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Les Brindilles d'Accettura

Les Brindilles d'Accettura

Canzone léviane – Les Brindilles d'Accettura – Marco Valdo M.I. – 2009
Cycle du Cahier ligné – 34

Les Brindilles d'Accettura est la trente-quatrième chanson du Cycle du Cahier ligné, constitué d'éléments tirés du Quaderno a Cancelli de Carlo Levi.

La pensée du prisonnier flotte dans la nuit des souvenirs, puis, elle dérive sur la mer de la méditation. En somme, comme Montaigne, il voit le monde à sa manière et somme toute, philosophe.

Nous y voilà, dit l'âne Lucien, j'imaginais bien que tu allais le dire un jour que la canzone est une manière de philosopher. Et je suis très intéressé à ce que tu me dises pourquoi la philosophie, comme on la pratiquait de mon temps d'âne, passe par la canzone. Jusqu'ici, il était entendu que dans la chanson, on avait entendu parler d'amour, on y avait conté des aventures en tous genres, on y avait répandu le vide de l'indigence... (continua)
Le petit Comte, on ne le voyait pas;
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 26/7/2009 - 18:41
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301 guerre fa

GRANDE COME E' SEMPRE STATO IL GRANDE BERTOLI....Ciao Pierangelo.............
ENZO 26/7/2009 - 18:22
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Nella mia ora di libertà

Grazie, buona idea, solo che non risponde mai nessuno...
Continuerò a provare! ciao
vane 26/7/2009 - 18:02

Che je fa

Canzone ironica sull'omertà mafiosa
Questa è la storia , la storia de ‘n paese
(continua)
inviata da DonQuijote82 26/7/2009 - 17:37
Percorsi: Mafia e mafie
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Stari Most

[2002]
[Fred Burguière / Sam Burguière / Mathilde Burguière / Alice Burguière]]
Album: Un air, deux familles
Interpretata con / Interprétée avec Les Hurlements d'Léo
Dal tour Latcho Drom


Les Ogres de Barback, o Les Ogres (“gli Orchi”) come sono detti comunemente, è un gruppo fatto in famiglia: i suoi membri sono infatti i quattro fratelli e sorelle Burguière (Fred, Sam, Alice e Mathilde). Come se non bastasse, Alice e Mathilde sono pure gemelle. Facenti parti del gotha attuale della canzone engagée francese, si sono fatti notare anche per i loro tour e i loro album “associati” via via ad un altro solista o gruppo di varie città francesi: l'album Un Air, deux Familles, di cui fa parte questa bella canzone dedicata a Mostar e al suo “Ponte Vecchio” fatto saltare durante la guerra bosniaca, nel 1993, è in coabitazione con la band bordolese Les Hurlements d'Léo (bordolese come i Noir Désir,... (continua)
J'associe le bien, le mal, j'envisage le meilleur
(continua)
26/7/2009 - 16:41
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Checkpoint Charlie

CHECKPOINT CHARLIE
(continua)
26/7/2009 - 12:31
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La bomba intelligente

La mia matricola è doppio vi ei ar
(continua)
inviata da adriana 26/7/2009 - 12:25
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Italia: ultimo atto

Un morceau qui, avec « In compagnia dei lupi », rappelle la célèbre « Povera patria » de Franco Battiato. Peut-être en est-ce une actualisation étant donné l'immonde fourmillement de fascistes, de satyres, de putains de haut vol, d'affairistes, de mafieux, de subversifs, de cagoulards, d'incompétents, de menteurs, de mercenaires, d'arrogants et d'imbéciles qui grouillent bien gras, florissants et baveux aussi bien aux sommets de l'État et des partis que dans chaque coin sombre, humide et fétide de notre pauvre pays...

La normalisation des années 80 et 90 est terminée. L'Italie est un pays socialement et culturellement désintégré. De super-pouvoirs supranationaux en ont pris le contrôle absolu et procèdent à son extinction, flanqués, comme toujours, de volontaires esclaves indigènes.
Paradoxalement, nous revenons à l'avant-garde : celle d'un Occident en route vers les ténèbres! ».

