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Prima del 2009-3-10

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Chi fermerà la tonaca

Ma l'illustre Don Nitoglia frequenta questi siti di nemici dell'unica vera civiltà per distendersi da qualche pensata troppo intensa o per assumere informazione a fini crematori? (di questi tempi il dubbio viene...)
(carsoli ribelle)

Sai com'è: in questi tempi arrovesciati si vede che persino siti di nemici dell'UVC (Unyca Vera Cyvyltà), come questo, sono in realtà visti come una sorta di isola della Tortuga: sì, d'accordo, ce stanno li pirati che so' brutti e cattivi, però in fondo non è che buttino a mare i naufraghi programmaticamente; tutt'altro. Un bicchiere di rum e un cosciotto di montone c'è anche per don Curzio, e le isole saranno sì isolate, ma sono anche aperte a tutto il mondo dai quattro lati. Del resto, più vado avanti e più mi convinco che l'unico modo efficace per opporsi davvero all'UVC sia non rinchiudersi in fortini e di starli a presidiare ma, anzi, di uscire fuori e... (continua)
10/3/2009 - 22:09
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Sul balconcin fiorito

Ci sono -ci sono state, finite nell'oblio con la scomparsa di una generazione- un'aneddotica e una memorialistica piuttosto vaste sui rapporti tra combattenti e fidanzate o mogli: a volte capitava che uno partisse, per esempio, lasciando la moglie con due figli, e di trovarne al ritorno tre o quattro!

Questa è una canzone su una storia come tante; se si pensa al "grigioverde" e alla baionetta citate nel testo, è possibile ambientarla ai tempi di quel mostruoso ed inutile macello che è stato la prima guerra mondiale, vaso di Pandora di tutti i mali del ventesimo secolo. La partenza per il fronte nel 1915, il ritorno all'inizio del 1919, nel mezzo dell'epidemia di influenza che, come se non fosse bastata la guerra, fece partire senza ritorno un sacco di gente.
Coi libri sotto i' braccio pe' la via,
(continua)
inviata da Io non sto con Oriana 10/3/2009 - 15:00
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En rang, soldats de l'amour!

[1973]
Album "Moi c'est la chanson"
Soldats, en rang.
(continua)
inviata da Alessandro 10/3/2009 - 11:54

Il était un petit pays

merci rabi je suis arnaud 1fan de tous les jours depuis italie du courage
10/3/2009 - 00:35
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Gentilshommes de fortune

[1986]
Album "Voleur de feu"
J'ai oublié jusqu'à mon nom
(continua)
inviata da Alessandro 9/3/2009 - 22:22
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Nicaragua

[1988]
Album "If..."
Nicaragua c'est Managua, la ville
(continua)
inviata da Alessandro 9/3/2009 - 22:17
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Erevan

[1991]
Album "Solo"
Passé la frontière où la mémoire n'entend plus les voix
(continua)
inviata da Alessandro 9/3/2009 - 22:11
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Μπροστά πηγαίνει ο λαός

Se mai esiste una canzone che sappia rendere, nella melodia e nelle parole, la cruda e magnificente solennità di una Grecia senza tempo, è questa. Significativamente, però, come esempio senza alcuna nazione di resistenza al potere anche a costo della vita, il grande e scomodissimo Skourtis ha voluto prendere una figura della tradizione popolare di un altro paese, Bertoldo. Logico che questa canzone la si veda associata, anche in YouTube, alla resistenza alla dittatura fascista e ai soprusi assassini polizieschi: dal Politecnico a Alexandros Grigoropoulos. Il tutto è sottolineato dall'interpretazione popolare drammatica di Xylouris e del coro: una canzone che potrebbe essere l'inno di un intero popolo e di un'intera resistenza di secoli.
Riccardo Venturi 9/3/2009 - 22:03
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Au Chili comme à Prague

[1979]
Album "Enfadolescence"

Questa piacerebbe a Don Curzio Nitoglia ma forse non lo sapremo mai, avendo egli abbandonato per sempre questo sito di comunistacci, anarchiconi e perfidi giudei cattivoni e irriguardosi...

Mai dire mai, come c'insegna quello stronzo di spione al soldo di sua maestà britannica, Iàmes Bonde! Ad ogni modo, piaccia o non piaccia a Don Curzio (che salutiamo), è una canzone degnissima di un artista francese di cui ho rischiato di vedere un concerto: poco prima che me ne andassi dalla Francia carbonifera, birrosa, immigrata e semilepenizzata del suo estremo nord, Serge Lama era in concerto a Anzin, a due km da Bruay sur l'Escaut, dove peraltro c'era una banca che è meglio che non ricordi (no, comunque, NON la ho rapinata a mano armata, sia ben chiaro) e, alle 19 in punto, si spandeva per le strade il soave odore dello strutto usato per preparare le buonissime, seppur... (continua)
Au Chili comme à Prague
(continua)
inviata da Alessandro 9/3/2009 - 21:59

Le Procès

Le Procès
Canzone française – Le Procès – Marco Valdo M.I. – 2009

(19 septembre 1943 - Suite en plusieurs tableaux.)

