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Prima del 2009-1-4

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Ποτέ ποτέ

"Potè poté" (Mai mai) fa parte della canzone-fiume di Mikis Theodorakis - su testo suo - intitolata "O Ilios ki o Chronos" ( Il sole e il tempo ). Fu quasi interamente scritta e musicata durante la detenzione del compositore nella cella n. 4 della Sicurezza Generale di via Bubulina di Atene tra l'agosto e il settembre 1967. Registrazione a Parigi, nel 1971, con Maria Farandouri, Petros Pandìs, Maria Dimitriadi, Adonis Kaloyannis, e Georges Willson (voce recitante in francese) dal vivo di un concerto in Palais de Chaillot.
Se questo testo ha a che fare con la pace, è un problema di chi sceglie di contribuire a questo sito. Se tutto quanto è genericamente di sinistra, resistenziale, rivoluzionario, no global, no tav, ambientalista e via dicendo, si deve per forza annoverare per ammucchiata nel campo di chi rifiuta la guerra, vada pure. Ma, forse, il campo di chi rifiuta la guerra come... (continua)
Gian Piero Testa 4/1/2009 - 23:23
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Settanta rose

Chanson italienne – Settanta rose – Casa del Vento
SEPTANTE ROSES
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 4/1/2009 - 22:50
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L'ultimo viaggio

Chanson italienne – L'Ultimo viaggio – Casa del Vento – 2006

Une chanson basée sur l'histoire d'une femme juive, Carolina Lombroso et de ses 4 enfants, tous déportés à Auschwitz en 1944. Un morceau pour raconter encore aux jeunes l'absurdité du fascisme et du nazisme.
LE DERNIER VOYAGE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 4/1/2009 - 22:16

The Living Voice Of The Dead ...

La canzone di Maya Terro ha partecipato al Free Gaza Song Contest.
For every tear
(continua)
inviata da Alessandro 4/1/2009 - 21:01

A Nation Is Dying

La canzone della signora Mariko Sakurai ha partecipato al Free Gaza Song Contest.
A nation is dying in front of our eyes
(continua)
inviata da Alessandro 4/1/2009 - 20:56
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Στὸν Νικηφόρο Μανδηλαρᾶ

Scusate, ma è sbagliato ritenere che il Nikiforos della canzone sia il poeta Vrettàkos (che morì nel 1990, quindi non per mano dei colonnelli): qui si tratta dell'avvocato nativo dell'isola di Naxos, Nikiforos Mandilaràs, socialista, se ricordo bene, che fu una delle prime vittime della Giunta.
Il testo è di Alékos Panagoùlis - che attentò alla vita di Papadopoulos e conobbe perciò infinite torture e, a liberazione già avvenuta, forse una morte "organizzata". Vedi la sua storia in "Un uomo" di Oriana Fallaci, che alcuni anni fu la sua compagna.
Theodorakis lo musicò durante uno dei confini ( Vrachati, o Zàtuna) o nel carcere di Oropòs tra il novembre 1969 e l'aprile del 1970. Col titolo inequivocabile "Sto Nikìforo Mandilarà" la inserì nella raccolta "Ta tragoudia tou agona" (Le canzoni della lotta) edite a Londra nel 1971.
Cfr Miki Theodoraki: Melopiìmeni pìisi- 1° tomo- Ypsilon Vivlìa, 1997 - 2003 2a Ed. pag.232.
Gian Piero Testa 4/1/2009 - 19:21
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Il prete visionario

J'aime beaucoup les prêtres visionnaires; ce sont les enfants de Jeanne la bonne Lorraine qu'Anglais brûlèrent à Rouen ou des adeptes de Thérèse d'Avila ou de Thérèse de Lisieux, que guida la voix céleste.
On pourrait croire que les prêtres visionnaires – en fait, tout le courant des prêtres ouvriers et de la théologie de la libération – sont d'insondables optimistes, de sympathiques naïfs ou des myopes endurcis. En vérité, ce sont d'authentiques croyants, parmi les plus vrais qui soient; pour un peu, ils parieraient sur un miracle : le miracle de la foi qui verrait le successeur de Pierre distribuer les biens temporels de l'Église et cette dernière toute entière entrer en pauvreté.
Au temps de Pierre Valdo et de la Fraternité des Pauvres de Lyon (vers 1200), ils finissaient sur le bûcher; il y a quelques années , en Amérique latine, on le tuait pour moins que çà.
Leur myopie tient à ceci... (continua)
LE PRÊTRE VISIONNAIRE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 4/1/2009 - 18:36
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Τ’όνειρο καπνός

