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Prima del 2010-8-18

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Salvatore Giuliano

E' una canzone molto bella. Ascoltandola si prova una forte emozione e viene il desiderio di ricominciare a lottare per la giustizia vera e la vera libertà. Forse non abbiamo abbastanza fame.
Laura
laura 18/8/2010 - 23:33
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Un final felíz

[2007]

cover

Scritta da Leo Maslíah, musicista e scrittore di Montevideo.

“Canción del gran compositor y autor uruguayo Leo Maslíah. Lo conocimos en un concierto en un Pub de Santiago. Nos envió por Email su canción e inmediatamente la montamos. Con su ironía característica muestra el terrible problema de la impunidad frente a las atrocidades de la guerra sucia en los países del cono sur, en la que todo se ha dado por resuelto con una mera promesa de los militares y de la policía de no volver a cometer estos actos nunca más.” (Quilapayún)
Esta es una historia que tiene un final feliz
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 15:49
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Dónde está la que quiero

[2007]
Album “Siempre”

Scritta da Luis Advis.

“Canción que pertenece a la obra de Luis Advis ‘Sinfonía de los tres tiempos de América’ escrita en homenaje a los desaparecidos y que nosotros mismos grabamos en España junto a la cantante Paloma San Basilio en un disco editado en 1986. En la obra, las partes solistas las cantaba ella, en esta nueva versión, nosotros hacemos todo.” (Quilapayún)
¿Donde está la que quiero, donde está?
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 15:42
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Rumba por la paz

[2007]
Album “Siempre”

Scritta da Sebastián Quezada, percussionista formatosi a Cuba. Si è unito ai Quilapayún nel 2005.

"Omo Añá" en yoruba quiere decir “hijo de Añá”. “Añá” es la entidad que vive dentro del tambor consagrado "batá", con el cual se celebran las fiestas de santo en la santeria. Regino, mi maestro, era un Omo Añá de los mas respetados de Cuba, y luego, del mundo. Los batás se han repartido mucho por el Caribe, México, Estados Unidos, Venezuela... Por razones musicales me hicieron una ceremonia de lavarme las manos para que tenga la posibilidad de tocar esos tambores consagrados. Se trata de una ceremonia Africana dura, con muchos cantos y ojos vendados y penitencias, etc. No soy Omo Añá, pero tengo las manos lavadas. Yo hice eso por tocar y cantar esa música y no por razones religiosas. Los grandes músicos tamboreros lo entendieron bien y me han apoyado. Así es el cuento africano de mi vida.” (Sebastián Quezada)
Andando por todo el mundo
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 15:36

Alla fiera del Nordest

Sono Veneto acquisito, latinoamericano (fiero) di nascita. Però odio i pregiudizi razzisti dei leghisti così come quelli ai danni del Veneto e dei Veneti che non sono né leghisti né razzisti.
L'episodio della "vecchietta barbona" a Venezia? mi sa che avete proprio preso un granchio perchè delle città-capoluogo venete, Venezia non è mai stata leghista né mai lo sarà: è sempre stata di centro-sinistra (se non di sinistra-sinistra, almeno in certe zone. E lo dico da trevigiano, naturalmente e storicamente antagonista rispetto a venexia).
Fate finta di non saperlo oppure ignorate proprio che la gente che si vede in giro per Venezia NON E' veneziana? Venezia è invasa dai turisti, di ogni provenienza. I Veneziani doc si sono rotti le palle di stare tra i turisti (e, infatti, i veneziani veraci è quasi impossibile vederli lungo le rotte frequentate dalle orde dei turisti) e di essere ridotti... (continua)
Kork 18/8/2010 - 15:08
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Sacco y Vanzetti

[1928]
Album:.Los Anarquistas ~ 1904-1936
Marchas y canciones de lucha de los obreros anarquistas argentinos

Testo reperito in questa pagina
Recitado:
(continua)
inviata da adriana 18/8/2010 - 13:54
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Canción para Víctor Jara

[1979]
Album “Umbral”
Scritta da Eduardo Carrasco
Yo no tenía voz
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 13:27
Percorsi: Víctor Jara
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Arriba en la cordillera

[1965]
Parole e musica di Patricio Manns.