Commentaires... (continua)
ITALIE: DERNIER ACTE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 26/7/2009 - 11:20
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Bitter Fruit

[1986]
Lyrics & music by Little Steven (Steven Van Zandt)
Album: Freedom - No Compromise [1987]
I was born lucky they always say
(continua)
inviata da giorgio 26/7/2009 - 08:17

War In The Key of W

Lyrics by Paul R. Abramson
Copyright 2009
Attorney: Terry Gross, J.D.

Anti-War; Anti-George W. Bush song.
http://www.myspace.com/crying4kafka
American President wanted a war,
(continua)
inviata da Odysseus Muse 25/7/2009 - 19:03
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A Change Is Gonna Come

Non è male neppure la versione di Solomon Burke.
Carlo 25/7/2009 - 17:04
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Portland Town

(1957)
Interpretata da Joan Baez e da Marianne Faithfull

This song is original in 1957 by the unknown songwriter Derroll Adams (* 27. November 1925 in Portland (Oregon), USA; † 6. Februar 2000 in Antwerpen) written in memory of Korean War. He was a victim of McCarthyism and going than to London 1957.
I was born in Portland town
(continua)
inviata da Holger Terp & AWS Staff 25/7/2009 - 10:30
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Teacher Uncle Ho

Words and Music by Pete Seeger (1970)
He educated all the people.
(continua)
25/7/2009 - 10:19
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Terra in bocca

Toi, Lucien mon ami, porteur de lumière, toi qui es un âne et qui dans tous les pays vas partout de ton petit pas, vas partout, entends tout et vois-tout, tu dois savoir ce qu'est la Mafia et ses méfaits et bien de ses secrets. Tu pourrais donc apprécier cette chanson qui raconte une jolie, mieux une belle histoire d'amour, qui tourne à la tragédie par l'intervention de la Mafia.

Oh, dit Lucien l'âne, bien sûr que nous les ânes on a de grands yeux et de grandes oreilles... et que des histoires de méchantes actions de la Mafia, on en connaît des tonnes. Ce sont vraiment de mauvaises bêtes que ces mafieux et tous ceux qui les servent. Ils seraient même capables de tuer un âne ou une mule...

Tu ne crois pas si bien dire... mon bon ami... Dans la chanson, « ils » égorgent un mulet. C'est une chanson relativement récente, mais l'histoire elle remonte à 1936. C'est un épisode de la guerre de... (continua)
LA TERRE EN BOUCHE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 24/7/2009 - 21:57
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L'ultima notte di caccia

1979
Viva

La passione tra un indiano e una donna bianca non è sufficiente ad unirli a causa delle differenze razziali per cui i bianchi uccidono l'indiano penetrato furtivamente nel loro campo per incontrare l'amata.
Batte il suo tempo sempre esatto
(continua)
inviata da m 24/7/2009 - 21:40

Mississippi

[1965]

Ho trovato questa canzone su Broadside Magazine n.61 dell’agosto 1965, in seconda pagina. In copertina la foto della sua autrice, Charyn Sutton. Il testo è accompagnato da una nota della stessa Sutton in cui racconta che la sua “Mississippi” era diventata molto nota tra Boston, Philadelphia e Washington, tanto che sarebbe stato Phil Ochs a consigliarle di mandarla alla redazione del Broadside Magazine…
Essendo curioso di facce e di storie, soprattutto minime, mi sono chiesto che fine avesse fatto questa Charyn immortalata sulla copertina del Broadside, e di cui è nota questa sola canzone...

