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Prima del 2012-4-25

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L'impiccato

[1978]
Testo e musica di Francesco De Gregori
Dall'album "De Gregori", 1978
Uno l'hanno preso ieri sera, giovane giovane,
(continua)
inviata da DonQuijote82 25/4/2012 - 21:20
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Hearts and Minds

[2006]
Lyrics & Music by Jill Sobule
From the rice fields of the Mekong
(continua)
inviata da giorgio 25/4/2012 - 16:55
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Dimenticati eroi (Forgotten Heroes)

[2008]
Musica di Silvio Villa
Album: Eros, Filos, Agapos

Una canzone ispirata all'imponente storia dei prigionieri di guerra italiani nella seconda guerra mondiale, dimenticati eroi di una lotta difficile come quella che i partigiani intrapresero in quegli anni terribili..

"Mio nonno fu prigioniero di guerra in Germania dall'8 settembre 1943 al 12 aprile 1945. Ho raccolto alcune informazioni e foto per raccontare la sua storia, ma mi ha impressionato tanto da scrivere una composizione su di lui e tutti coloro che hanno sofferto a causa della guerra. I tre movimenti raccontano "La memoria di loro", "La guerra di Resistenza", "Tornando a casa"".
{~Strumentale~}
inviata da giorgio 25/4/2012 - 16:49
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Resistance Song

[1995]
Lyrics & Music by Jill Sobule
Album: Jill Sobule
I had this dream we were in the resistance
(continua)
inviata da giorgio 25/4/2012 - 16:40
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Tzigane

[1999]
Album: Enfoncez L'Clown
Romanichels, Tziganes, Gitans ou Bohémiens
(continua)
inviata da adriana 25/4/2012 - 16:40

Gravellona, Gravellona

anonimo
La battaglia di Gravellona fu combattuta il 14/15 settembre 1944 e, nonostante un esito parzialmente sfavorevole, aprì la strada, grazie all'affermarsi dello spirito unitario fra le unità partigiane, all'occupazione delle vallate ossolane e alla formazione della repubblica dell'Ossola. Bruno Francia così descrive la nascita di questo canto: "Avevamo combattuto ventotto ore di seguito senza toccare cibo e solo ora ce ne rendevamo conto. Dopo aver pranzato alla trattoria del Ramo Secco ritornammo allegri e spensierati. Eravamo tutti giovani, molti tra i 18 e i 20 anni. Non ci importava di non aver potuto conquistare Gravellona: ci sentivamo ugualmente fieri dell'esperienza vissuta. Si intonò una nuova canzone cambiando solo le parole ad un vecchio motivo popolare". Il motivo in questione è Monte nero dove sei.

Fonte:Canti di lotta
Gravellona, Gravellona traditor della vita mia
(continua)
inviata da adriana 25/4/2012 - 15:36
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Insorgiam!

anonimo
[1942/43]
(Autore incerto o controverso)
(Uncertain or controversial author)

Il fiorentino Cesare Massai si trovava nel 1942 prigioniero politico a Castelfranco Emilia: La canzone sarebbe nata in carcere nell'autunno dello stesso anno, come componimento poetico, in occasione di un concorso indetto tra detenuti della sezione politica per celebrare l'anniversario della rivoluzione d'ottobre. Autore del testo Bruno Falaschi di Ponte a Elsa, autore della musica Alfredo Puccioni.

Massai venne liberato il 21 luglio 1943 ed è verosimile che Insorgiam, pubblicata poi dall'ARCI torinese su disco ed attribuita ad autori ignoti, sia tornata a Firenze con lui diventando di lì a pochi mesi l'inno della Brigata Sinigaglia.

Altre fonti la attribuiscono direttamente ad Igor Markevitch e ad Alessandro Sinigaglia.

