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Prima del 2012-3-11

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Wooden Ships

Y es de nuevo David Crosby, Jefferson Airplane extraoficial (junto a Jerry García y Nicky Hopkins), el que les brindó de una de sus canciones más emblemáticas a finales de los 60, aunque ésta no es una versión, sino más bien “canciones gemelas”, hijas de padres diferentes. Paul Kantner cuenta que la canción se le ocurrió a David Crosby junto a él y a Stephen Stills en un paseo en barco, y que cada uno fue añadiendo un verso: así nació “Wooden ships”, una canción que recrea el encuentro de un Adán y una Eva (probablemente, uno del bloque capitalista y otro del comunista) en un panorama postapocalíptico.

Crosby, Stills & Nash grabaron la canción en su primer disco, cinco meses después lo haría Jefferson Airplane también a tres voces, cambiando ligeramente la letra: el cambio más significativo es ese final “monta en la música” que Balin canta desgarradamente con los lamentos de Grace Slick... (continua)
BARCOS DE MADERA
(continua)
11/3/2012 - 23:19
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Thoughts of a Soldier

[2005]
Album: Navigator
It never was and never will be
(continua)
inviata da giorgio 11/3/2012 - 21:25

Vi ricordate quel venti di luglio

un sito stupendo.

grazie di cuore ai compagni che lo tengono in vita e attivo.

a loro, e a chiunque volesse o potesse rispondermi, pongo una domanda.

a Genova 2001 il corteo che partì da via Tolemaide, quello che si concluse tragicamente con la morte di Carlo, aveva in testa un enorme camion da cui partiva la musica. poco prima delle cariche diffondeva una canzone che non ho più trovato, si trattava di una specie di rap con dei cori epici, mi sembra in inglese. per me fu un momento indimenticabile, per questo da allora cerco autore e titolo di quella canzone. qualcuno può aiutarmi?

ciao e grazie
Marco Schettini 11/3/2012 - 21:07
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Víctor Jara no murió

Kambotes
Se cierran las manos y es tarde para abrir
(continua)
inviata da DoNQuijote82 11/3/2012 - 20:39
Percorsi: Víctor Jara
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Cruces

Cruces, cruces para seguir
(continua)
inviata da DonQuijote82 11/3/2012 - 20:36
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Homenaje

Album: A mi ciudad - 1981
A Víctor Jara
(continua)
inviata da DoNQuijote82 11/3/2012 - 20:32
Percorsi: Víctor Jara
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Su voz no será callada

1975
Caiste Por Inocente
En el estadio de Chile
(continua)
inviata da DoNQuijote82 11/3/2012 - 20:21
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Màrtires

Todo es tan confuso
(continua)
inviata da DoNQuijote82 11/3/2012 - 20:12
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Libertad

dedicata a Victor Jara
No puedo olvidar
(continua)
inviata da DoNQuijote82 11/3/2012 - 20:09
Percorsi: Víctor Jara
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La scuola di Beslan

La scuola di Beslan di Evghenij Evtushenko (traduzione di Nadia Cicognini)
Musica di Pino Barillà ed Alessandro Luvarà
Arrangiamento di Alessandro Luvarà
Chitarre di Giancarlo Mazzù
Io sono uno che non ha mai finito una scuola in vita sua
(continua)
inviata da DoNQuijote82 11/3/2012 - 19:37
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Diversi da chi?

Giovanni Pecora/Giuseppe Barillà/Alessandro Luvarà
Cosa dirai a tua madre, quando un giorno crescerai?
(continua)
inviata da DonQUijote82 11/3/2012 - 19:23
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Ciao Edo

grazie a voi
ero a genova, 2 punti in testa e i gas cs dappertutto; tutt'ora a volte, quando non mi sento troppo bene, spero che non si tratti di effetti ritardati del cs.
avete ragione: la canzone dei Gang ( miei amici e fratelli) è molto bella.
a loro fa onore averla scritta, a voi fa onore continuare, posso solo immaginare con quanto dolore, a mantenere viva la memoria di Edo.
Carlo, Edo...hasta siempre
Marco 11/3/2012 - 19:10
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Fallen Hero

