 2004.‎



Nell’edizione originale del 1971 i brani non erano distinti ma accorpati in cinque lunghe suite.‎
Questo era contenuto probabilmente nella terza, quella intitolata “Tragedy Now Strikes Hard. ‎The World's Imagination Is Caught By The Brutal Senseless[Ness] Of The Apparent Criminal Who ‎Slays His Kind Old Mistress.”‎

Un concept album dedicato a John Henry George Lee (1864-1945), meglio conosciuto come John ‎‎"Babbacombe" Lee o, ancora meglio, come "The Man They Couldn't Hang", un uomo originario ‎del Devon inglese che nel 1884 fu accusato dell’omicidio di una donna. Lui si professò sempre ‎innocente ma venne condannato a morte a seguito di un processo completamente indiziario. Il 23 ‎febbraio 1885... (continua)
The world has surely lost it's head
(continua)
inviata da Bernart 31/7/2013 - 15:33
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The Time Is Near

‎[1971]‎
Scritta da Dave Pegg (1947-), multistrumentista che ha fatto parte dei F. C., del Ian ‎Campbell Group e dei Jethro Tull.‎
Nell’edizione in CD dell’album “‘Babbacombe’ Lee” pubblicata nel 2004.‎

Nell’edizione originale del 1971 i brani non erano distinti ma accorpati in cinque lunghe suite.‎
Questo era contenuto nella quarta intitolata “John Was Hardly More Than A Bewildered ‎Observer At His Own Trial, Not Being Allowed To Say More Than A Few Words. The Tides Of ‎Fate Wash Him To The Condemned Cell Where He Waits Three Sad Weeks For His Last Night On ‎Earth.”‎



Un concept album dedicato a John Henry George Lee (1864-1945), meglio conosciuto come John ‎‎"Babbacombe" Lee o, ancora meglio, come "The Man They Couldn't Hang", un uomo originario ‎del Devon inglese che nel 1884 fu accusato dell’omicidio di una donna. Lui si professò sempre ‎innocente ma venne condannato a morte a... (continua)
The time is near for things to pass,‎
(continua)
inviata da Bernart 31/7/2013 - 15:06
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Voice of Reason

‎[1987]‎
Nell’album intitolato “A Good Night Out”‎
Today, we see a spiritually impoverished nation.
(continua)
inviata da Bernart 31/7/2013 - 14:03
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Fotheringay

‎[1969]‎
Parole e musica di Sandy Denny
Uno dei primi singoli dei Fairport Convention, poi nel loro secondo disco intitolata “What ‎We Did on Our Holidays”. Fotheringay fu poi anche il nome scelto da Sandy Denny e ‎Trevor Lucas per il loro progetto musicale, di brevissima durata, alternativo e parallelo ai F. C. ‎

‎“Fotheringay”, ovvero, talora anche i potenti piangono, condannati a vite di merda concluse con ‎decenni di prigione e la morte.‎

Fu il caso di Mary, Queen of Scots (da noi, “Maria Stuarda”), regina a soli nove mesi di vita, ‎scampata alle guerre anglo-scozzesi trovando riparo presso la corte francese di Caterina De’ Medici, ‎tornata in Scozia per essere travolta dal contrasto cruento tra cattolicesimo – di cui divenne, molto ‎suo malgrado, simbolo – e protestantesimo, donna passionale e dalla vita privata complessa, ‎sovrana tollerante e un po’ ingenua che si fece mettere... (continua)
How often she has gazed from castle windows o'er,
(continua)
inviata da Bernart 31/7/2013 - 09:57
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Bring ‘Em Down

[1973]
Scritta da Trevor Lucas (1943-1989), membro dei Fairport Convention tra il 1972 ed il 1975, fondatore dei Fotheringay e compagno di Sandy Denny fino alla prematura e tragica morte di lei nel 1978.

Nell’album “Nine” del 1973. In seguito nelle raccolte “Meet on the Ledge: The Classic Years (1967-1975)” e “What We Did on Our Holidays - An Introduction to Fairport Convention” e nel disco dal vivo “Fairport - Live Convention”.

“Maledetti siate voi, guerrafondai, che abbiate il fucile o la penna in mano. La brama di potere o di vittoria o di guadagno, castelli costruiti sulla sabbia. Voi avete sempre una buona ragione per prendervi più di quello che vi occorre. I vostri cuori sono pieni di odio e i vostri pensieri colmi di avidità... L’eredità che lasciate sicuramente distruggerà la vostra progenie... Chi sopravviverà sono coloro che seminano nella terra fertile, coloro che nè oggi nè mai soccomberanno...”