Il testo qui trascritto è quello ricordato dai partigiani della brigata. Nel corso... (continua)
Insorgiam,
(continua)
inviata da Io non sto con Oriana 25/4/2012 - 14:14
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Elegia per gli impiccati di Bassano

Sono Ezio Piola. Ho letto con grande commozione l' Elegia per gli impiccati di Bassano. A Bassano ero giunto da Trieste con la famiglia per sfuggire alla bestialità titina.

Mio padre, Andrea, tenne la prima lezione alla Facoltà di Giurisprudenza, di cui fu cofondatore. Arrivando a Bassano cademmo dalla padella nella brace, incontrando la furia nazista. Abitavamo vicino al Ponte vecchio e la nostra casa fu distrutta da un grappolo di bombe americane, nell'ultimo bombardamento a tappeto. Abitavamo, muro a muro, nella casa del Comandante Partigiano. Ci salvammo, per miracolo, nella vicina Mussolente. Eravamo rimasti senza nulla, ma ringraziammo gli americani, piangendo dalla gioia.

Il 26 settembre, a quasi cinque anni d' età, ero nel Viale con mia nonna: vidi arrivare i camion tedeschi e assistetti all'impiccagione. Un evento rimasto indelebilmente impresso negli occhi e nel cuore.

I miei... (continua)
Ezio Piola - 335-6084806. e-mail: e39p.sml@libero.it 25/4/2012 - 13:47
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Liberté

[2006]
Album :Invisibile
Liberté, liberté
(continua)
inviata da adriana 25/4/2012 - 11:48
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Ballata del marinaio

Vi scrivo per segnalarvi il nuovo indirizzo di Favole e realtà

dove potete trovare il disegno della ballata del marinaio

Saluti

Maria Vittoria Conconi
maria vittoria 25/4/2012 - 11:35
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Liberté

[1945]
Parole e musica di Charles Trenet
Liberté,
(continua)
inviata da Bartleby 25/4/2012 - 10:45
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Disoccupato

Testo ripreso da Il deposito
I primi tempi, anca mò anca mò
(continua)
inviata da adriana 25/4/2012 - 10:23
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Quando il grano maturò (Canzone del 25 aprile)

anonimo
Questo singolare canto nacque nei giorni caldi della lotta armata, quando i partigiani entrarono in Milano.
Si basa su una melodia albanese intonata dal pittore Kodra, in un bar del quartiere di Brera. Su questa melodia venne improvvisato il testo dai vari poeti, artisti e intellettuali presenti.
Fa parte della colonna sonora del film "Il sole sorge ancora" (1947) di Aldo Vergano. (Savona A. Virgilio, Straniero Michele L., Canti della Resistenza italiana, Milano, Rizzoli, 1985)

[1945]
Testo trovato su Cantilotta
Canzone nata nella primavera del 1945, nelle settimane che precedettero la liberazione di Milano.
Il testo fu composto da alcuni artisti ed intellettuali milanesi – tra di loro Bruno Cassinari (1912-1992, pittore e scultore espressionista), Ennio Morlotti (1910-1992, pittore), Mario De Micheli (1914-2004, scrittore e critico d’arte) – riunitisi in un bar di Brera, sulla melodia... (continua)
Quando il grano maturò
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 25/4/2012 - 10:10

Requiem for a Lost Cause (Unknown Soldier's Song)

Stupenda musica nel finale.
Anna e Paolo 24/4/2012 - 22:05

Enfin, soixante-huit

Enfin, soixante-huit
 
Canzone française – Enfin, soixante-huit – Marco Valdo M.I. – 2012
Histoires d'Allemagne 67

Au travers du kaléidoscope de Günter Grass. : « Mon Siècle » (Mein Jahrhundert, publié à Göttingen en 1999 – l'édition française au Seuil à Paris en 1999 également) et de ses traducteurs français : Claude Porcell et Bernard Lortholary.

Comme bien tu penses, Lucien l'âne mon ami, et comme chacun d'ailleurs peut le penser, de la façon la plus banale, après l'année mil neuf cent soixante-sept est venue l'année mil neuf cent soixante-huit.