[2005]
Album: Navigator
They called me the tragic hero
(continua)
inviata da giorgio 11/3/2012 - 18:37
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Llanto por Víctor Jara

La canzone per la precisione si chiama "LLANTO POR VICTOR JARA" e sarebbe attribuire al Canzoniere delle Lame visto che da questo fu pubblicata nel 1974 in Italia-Cile, tantopiù che il compositore delle musiche è Giuffrida, che del canzoniere delle lame faceva parte
DoNQuijote82 11/3/2012 - 18:12
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Street Fighting Years

Dall'omonimo album del 1989 dedicata a Victor Jara
Chased you out of this world, didn't mean to stop
(continua)
inviata da DonQuijote82 11/3/2012 - 18:05
Percorsi: Víctor Jara
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Victor Jara's Hands

Album: "Carried to Dust" (2008)
Wire fences still coiled with flowers of the night
(continua)
inviata da DoNQuijote82 11/3/2012 - 17:56
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Shit and power

2002
Malavida
E' guerra per le strade stanotte
(continua)
inviata da DoNQuijote82 11/3/2012 - 17:28
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Vento

2003
Ocio ai luf
Vento che soffia lento
(continua)
inviata da DoNQuijote82 11/3/2012 - 15:15
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Cold War

[2000]
Album: Maschine Zeit
Somewhere down in mother Russia
(continua)
inviata da giorgio 11/3/2012 - 14:00
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This World

[2002]
Album: Survivor
For centuries and centuries
(continua)
inviata da giorgio 11/3/2012 - 13:49
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Ocio al luf

2003
Ocio ai luf
So l'aldela dei spi usto sura dei gach
(continua)
inviata da DoNQuijote82 11/3/2012 - 13:13
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Lacrime del sole

Il seme e la speranza 2006

Ai Gang fu chiesto di comporre un inno per il sindacato contadino CIA. Questo è il risultato

La cultura contadina è stata per millenni una cultura legata alle stagioni, a una scansione del tempo ciclica e non storica. Nella storia è entrata da poco tempo, forse un cinquantennio, poco più, poco meno…
E quell’essere stati fuori dalla storia non va perduto, non va dimenticato poiché molto c’è in quella cultura che oggi va ripreso e rivalutato.
Soprattutto l’essere parte di tutto l’universo. Di ciò che è vita e che ogni volta ci appartiene e nello stesso tempo ci oltrepassa. Cantare oggi questo sentimento, questa religiosità, ci permette di dare una risposta a ciò che siamo e a chi siamo. Per farlo abbiamo ritrovato una canzone gaelica, dei celti, dell’inizio della storia europea. Questa canzone dice di essere tutto, di essere presenti a tutto ciò che accade.
“Io... (continua)
Siamo lacrime del sole
(continua)
inviata da DonQUijote82 11/3/2012 - 12:45
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Polenta e kebab

dall'album "Noblesse oblige" (2012)
feat. Luca O Zulù (99 Posse)
Strane creature verdi che studiano
(continua)
inviata da DoNQuijote82 11/3/2012 - 12:05
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Kälbermarsch

d'après la version italienne de Riccardo Venturi (2007) d'une
Chanson allemande – Kälbermarsch – Bertolt Brecht – 1943

Texte : Bertolt Brecht
Musique : Hanns Eisler

« Une des parodies les plus connues de l'Horst-Wessel-Lied est la Kälbermarsch (La Marche des veaux), tirée de « Chveik dans la deuxième Guerre mondiale », une pièce de Bertolt Brecht (1943), écrite pendant l'exil de Bertolt Brecht aux États-Unis. Originellement, elle aurait dû être jouée à Broadway, avec une musique de Kurt Weill. Weill ne crut pas au succès de ce drame, c'est pourquoi Brecht travailla avec le compositeur Hanns Eisler. La première eut lieu en 1957.