E ho scoperto che è morta di cancro nel 2004, all’età di 57 anni, dopo una vita molto intensa al servizio della sua comunità, e non solo quella afroamericana: attivista per i diritti civili negli anni ’60 (ne aveva appena 18 quando chiedeva al Broadside di pubblicare questa sua canzone), si... (continua)
Too many people have hung from the trees of Mississippi
(continua)
inviata da Alessandro 24/7/2009 - 13:27
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Inno a Oberdan

anonimo
[1885]
La canzone è stata interpretata da molti. Tra i tanti, I Gufi, Milva e Les Anarchistes.

Beh, se qui c’è A morte la casa Savoia, non poteva mancare questo inno al (mancato) “imperatoricida” Wilhelm Oberdank…

Wilhelm Oberdank (italianizzato in Guglielmo Oberdan dopo la sua morte) era nato a Trieste nel 1858 da madre goriziana di origini slovene, dalla quale prese il cognome. Fece gli studi a Trieste e a Vienna ma, quando nel 1878 ricevette la chiamata alle armi in vista dell’imminente occupazione austriaca della Bosnia, decise di disertare e si rifugiò in centro Italia. Qui aderì all’ideologia “irredentista”, quella che propugnava l’annessione al regno d’Italia anche di territori come Trentino, Friuli orientale e Venezia Giulia, storicamente sotto influenza austriaca e all’Austria rimasti anche dopo la terza guerra d’indipendenza del 1866.
Quando nel 1882 Umberto I re d’Italia,... (continua)
Morte a Franz, viva Oberdan!
(continua)
inviata da Alessandro 24/7/2009 - 11:53
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La belva del condominio

[2002]
Album "Non riesco più a starmene tranquillo"

Una bellissima canzone anarco-tekno-pop-punk, una delle più celebri del grande eppur misconosciuto MGZ, l'"Ultimo Profeta".
Dedicata a tutti i fascisti, a tutti i razzisti, a quelli delle ronde, a quelli che ingannano il tempo bruciando i barboni, a quelli che trucidano un ragazzo di colore perchè aveva rubato un pacchetto di biscotti, a quelli che rispediscono gente disperata a morire nel deserto, a quelli in divisa che massacrano e spesso, troppo spesso, uccidono i cittadini che invece dovrebbero proteggere.

"Pazzia pura o semplice genialità? Si è indecisi su quale opzione propendere ascoltando questo album della band savonese dal look post-atomico, capitanata dal profeta MGZ (al secolo Mauro Guazzotti). La musica è una sorta di techno-pop che a tratti scivola in un punk dal sapore industriale (massicci i campionamenti presenti). Il... (continua)
Disgraziati, delinquenti con il loro motorino
(continua)
inviata da Alessandro 23/7/2009 - 23:46
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Signor censore

[1975]
Testo e musica di Edoardo Bennato
Lyrics and music by Edoardo Bennato
Album: "Io che non sono l'imperatore"

"In Signor Censore affronto il tema della censura sottile, quella che censura senza nemmeno dirtelo. Nei miei testi ci sono ironia e provocazione, mai le parolacce perché mi danno fastidio istintivamente. In questa canzone mi rivolgo ai censori che creano ghetti e poi li circondano di mura. Vedi Secondigliano..." - Edoardo Bennato
Signor Censore,
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 23/7/2009 - 23:07

L'ultima preghiera

Forse non capiremo mai
(continua)
inviata da DonQuijote82 23/7/2009 - 20:47

I muri del pianto

Oltre i confini dell’Africa nera
(continua)
inviata da DonQuijote82 23/7/2009 - 20:46
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Ruby Don't Take Your Love To Town

Quella di Kenny Rogers & The First Edition è una cover di un brano scritto nel 1967 dal cantante country Lonnie Melvin "Mel" Tillis basandosi sulla storia di una coppia di suoi vicini di casa. Tillis ci risparmiò però il finale tragico Infatti, il suo vicino, un ex GI gravemente ferito in Germania durante la seconda guera mondiale, finì per ammazzare davvero la moglie per poi suicidarsi...
Alessandro 23/7/2009 - 16:16
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One More Parade