Forse la canzone più famosa di Patricio Manns…
Qué sabes de cordillera
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 13:16
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Las ollitas

[1977]
Album “La marche et le drapeau - Anthologie de chansons inédites”
Scritta da Sergio Ortega

Questa canzone, scritta dal compositore e pianista cileno Sergio Ortega, ironizza sui “cacerolazos” (protesta di piazza fatta percuotendo pentole e tegami) che la destra cilena (Democrazia Cristiana e i fascisti del Partito Nazionale e di Patria e Libertà) organizzavano ad ogni piè sospinto contro il governo di Allende.
Quella che in tempi più recenti, in America Latina ma anche in Islanda, per esempio, è diventata una forma consueta di espressione del dissenso popolare per la politica economica di questo o quel governo, fu inaugurata in Cile nel 1971 proprio dalla destra che – come dice la canzone – se in piazza batteva sulle pentole vuote, a casa le pentole più grosse le aveva ben piene di ogni bendiddio, con riferimento al boicottaggio contro Allende attuato dalla borghesia e dagli oligarchi... (continua)
La derecha tiene dos ollitas
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 11:26
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General Prats, usted tenía razón

[1977]
Album “La marche et le drapeau - Anthologie de chansons inédites”
Scritta da Eduardo Carrasco e Guillermo Oddó

Carlos Prats fu nominato comandante in capo dell’esercito cileno nel 1969 dal presidente Frei in sostituzione di René Schneider Chereau, assassinato da un gruppo di militari golpisti, con il supporto della CIA, per essere un soldato fedele alle istituzioni.
Nel 1974 Carlos Prats fece la stessa fine del suo amico Shneider, e per lo stesso motivo: la lealtà verso le istituzioni democratiche. Allende aveva voluto Prats non solo come capo dell’esercito ma anche come ministro della difesa e vice-presidente e Prats gli fu leale fino alla fine ma, travolto dai continui attacchi, anche fisici, che gli venivano dagli ambienti militari più reazionari, fu costretto a dimettersi da ogni incarico nell’agosto del 1973, raccomandando ad Allende il suo “fidato” vice, tal Augusto Pinochet... (continua)
A la rosa de la aurora
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 10:40
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Tío Caimán

A quanto mi risulta, i primi a registrare questa canzone scritta da Carlos Francisco Chang Marín non furono gli Inti-Illimani ma i Quilapayún nel loro album "Quilapayún Cuatro" del 1970.
Quindi è forse a loro che il brano dovrebbe essere attribuito...
Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 08:47
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Guanajuato

[2009]
Lyrics and Music by David Rovics
Album: Ten Thousand Miles Away


A song for one of the hundreds of would-be Mexican immigrants who die of thirst on the US-Mexico border every year..
I was raised in Guanajuato
(continua)
inviata da giorgio 18/8/2010 - 08:44
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Between the Walls

[1997]
Lyrics by Klak Guguilje
Music by S-cuk Gogs
Album: Demo [2007]

The song is main about the border issues through not only "Natives' view", but also a Latin... Since after all Latins, Hispanics, etc. are natives too, if you know what has happen to the Aztec, Mixtec, Zapotec, Mayan, Incas, Tainos, etc. history..
They marked a line right through our land,
(continua)
inviata da giorgio 18/8/2010 - 08:27
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Hello Mama

[Mama]
(continua)
inviata da The Great Cornholio 18/8/2010 - 04:45
Percorsi: Guantanamo Bay
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Bologna '77

Erri De Luca e Gianmaria Testa per Giorgiana Masi e Carlo Giuliani

adriana 17/8/2010 - 15:26
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El Plan Leopardo

[1975]
Album “Adelante!”