La chanson se place dans la situation suivante. Dans la prison militaire de Prague, se trouvent des prisonniers tchèques, qui doivent être enrôler de force dans l'armée allemande. C'est Chveik qui chante «  La Marche des Veaux ».
LA MARCHE DES VEAUX
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/3/2012 - 11:56
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Irish Ways and Irish Laws

by John Gibbs. First recorded by Moving Hearts in 1981. Also performed by Sinead O' Connor
Once upon a time there were
(continua)
inviata da DoNQuijote82 11/3/2012 - 10:59
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Take Off Your Shoes

How About I Be Me (And You Be You) 2012
I pleed the blood of Jesus over you,
(continua)
inviata da DonQuijote82 11/3/2012 - 10:50
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Nuclear Winter

[2000]
Album: Maschine Zeit

One year on from the Fukushima disaster.. What about a future without this nightmare?
I look toward the ocean
(continua)
inviata da giorgio 11/3/2012 - 09:30
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Love March

Album: Keep On Moving (1969)

(Gene Dinwiddie, Phil Wilson)

Their anthem at Woodstock, the "Love March," was powered by a military drum, and had black gospel, rhythm and blues, and rock n' roll all strewn through it. It argued that "there's gotta be a change" in a system in which cultural regimentation was linked to the draft and the war.

Introducing the song, one of the musicians explained the purpose of the song, and the counter-culture, in a way that was as clear to us as it would have been mysterious to our parents:

Uh we gonna do a little march right along through now. Is a, it's a love march. We, uh, don't carry no guns and things in this army we got and stuff. Don't nobody have to be worried about keeping in step, and we ain't even got no uniforms and whatever. We a poor army and what not....

The Chimes of Freedom Flashing: A Personal History of the Vietnam Anti-war Movement and the 1960s by by Caleb S. Rossiter
I said
(continua)
11/3/2012 - 00:02
Percorsi: Woodstock 1969
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Kälbermarsch

¿Es ésta la versión que cantaba Milva?
Gustavo Sierra 10/3/2012 - 20:35
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Mapuche

[2008]
Album :770
Tengo una espina muy grande
(continua)
inviata da adriana 10/3/2012 - 12:00
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We Are Alive

[2012]



Uno dei brani più sorprendenti, We Are Alive, ha anch'esso ha a che fare con New Orleans, luogo per eccellenza del gotico, dei vampiri e del voodoo (dal Bacio della pantera a Intervista col Vampiro). Springsteen sguazza in questa tradizione, per capovolgerne il senso: quelli che dalle tombe nel gotico cimitero notturno ci gridano “siamo vivi” non sono vampiri, ma sono gli spiriti e le anime dei migranti morti abbandonati nel deserto dell’Arizona, delle bambine nere uccise da una bomba razzista a Birmingham, Alabama nel 1963, e degli operai che nel 1877 diedero vita al primo sciopero generale della storia americana. I primi due sono riferimenti abbastanza canonici; ma il terzo è sorprendente: la storia del movimento operaio, il grande sciopero insurrezionale del 1877, sono cancellati dai libri di scuola e dal discorso pubblico. Per saperne qualcosa bisogna aver letto, se non Sciopero... (continua)
There is a cross up yonder on Calvary Hill
(continua)
inviata da DoNQuijote82 10/3/2012 - 10:23
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Compagno Franceschi

Movimento Studentesco Milanese
se volete io ho l'mp3 registrato da un disco 33 giri...
se mi dite le vostre mail ve la invio
Giordano-Bruno 10/3/2012 - 10:07
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L'angelo caduto

[2002]
Album: "Amore che prendi amore che dai"

feat. Andrea Griminelli al flauto traverso
Sei un angelo caduto dietro il ciglio di una strada
(continua)
inviata da DoNQuijote82 9/3/2012 - 17:39
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Transamerika

Chanson italienne – Transamerika – Modena City Ramblers – 1996

Oh, je la connais bien cette histoire de la TRANSAMÉRIQUE, car ce gars, il s'appelait Ernesto et quand sa moto l'a lâché, je l'ai porté sur mon dos, là-bas dans les Andes. Et moi, je ne suis pas tombé en panne. Et comme tu peux le constater chaque jour, je suis toujours là. Et tu sais pourquoi ? Tu le sais, pourquoi je suis là ? D'abord, évidemment, car ça me plaît, mais aussi car je suis la mémoire de certaines choses et que j'entends bien continuer à poursuivre mon chemin à la recherche des roses... Car tel est mon destin.