Trascrizione fonetica di massima del testo originale.
T'ONJIRO KAPNOS
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 4/1/2009 - 14:47
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Τ’όνειρο καπνός

Sono necessarie due correzioni, una per mera pignoleria, e l'altra di sostanza, tale da cambiare il senso del testo e a far dubitare che questa canzone abbia a che fare con la guerra. La prima: "To òniro kapnòs" non appartiene alla "Ballata di Mauthausen" di Theodorakis- Kambanelis, ma al "Kyklos Farandouri" di Theodorakis su testi di vari autori, tra i quali Nikos Gatsos. La seconda: il testo qui riprodotto va corretto. Il primo verso della seconda strofa non dice "kìlissan ta niata sto potàmi", ma "kìlissan ta niata san potàmi". Cfr Nikos Gatsos: "Ola ta tragoùdia", Pataki - Athina, 1998 e Nikos Gatsos: "Fissa aeràki, fìssame, min chamilònis, ìssame", Ikaros - Athina, 1992-1993. Si parla della la gioventù, che è corsa via come un fiume, e non, per sineddoche, di giovani rotolati nel fiume: ché, in tal caso, si potrebbe pensare alla guerra. Il testo parla, piuttosto, delle illusioni del nostro esistere.
Gian Piero Testa 4/1/2009 - 13:30
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Senza bandiera

Chanson italienne – Senza Bandiera – Casa del Vento – 1999
SANS BANNIÈRE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 4/1/2009 - 10:23
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The Ghost Of Tom Joad

Bellissimo articolo, fatto da una persona decisamente competente. Grande The Boss!!!
tom mix 4/1/2009 - 09:25

L'aube

L’AUBE
Chanson française – L'aube – Marco Valdo M.I. – 2009

Cette canzone est une évolution d'une canzone léviane que Marco Valdo M.I. avait écrite à partir d'un passage de L'Orologio, roman étonnamment poétique de Carlo Levi. Cette évolution se justifie par le contexte auquel renvoie la jeunesse de Carlo Levi – le Turin de la guerre (1915 sqq) où le jeune Carlo (lycéen – il était né en 1902) le nez sur les Alpes et les grands massacres sur fond blanc prenait le parti du refus de cette guerre. Il avait de l'ascendance, sa mère était la sœur de Claudio Treves, pacifiste convaincu.
Cependant, il ne s'agit que d'une évolution, car le jeune Carlo à ce moment de sa vie était trop âgé pour être l'enfant ici évoqué; de plus, son père n'était pas mort à ce moment. C'est donc la reconstruction d'une enfance hypothétique, mais vraie, de cette vérité poétique, plus vraie d'être inventée. Mais combien... (continua)
A l’aube
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 3/1/2009 - 21:41
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Libertad sin ira

Da Wikipedia:
La canción Libertad sin ira (R. Baladés/P. Herrero) que inicialmente fue prohibida el 9 de octubre de 1976 cuando el Diario 16 la quiso usar como eslogan en su salida a la calle y que posteriormente se convirtió en un himno no oficial de aquel momento histórico. De hecho el grupo fue elegido como el mejor del país por votación popular en 1975 y 1976.

[1976]
Credo che a scrivere il testo di "Libertad sin ira" fu José Luis Armenteros (1943-2016).
Pablo Herrero Ibarz scrisse la musica. Rafael Baladés è nei crediti del brano ma non si tratta di personaggio rilevante.

(B.B.)
Dicen los viejos que en este país hubo una guerra
(continua)
inviata da adriana 3/1/2009 - 18:48
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Al festival Cyberfolk di Roma 7

Da oggi è possibile scaricare interamente gli album degli Apuamater "Delirio e castigo" e "2076: il ritorno di Kristo" direttamente da http://www.myspace.com/Apuamater
3/1/2009 - 18:02
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Andrea

Un'ulteriore versione francese ad opera di Marco Valdo M.I.
ANDREA
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 3/1/2009 - 17:47
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Mis colegas

questa è una canzone che inneggia all'anarchia ed alla legalizzazione delle droghe, mica contro la guerra.

che poi io ero uno di quelli che la cantava al concerto...ma non ha nulla a che fare con la sezione in cui si trova.
Potevi proporre "Nino soldato" cara Valentina.
Luca 3/1/2009 - 16:52
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Smisurata preghiera