Scritta da Willy Oddó, membro dei Quilapayún, sulla base del racconto di un anonimo testimone su quello che la DINA, la polizia politica di Pinochet, battezzò “Plan Leopardo”, una trappola tesa all’indomani dell’11 settembre ai militanti di sinistra che, soprattutto nel sobborgo di Santiago denominato La Legua, si erano opposti armi in pugno al golpe fascista.
In un primo momento i servizi segreti rilasciarono gli attivisti arrestati, ma poi infiltrarono a La Legua alcuni agenti che si finsero reclutatori di una qualche organizzazione armata di sinistra e riuscirono così a mettere le mani sui capi della resistenza. Pedro Rojas, Luis Orellana Pérez, Alejandro Gómez Vega, Carlos Cuevas e Luis Canales, tutti militanti comunisti del comitato locale “Galo González” di La Legua, furono arrestati dalla DINA tra il 18 e il 20 di dicembre del 1973 e condotti in uno dei... (continua)
Un día triste y oscuro
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 17/8/2010 - 14:36
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Al vent

Grazie mille, Alessandro!La vostra dedizione mi ha toccato il cuore.
Gustavo Sierra Fernández 17/8/2010 - 14:27
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Malembe

[1975]
Album “Adelante!”

“Malembe”, o “maleme”, è un termine di origine africana (bantu?) usato in molti paesi dei Caraibi, in Brasile e in Venezuela ma non sono riuscito a risalire al significato preciso. “Malembe” può essere un saluto, un augurio di buona giornata, ma in Venezuela significa anche “andare lentamente” e indica anche un tipo di danza praticata nel corso di certe feste sincretiche, come il “Tamunangue” o “Son de Negros” che si tiene nello Stato del Lara. “Maleme” può significare anche “misericordia”, quella invocata in tante canzoni popolari dal vecchio nero che ha trascorso l’intera esistenza in schiavitù…
Credo che in questa canzone dei Quilapayún – di cui essi stessi indicano l’origine cubana - il “Malembe” assuma la valenza dello spirito del popolo che soffre ma che sempre si ribella e colpisce i propri oppressori.
Aquí traigo mi Malembe
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 17/8/2010 - 13:21
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Vivir como él (Cantata popular)

[1971]
Album “Vivir como él”
Testo trovato sul sito dei Quilapayún

Scritta da Frank Fernández e Luis Advis Vitaglich, grande compositore e filosofo cileno. Nato ad Iquique, è proprio lui l’autore della celebre Cantata Santa María de Iquique , anch’essa interpretata dai Quilapayún, come pure di altre celebri canzoni, tra le quali il ciclo “Canto para una semilla” basato su testi di Violeta Parra e interpretato dagli Inti-Illimani con Isabel Parra e Carmen Bunster.

Questa cantata è dedicata a Nguyen Van Troi, un diciasettenne combattente viet-cong che nel 1963 andò da solo a Saigon con l’intenzione di uccidere il ministro della difesa americano Robert McNamara, uno dei responsabili della guerra in Vietnam e uno dei più grandi criminali di guerra di tutti i tempi, come lui stesso ha ammesso nel documentario di Errol Morris “The Fog of War”, a lui dedicato. E McNamara era pure un recidivo,... (continua)
El 15 de octubre de 1964, por orden de los yanquis, las autoridades títeres de Saigón fusilaron al joven electricista Nguyen Van Troi, acusado de haber intentado dinamitar un puente por donde debía pasar el Secretario de Estado norteamericano McNamara.
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 17/8/2010 - 09:32
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Levantate campesino

Album:Contraconfesiones
Levántate campesino,
(continua)
inviata da adriana 17/8/2010 - 08:58
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Los gorilas

Album : Testimonios Rebeldes
La universidad y el ejercito, son dos instituciones sostenidas por el esfuerzo económico del pueblo, flaca inversión esta de mis sufridos hermanos, la universidad hasta nuestros días solo ha servido para, preparar mejor en técnicas de explotación contra las mayorías trabajadoras y el ejercito es el brazo represivo de la oligarquía en el poder. Estos vicios solo podrán cambiar con un autentico movimiento revolucionario, que genere primero las milicias populares con autentica conciencia política y la universidad popular del pueblo y para el pueblo.
(continua)
inviata da adriana 17/8/2010 - 08:09
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Lamento coprero

