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Prima del 2012-6-29

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La Statue

[1962]
Parole di Jacques Brel
Musica di Jacques Brel e François Rauber
Nell'album “Les Bourgeois”

(B.B.)



Bon, et bien, Brel, oui, Brel, tu sais, Brel...

Oui, Brel... Mais quoi, Brel ?, dit Lucien l'âne. Il est mort, Brel. Et même, il est mort très exactement le 9 octobre 1978. Et alors ? Quoi, Brel ...

Ben, voilà, Lucien l'âne mon ami, moi, j'aime beaucoup Brel. Je veux dire le chanteur et bien de ses chansons. Même que parfois, vois-tu, il me fait pleurer. Je sais, ça a l'air idiot, mais Brel est un grand sentimental...

Toi aussi, à ce que j'entends, dit Lucien l'âne en souriant. Mais dis-moi, pourquoi tu me parles comme ça subitement de Brel...

Écoute, Lucien l'âne mon ami, je viens de te le dire... J'aime beaucoup – c'est une façon pudique et réservée de dire... Mais enfin, tu ne me vois pas dire comme ça, ex abrupto, j'aime Brel.

Et pourquoi pas ? Dans le fond, tu aimes Brel,... (continua)
J’aimerais tenir l’enfant de Marie
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 29/6/2012 - 22:26
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Gufo nero

Chanson italienne – Gufo nero – Modena City Ramblers – 2012

Le commandant "Gordon" raconte ceci: "Dans une froide nuit de janvier, pendant que j'étais en train d'effectuer mon tour de garde, je pensais à un oiseau de nuit de vol qu'il habite les bois de montagne: le hibou noir aurait été le symbole le plus apte à nous représenter. Nous aussi, nous devions vivre et nous déplacer à la montagne, et les habitudes de prédateur du hibou pouvaient facilement être comparées aux actions spéciales de guérilla de notre commando. Les Hiboux étaient entraînés à l'usage des explosifs, du bazooka, des armes à tir courbe (mortiers) et à chaque forme de sabotage.

Le 24 février 1945, le capitaine Michael Lees a donné ordre d'attaquer les voies de communication les plus utilisées par l'ennemi qui est en train de porter quelques divisions cuirassées en ligne. Dans les yeux de chaque Hibou on lit l'anxiété,... (continua)
HIBOU NOIR
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 29/6/2012 - 16:08
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No al servicio militar!‎

‎[anni 90]‎
Album “Libertad y Desorden”‎
Ya no quiero
(continua)
inviata da Dead End 29/6/2012 - 11:48
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Hangman’s Boogie

‎[1949]‎

Anche il country ebbe il suo “The Day The Music Died”.‎
Così come nel 1959 Buddy Holly, Ritchie Valens e J. P. "The Big Bopper" Richardson trovarono la ‎morte in un incidente aereo avvenuto nei pressi di Clear Lake, Iowa, quattro anni più tardi furono ‎Lloyd Estel Copas, Patsy Cline e Hawkshaw Hawkins a cadere vicino a Camden, Tennessee, a ‎causa di una furiosa tempesta in cui erano incappati mentre cercavano di raggiungere Nashville ‎dopo aver partecipato a Kansas City ai funerali di un loro amico, il dj Cactus Jack Call.‎

Qui un celebre brano di Cowboy Copas in cui un condannato a morte affronta il proprio destino con rassegnazione ‎ma anche con stile ed un pizzico di sarcasmo sulla morte e, soprattutto, sulla vita: “… E’ un ‎vero peccato ma devo proprio andare. La mia ragazza mi ha detto che mi ama ma lo so che sta ‎mentendo. Il mio avvocato ha giurato che mi farà uscire ma... (continua)
I gotta be a leaving when the moon goes down
(continua)
inviata da Dead End 29/6/2012 - 09:50
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You Ain't a Cowboy

Album: Slash and Burn (Artemis, 2004)
You ain't a cowboy because you wear the clothes,
(continua)
28/6/2012 - 23:56
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Avanti ragazzi di Budapest

anonimo
ottimo e condivisibilissimo l'ultimo commento...ne' rossi ne' neri, volti coperti liberi pensieri...
jean ''il marsigliese'' 28/6/2012 - 12:17
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Rotting on Remand