Il calcio, la tv. L’altro Fabrizio sapeva godersi le giornate di «bonaccia»
di Ivano Fossati

dal Corriere della sera

Non vado pazzo per le celebrazioni, le beatificazioni, le rievocazioni. Normalmente ne sto lontano, perché considero sacrosanto solo il ricordo strettamente personale dei fatti e delle persone. Quello, per intenderci, che si conserva da soli, in silenzio. Ma certo si può ammettere qualche legittima deroga a tutto questo. Fabrizio De André è stato ricordato e celebrato, forse ogni singolo giorno dal momento della sua scomparsa, come non era accaduto prima a nessun grande artista italiano. Questo testimonia il vuoto tangibilmente grande che ha lasciato nel cuore e ancor più nel bisogno di conforto dei molti che lo hanno amato. Piccole e grandi celebrazioni avvenute un poco dovunque in giro per l’Italia. Tributi sempre più o meno accorati e a distanza di dieci anni non ancora... (continua)
3/1/2009 - 11:59
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Pappagalli verdi

Due poesie di Carla Conti Moretti

"Sono una poetessa di Prato. ho visitato il vostro bel sito e ho deciso di inviarvi queste poesie.

Una ha per titolo Pappagalli verdi come il libro di Gino Strada. Poesia contro la guerra parla dell'assurdità della guerra ed è stata già pubblicata. Sono di pubblico dominio essendo già state pubblicate nelle mie due raccolte di cui nessuno si è accorto ma questo è un dettaglio."

PAPPAGALLI VERDI

Sciogli o padre
Il tuo turbante
Scioglilo
per tuo figlio
maciullato
Scioglilo e asciuga
il sangue
e la terra
di tuo figlio
spezzettato

Correva
come corrono i bambini
ignaro su di un prato
coltivato a mine
non piangere padre
non asciugare le lacrime
col... (continua)
3/1/2009 - 11:35

Gaza's Protest Song

Capodanno a Gaza

da Carmilla On Line

Ci risiamo. Il governo israeliano non rinuncia a celebrare la fine del 2008 e il capodanno con il solito, sanguinosissimo massacro. I governi occidentali, e molti di quelli arabi, avvallano il “festeggiamento” con tonnellate di menzogne, pari, per efficacia distruttiva, ai carichi di bombe.
Hamas ha violato la tregua, Hamas lancia razzi sui villaggi israeliani oltre confine, Hamas è un gruppo terroristico. Tutto vero, a parte la prima proposizione e l’ultima. Hamas ha rotto la tregua dopo che gli israeliani l’avevano violata, uccidendo in solo un mese e mezzo circa venticinque palestinesi. Per non parlare del feroce embargo (viveri, medicine, combustibili, energia elettrica ecc.), di cui l’Unione Europea si è resa complice, che ha fatto di quasi due milioni di persone – persone, non islamici o altro – un ostaggio di carne, su cui sperimentare ogni sorta... (continua)
daniela -k.d.- 2/1/2009 - 22:52
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Il muro

[2008]
Testo e musica: Falce e Vinello
Lyrics and music: Falce e Vinello
Album: Corto Maltese

Testo trascritto all'ascolto dalla pagina MySpace del gruppo
Notte di bufera
(continua)
inviata da daniela -k.d.- e Riccardo Venturi 2/1/2009 - 21:14
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Serenata para la tierra de uno

Hungarian version by Tamás Sajó
Magyar nyelvre fordította Sajó Tamás
SZERENÁD A MAGAM ORSZÁGÁHOZ
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 2/1/2009 - 20:51

Tigre Euphrate

TIGRE EUPHRATE
Chanson française – Tigre Euphrate – Marco Valdo M.I. - 2008

Comme une rumeur d’actualité et de vacances, de musique andalouse. La dynastie des Ommeyades régnait de la Syrie à Séville aux 9ième et 10ième siècles P.C.(Post JC.) En fait , c’est une chanson sur l'écrasement de l'Irak sous les bienfaits de l'ami ennemi.
Quant aux Hammourrites (orthographe variable), ce sont les ancêtres des Babyloniens : on les retrouve sous le nom d’Amorrites – au 20ième siècle avant JC. (ante JC).
La chanson se demande si Bagdad suffoquant sous la sollicitude étazunienne ne va pas connaître le destin de son ancêtre Babylone.
Le Tigre est évidemment celui qui incarne la puissance d'Exxon-USA et l'Euphrate est le fleuve qui relie Babylone à Bagdad – c'est tout dire de ce cauchemar.
Pendant ce temps, l'Europe danse en vacances.
Nous n'irons plus au temple de Baal... Réminiscence de la... (continua)
Ton Tigre et mon Euphrate
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 2/1/2009 - 18:59