Masacre de La Coprera
De Wikipedia, la enciclopedia libre

Agosto de 1967 se escenificó la cruenta masacre de copreros en Acapulco
La masacre de los copreros en Acapulco o de la La Coprera ocurrió el domingo, 20 de agosto de 1967 en el puerto de Acapulco, Guerrero, al sur de México. Sucedió cuando líderes de la Unión Regional de Productores de Copra del Estado de Guerrero, mediante pistoleros confabulados con el entonces gobernador de Guerrero Raymundo Abarca Alarcón, abrieron fuego reprimiendo a alrededor de 800 campesinos copreros que intentaban ingresar al edificio de dicha sede —mejor conocida como La Coprera— en donde se llevaría a cabo un congreso y se manifestarían en contra de la reciente elección de Jesús Flores Guerrero para presidente de dicha organización y de un impuesto de 13 centavos al kilogramo de copra que se había aplicado previamente.
El número de muertos no se ha... (continua)
A nuestras autoridades,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 17:52
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Corazones de plomo

Album : Se Acabo
Hay Soldaditos de Plomo,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 17:44
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Contraconfesiones

Album : Contraconfesiones
Barriendo y acarriando concreto,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 17:10
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Al general

Album : Testimonios Rebeldes
Soldado: Fíjate bien en lo que te están convirtiendo, en asesino de tus hermanos de clase: los obreros, campesinos, estudiantes y pueblo en general. Y en perro guardián del dinero y de los intereses de tu enemigos, ¿O Acaso haz visto entre las filas de tropa a algún un Banquero?, ¿un diputado?, ¿un industrial?, ¿un gobernador?, ¿un terrateniente?, ¿o un presidente?...
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 17:04
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La masacre del corpus Christi

Album : Canticos y Testimonios
La “Masacre del Corpus Christi” è una canzone del 1971 e racconta quello che è passato alla storia come “El Halconazo”.
Alla fine del 1970 Luis Echeverría, ministro degli interni sotto Gustavo Díaz Ordaz e mandante con questi del massacro di Tlatelolco nel 1968, divenne presidente del Messico. I boia si davano il cambio al potere. Echeverría aveva bisogno di rifarsi la verginità e di mostrare all’opinione pubblica internazionale che il Messico non era una dittatura sanguinaria ma uno stato aperto e democratico. Così, all’inizio, consentì la scarcerazione o il rientro dall’esilio di molti attivisti del movimento studentesco e parlò di riforma della scuola e del prossimo riconoscimento di ampie autonomie per le università.
Ma era un inganno.
Passati appena pochi mesi il presidente rivelò la sua vera faccia dispotica e dispose draconiani tagli di fondi... (continua)
Hoy es jueves para el cuerpo,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 16:54
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El niño de Vietnam

Album : Historia de un Verdadero Sex-enio I
Oye estos lamentos joven americano,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 16:47
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Soldado

Album : Manifiesto
Soldado que estas haciendo,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 16:23
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En esta plaza

Cuentan que los pajarillos,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 16:13
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Ayeres

Album: Se Acabo
No canto porque se admiren,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 16:06
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Dialogo entre el Papa y Jesucristo

Album : Salsa Roja
Sucedió en el Vaticano
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 15:52
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Milonga del Fusilado

I primi ad incidere questa canzone furono Los Olimareños nell'album del 1971 intitolato "¡Que Pena!".
Bartolomeo Pestalozzi 16/8/2010 - 15:47
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Obreros y patrones

Album : Se Acabo
No hacemos otra cosa que trabajar,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 15:42
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Tierra de Artigas

[1965]
Album “De Cojinillo”

Scritta dal poeta uruguyano Víctor Lima, che collaborò con Los Olimareños fino al 1969, anno in cui decise di togliersi la vita gettandosi nelle acque del fiume Uruguay.
Artigas è il cognome di una famiglia uruguyana da cui provengono molti dei protagonisti delle guerre per l’indipendenza del paese dai colonialisti spagnoli.
El Uruguay es mi tierra,
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 16/8/2010 - 15:31
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La masacre de Tlatelolco

