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Prima del 2012-2-17

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L'ovvio diritto al nucleare di una vergine iraniana

Lasciando perdere la canzone in questione, mi trovo in totale disaccordo col commento al brano.
Non discuto certo i gusti o i pareri personali (ogni cosa può piacere o non piacere) ma la musica e soprattutto i testi dei CCCP non si possono cassare con un semplice "tante canne poca sostanza".
Poca sostanza? I testi di quel mattoide di Ferretti, prima della fulminazione sulla via di Cerreto Alpi e relativa conversione al catto-misticismo, erano pure perle, poche parole pregne di poesia e significati. Ma soprattutto erano terribilmente intelligienti.
Ammettendo ora che canzoni come Live in Pankow, Emilia Paranoica o Militanz contengono slogan anni 70/80 oggi irrimediabilmente datati, tante altre come Tu menti (sul conformismo), Trafitto (la massificazione imposta), Io sto bene (e qui potrebbero essere i giovani fannulloni e "annoiati" di Mario Monti!) criticano una società che per molti aspetti non è ancora cambiata, dagli anni 80 a oggi.
Mi scuso per il "pippone", ma ci tenevo proprio a dire la mia. Saluti
Paul 17/2/2012 - 23:47
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White Stripes: Seven Nation Army

Uno degli ultimi capolavori del rock moderno. Solo da noi poteva diventare un becero tormentone calcistico...
Paul 17/2/2012 - 22:17
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Supper's Ready

Ho letto tutti gli interventi di chi mi ha preceduto e mi sono commosso a vedere quanta gente appassionata come me che pensa le stesse e identiche cose.
Supper's ready non ha niente da invidiare ai capolavori assoluti della musica perfino di Vivaldi o Beethoven.
Ogni volta che sento questi Genesis, mi commuovo.
Grazie a tutti.
tra l'altro ssono di Genva e se non sbaglio anche Roberto venturi lo è.
Ovviamente genoano:-)
Lello Sarti 17/2/2012 - 17:41
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Camarade

‎[1977]‎
Parole di Jacques Planté.‎



L’edizione per il mercato di lingua spagnola (“Camarada”) è del 1980.‎
Neanche a dirlo, fu una delle circa 200 canzoni censurate dalla giunta ‎militare argentina tra il 1976 ed il 1982.‎
Camarade
(continua)
inviata da Bartleby 17/2/2012 - 10:33
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Sangre de minero

‎[1970]‎
Nell’album “El Potro”‎



Una delle circa 200 canzoni censurate dalla giunta militare argentina tra il 1976 ed il 1982.‎
Sangre de minero,
(continua)
inviata da Bartleby 17/2/2012 - 10:23
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Es Sudamérica mi voz

‎[1972]‎
Album “Cantata Sudamericana”‎
Scritta da Félix Luna.‎
Musica di Ariel Ramírez
Testo trovato su Cancioneros.com



Una delle circa 200 canzoni censurate dalla giunta militare argentina tra il 1976 ed il 1982.‎
Americana soy,
(continua)
inviata da Bartleby 17/2/2012 - 10:14

Alcen la bandera

‎[1972]‎
Album “Cantata Sudamericana”‎
Scritta da Félix Luna.‎
Musica di Ariel Ramírez
Testo trovato su Cancioneros.com

Una delle circa 200 canzoni censurate dalla giunta militare argentina tra il 1976 ed il 1982.‎
‎¡Ay! Que tu tiempo se acerca,
(continua)
inviata da Bartleby 17/2/2012 - 10:10
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Diez décimas de saludo al público argentino

‎[1974]‎
Album “Zitarrosa 74”‎
Testo trovato su Cancioneros.com



Una delle circa 200 canzoni censurate dalla giunta militare argentina tra il 1976 ed il 1982.‎
Allá en mi pago hay un pueblo
(continua)
inviata da Bartleby 17/2/2012 - 09:57
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Va, pensiero

ΠΕΤΑΞΕ, ΣΚΕΨΗ
(continua)
inviata da Gian Piero Testa 17/2/2012 - 09:53
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Tema de los mosquitos

‎[1978]‎
Album “Cuarto LP”‎

In piena dittatura, León Gieco tentò una provocazione, quella di descrivere il massacro in corso ad ‎opera dei militari e di organizzazioni come la Triple A (Alianza Anticomunista Argentina) senza ‎cadere sotto il maglio della censura, raccontando quel che succedeva come se si trattasse di un ‎epidemia di follia assassina che aveva colpito non gli uomini ma tutte le restanti specie del regno ‎animale… Il regime non se la bevette e censurò comunque la canzone… D’altra parte, quella del ‎caimano che si inghiotte l’uccelletto che fino a poco prima l’ha aiutato a pulirsi i denti era ‎un’immagine piuttosto forte che non lasciava alcun dubbio sulle reali intenzioni di Gieco…‎
El gorrión le quitó la casa al hornero
(continua)
inviata da Bartleby 17/2/2012 - 09:03

Canto a Sudamérica

‎[1973]‎
Album “Al pueblo lo que es del pueblo”
Parole di Jaime Dávalos
Musica di Eduardo Falú.