Bellissima! E più CCG/AWS di così....!
Time stood dark and silent and the stars they gave no light
(continua)
inviata da Bernart 30/7/2013 - 22:23
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Elegía a Salvador Allende

[1977]
"Cuba sí, Yankees no - Carlos Puebla y Los Tradicionales en vivo en España"

Nella breve introduzione Carlos Puebla racconta come nacque la canzone:
"Estábamos nosotros en París y nos llegó la noticia de la caída de Salvador Allende. ¡Cómo los pueblos del mundo sintieron, con que dolor, con que profundidad sintieron la caída de Salvador Allende!
Nosotros la sentimos igual que todo el mundo, pero me parece que un poquito más, porque hacía muchos años que éramos amigos personales de Salvador, durante muchos, muchos años.
Entonces, el día 12, al día siguiente, en el teatro de la Mutualité allí en París, estrenamos esta canción."
Alla fine del brano il pubblico spagnolo (siamo nel 1977!) esplode in un grido ripetuto: "¡Libertad! ¡Libertad!"

Il testo l'ho ricavato dall'audio, che non è sempre chiarissimo, ogni correzione è benvenuta.
Yo que canté por tu vida
(continua)
inviata da Maria Cristina Costantini 30/7/2013 - 17:04
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If I Can Dream

Più l'ascolto e più mi piace. Bellissima!
Lucy 29/7/2013 - 23:26
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Mulheres de Atenas

Qualche hanno fa ne avevo fatta una traduzione in greco antico cantabile... forse non proprio in linea con la sintassi classica, ma suonava bene. Credo, disgraziatamente, di averla persa.
Jacopo Capurri 29/7/2013 - 22:08
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Allende

(Rodolfo Parada - Orlando Jimeno-Grendi - Patricio Wang)

Appare in diversi album, tra cui "Latitudes" del 1992

Testo trovato su Cancioneros.com
Exacta amaneció la luz del día,
(continua)
inviata da Maria Cristina Costantini 29/7/2013 - 17:22

Forward Joe Soap's Army

anonimo
‎‎[1914-18]‎
Testo trovato su WW1 Music Index
Sulla melodia dell’inno religioso ottocentesco “Onward, Christian Soldiers”, quello dell’Esercito ‎della Salvezza, per intenderci.‎

‎“Joe Soap” è un nomignolo che in “brit slang” indica persona stupida che viene costantemente usata ‎come burattino nella mani di qualcun altro, come subordinato in balìa dei superiori gerarchici, come ‎capro espiatorio e forse anche, nel caso di questa canzone, come carne da macello…‎

La canzone fu ripresa da Charles Chilton per il suo musical "Oh, What a Lovely War!" del 1963.
Forward Joe Soap's army, ‎
(continua)
inviata da Bernart 29/7/2013 - 13:38
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Moria

Testo e musica: Jacek Kleyff

Solo pochi giorni fa mi sono accorto che questa canzone richiama la poesia di Leonard Cohen intitolata "Story Of Isaac". E la storia continua...


Oj Abramie, Abrahamie,
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 29/7/2013 - 01:16
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Dzień w którym pękło niebo

IL GIORNO CHE IL CIELO SI SQUARCIÒ
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 28/7/2013 - 23:58

Ballade des Pauvres

Ballade des Pauvres

Chanson française – Ballade des Pauvres – Marco Valdo M.I. – 2013

Holà, Marco Valdo M.I. mon ami, j'entends que tu viens de nous faire une parodie et de Villon encore... De sa si belle Ballade des Pendus ... Et bien, mon ami, mon frère humain, là, je te le dis tout net, tu oses... faut espérer que Villon voudra bien t'absoudre...

Faut l'espérer, tu as raison... Mais enfin, Lucien l'âne mon ami, cette parodie, je l'avais promise... Je l'avais commencée ici même lorsque, tout récemment, nous commentions « Vamos a trabajar » Vamos a trabajar, l'inénarrable chanson des Charlots. Cependant, tu as raison, s'en prendre ainsi à François Villon, c'est une gageure... mais enfin, j'ai bien traduit des chansons de Riccardo Venturi...

Certes, certes... Là aussi, il faut oser. Mais, passons... Qu'en est-il de ta chanson parodique ? De quoi cause-t-elle ?

En somme, cette chanson... (continua)
Frères humains qui près de nous vivez
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 28/7/2013 - 23:29
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Act of Love

Secondo me "Act of Love (Atto d'amore) è un modo amaramente ironico di definire la prima guerra del Golfo secondo quanto sostenuto dalle autorità USA ("di liberazione dal tiranno"...). Fu preparata con un martellamento forte ma lento e costante, inesorabile, scientifico, volto a convincere della sua necessità e giustizia. Il "baby" è quindi chi parte per la guerra ricordato o visto da chi resta (moglie, marito o genitore).
ATTO D'AMORE
(continua)
inviata da Enrico 28/7/2013 - 12:48
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Vamos a trabajar

Vamos a trabajar

Chanson française – Les Charlots – 1984


D'abord, Lucien l'âne mon ami, je voudrais rapprocher cette chanson des Charlots, de celle des Righeira Vamos a la playa, avec laquelle elle ne partage pas seulement le titre, mais une certaine tournure d'esprit et de dérision...Elle raconte d'où vient le goût du rat pour la course au fromage...