Album : Canticos y Testimonios
Acribillados y muertos en un mitin popular...
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 15:27
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Canto por los Desaparecidos

Album : Salsa Roja
Llevan de luto el corazón,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 15:20
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Patrón

[1969]
Nell’album “Basta”
Parole e musica dell’uruguayano Anibal Sampayo
E’ stata anche interpretata da Alfredo Zitarrosa

“Esta canción es un grito de alerta para los latifundistas dueños de la tierra y de la banca”
Anibal Sampayo, Paysandú, Uruguay, febrero de 1962.
Patrón, esa sombra que tirita tras sus reses,
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 16/8/2010 - 14:58
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Canción del minero

[1961]
Parole e musica di Víctor Jara.
Album “El folklore de Chile Vol. 9”, quando Víctor Jara era membro del gruppo folklorico Cuncumén.
Canzone presente anche nel disco d’esordio dei Quilapayún del 1966.
Voy
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 16/8/2010 - 14:37
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The Minstrel Boy

[2009]
Album: Demo 2009
THE MINSTREL BOY
(continua)
inviata da giorgio 16/8/2010 - 09:38
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The Revolution Will Not Be Televised

The poem is notable for its extensive political, cultural, and advertising references, including:

* "Plug in, turn on, and cop out," a reference to Timothy Leary's pro-LSD phrase "Turn on, tune in, drop out."[2]
* "Skag," slang term for heroin
* Xerox, best-known manufacturer (at the time of the poem's writing) of photocopying machines. The name has also become a genericized trademark that colloquially means "to photocopy".
* Richard Nixon, 37th president of the United States
* John N. Mitchell, U.S. Attorney General under Nixon
* General Creighton Abrams, one of the commanders of military operations in Southeast Asia during the Vietnam War
* Mendel Rivers, chairman of the House Armed Services Committee during the period of the Vietnam War
* Spiro Agnew, 39th vice president of the United States under Nixon
* "Hog maws," sometimes misheard as "hog... (continua)
Bartolomeo Pestalozzi 16/8/2010 - 09:02
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Grandfather and Me

[1976]
Lyrics & Music by Tom Neilson
Album: Dancin' Shoes [1997]

Chronicle of union organizers

"While hitchhiking in Northern Idaho in the Spring of 1975, I was told this story by my ride. It's about his grandfather and mother. Both were union organizers around 1919.
Grandpa played his concertina
(continua)
inviata da giorgio 16/8/2010 - 08:30
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Il ritorno dei ragazzi morti

[1994-96]
Dalla raccolta "Le origini"(2003)

IL disco originario da cui è tratto il brano s'intitola "Allegro Pogo Morto" del 1995.
L'assessore gira armato
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 15/8/2010 - 22:41
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La faccia della luna

[2010]
Album "Primitivi del futuro"
Il mondo è mio, mi sembra
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 15/8/2010 - 16:10
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L'ultima rivolta nel quartiere Villanova non ha fatto feriti

[2010]
Album "Primitivi del futuro"
Prendi a calci il tuo padrone
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 15/8/2010 - 16:09

Questa di Marinella

Chanson italienne – Questa di Marinella – Movimento Femminista Romano – 1972

Avec cette « refonte » [ moi, j'aurais dit parodie, dit Lucien l'âne] de 1972, le Mouvement Féministe Romain a joué une drôle de partie en allant chercher comme base une chanson d'une personne comme Fabrizio De André, qui ne peut certes être accusé d'être un chantauteur machiste. Mais les luttes et les revendications des féministes militantes ne pouvaient s'en tenir à la célébrissime chanson de De André, interprétée aussi par Mina. Nonobstant cela, la Marinella originale, selon ce que racontait De André, se référait à ce qu'on appellerait aujourd'hui un véritable féminicide.: l’assassinat d'une prostituée, qui fut jetée d'un pont dans le fleuve Tanaro. De André, avec délicatesse, transpose cet épisode dans la chanson qui lui donna la célébrité, une délicatesse que les féministes romaines remplaceront par la crudité... (continua)
CELLE DE MARINELLA
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 15/8/2010 - 16:04




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