Una delle circa 200 canzoni censurate dalla giunta militare argentina tra il 1976 ed il 1982.‎
Nadie la para ya, no pueden detenerla
(continua)
inviata da Bartleby 17/2/2012 - 08:19
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Nuclear Attack

Dropped from Enola, a city erased, threat of the future displayed
(continua)
inviata da DonQuijote82 17/2/2012 - 00:10
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In The Name Of God

Hide from the public eye, choose to appear when it suits you
(continua)
inviata da DonQuijote82 17/2/2012 - 00:09
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The Final Solution

Country in depression
(continua)
inviata da DonQuijote82 17/2/2012 - 00:04

Auschwitz

Abimael
The drums of war have been sounded, how much can we take?
(continua)
inviata da DoNQuijote82 16/2/2012 - 23:35
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The Children of Auschwitz

The Gray fantastic
words&music:Steven Damian
'oh dear Mum, why is it so dark?
(continua)
inviata da DoNQuijote82 16/2/2012 - 23:33
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Mississippi Goddam

questa canzone è meravigliosa avevo i brividi quando la sentivo...non ero riuscita a tradurla tutta e adesso che leggo la traduzione e iltesto...continuo ad avere i brividi una delle più belle canzoni mai scritte.
sabrina di stefano 16/2/2012 - 16:02

Cimarrones

‎[1973]‎
Album “Cimarrones”‎

Con Cielo de los Tupamaros, un’altra canzone del grande poeta, scrittore, compositore, cantante e liutaio ‎uruguayano Osiris Rodríguez Castillos dedicata sì alla lotta d’indipendenza (si veda la dedica ad ‎Artigas, padre della patria), ma in realtà piena di un tal contenuto libertario da risultare anch’essa ‎invisa al regime dittatoriale che proprio nel 1973 si era insediato in Uruguay: “… Li onora la ‎bizzarria / di combattere per un vinto / che accusano di essere un bandito / perché vuole, coraggioso ‎‎/ che il criollo più derelitto / si affranchi dalla povertà…”‎
Rodríguez Castillos fu quasi ridotto al silenzio, resistette per qualche anno e poi si auto-esiliò in ‎Spagna.‎

Cimarrones erano gli schiavi ribelli e fuggiaschi in Colombia, Cuba, Panamá e Perù, ma qui credo ‎s’intendano per paragone i criollos della Banda Oriental, i combattenti per l’indipendenza e, ‎comunque, chi lotta per la propria e l’altrui libertà.‎
(A José Gervasio Artigas)
(continua)
inviata da Bartleby 16/2/2012 - 14:25
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Cancion por Benito



Esta canción Horario Guarany la compuso en homenaje a este Luchador por los derechos de los mas postergados :
Benito Marianetti,nació el 15 de enero de 1903 en Luján de Cuyo provincia de Mendoza República Argentina ,escritor, abogado ymilitante comunista, enfocó en diversas publicaciones a Mendoza como problemática. Su perspectiva de la política, historia y cultura mendocina no son lo suficientemente conocidas por el público en general y sus escritos no han sido reeditados, por ello merece ser incluido en el patrimonio de la historia de las ideas latinoamericanas a fin de ser difundidas. Las ideas de conflicto y diversidad, están presentes en su obra:
Si sientes que el sol te quema
(continua)
inviata da adriana 16/2/2012 - 14:13
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Cielo de los Tupamaros

‎[1959]‎
Album “Poemas y canciones orientales” del 1962.‎

Una delle circa 200 canzoni censurate dalla giunta militare argentina tra il 1976 ed il 1982.‎

Nel 1973 in Uruguay il presidente Bordaberry, dopo una breve parentesi di governo costituzionale, ‎si trasformò in dittatore, dissolvendo le Camere, accentrando il potere, dichiarando fuori legge le ‎organizzazioni sindacali. Ci furono anche alcuni morti durante gli scontri di piazza, i primi dei tanti ‎a morire nel corso di un regime che durò fino al 1985.‎
Anche gli artisti furono travolti dalla persecuzione e dalla censura.‎
Osiris Rodríguez Castillos aveva composto questa “Cielo de los Tupamaros” nel 1959 e, benchè la ‎canzone si riferisse alla lotta indipendentista (alla rivoluzione del 1811 e al cosiddetto “Grito de ‎Asencio”, la sollevazione dei criollos contro le autorità spagnole di Montevideo), fu vietata prima in ‎Uruguay... (continua)
Cielo, mi cielito lindo,
(continua)
inviata da Bartleby 16/2/2012 - 13:55
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Coplera del prisionero