Ah, Lucien l'âne mon ami, tu me fais grand plaisir en me rappelant ainsi que tu n'oublies pas l'idée ultime, que tu n'oublies pas tes roses...
J'entends encore ta chanson et ces mots merveilleux où tu nous dis quelle est l'ultime idée...

« Je suis l'Âne d'Or, têtu et fier
Venu du pays de l'Olympe de... (continua)
TRANSAMÉRIQUE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 9/3/2012 - 16:49
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Le strade

Version française – LES ROUTES – Marco Valdo M.I. – 2012
Chanson italienne – Le Strade – Nomadi
LES ROUTES
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 9/3/2012 - 12:37
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Gli zingari

Ricordo che una versione (credo la prima) degli zingari di Jannacci dicesse "niente da poter rubare"... ricordo bene?
Bonsetti 9/3/2012 - 10:30
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Bombs Away

[2008]
Lyrics and Music by Tim Ratcliff and Ken Bailey
Album: Deuce
On that fateful day,
(continua)
inviata da giorgio 9/3/2012 - 08:10
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L'uomo, la donna e il fiore

Morta ieri 7 marzo anche l'ultima dei Cetra, Lucia Mannucci. Assieme al marito, Anton Virgilio Savona, aveva svolto tanta attività di ricerca nell'ambito della musica popolare..
8/3/2012 - 21:07

La Mousse du Vestiaire

La Mousse du Vestiaire

Canzone française – La Mousse du Vestiaire – Marco Valdo M.I. – 2012
Histoires d'Allemagne 62

Au travers du kaléidoscope de Günter Grass. : « Mon Siècle » (Mein Jahrhundert, publié à Göttingen en 1999 –
l'édition française au Seuil à Paris en 1999 également) et de ses traducteurs français : Claude Porcell et Bernard Lortholary.

Nous voici en 1963, quelque part en Allemagne... C'est du moins ce qui ressort du propos de la narratrice. Car cette fois, Lucien l'âne mon ami, c'est une narratrice qui nous conte cette histoire d'Allemagne. J'insiste un peu car sa présentation par elle-même au début de la canzone pourrait laisser croire qu'il s'agit d'un narrateur. Écoute :
« En ce temps-là, moi j'étais matelot,
Petit marin d'un grand paquebot... »,
ce qui semble contredire le titre : « La Mousse du Vestiaire ».

Au fait, Marco valdo M.I., mon ami, voilà un bien étrange... (continua)
Il était un petit navire,
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 8/3/2012 - 17:15
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In The Ghetto

Incisa anche dai Cranberries in Wake up and smell the coffee

DonQuijote82 8/3/2012 - 16:41
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The Day That Margaret Thatcher Dies (a Party Song)‎

‎[2009]‎



‎87 anni! Speriamo non manchi molto…‎
When Margaret Thatcher dies
(continua)
inviata da Bartleby 8/3/2012 - 16:24
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Soul Deep

‎[1984]‎
Nel dicembre del 1984 Paul Weller mise su un super-gruppo, The Council Collective, con lo scopo ‎di organizzare iniziative e concerti in favore dei minatori inglesi che dal marzo dello stesso anno si ‎trovavano in sciopero contro la chiusura delle miniere e la conseguente ondata di licenziamenti ‎annunciati dal governo Thatcher.‎
Lo sciopero durò 50 settimane ed ebbe un costo altissimo, per i sindacati e soprattutto per i ‎lavoratori che uscirono sconfitti dallo scontro con la “Lady di Ferro”…‎