En effet, dit Lucien l'âne ébahi par tant de justesse, voilà qui me réjouit. Mais pourquoi me dis-tu cela d'une manière si mystérieuse... Je suppose quand même que ton histoire d'Allemagne, ta canzone, cette chanson a bien plus à raconter...

Évidemment. Je m'en vais te le dire et te donner certaines indications nécessaires à une bonne... (continua)
Enfin, soixante-huit vint et ici comme en France
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 24/4/2012 - 21:10
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A Cecca

China il tuo capo, Morte
(continua)
inviata da adriana 24/4/2012 - 17:29
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Marcher droit

‎[2008]‎
Album “Ce que l'on sème”‎



A qualche mese di distanza dalle elezioni presidenziali del 2007, il Tryo faceva già un bilancio del ‎mandato del “piccolo principe di Neuilly-sur-Seine”, il comune di cui Nicolas Sarkozy fu sindaco ‎per quasi 20 anni prima di essere chiamato come ministro dell’interno e della sicurezza nel governo ‎Raffarin, presidente Jacques Chirac…‎

Sarkozy… un altro che ha contribuito come pochi all’ennesimo, clamoroso successo della destra ‎fascista e xenofoba dei Le Pen…‎
Marcher droit avec nos travers
(continua)
inviata da Bartleby 24/4/2012 - 16:36
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All'ultimo sangue

Omaggio a Give Peace A Chance di John Lennon da parte dei fratelli Severini. Brano mai inserito in nessun album ufficiale, raccolta o live (anche se era stato creato per essere inserito nella compilation pubblicata da Liberazione "Not in my name" uscita il 9.11.2002).
DQ82 24/4/2012 - 15:35
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Holy War

[2011]
Lyrics & Music by Eric Daum
Album: Dark City

A punky agnostic rant. Bob: Lead and Rhythm Guitars & Backing Vocals. Eric: Lead and Rhythm Guitar, Lead and Backing Vocals, Keyboards and Loops. Thanks to the choir of The Church of the Immaculate Deception..
Given the choice
(continua)
inviata da giorgio 24/4/2012 - 15:00
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The Silence of Angels

Il silenzio degli Angeli
(continua)
inviata da DonQuijote82 24/4/2012 - 14:45
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Paris la nuit (ronde de nuit)‎

‎[1991]‎
Album “King of Bongo”‎

Canzone dedicata al “Grand Jacques”, Jacques Chirac, che all’epoca era al suo terzo mandato ‎consecutivo come sindaco di Parigi…‎

Nell’ultimo verso, il riferimento a Léonie Bathiat, in arte Arletty (1898-1992), monumento ‎dell’epoca d’oro del cinema francese, credo sia semplicemente un’invocazione contro il grigiore e ‎la tristezza che avevano investito Parigi negli anni di Chirac…‎
Au coeur de la ville endormie
(continua)
inviata da Bartleby 24/4/2012 - 13:55
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Tout le monde

‎[1998]‎
Album “Made in Love”‎

“Al mondo tutti sono belli… a costo di dare un dispiacere a Jean-Marie le Pen…”
Michel, Marie
(continua)
inviata da Bartleby 24/4/2012 - 12:00
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Le 20.04.2005‎

‎[2005]‎
Album “Robots après tout”‎



Ça c'est super! Ça c'est génial!‎

Un’allegra canzoncina dedicata alla fascista (Jean) Marine Le Pen (oggi al 18% dei consensi = 6,4 ‎milioni di francesi) dal sardonico re dell’easy-listening francese.‎



Lo spunto venne a Katerine dal fortuito incontro con la (Jean) Marine Le Pen avvenuto proprio il 20 ‎aprile di sette anni fa. Quell’ “apparizione” dovette segnarlo davvero se ci ricamò talmente sopra da ‎trasformarla in un terribile “cauchemar”, un incubo da inseguimento descritto in questa canzone, ‎‎l'horreur absolue …‎
Putain, Marine le Pen, oh non
(continua)
inviata da Bartleby 24/4/2012 - 10:27
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Le bruit et l'odeur