Le Procès est la dix-huitième étape d'un cycle de chansons qui raconte l'histoire d'un jeune Italien qui déserta pour ne pas servir le fascisme; réfugié en France, il fut rendu par les pétainistes aux sbires du régime, emprisonné. Les étapes ultérieures de ce tour d'Italie un peu particulier se prolongent en Allemagne et racontent la suite de l'aventure qui se terminera à Dachau.
Comme on le découvrira ici, ces canzones racontent l'histoire d'un homme, aujourd'hui âgé de 88 ans, mais encore plein de vie, qui habite quelque part loin de l'Italie dans le Limbourg près de la frontière hollandaise, en pays flamand. Il s'appelle encore et toujours Joseph Porcu (en Italie, Giuseppe), il est né en Sardaigne et connut une vie passablement agitée. Il connaît et suit avec attention... (continua)
Après tant d'années derrière un grillage
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 9/3/2009 - 18:05
È toccato alla traduzione italiana di Ejecución pública, una toccante canzone di Chicho Sánchez Ferlosio, portare una parte di questo sito per la prima volta a cinque cifre: la traduzione/commento n° 10000. 9 marzo 2009: una data importante per le CCG/AWS.
Riccardo Venturi 9/3/2009 - 16:10
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Malditas elecciones

(Chicho Sanchez Ferlosio. 'Romancero de Durruti')

[1999]
Documental Durruti
(No lleva musica)
(continua)
inviata da giorgio 9/3/2009 - 09:46
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La Garaventa

Quella nave me la ricordo molto bene.E la poesia anche.Là dentro ci sono stato 6 anni(dal 1969 al 1976 un anno prima dello smantellamento),e se ho studiato dando una svolta radicale alla mia vita diventando Comandante di navi questo lo devo alla Garaventa.
Grazie Garaventa,mille volte grazie.
Cap. di lungo corso .Mauro M. 9/3/2009 - 06:09
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Andrea

Esperantigis Nicola Ruggiero.
Andrea estas, plejofte, malina nomo en Italio, kaj tiu ĉi kanto ja parolas pri samseksema amo.
ANDREA
(continua)
inviata da Nicola Ruggiero 9/3/2009 - 00:37
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Coda di Lupo

Esperantigis Nicola Ruggiero (nekantebla versio)
VOSTO DE LUPO
(continua)
inviata da Nicola Ruggiero 8/3/2009 - 22:46
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Song For Sarajevo

SONG FOR SARAJEVO
(continua)
inviata da giorgio 8/3/2009 - 22:23
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Pablo

Chanson italienne – Pablo – Francesco De Gregori – 1975
PABLO
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 8/3/2009 - 20:33

Le fils ressuscité

Le fils ressuscité
Canzone française – Bonne Nouvelle – Marco Valdo M.I. – 2009

(19 septembre 1943 - Suite en plusieurs tableaux.)

Le fils ressuscité est la dix-septième étape d'un cycle de chansons qui raconte l'histoire d'un jeune Italien qui déserta pour ne pas servir le fascisme; réfugié en France, il fut rendu par les pétainistes aux sbires du régime, emprisonné. Les étapes ultérieures de ce tour d'Italie un peu particulier se prolongent en Allemagne et racontent la suite de l'aventure qui se terminera à Dachau.
Comme on le découvrira ici, ces canzones racontent l'histoire d'un homme, aujourd'hui âgé de 88 ans, mais encore plein de vie, qui habite quelque part loin de l'Italie dans le Limbourg près de la frontière hollandaise, en pays flamand. Il s'appelle encore et toujours Joseph Porcu (en Italie, Giuseppe), il est né en Sardaigne et connut une vie passablement agitée. Il connaît... (continua)
À la Légion, j'ai signé pour cinq ans.
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 8/3/2009 - 16:44
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Coda di Lupo

Intro
"ma colpisco un po' a casaccio perché non più memoria", manca "ho".
ΔΙΩRAMA Poco Ligio all'Ufficialità! 8/3/2009 - 13:17
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La ballata di Gino

Les Khorakhanés sont un groupe romagnole, qui a commencé en 2001 sous la forme d'un « tribute band », d'un groupe qui se consacrait au répertoire de Fabrizio De André. Depuis, ils ont créé leur propre répertoire. Il faut noter que le nom même du groupe est le titre dune chanson éponyme de Fabrizio De André, qui elle-même renvoie à ces « êtres de vent », dont Léo Ferré disait : « ce sont nos parents anciens, les Indo-Européens... », c'est-à-dire de Roms – en l'occurrence, originaires principalement des Balkans.

La Ballade de Gino quant à elle raconte une « histoire authentique, commune à beaucoup durant les années de la seconde guerre mondiale après le 8 septembre 1943 (en Italie); c'est l'histoire d'un pacifiste « ante litteram » . Gino, humble et paisible paysan romagnole appartenant à une famille patriarcale, intéressé seulement à la culture des champs et à la transmission des valeurs... (continua)
LA BALLADE DE GINO
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 7/3/2009 - 23:21




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