Benchè questo brano scritto da Weller contenesse versi durissimi contro il governo, il suo ritmo ‎danzereccio piacque molto alle radio e alle reti tv, sicchè The Council Collective si trovarono ‎persino ad interpretarlo al “Top of the Pops” in un’atmosfera irreale, su di un set da disco-party ‎pieno di fari e luci stroboscopiche…‎
Getcha mining soul deep, with a lesson in history ‎
(continua)
inviata da Bartleby 8/3/2012 - 15:35
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Heartland

‎[1986]‎
Album “Infected”‎


‎“Questa è la terra dove non cambia nulla, la terra dei bus rossi e delle ragazze dalla pelle chiara, ‎questa è la terra dove i pensionati vengono massacrati e gli affetti fatti a pezzi dal cosiddetto Stato ‎Sociale… Lasciate pure che il povero beva il suo latte mentre il ricco s’ingozza di miele, lasciate ‎pure che i senzatetto contino le loro ferite mentre quegli altri contano i soldi…”‎
Beneath the old iron bridges, across the victorian parks
(continua)
inviata da Bartleby 8/3/2012 - 14:55
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We Are All Bourgeois Now

‎[1986/88]‎
Nella compilation “That's All Very Well But...” pubblicata nel 1996‎


‎“This is perhaps the song of ours I prefer, especially from the point of view of the recording. I think ‎the rest of the group all like it too. It's about a woman who wanders around Thatcher's Britain with ‎no money and two or three children, trying to understand what the hell is going on. She meets a ‎Thatcherite spokesman who tells her that there's no such thing as class anymore, only free ‎consumers.” (Malcolm Eden dei McCarthy)‎

Il brano è stato ripreso dai Manic Street Preachers nel loro album "Know Your Enemy" del 2001.

(Bartleby)
There's something wrong somewhere here
(continua)
inviata da Bartleby 8/3/2012 - 14:23
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Kick Out the Tories

‎[1982]‎
Let’s kick out the Tories
(continua)
inviata da Bartleby 8/3/2012 - 13:42
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Civilisation Street

‎[1988]‎
Album “Onwards and Upwards”‎



Canzone che può essere letta quasi come un bilancio dell’era Thatcher, che nell’88 si avvicinava ‎alla fine dopo oltre un decennio di strage sociale…‎
Here we are on, civilisation street
(continua)
inviata da Bartleby 8/3/2012 - 13:24
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The Serenade Is Dead

‎[1984]‎
Dall’Ep omonimo

She wakes up in the morning ‎
(continua)
inviata da Bartleby 8/3/2012 - 12:06
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Travailler, c'est trop dur

Chanson acadienne de langue française – Travailler, c'est trop dur – Zachary Richard -1976
Parole e musica di Zachary Richard
Nel disco intitolato “Mardi Gras” (1977)
Ripresa in seguito da Julien Clerc e da Alpha Blondy


Ah, Lucien l'âne mon ami, connais-tu la Louisiane, le pays des Acadiens...

Mais bien évidemment, dit Lucien l'âne en s'ébrouant par tous ses poils, souviens-toi, de la chanson Réveille...

Tu as bonne mémoire... Mais faut bien dire qu'il y a longtemps que tu l'exerces cette immense mémoire, toi qui te souviens de la bataille de Kunaxa... et qui m'as si bien indiqué qu'elle situait déjà dans la banlieue de l'actuelle Bagdad. Décidément un lieu poursuivi par la guerre. Toi qui accompagnas les Grecs de Xénophon dans leur retraite vers le Pont Euxin.... Mais tel n'est pas le sujet de la chanson du jour. Elle se situe à l'autre bout du monde ou presque...