‎[1995]‎
Album “Le bruit et l'odeur”‎



‎Francia, elezioni presidenziali 2012. Il Front National di (Jean) Marine Le Pen al ‎‎18%, il miglior risultato dei fascisti dall’epoca del regime di Vichy…‎

In questa title track il gruppo franco-maghrebino dei Zebda, già quasi 20 anni fa, provava a spiegare ‎chi e che cosa ha permesso questo risultato oggi…‎

Nel 19 giugno del 1991 ad Orléans, il sindaco di Parigi Jacques Chirac – che evidentemente era già ‎proiettato nella lunga campagna elettorale che lo avrebbe portato all’Eliseo quattro anni dopo – ‎pronunciò un celebre discorso con cui strizzava l’occhio, anzi, entrambi gli occhi alla destra ‎razzista, xenofoba e fascista che alle presidenziali del 1988 aveva già rastrellato 4,3 milioni voti ‎‎(consolidati poi proprio nel 1995). Quel discorso è passato alla storia con il titolo de ‎‎“Le bruit et l'odeur”, “il casino e la puzza” diremmo noi,... (continua)
Si j'suis tombé par terre
(continua)
inviata da Bartleby 24/4/2012 - 09:52
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La Bête (J-M-L-P)‎

‎[1995]‎
Album “Le Bruit et l'Odeur”‎

Vogliamo parlare un po’ delle elezioni presidenziali in Francia?‎
Beh, presto fatto! A parte la tediosa questione “Sarko no, Sarko sì”, l’unico dato eclatante (ed ‎inquietante) è il quasi 18% di consensi ai fascisti di (Jean) Marine Le Pen…‎

Ancora una volta La bête est revenue, per dirla con Pierre Perret, e prima di lui il ritorno era stato annunciato ‎anche da questi Zebda (stranamente fino ad oggi non presenti nelle CCG/AWS) nel loro secondo ‎album, un lavoro molto significativo incentrato sulle permanenti pulsioni razziste e fascisteggianti ‎insite nella società francese, come dimostra la storia a partire da Vichy per arrivare fino ad oggi, ‎passando attraverso il famoso ed infame discorso che Jacques Chirac pronunciò nel 1991 e noto, per ‎l’appunto, con il titolo de “Le bruit et l'odeur”, “il casino e la puzza” diremmo noi, discorso del ‎quale... (continua)
Il est dangereux,
(continua)
inviata da Bartleby 24/4/2012 - 09:01
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The Firestorm

[2007]
Lyrics & Music by Gerry Manning

Anti-War acoustic moving Ballad..:
Young farmer was called up for service. When he got back from Iraq, he had lost his sight in a land mine explosion..
Honey, the firestorm took my eyes
(continua)
inviata da giorgio 24/4/2012 - 08:47
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War Mentality

[2008]
Lyrics & Music by Leo Louis Dunson Jr.
Album: American Soldier

In the biggest official files leak in history nearly 400,000 Iraq war logs reveal the massive scale of civilian deaths and new torture allegations following an investigation by Channel 4′s Dispatches.
Channel 4 News has accessed the data in the classified documents via The Bureau of Investigative Journalism and WikiLeaks.
The only TV doc to have advance access to the biggest Wikileaks release ever. This is what really happened during the Iraq war, not what the US PR machine of the time wanted us to believe. The reality behind the civilian death count; al-Qaeda’s fictitious presence; torture, torture and more torture. A wall of truth revealing unprecedented levels of unwarranted aggression.
Dispatches, Channel 4′s flagship current affairs strand, exposes the full and unreported horror of the Iraqi conflict and... (continua)
Βombs over Baghdad, boy you better get your head down
(continua)
inviata da giorgio 24/4/2012 - 08:35