‎[1988]‎
Album: “Workers Playtime (Capitalism Is Killing Music)”‎



‎“… Ho protestato che non c’era ragione di non liberarmi, ma il giudice mi ha risposto ‘Ragazzo, qui ‎non c’entra la giustizia, qui c’entra solo la legge’… Innocente fino a prova contraria ma costretto a ‎marcire in custodia cautelare…”‎
I stood before the judge that day
(continua)
inviata da Dead End 28/6/2012 - 12:10
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Saint John

‎[2006]‎
Album “Robbers & Cowards”‎

Storia di un ragazzo di colore condannato a morte perché, nel tentativo di difendere la sorella da ‎uno stupro di gruppo, ha ucciso uno degli aggressori, un bianco…‎
Supper time in the hole
(continua)
inviata da Dead End 28/6/2012 - 11:51
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Starkville City Jail

‎[1969]‎
Album: “At San Quentin”, storico concerto alla San Quentin State Prison

L’11 maggio del 1965 “Man In Black" fu arrestato dalla polizia di Starkville, Mississippi, per ubriachezza ‎molesta, anche se lui disse sempre che se ne stava passeggiando tranquillo sotto le magnolie ‎annusando i fiori. Si fece una notte in gattabuia e ci scrisse questa canzone alquanto stizzita per il ‎brusco e – a suo dire – ingiustificato trattamento riservatogli.‎



Dal 2007 proprio a Starkville si tiene un festival dedicato a Johnny Cash e significativamente ‎intitolato “Pardon Johnny Cash - Flower Pickin' Festival”.‎
Well, I left my motel room, down at the Starkville Motel,
(continua)
inviata da Dead End 28/6/2012 - 11:07
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Il mondo si blocca

(da In equilibrio tra gioie e dolori - 2008)
[ 11 settembre 2001: una data che, pur oggetto di successive strumentalizzazioni, ha lasciato un segno indelebile; la canzone parla del prima, del durante e del dopo i “famosi” fatti, il tutto visto dagli occhi di chi scrive, facendone quasi una canzone autobiografica ]
Era un’estate di mille concerti
(continua)
inviata da DonQuijote82 28/6/2012 - 09:32
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Con il diavolo

(da Regina delle vette - 2006)
[ ispirata ad una storia realmente accaduta, la canzone trae alcune considerazioni… ]
Se questi alberi potessero parlare
(continua)
inviata da DoNQuijote82 28/6/2012 - 09:30
Percorsi: Il Diavolo
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Dal buio

(da Regina delle vette - 2006)
[una canzone di rabbia, delusione e sconforto, ma anche di positivo e fiducioso cambiamento! ]
È arrivato il momento
(continua)
inviata da DoNQuijote82 28/6/2012 - 09:27
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La canzone dell'indifferenza

(da Regina delle vette - 2006)
[ l’indifferenza è un sentimento che con la superficialità della società attuale sta prendendo sempre più peso; sarebbe bene rendersene conto e cercare di migliorare in tal senso, finchè siamo in tempo... ]
Ho visto un uomo ho visto il suo ultimo respiro
(continua)
inviata da DoNQuijote82 28/6/2012 - 09:24

Su quelle strade

(da La parola stella - 2003)
Passeggiar su quelle strade con un brivido nel cuore
(continua)
inviata da DoNQuijote82 28/6/2012 - 09:22

Eroi

(da La parola stella - 2003)
Mi sembra di vedervi vincer la paura
(continua)
inviata da DoNQuijote82 28/6/2012 - 09:18
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Sole di Palestina

(da La parola stella - 2003)
Lascio il cortile, il pallone, la strada di sassi, gli amici di gioco,
(continua)
inviata da DoNQuijote82 28/6/2012 - 09:16

La mia canzone di pace

da La parola stella - 2003
Piange il cielo e lo dimostra con questa pioggerella,
(continua)
inviata da DonQuijote82 28/6/2012 - 08:45
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Yankee Doodle Georgie

Georgie Porgie è presidente
(continua)
inviata da Eleonora 28/6/2012 - 02:20

There Is a War Coming!