Tu sais, Marco... (continua)
Travailler c’est trop dur,
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 8/3/2012 - 11:49
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Death Dealers

‎[1981]‎
Dall’Ep “Never Again”‎

Una canzone, nella sua sintetica semplicità, davvero “disarmante”…‎
Britain among others deal in death when selling arms to developing countries
(continua)
inviata da Bartleby 8/3/2012 - 11:35
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Distant Early Warning

‎[1984]‎
Album “Grace Under Pressure”‎



‎“The main theme of the song is a series of things, but that's certainly one of the idea[s], and living ‎in the, living in the modern world basically in all of its manifestations in terms of the distance from ‎us of uh, the threat of superpowers and the, uh, the nuclear annihilation and all of that stuff, and ‎these giant missiles pointed at each other across the ocean. There's all of that, but that tends to have ‎a little bit of distance from people's lives, but at the same time I think it is omnipresent, you know, I ‎think that threat does loom somewhere in everyone's subconscious, perhaps. And then it deals with ‎the closer things in terms of relationships and how to keep a relationship in such a swift-moving ‎world, and it has something to do with our particular lives, dealing with revolving doors, going in ‎and out, but also I think that's... (continua)
An I'll wind comes arising
(continua)
inviata da Bartleby 8/3/2012 - 11:11
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I'll Swim, I'll Swim‎

‎[1997]‎
Album “Growin' Up”‎

All the animals in the world
(continua)
inviata da Bartleby 8/3/2012 - 10:51
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I'm a Stranger Here/Back Home

‎[1972]‎
Album “Sweet Paradise”‎
Scritta da Les Emmerson



Già nel 1972 Les Emmerson e i suoi Five Man Electrical Band avevano capito quali sono le ragioni ‎per cui da sempre si avvistano nei cieli oggetti volanti non identificati ma nessun essere proveniente ‎da altri mondi ha mai messo piede sulla Terra… ‎
Well I’m a stranger here in this place called Earth
(continua)
inviata da Bartleby 8/3/2012 - 10:35
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Caravan of Love

‎[1985]‎
Scritta da Ernie Isley, Chris Jasper e Marvin Isley
Dall’omonimo album realizzato da una costola degli Isley Brothers‎
L’anno seguente il brano ebbe uno straordinario successo mondiale nella versione “a cappella” de ‎‎The Housemartins



Un appello alla lotta per la pace e l’amore universali che non poteva mancare sulle CCG/AWS!‎
Are you ready?
(continua)
inviata da Bartleby 8/3/2012 - 09:42
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Get Up Off Our Knees

‎[1986]‎
Album “London 0 Hull 4”‎



‎“Le carestie resteranno carestie, i banchetti resteranno banchetti, i poveri resteranno poveri e i ‎banchieri resteranno banchieri, le nazioni resteranno nazioni, le frontiere resteranno frontiere… ‎Qualcuno ha perso i suoi amici in guerra e qualcun altro in guerra ce li ha mandati… Non stare lì a ‎pregare! Basta stare in ginocchio! Alzati in piedi! E non additarli senza poi fare nulla, non abbatterli ‎domani se puoi farlo oggi!”‎

Piuttosto esplicita ‘sta canzone, no?!?‎
Famines will be famines, banquets will be banquets
(continua)
inviata da Bartleby 8/3/2012 - 09:18
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Flag Day

‎[1985]‎
Singolo poi inserito nell’album “London 0 Hull 4” dell’anno seguente‎



‎“Troppe mani in troppe tasche, poche invece sui cuori…”, una desolata descrizione ‎dell’impoverimento della gente nella “perfida Albione” al tempo della perfida “Lady di Ferro”.‎
E ce n’è anche per la corte reale: “… chiedendo l’obolo alla regina, visto che la sua borsa è così ‎piena da scoppiare…”‎
‎“God save the Queen, the fascist regime”, cantava qualcun altro qualche anno prima degli ‎Housemartins…‎
Too many florence nightingales
(continua)
inviata da Bartleby 8/3/2012 - 09:02
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La piccola vedetta piemontese

Il primo istant-video degli alter-ego squatter degli Oblivion.
Un editoriale canoro clandestino to be continued...
Dimmi vedetta, che cos’è che vedi in Val di Susa?
(continua)
inviata da adriana 8/3/2012 - 08:49




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