Mario Lupo

Mario Lupo era un militante di Lotta continua che venne assassinato a Parma nel 1972 da alcuni neofascisti. Questa è la canzone che gli ho dedicato
La città borghese vuole star tranquilla
(continua)
inviata da adriana 24/4/2012 - 08:28
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Lo boièr

anonimo
Meraviglioso. Quando ho visto che nel sito c'era un percorso "albigese" ho provato a verificare se c'era questa canzone. Le boièr io l'ho imparata anni fa grazie ai miei compagni di scavo tolosani, l'équipe del prof. Jean Guilaine. Antica, sì, inno del separatismo occitano contro l'egemonia della Francia del Nord, sì, ma non mi avevano detto che Le boièr era una canzone legata alla persecuzione dei catari... ma forse ci sarei potuta arrivare da sola :)
MLetizia Verola 24/4/2012 - 08:28
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Union (Slopes of St. Benedict)

[2008]
Music by Joakim Brodén and Pär Sundström
Album: The Art of War

The song "Union (Slopes of St. Benedict)" deals with the battle of Monte Cassino (Italy), a costly series of four battles, during World War II.
[Spoken:]
(continua)
inviata da giorgio 24/4/2012 - 08:27
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L'usina

[2000]
Testo: poesia di Joan Lo Rebéca (1897)
Paroles: poème de Joan Lo Rebéca (1897)
Musica: Pere (Pierre) Carles / Dupain
Musique: Pere (Pierre) Carles / Dupain
Album: L'usina



Ho cercato il testo de L'usina per dodici anni. Mi sono accorto adesso che è presente in più di una raccolta di testi, e non è mai troppo tardi per rimediare. L'usina (La fabbrica) è il brano che dà al tempo stesso inizio e titolo al primo, storico album dei Dupain; una poesia operaia di Joan Lo Rebéca risalente all'epoca delle lotte operaie a Marsiglia e nel sud della Francia. Lotte che si innestavano su una situazione sociale già esplosiva, con un'immigrazione massiccia (specialmente dall'Italia) che aveva già provocato pesantissimi scontri. Nella poesia è però presente già una presa di coscienza del fatto che la manodopera immigrata, quella accusata di «rubare il lavoro», era composta anch'essa da diseredati, da carne da lavoro. (RV)
Son lei quatras oras dau matin quora me desrevelhi
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/4/2012 - 03:11
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Lise Altmann

24 aprile 2012
LISE ALTMANN
(continua)
24/4/2012 - 02:06
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Petit homme mort au combat

In compenso, ora su YouTube ci sono almeno cinque video della canzone. Il 30 novembre 2004, quando la avevo inserita, sul "Tubo" era ancora difficile trovare i video di una data canzone. Però, cercando cercando, il video di Balavoine che nel 1981 ne dice quattro a sua maestà Mitterrand l'ho ritrovato:



E siccome un "utente" aveva cancellato anche l'altro video, quello in cui Daniel Balavoine fa il suo celebre "coup de gueule" televisivo contro il razzismo in Francia, l'estrema destra e gli "io non sono razzista, ma..." (un argomentino di poca attualità, trent'anni dopo...), mi sono adoperato per ritrovare pure quello:

Riccardo Venturi 24/4/2012 - 01:42
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Su patriottu Sardu a sos feudatarios [Procurad' e moderare]

Ελληνική μετάφραση του Ρικάντου Βεντούρη (23 Απρίλη 2012 - 11 Ιούλιου 2012)