Et moi, dit Lucien l'âne en riant d'un air sérieux, qui me demandait pourquoi tous ces humains couraient dès l'aube...

Tu sais, Lucien l'âne mon ami, on leur ferait bien une ballade sur la trame de celle des pendus du père François... Quelque chose comme : frères humains, qui près de nous vivez, cessez de vous démener ainsi... Pour te montrer, voici une strophe ... Une imitation de la ballade... Chez Villon, c'est la dernière...

La pluie vous a débués et lavés,
Et le soleil desséchés et noircis:
Pognon, boulot vous ont les yeux crevés
Et... (continua)
Le soleil montre son nez
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 28/7/2013 - 12:18
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Walk Like a Giant

Che dire? Un altro dono prezioso, un incitamento a non mollare, a quanto sia sbagliato e ricorrente l'errore di "buttare via il bimbo con l'acqua sporca", errore particolarmente tragico e ampiamente sfruttato per affondare la "rivoluzione giovanile" e i cui brillanti effetti si possono ben apprezzare oggi. Su internet, tra le altre recensioni del suo concerto a Lucca di qualche giorno fa, ho letto (art. del "Sole-24 ore"!) che in chiusura ha detto «Se per venire qui stasera avete lasciato a casa i figli, speriamo che adesso stiano dormendo e magari facciano bei sogni. Speriamo che sognino un mondo migliore di quello che rischiamo di lasciare loro». Può benissimo sembrare banale, ma intanto il "sessantottino sessantottenne", anzichè arrendersi e rotolarsi nei suoi profitti, continua ad usare molti dei suoi soldi e delle sue energie in una maniera che a me piace molto.
CAMMINARE COME UN GIGANTE
(continua)
inviata da Enrico 28/7/2013 - 11:04
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En la frontera

Dall'album "Enlaces" [1987]

A volte è citata come "Sujétenme el corazón". Fa parte della colonna sonora di "Acta general de Chile" del regista cileno Miguél Littín (1986)

Testo trovato su Cancioneros.com.
No perdimos la razón, no perdimos la memoria,
(continua)
inviata da Maria Cristina Costantini 27/7/2013 - 17:24
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Difendi l'allegria

Difendi l'allegria. A Genova, soprattutto dai comici. Piazza Carlo Giuliani, 20 luglio 2013.

Riccardo Venturi 27/7/2013 - 14:00
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Anni di frontiera

Beh, definirla 'pressoché sconosciuta' mi pare un azzardo: fa parte di un album molto importante della loro storia post-Augusto. 'Una storia da Raccontare' è conosciuto e diffuso, e così tutti i pezzi ivi contenuti.
che non venga proposta di frequente ai concerti me ne dispiace, perché merita assai, ma ciò non significa che sia 'sconosciuta' o pressoché tale.
Spero che la propongano un pò di più, con maggiore frequenza nelle loro esibizioni dal vivo. Ha un messaggio bellissimo da trasmettere, quello contro il potere, che personalmente considero una vera perversione della mente. Diffondere l'idea, vera, della pericolosità del potere, è quanto di più utile possa farsi in questo tempo di idolatria della potenza e della falsa virilità.
Basti pensare anche al sempre più intenso diffondersi delle ideologie di estrema destra, falsamente virili e che esibiscono i 'segni del potere', fatto di violenza e sopraffazione.
Alessandro Carènzan 27/7/2013 - 11:39

Morto sul selciato

Addio a Guido Sacerdoti, prof della Fondazione Carlo Levi
dal Corriere del Mezzogiorno, 25 luglio 2013

NAPOLI - Si è spento questa notte nell’Ospedale Monaldi il professore Guido Sacerdoti, figura notissima e stimata nel mondo medico e artistico, presidente della Fondazione Carlo Levi dedicata al pittore-scrittore, fratello della madre. È stata una complicazione post-operatoria di un intervento chirurgico a stroncarne la vita iniziata nel 1945.

LA STORIA - Guido fu il primo bambino ebreo nato a Napoli dopo la guerra, la notizia non si sa come si sparse fra i rabbini-medici della flotta alleata di stanza nel golfo, che vollero festeggiare l’evento portando ai genitori Dino e Lelle doni in quell’epoca magnifici come farina bianca, cioccolata, zucchero. Carlo Levi dedicò “al nipote napoletano” ben tre ritratti. Nel Partito comunista fin da giovane età, a lungo professore incaricato di Allergologia... (continua)
27/7/2013 - 10:02
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Ius primae noctis

Scusate eventuali imprecisioni nel testo, ma tutti lo sappiamo come è difficile andare all'orecchio...però il video... grandioso. E poi, non riesco scrivere le parti in belorusso, ma indovino che corrispondono al testo polacco. Un aiuto è benvenuto.
Ojczym mój w domu nie był,
(continua)
inviata da krzyś 27/7/2013 - 00:51




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