Ciribiribin

CIRIBIRIBIN

Chanson française – Ciribiribin – Marco Valdo M.I. – 2008

Ciribiribin est un beau titre pour une chanson et pour une chanson léviane, plus encore.
Est-ce du piémontais, que cette étrange langue ? Ciribiribin. Il faut le supposer. Ciribiribin. Quelle autre langue aurait pu bercer Carlo Levi enfant ? La Turin du début du siècle dernier. Air d'enfance, chansonnette nostalgique. Ciribiribin. C'était, il y a un siècle, avec cette foutue impression que c'était hier.
En compagnie de Carlo Levi, on a toujours l'impression d'y être, que si ce n'était maintenant, c'était tout proche, qu'il suffit de tourner le coin, qu'il suffit d'ouvrir la porte, qu'il suffit de fredonner. Ciribiribin.
Ciribiribin. Là, on est à Moscou, dans un grand hôtel. On y est vers 1960. Une époque révolue, certes; oubliée pour beaucoup et d'un coup, terriblement présente, et le retour fulgurant de cette Espagne... (continua)
Ciribiribin, che bel facin
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 2/1/2009 - 17:05

Balada del desertor

Veinte años cumple Óscar
(continua)
inviata da adriana 2/1/2009 - 16:44
Percorsi: Disertori
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Como la cigarra

MINT A TÜCSÖK
(continua)
1/1/2009 - 21:06
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Il matto

Au moins deux chansons italiennes portent le titre de Matto : Un Matto de Fabrizio De André et Il Matto de Francesco Guccini.
Celle-ci tirée d'un album au titre resplendissant «D'amore, di morte e di altre sciocchezze » - « D'amour, de mort et de sottises » date de 1996. C'est l'histoire d'un fou (?) qui ressemble comme un frère au soldat Chveik, simplement le « pazzo » de Francesco Guccini, son fol (pas si fol que ça d'ailleurs de prendre le malheur et la guerre par la dérision) a eu moins de chance... Sa vie s'arrêta là, face à l'ennemi. Comme le Piero de Fabrizio De André...
LE FOL
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 1/1/2009 - 18:22
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Heroes

questa canzone è stupenda, ma soprattutto unica........
1/1/2009 - 12:39

La Guerre de Pipo

LA GUERRE DE PIPO
Chanson française – La Guerre de Pipo – Marco Valdo M.I. – 2009


Pipo est une petite comptine enfantine, genre populaire connu aussi sous le nom de scie. La structure en est fort simple et a des vertus aussi lénitives qu'entraînantes, selon l'usage. Pipo est très utile au cours des longs voyages et au long des soirées de vacances, d'hiver. Pipo remplace avantageusement la télévision.
Pipo, c'est la rime en o. Une fois trouvée, on établit sur le même schéma sempiternel la petite strophe que l'on offre à l'appréciation générale et au chant choral (parfois, un peu aviné). Car : il ne buvait pas que de l'eau, Pipo... Il aimait l'apéro, Pipo... Il trinquait au porto... Il se soûlait à l'ouzo... Era uno vero ubriaco, Pipo....
Pipo peut voyager : Il allait à Rio, Pipo...
Il peut pécher : Il péchait le maquereau, Pipo...
On peut en trouver un nombre incommensurable (de... (continua)
C'était un beau jeunot, Pipo
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 1/1/2009 - 11:29
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Doctor Tell The World

Music and sung vocals by Doc Jazz
Spoken words by Abd el Aziz al Rantissi, captured from an interview with the BBC
Album: Creative Resistance [2005]

This recording is dedicated to one of the great leaders of the Palestinian resistance, Abd el Aziz al Rantisi, who was assassinated by Israel on April 17th, 2004.
Rantissi:
(continua)
inviata da giorgio 31/12/2008 - 21:38
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Bring Down The Wall

[2003]

Album: Dissidence [2007]

New (rock) version of the song denouncing the internationally condemned Israeli Apartheid Wall that Israel is building on Palestinian land.
Near your picture on the mantelpiece lies a souvenir
(continua)
inviata da giorgio 31/12/2008 - 21:34

Caladrones, a.D.1636

Version française - Caladrones, a.D.1636 – Marco Valdo M.I. – 2008
Chanson italienne - Caladrones, a.D.1636 - Michele Contegno & La Grande Bevuta

Le titre de cette chanson de Michele Contegno pose une question de traduction. Faut-il traduire « Caladrones a.D. 1636 » ou laisser cette curieuse dénomination baigner dans son mystère ? Après réflexion, mais a-t-il raison, Marco Valdo M.I. pense que les Caladrones doivent être les relations, les chroniques que tenaient les Jésuites espagnols pour l'année 1636. Voir le petit texte en latin à la fin de la chanson :
« Unus Papa non-Urbanus,
unus rex non-Christianus
et cardinalis infernalis,
frater Joseph consodalis… »
et la note qui l'explicite :
Il s'agit d'une partie d'une strophe satirique tirée des relations des jésuites sur l'Espagne du dix-septième siècle. La chansonnette fait allusion en négatif aux puissants de l'époque : non-Urbanus... (continua)
CALADRONES, A.D.1636
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 31/12/2008 - 16:03
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Half A Life Away