[2009]
Una breve canzone scritta da Nick Cave per un Remastered Collectors Editions Box Set dei Bad Seeds.
Una riflessione ulteriore, un approfondimento di "There She Goes, My Beautiful World" e "Abattoir Blues", due canzoni già presenti nell’album del 2004 intitolato «Abattoir Blues/The Lyre of Orpheus»
There is a war coming
(continua)
inviata da Dead End 27/6/2012 - 22:24
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Canzone arrabbiata

‎[1961]‎
Parole e musica di Nino Rota
Originariamente scritta per il film “Fantasmi a Roma” di Antonio Pietrangeli e riutilizzata nella ‎colonna sonora di “Film d'amore e d'anarchia ovvero: stamattina alle 10, in via dei Fiori, nella nota ‎casa di tolleranza...” diretto nel 1973 da Lina Wertmüller.‎
Anna Melato è accompagnata dall’orchestra diretta da Carlo Savina.‎

‎Nel 1932, un contadino lombardo, Antonio Soffiantini detto Tunin (Giancarlo ‎Giannini), dopo l'uccisione da parte dei carabinieri di un suo compagno anarchico, si reca a Roma ‎per assassinare Mussolini. Nella capitale egli entra in contatto con Salomè (Mariangela Melato), ‎una prostituta amante di un anarchico del gruppo, la quale lo ospita nella casa chiusa in cui lavora ‎spacciandolo per un suo parente. Qui Tunin si innamora di un'altra prostituta, Tripolina (Lina ‎Polito), alla quale svela la causa che lo ha portato a... (continua)
Canto per chi non ha fortuna
(continua)
inviata da Dead End 27/6/2012 - 12:11
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Antonio Soffiantini, detto Tunin‎

‎[1973]‎
Parole di Nino Rota e Lina Wertmüller
Musica di Nino Rota
Dalla colonna sonora del film “Film d'amore e d'anarchia ovvero: stamattina alle 10, in via dei ‎Fiori, nella nota casa di tolleranza...”, regia di Lina Wertmüller.‎
Anna Melato è accompagnata dall’orchestra diretta da Carlo Savina.‎

‎Nel 1932, un contadino lombardo, Antonio Soffiantini detto Tunin (Giancarlo ‎Giannini), dopo l'uccisione da parte dei carabinieri di un suo compagno anarchico, si reca a Roma ‎per assassinare Mussolini. Nella capitale egli entra in contatto con Salomè (Mariangela Melato), ‎una prostituta amante di un anarchico del gruppo, la quale lo ospita nella casa chiusa in cui lavora ‎spacciandolo per un suo parente. Qui Tunin si innamora di un'altra prostituta, Tripolina (Lina ‎Polito), alla quale svela la causa che lo ha portato a Roma. Il mattino dell'attentato si sveglia in ‎ritardo. Angosciato,... (continua)
Ué, dove vai Tunin?
(continua)
inviata da Dead End 27/6/2012 - 11:56

A una dea [O patata leopolina]

Would like to hear this song!
Taras Pinyazhko 27/6/2012 - 03:29
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State of the Nation

(2005)
Sweet dreams all met with derision
(continua)
27/6/2012 - 00:04
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Bushonomics

Talib Kweli & Cornel West
Revolutions require participation
(continua)
26/6/2012 - 23:51

Εἰς ἑαυτόν (Ode n. 26)‎

Alla fine, navigando navigando, ce l'ho fatta a piazzare i "vermetti" sul titolo, e anche a spostare per l'ennesima volta la entry principale del nome dell'autore, che in questo sito, per ovvi motivi di reperibilità, deve essere sempre in alfabeto latino. Altrimenti si costringe tutto il mondo a imparare il greco, se deve ricercare sotto Ἀνακρέων.
Riccardo Venturi 26/6/2012 - 23:20
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Wide Awake

da "Revelations" (2006)
Parole di Chris Cornell
Musica degli Audioslave

Wide Awake, che Tom Morello ha definito la "più politica delle canzoni degli Audioslave", è un violento attacco all'amministrazione Bush per la gestione dell'emergenza a New Orleans colpita dall'Uragano Katrina, ma non manca un riferimento alla guerra in Iraq (trading lives for oil).
You can a look a hurricane right in the eye.
(continua)
26/6/2012 - 22:31
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Il general Cadorna

anonimo
mio bisnonno fante alla presa di gorizia cantava:
alpini e bersaglieri so andati in osteria
la presa di gorizia la fa la fanteria
bom bom bom al rombo dei cannon
picet84 26/6/2012 - 15:54
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Stranizza d'amuri

signori, che dire? da vent'anni e più, "Stranizza d'amuri" e "Veni l'autunnu" sono il sunto dei miei sentimenti, sono l'amore per i miei cari, per mia figlia, per mia moglie per i miei genitori, per i miei fratelli per quest'Italia, povera patria, che ci stanno usurpando, annientando, letteralmente togliendo da sotto. Mai potranno toglierci l'orgoglio di essere parte di questa poesia, inno alla vita ed alla semplicità, essenza di una Italia che vive e che ama. Grazie Francuzzu, grazie maestro; ispirazione, guida, stimolo delle mie passioni, della mia professione.
con le lagrime agli occhi, grazie.
Massimiliano 26/6/2012 - 13:45
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La vaccata