Stando ai crediti riportati su Broadside Magazine n.50 del settembre 1964, la canzone fu composta da Ochs insieme al folksinger Bob Gibson...
Alessandro 23/7/2009 - 15:47
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White Winged Dove

[1965]
Parole e musica di Mark Spoelstra
Nell'album “Five & Twenty Questions”
Testo e accordi pubblicati sul #62 del Broadside Magazine, 15 settembre 1965

Spoelstra era di fede quacchera e, grazie a questo, fece obiezione di coscienza al servizio militare senza però subire processo e prigione, come invece capitò a molti altri… Per due anni, tra il 1963 e il 1965 fece il servizio civile a Fresno, in California.
Alcune delle sue canzoni si riferiscono proprio a questa sua scelta di rifiuto del servizio militare, delle armi e della guerra.
I can play this guitar, I can sing a few notes,
(continua)
inviata da Alessandro 23/7/2009 - 15:29
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Don’t Say It So Slow

[1963]
Album “Spoelstra at Club 47”, live concert in Cambridge, Massachusetts.

Testo pubblicato su Broadside Magazine n.58 del maggio 1965.
Peace clouds are rolling, Peace clouds are rolling,
(continua)
inviata da Alessandro 23/7/2009 - 13:35

We've Got to Find Another Way

[1962]

Testo pubblicato su Broadside Magazine n.5 del maggio 1962.

Un appello all’obiezione di coscienza.
I got a form from my Draft Board
(continua)
inviata da Alessandro 23/7/2009 - 13:06

Leave Us Alone!

[1963]

Testo pubblicato su Broadside Magazine n.37 del gennaio 1964.

Una canzone dedicata ai nativi americani.

“No thanks, no giving!”
You say that I’m a bloody savage
(continua)
inviata da Alessandro 23/7/2009 - 10:31
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The Dance of Death

[1967]
Album "Reality Is Bad Enough" (1968)

Testo pubblicato su Broadside Magazine n.88 del gennaio 1968.
Sing to me, sing to me, a tune that's made for dancing
(continua)
inviata da Alessandro 23/7/2009 - 09:54
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Francesco Guccini / Gian Piero Alloisio: Gulliver

[1983]
Testo di Gian Piero Alloisio
Musica di Francesco Guccini e Gian Piero Alloisio
Incisione di Guccini: "Francesco Guccini"


Lemuele Sgrùlliver
di Ahmed il Lavavetri

Nelle lunghe ore d'inattività e di ieri che solo certe essenze distillate sanno regalare, Lemuele Sgrùlliver tornava coi pensieri ai tempi in cui andava in bicicletta; e sorridendo come sa sorridere soltanto chi ha il culo che gli ha fatto male, parlava con marmotte, piacentine ed islandesi, con svizzeri dagli stipendi astrusi; scienziati ed equipaggi, e alieni e ciurme e saggi, riempiendo il sito intero di miraggi.

Ma se i desideri sono solo qui di questa notte, o malinconia o allegre vite accese, nei vecchi amici che incontrava per la via (e non su feisbuc), in quelle loro facce un po' stranite sentiva bave amare, età passate e ipocondria, sentiva assenze e barbe poco fatte; ma confondendo tutto, volle farne parodia,... (continua)
Nelle lunghe ore d' inattività e di ieri
(continua)
inviata da Ahmed, appunto, il Lavavetri 23/7/2009 - 02:37
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Diluvio universale

[2003]
Testo e musica di Aldo Caponi (Don Backy)
Lyrics and music by Aldo Caponi (Don Backy)
Album: Diluvio universale
Non rimane che augurarci, un diluvio universale
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 23/7/2009 - 01:52
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Il colonnello

Chanson italienne – Il Colonnello – Lucio Dalla – 1971

Des colonels, il y en eut beaucoup – dans le genre. Quelques années avant la chanson de Lucio Dalla, les Grecs venaient d'en prendre une belle brochette. Tous colonels, tous fascistes. Mais outre le colonel, on eut droit à des lieutenants, des capitaines, des généraux et même, un maréchal.
Quant à l'homme providentiel, on le collectionne aussi. On relève ainsi à s'en tenir à l'Europe, dite occidentale : un peintre raté (D), une mâchoire prognathe (I), un général félon (Esp), un économiste distingué (P), des colonels (GR), un homme d'affaires (en ce compris, love affairs) (I), un avocat mal élevé (F), un Maréchal gâteux (F)...