[1999]
"And Best Of All...Hope Street"

Music & Lyrics by Jake Burns and an McCallum

La canzone racconta la storia di Moreese 'Pops' Bickham, un afroamericano abitante a Mandeville, Louisiana, che nel 1958 fu condannato a morte per l'uccisione di due poliziotti bianchi.
Il 12 luglio 1958, i due poliziotti, entrambi appartenenti al KKK, avevano avuto una discussione con Bickham in un bar della zona. Nella notte erano tornati a cercare Bickham a casa della fidanzata, per regolare i conti. Ne era risultata una sparatoria in cui i due aggressori erano rimasti uccisi e Bickham ferito.
Ovviamente, il nero fu subito condannato a morte, pena poi commutata in ergastolo. Solo nel 1996, dopo la revisione del processo, Bickham fu rilasciato dalla prigione di Angola, dopo 38 anni di detenzione....

"metà della vita persa" per colpa di due porci bastardi...

(Fonte: en.wikipedia)
Gill and Galloway were working late
(continua)
inviata da Alessandro 31/12/2008 - 11:38

Progressio populorum

Version française – Progressio populorum – Marco Valdo M.I. – 2008
Chanson italienne – Progressio populorum – Piero Nissim et Piero Bozzi – 1969

Cette chanson au titre latin est directement inspirée – enfin, si l'on peut dire – de l'encyclique au titre inversé, mais tout aussi latin : Populorum Progressio que le pape de l'époque Paul VI avait rendue publique le 26 mars 1967. En ce temps-là, l'Église commençait à se vouloir “progressiste” (mais si, mais si...) et le pape dissertait aimablement sur le déséquilibre entre les pays riches et les pays pauvres, entre les peuples “développés” et les peuples sous-développés. Les bonnes intentions proclamées par le pape à la face du monde en restèrent là. Le Cardinal Spellman bénit les bombes américaines sur le Vietnam. L'Enfer est pavé de bonnes intentions. La théologie de la Libération naissait et allait connaître un essor remarquable avant d'être... (continua)
PROGRESSIO POPULORUM
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 30/12/2008 - 23:36
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Sama Beirut

[2007]
Dall'album "L'immagine di te", prodotto da Franco Battiato.

Musica: Nabil Salameh - Michele Lobaccaro – Alessandro Pipino
Testo: Nabil Salameh – Michele Lobaccaro
Se tu vedessi il cielo di Beirut
(continua)
inviata da Alessandro 30/12/2008 - 22:38
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Babel

[2007]
Album "L'immagine di te", prodotto da Franco Battiato.

Musica: Michele Lobaccaro – Nabil Salameh - Alessandro Pipino - Michele Salvemini
Testo: Nabil Salameh – Michele Lobaccaro – Michele Salvemini
Vedi amore mio
(continua)
inviata da Alessandro 30/12/2008 - 22:34
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Milioni di promesse

[2007]
Album "L'immagine di te", prodotto da Franco Battiato.

Musica: Michele Lobaccaro – Nabil Salameh - Alessandro Pipino
Testo: Nabil Salameh – Michele Lobaccaro.
Corpi isolati sulla soglia di un bar
(continua)
inviata da Alessandro 30/12/2008 - 22:27
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This Is Not A Song It's An Outburst: Or The Establishment Blues

Album: Cold Fact (1970)
The mayor hides the crime rate
(continua)
30/12/2008 - 16:33

So Many Names

COSI' TANTI NOMI
(continua)
inviata da Kiocciolina 30/12/2008 - 12:27

Provençal 3ème morceau

Moi j'offre les ..ies et je séche les larmes

==> Moi j'offre les sourires et je sèche les larmes

Allons-en bon sang, Allons-ce du bon sang
Allons, allons nous-en, allons-y bordel

==> allons où bon nous semble, allons seul ou ensemble, allons où bon nous semble allons-y bordel,

J'veux rester en enfance, j'veux pas oublier mes rêves
Et qu'il prose ce qu'j'dirais, moi dur s'ra la soufrance..

==> J'veux rester en enfance, j' veux pas oublier mes rêves et quitte à c'que j'en crève...maudit soit la souffrance
Pierro 30/12/2008 - 12:16




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