‎[1977]‎
Album “Luche luche”, registrato in Spagna durante l’auto-esilio.‎

Una delle circa 200 canzoni censurate dalla giunta militare argentina tra il 1976 ed il 1982.‎

E a Guarany non cercarono solo di censurare le canzoni, ma di farlo proprio fuori: nel 1976 ‎ricevette minacce di morte e poi la “Triple A”, l’Alianza Anticomunista Argentina, cercò di ‎ammazzarlo a suon di bombe. Guarany fu costretto a scappare in Venezuela, in Messico e poi in ‎Spagna. Rientrato in Argentina nel 1978, il 20 gennaio dell’anno seguente fu oggetto di un nuovo ‎attentato al quale scampò miracolosamente. Decise comunque di restare in Argentina, anche se gli ‎fu interdetto di esibirsi a Buenos Aires e nei grossi centri.‎
Estamos prisioneros carcelero,
(continua)
inviata da Bartleby 16/2/2012 - 13:00
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O Progresso

La versione spagnola è dello stesso Roberto Carlos del 1977.

"El progreso" è una delle circa 200 canzoni censurate dalla giunta militare argentina tra il 1976 ed il 1982.‎
Bartleby 16/2/2012 - 11:15
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El cóndor vuelve

‎[1976]‎
Scritta da Armando Tejada ‎Gómez ed Eduardo Aragón.‎
Interpretata da La Negra Sosa nel suo disco “Mercedes Sosa '83”‎
Testo trovato su Cancioneros.com


Una delle circa 200 canzoni censurate dalla giunta militare argentina tra il 1976 ed il 1982.‎
El cielo del cóndor abre de par en par
(continua)
inviata da Bartleby 16/2/2012 - 10:20
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La memoria

Un elenco di canzoni ritenute, non trasmittibili via radio, censurate dalla "junta" argentina. Mica solo Victor Jara e Patricio Manns, anche Baglioni e Donna Summer!
Bartleby 16/2/2012 - 10:03
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Roda viva

‎[1967]‎

“La gente vuole avere voce e decidere del proprio destino”



‎“Roda viva” è il tema principale di uno spettacolo musicale scritto da Chico Buarque nel 1967, ‎diretto da José Celso Martinez Corrêa e interpretato dal gruppo vocale e strumentale MPB4. ‎Presentato nel 1968, lo spettacolo si attirò subito la “simpatia” dei colonnelli: una sera, una torma di ‎individui armati facenti parte del cosiddetto “Comando de Caça aos Comunistas” (CCC) irruppe nel ‎teatro di São Paulo dove “Roda viva” era rappresentato e aggredì gli attori, devastando ‎completamente la scena e gli impianti. Il giorno seguente Chico Buarque era presente in sala ad ‎esprimere il proprio appoggio alla compagnia e si creò un movimento di sostegno a “Roda viva” e ‎contro la censura agli spettacoli esercitata dal regime militare al potere…‎
E’ proprio con “Roda viva” che Chico Buarque aprì le ostilità contro la dittatura, cosa che di lì ad ‎un paio d’anni gli valse il forzato auto-esilio in Italia…‎
Tem dias que a gente se sente
(continua)
inviata da Bartleby 16/2/2012 - 09:43
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Benvenuti in Italia

Benvenuti in Italia è la prima fra le canzoni scritte da Massimiliano Cadamuro ad entrare nel progetto TantiCantiMilitanti.
Benvenuti in Italia, benvenuti fratelli
(continua)
inviata da fabio 15/2/2012 - 23:09

Quand ils sont venus rançonner les Grecs

ΟΤΑΝ ΗΡΘΑΝ ΝΑ ΒΑΛΟΥΝ ΛΥΤΡΑ ΣΤΟΥΣ ΡΩΜΙΟΥΣ
(continua)
inviata da Gian Piero Testa 15/2/2012 - 16:32
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Il passo e l'incanto