[2000]
Testo di Ivan Della Mea
Musica di Paolo Ciarchi
Interpretazione e chitarra di Paolo Ciarchi
Album: La Cantagranda


Una vacca chiede asilo politico e ospitalità ai compagni asini
di Rosa Luxemburg

Salve compagni. Sono Rosa. Rosa Luxemburg. A lungo sono stata la vacca di Ivan Della Mea che, bontà sua, mi teneva in casa sua, a Milano, in via Montemartini, quella di Sudadio Giudabestia. Come vede, scrisse pure una canzoncina su di me; oddio, talmente una vaccata -come dice del resto il titolo- che pensò bene, nell'album della Cantagranda, di farla sonare e cantare a quel pazzo furioso di Paolo Ciarchi; nella canzone, peraltro, prefigurava la mia macellazione. Il problema è che, povero Ivan, se n'è andato prima lui; e io mi sono ritrovata sola e senza meta. E dove lo trovo un altro come Ivan, che mi tiene in casa? Gli operai della fabbrica? Finché mi ci portava lui, tutto a posto;... (continua)
Peeeeeellegrin che vien da Roma,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 26/6/2012 - 11:50
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La classe morta

[1997]
Omicron/Della Mea
Album: Ho male all'orologio


La classe rinasce

Su quello che sarebbe stato il finire della sua vita, ma non lo si sapeva, Ivan Della Mea, nel 1997 e nel 2000, pubblicò due album che nessuno potrà mai definire dei « testamenti ». Non era certo tipo da « testamenti », Ivan, sebbene non pochi sommi poeti in musica (si pensi solo a Brassens e De André) abbiano indulto a questa categoria che debbono in gran parte a nonno François Villon. Nel primo dei due album, però, sarebbe sbagliato dire che non si avvertano delle ombre pesanti; e sono ombre di un uomo che sapeva di essere malato. Un album che si chiama Ho male all'orologio, e dove la canzone omonima, quella che questo sito volle scegliere per ricordarlo il giorno dopo morto, il 14 giugno 2009, è una sorta di colloquio col proprio medico. A pensarci bene, proprio quella canzone, se si volesse, potrebbe funzionare... (continua)
Tutti gli anni
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 26/6/2012 - 09:09
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Little Hands

‎[1968]‎
Da “Oar” (1969), unico album solista di Skip Spence.‎

Little hands clapping
(continua)
inviata da Dead End 26/6/2012 - 07:42
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Le temps des cerises

Ο ΚΑΙΡΟΣ ΤΩΝ ΚΕΡΑΣΙΩΝ
(continua)
inviata da Gian Piero Testa 25/6/2012 - 23:49
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Cuando mi hijo nació

da una poesia di Nazim Hikmet
Álbum: Apocalipsis (1971)

via Fernando Lucini
Su madre
(continua)
25/6/2012 - 23:20
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L'Air de la Bêtise

[1957]
Parole e musica di Jacques Brel
Nell'album intitolato Quand on n'a que l'amour

(B.B.)

C'est quand même énorme cette phrase que l'on retrouve partout sur Google à propos de cette chanson de Jacques Brel. Je cite : « Extrait du célèbre opéra "La vie quotidienne". Voici l’air fameux z-entre tous : L´air de la bêtise » .... On ne pourrait dire chose plus bête précisément... Car, même si je n'ai pas une culture musicale encyclopédique, il me semblait – comme ça, à première vue – qu'il n'y a jamais eu d'opéra intitulé « La Vie quotidienne »... et j'admets immédiatement que je puis avoir des lacunes et de grandes, surtout en ce qui concerne l'opéra. J'avais bien en tête « La Vie parisienne » , de ce musicien français, né à Cologne, le dénommé Jacques Offenbach, par ailleurs si décrié par Wagner et les nazis. C'est tout dire. Il suffit d'aller lire la défense d'Offenbach dans les années... (continua)
Mère des gens sans inquiétude
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 25/6/2012 - 23:19




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