Una specie di follia. Mi sono messo in testa di tradurre il "Procurad'e moderare" sí in greco moderno, ma in quella specie di demotico settecentesco che proprio alla fine del XVIII secolo muoveva i primi, incerti passi. Sicuramente per rendere la cosiddetta "atmosfera dell'epoca", ma sicuramente anche per una sfida personale (inutile negarlo, perché sovente è una molla che muove chiunque). Il greco demotico di quell'epoca, del tutto bandito dall'uso ufficiale, era forzatamente un ibrido in cui convivevano forme autenticamente popolari e forme della lingua scritta, sostanzialmente conformi al greco classico. Un ibrido che dipendeva in gran parte dalla volontà e dalle conoscenze di chi lo scriveva. Aderendo a tutto ciò, mi sono sforzato di arcaizzare quanto più possibile le parti "colte", e di volgarizzare quanto più... (continua)
Ο ΣΑΡΔΟΣ ΠΑΤΡΙΩΤΗΣ ΕΙΣ ΤΟΥΣ ΦΕΟΥΔΑΡΧΟΥΣ
(continua)
23/4/2012 - 23:49

Εργατικοί αυτόχειρες

Lascio da parte i complimenti che Riccardo merita nel modo più ampio. Dico solo che, nel suo geniale riadattamento della poesia di Kariotakis, manca forse l'eco di un verso terribile: Θεέ μου, το φρικτό γέλιο των ανθρώπων (Dio mio, la raccapricciante irrisione degli uomini). Quel riso di incomprensione e, forse, di autoesorcismo che accompagnò, da parte di molti, la diperazione del poeta finito suicida. E che? Non aveva un impiego, Kariotakis, di quelli dignitosi e sicuri, da svolgersi in giacca e cravatta? Era poi così insopportabile la graziosa cittadina balneare dove lo svolgeva? E perché quella puzza al naso per il buon ceto locale, che proprio il suo posto onorato gli consentiva di frequentare? Che c'entravano le miserie dell'impiego e della provincia con la malattia vergognosa che si era guadagnato frequentando donnacce? E chi l'aveva costretto a innamorarsi di una giovinetta... (continua)
Gian Piero Testa 23/4/2012 - 22:56
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Francesco Guccini: La Locomotiva

Guccini contro i manifesti di Salò "Offesa e tradita la mia 'Locomotiva'"

"Mi sento tirato verso una direzione che mai avrei voluto. Non solo la mia canzone La locomotiva non è stata compresa, direi che è stata davvero maltrattata". Francesco Guccini risponde così alla provocazione dei manifesti inneggianti alla Repubblica di Salò esposti nelle strade di Roma in vista della ricorrenza del 25 aprile, alcuni piazzati addirittura sugli spazi pubblicitari ufficiali del Comune di Roma. Rispondendo al telefono dalla sua casa di Pàvana, il cantautore modenese dice di non gradire affatto il riferimento alla canzone che scrisse nel 1972, una citazione contenuta nello slogan del manifesto fascista che recita: "25 aprile 1945-25 aprile 2012. Gli eroi son tutti giovani e belli. Ai ragazzi di Salò".

...continua

Vignetta di Mauro Biani
23/4/2012 - 22:51

Quascus plor e planh son dampnatge

Uno che non sa queste cose ha due soluzioni: o lo chiede a qualcuno che le sa, oppure fa come vuole. La seconda soluzione, per me, è sempre raccomandabile. Se poi mi accorgo di certe cose magari le correggo e cerco di spiegarle, ma rispetto chiunque si fa un mazzo (come te) e lo invito a non preoccuparsi troppo di questioni che sono in sottordine rispetto alle canzoni e ai testi. Per mettere la "lingua giusta" c'è sempre tempo, e comunque -almeno in gran parte- le "suddivisioni" tra i vari linguaggi sono costruzioni teoriche recenti (spesso di persone che in quei linguaggi non saprebbero chiedere nemmeno del cesso). Ne ho conosciuti di persona di simili teorici, sovente palloni gonfiati che scrivevano gran libri pieni di emerite cazzate. Io sono convinto che i "francoprovenzali" non lo sapevano nemmeno di parlare il "francoprovenzale" fino a pochi anni fa...parlavano semplicemente la lingua dei loro antenati. Saluti!
Riccardo Venturi 23/4/2012 - 22:04




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