Chanson italienne – Il passo e l'incanto – Gianmaria Testa – 2006

« De ce côté de la mer » est un « album-concept », prix Tenco 2007, entièrement dédié à un thème unique, comme si tout l'album fut un roman et les chansons, les chapitres qui toutes ensemble racontent une histoire.
Le thème, le fil rouge qui coud et tient ensemble toutes les chansons, est celui des migrations modernes. Une réflexion poétique, ouverte et sans démagogie sur les énormes mouvements de populations qui traversent nos années. Sur les raisons, dures, du départ, sur la décision, difficile, de traverser des déserts et des mers, sur la signification de mots comme « terre » ou « patrie » et sur le sentiment de déracinement et d'amertume que le déplacé emmène toujours avec lui. Sous n'importe quelle latitude.

http://www.gianmariatesta.com/album/ma...
LE PAS ET L'ENCHANTEMENT
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 15/2/2012 - 16:28
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Vstala primorska [Vstajenje Primorske]

Guardate che non è esattamente una canzone "contro la guerra", è una canzone partigiana, e come tale non è proprio il massimo del pacifismo. Non voglio polemizzare su giusto/ingiusto, i fascisti hanno fatto altrettanto e forse peggio, ma volevo solo dire che non è una canzone contro la guerra... molto bella comunque, grazie per averla messa!
Un tempo abbiamo con dolore rinchiuso in noi stessi
(continua)
inviata da ouranos 15/2/2012 - 15:51
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EZLN

Finir avec le manque d'avenir
(continua)
inviata da DoNQuijote82 15/2/2012 - 09:45
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Partisans

When freedom was in a distant future
(continua)
inviata da DoNQuijote82 15/2/2012 - 09:39
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E.Z.L.N.

A perfect disguised dictatorship
(continua)
inviata da DoNQuijote82 15/2/2012 - 09:38
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Antifascist

It makes me full of anger
(continua)
inviata da DoNQuijote82 15/2/2012 - 09:36
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EZLN

We are the voice arms itself to be heard
(continua)
inviata da DonQuijote82 15/2/2012 - 09:31
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Wind Below

Album: Evil Empire 1996
Flip this capital eclipse
(continua)
inviata da DoNQuijote82 15/2/2012 - 09:16
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Viva Zapata

[1995]
Album: Avanzo de cantiere
L'alba che l'indio non potrà scordare tre ombre
(continua)
inviata da DoNQuijote82 15/2/2012 - 09:05
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Himno zapatista

anonimo
cantata anche da Al Mukawama
DoNQuijote82 15/2/2012 - 08:54
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Masters Of War

L’antimilitarismo dylaniano in Masters of War si appunta soprattutto sul noto assunto che storicamente ha sempre mosso i “Signori della Guerra”: “Armiamoci e partite...” - i potenti preparano e dichiarano le guerre, e “i ragazzi” le devono combattere col loro sangue, sacrificandovi le proprie innocenti esistenze. Masters of War si traduce in una lunga invettiva, veemente e diretta come una denuncia-arringa, al tempo di un ritmo cantilenante e ipnotico sottolineato da un’armonica graffiante e ficcante come una lama. Mai, prima di allora, dalla ribalta pop si era ascoltata una ballata di denuncia così esplicitamente polemica.
Per attaccare frontalmente i “Signori della Guerra”, il menestrello Dylan si fa rabbioso accusatore, abbandonando qualunque forma di allegorico lirismo, qualunque tipo di introspezione, e scrive e canta un testo in grado di contrapporsi agli atroci soprusi guerrafondai del potere.

http://www.antoniogramsci.com/angelamo...
DoNQuijote82 15/2/2012 - 08:45
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Cadena perpetua

1995
Paranoia e potere
La libertà è un diritto da quando sono nato
(continua)
inviata da DonQuijote82 15/2/2012 - 08:20

Quand ils sont venus rançonner les Grecs


Non deve bruciare Atene, dovete bruciare voi

Ieri sera m'è capitato di vedervi, in diretta televisiva.

Vi trasmettevano in tutto il vostro livido orrore. Con abiti scuri di morte, con cravatte da impiccati. Cadaveri che biascicavano putrefazione. Mentre, là fuori, un paese intero veniva spinto nel precipizio ma dimostrava di non essere disposto a cadervi senza combattere. Voi là dentro, chiusi, guardati a vista, a blaterare di democrazia, di risanamento, di crescita e di altre baggianate, mentendo sapendo di mentire. Disposti alla menzogna anche davanti al plotone di esecuzione, e senza alternativa. Cadaveri che uccidono, ma che non si accontentano di questo: devono continuare a ripetere, macchinalmente, le solite formule cui nessuno più crede. Il risanamento. La crescita. La creazione di posti di lavoro (ah ah ah ah!). Le misure dolorose ma inevitabili. Menzogne declinate in lingue differenti,... (continua)
QUANDO SONO VENUTI A TAGLIEGGIARE I GRECI
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 14/2/2012 - 22:17




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