Oh, oh, dit Lucien l'âne, c'est pas chez nous les ânes qu'on trouverait de si étonnantes figures. Mais, dis-moi, il y en a donc des pareils dans bien des pays...

Certes, Lucien mon ami l'âne, mais tu connais... (continua)
LE COLONEL
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 22/7/2009 - 22:47
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Non trattare

non credo che Capossela, come questa canzone, possa definirsi nichilista.Più volte si è detto amante convinto della vita, della bellezza delle cose terrene, più volte ha partecipato a manifestazioni che il futuro lo contemplano e non lo annullano, e nè tantomeno guardano al presente come una dimensione corrotta ed immutabile nel suo degrado(Capossela tenne un concerto importantissimo sull'altopiano del formicoso nel 2008 per contrastare la decisione di berlusconi di impiantare una discarica su quella terra...).
quindi il maestro irpino, artista completo come pochi ce ne sono in giro oggi,di certo non sceglie il nichilismo come posizione privilegiata dalla quale osservare i movimenti del mercato ed assecondarli.
"senza creatività, senza partecipazione, puoi mettere e togliere uno qualsiasi dei suoi testi e metterlo su un'altra musica e non cambia nulla"...ti invito sinceramente ad ascoltare... (continua)
gabriele 22/7/2009 - 22:06

L'Enchanteur Masqué

L'Enchanteur Masqué
Canzone léviane – L'Enchanteur Masqué– Marco Valdo M.I. – 2009

Cycle du Cahier ligné – 33

L'Enchanteur Masqué est la trente-troisième chanson du Cycle du Cahier ligné, constitué d'éléments tirés du Quaderno a Cancelli de Carlo Levi.

Après Perceval, voici à nouveau un personnage arthurien. Le très estimable Merlin qui par sa magie, par sa science, par son savoir méritait sans conteste son titre d'enchanteur. La magie de Merlin se déployait au service de bonne cause et se dressait contre le mal et le mensonge. Qu'on se réfère aux souvenirs d'enfance et Merlin bondit, chevelure et barbe blanches au vent, car Merlin avait, malgré son grand âge et pour revendiquer son grand âge avec fierté, une abondante chevelure, un beau visage ridé, une blancheur qui exprimait sa grande sagesse. Merlin était porteur d'une certaine moralité, d'une certaine honnêteté. Merlin était... (continua)
L'enchanteur ne tolère pas un lumignon,
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 22/7/2009 - 21:51

It’s All Happening Now

[1968]

Testo pubblicato su Broadside Magazine n.97 della primavera 1969.
The old year goes and the new comes in, but winter stays
(continua)
inviata da Alessandro 22/7/2009 - 15:09
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Dall'ultima galleria

Genova 20 luglio 2009
adriana 21/7/2009 - 19:23
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Zio Tom

[1979]
Album: zio Tom
Io – che sono negro,
(continua)
inviata da giorgio 21/7/2009 - 15:29
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Lilie

I GIGLI
(continua)
inviata da Martina Mezirkova 21/7/2009 - 14:41
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Corpo di guerra (1) (Madre Severa)

"Corpo di Guerra 1" (dallo spettacolo "Corpo di Guerra" prodotto da Arte Nomade nel 2002 su testi di Lucilio Santoni) e "Madre severa" mi pare siano lo stesso brano...

Colgo l'occasione per segnalare che "Tribale" dall'album "Disincanto" è una canzone di Ginevra Di Marco e non di Maicol Gecson, ed è una canzone contro la guerra (non come "Beat It", che "ingiustamente" avete kassato, o iniqui), per cui potete tranquillamente pubblicarla (o preferite qualche schizzo di liquido molecolare?)
Alienandro (lo xenomorfo incazzuso) 21/7/2009 - 13:47
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Uno come noi

i nomadi sono sempre i migliori.
moltissime delle loro canzoni sono contro la guerra. SEMPRE SOLO NOMADI!!!
nomadicontrola guerra 21/7/2009 - 11:08
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Malarazza [Lamento di un servo ad un Santo crocifisso]

Un servu e un Cristu, la versione del gruppo musicale siciliano Mattanza.
Un servu e un Cristu, the version by the Sicilian music band Mattanza.
Un servu e un Cristu, la version du groupe musical sicilien Mattanza.
Un servu e un Cristu, Sisilian musiikkijoukon Mattanzan versio.



La (bella) versione incisa dai Mattanza ha la particolarità di ripercorrere la storia di questo canto, riportandone anche la versione “edulcorata”, vedasi censurata dallo stesso Lionardo Vigo Calanna per non dispiacere a Santa Madre Chiesa, ma ribadendo infine la preferenza per la versione originale. [RV]
UN SERVU E UN CRISTU [1]
(continua)
inviata da Alessandro 21/7/2009 - 10:50
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Tribale

[2005]
Album "Disincanto"
Altri nasceranno
(continua)
inviata da Alessandro 21/7/2009 - 10:16
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Terra in bocca

Volevo segnalare che, a riguardo di "Terra in bocca" dei Giganti è recentemente uscito un libro, scritto da Brunetto Salvarani e Odoardo Semellini, intitolato "Terra in bocca. Quando i Giganti sfidarono la mafia", edito da Il Margine (Trento). All'interno vi è anche il cd con la versione originale dell'opera e una chicca: la primissima registrazione di "Lungo e disteso" cantata ed eseguita alla chitarra dall'autore dei testi Piero De Rossi. Per altre informazioni: www. il-margine.it
Mi premeva segnalare sia il libro - che è molto ben fatto - sia il cd, in modo che chi non l'ha ascoltato possa apprezzarne la bellezza di un'opera purtroppo ingiustamente dimenticata.
Ciao a tutti,
Angela Tusberti
Angela Tusberti 20/7/2009 - 23:09
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La ballata dell'ex

Totalmente d'accordo con Partigiani, se non su un solo punto. Definire un Pansa "di sinistra", ora come ora, non ha nessun senso. E' uno degli equivoci terrificanti che promanano dal fatto che i pennaioli italiani abbiano, per un certo periodo di tempo, scritto o collaborato con "Repubblica" (quotidianone sulla cui "sinistra" avrei ben più di una cosa da dire, tra l'altro). Ci collaborava tempo fa, se ben ricordo, anche il fascista Forattini ora finito armi e bagagli a svignettare sui quotidiani tipo "Nazione" o "Resto del Carlino". Per non parlare di Gianni Riotta che addirittura lavorava al "Manifesto". Furbastri che sanno benissimo vedere dove tira il vento; non è improbabile che, se rigirasse, ce li vedremmo tutti di nuovo a fare i "compagni". Per quel che mi riguarda, il loro credito lo hanno esaurito da tempo.
Riccardo Venturi 20/7/2009 - 16:30

Ustica

La strage di Ustica, tutte le bugie successive, i depistaggi e la definitiva assoluzione dei colpevoli costituiscono un disastro collettivo e insanabile che urla vendetta al cospetto di Dio, ma più di ogni altra cosa urla alle nostre orecchie la rabbia per la vergogna di sentirci europei e/o americani.
by HMMurdock
Andrea 20/7/2009 - 16:09




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