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Prima del 2007-5-26

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Le quattro stagioni (Ecco è l’Aprile)

anonimo
Per la serie "Dalle galere del mondo" vi invio questo poetico canto anarchico.

Nota tratta dall’LP del Gruppo Sperimentale di Canto Popolare (con la partecipazione di Margot e di Fausto Cigliano) intitolato “Noi chiamammo Libertà. Antologia di canti politici italiani nati nell’esilio, nella prigione e nei lager dal 1821 al 1948”, a cura di Anton Virgilio Savona, Edizione I Dischi dello Zodiaco (nota riportata dal sito della Union des Amis Chanteurs di Torino, rivista e corretta da B.B.)
In quel disco il canto viene datato precisamente al 1890.

[…] Il canto “Ecco è l’Aprile (Le quattro stagioni)”, conosciuto anche con i titoli di “Lamento del carcerato” e “Canto d’amore anarchico” , è di autore anonimo e risale approssimativamente al periodo che va dal 1888, - anno in cui, nel corso di una manifestazione popolare, fu arrestato e condannato a tre anni di reclusione, benché coperto dall’immunità... (continua)
Ecco è l’aprile, il fiore della vita:
(continua)
inviata da Renato Stecca 26/5/2007 - 17:58
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Quando l'anarchia verrà

anonimo
Ancora un canto anarchico, per quando spariranno confini, preti e soldati!
Quando l’anarchia verrà,
(continua)
inviata da Renato Stecca 26/5/2007 - 16:59
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Arroja la bomba

anonimo
"Existen dos versiones distintas de la canción anarquista "Arroja la bomba", ya que la primera era demasiado agresiva y revolucionaria para los anarquistas no violentos. Según una versión, la canción original fue compuesta, en los calabozos de la Jefatura Superior de Policía de Barcelona, en 1932, por un anarquista aragonés llamado Aznar; como respuesta a los brutales interrogatorios a que fue sometido."
(Da Altavoz del Frente)

"Scusate se insisto; ecco un altro canto anarchico, che, come quasi sempre, ci mette un'allusione antimilitarista, pur nella chiamata alle armi." [Renato Stecca]

In realtà, come opportunamente reperito da Adriana, si tratta di un famoso canto anarchico della guerra di Spagna; viene quindi restaurato il testo originale, mentre la versione italiana originariamente contribuita da Renato Stecca viene spostata nell'apparato. [RV]

La versione italiana è cantata da Paola... (continua)
Arroja la bomba
(continua)
inviata da Renato Stecca, Adriana & CCG Staff 26/5/2007 - 16:51
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La marsigliese del lavoro (Inno dei pezzenti)

In realtà questo canto non è anonimo, ma deriva da una poesia di Carlo Monticelli, pubblicata per la prima volta nel 1881, e musicata intorno al 1895 da Guglielmo Vecchi, maestro della Banda di Gualtieri, Reggio Emilia; così ho trovato scritto da qualche parte. Lascio a voi decidere se e come pubblicarla: a me piace molto il verso "non sia pace fra i mortali finché un uom sovr'altro imperi".
Noi siamo i poveri, siamo i pezzenti,
(continua)
inviata da Renato Stecca 26/5/2007 - 16:44
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Inno individualista

anonimo
"Vi invio questo canto anarchico dell'inizio del '900; decidete voi se è il caso di inserirlo. Ravachol (pseudonimo di François Koenigstein), fu un anarchico francese nato nel 1859 e morto per ghigliottinamento nel 1892 con l’accusa di omicidio." [Renato Stecca]

Un commento più esteso è in corso di inserimento.
Pria di morir nel fango della via,
(continua)
inviata da Renato Stecca 26/5/2007 - 16:10
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Nella mia ora di libertà

è una delle canzoni piu sottovalutate della storia
26/5/2007 - 14:27
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La riva bianca, la riva nera

THE WHITE SHORE, THE BLACK SHORE
(continua)
inviata da Ugo Novocomensis 26/5/2007 - 01:21
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Bambino soldato

Stasera al CPA Firenze Sud erano di scena proprio i Kalamu, che hanno cantato anche questa canzone. Naturalmente, poiché il Venturi pensa sempre alle CCG, ha pensato bene di pigliare carta e penna e di trascrivere a mano il testo per metterlo nel sito...scordandosi che c'era già. E vabbé; a una cert'età la memoria comincia a declinare. Nun ce stà gnent'a'ffà...!
Comunque, i Kalamu sono bravissimi.
Riccardo Venturi 26/5/2007 - 01:08
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Fagioli 'olle 'otenne

Caro Venturi, meritevole la sua riesumazione dei fagioli 'olle 'otenne, ma da nativo dell'Origine cresciuto nell'Ovo Sodo vorrei rettificare qualche lieve imprecisione nella trascrizione e nel glossario, in segno di rispetto per i nostri vecchi.

1) La cèa avannotto della razza? O quella? La cèa è l'anguilla piccina, la sanno tutti.

2) le crognole non esistono, a maggior ragione non sono granchi. Esistono invece i crognoli, pescetti da frittura, in italiano latterini.

3) "vorèi mangià" si dice a Lucca, dove l'erre è sempre scempia. A Livorno s'arrota e anche di molto, dunque dicasi: "vorrei mangià".

4) "Chiesi il menù / "ehi lei!", con voce grave" nella versione da me udita è "Chiesi 'r menù / ma lei [intendasi: l'ostessa] con voce grave"

5) "vendeva la polenda / ma cogli uccelli" nella versione da me udita è: "vendeva la pulenda [qui netta pausa con suspence] / coll'uccelli". I quali... (continua)
25/5/2007 - 18:49
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Pontelandolfo

Testo straordinario

Mi compimento con gli Stormy Six del brano che non sono certo "dei nostri"
Ed e' una forte testimonianza su quali erano le simpatie del popolo (l'arciprete,bandiera bianca,re Francesco...)
e di quel massacro taciuto dai libri di storia
So che cio' ti puo' irritare, ma ammiro chi e' del nord (come te) non ignori' la verita' sul fantomatico "Risorgimento"

Ma gli autori sono nativi di Pontelandolfo?

(Willy)

No, nessuno degli Stormy Six, a quanto mi risulta, è nativo di Pontelandolfo. Ma a proposito delle "simpatie del popolo", e proprio del popolo di quelle parti, ti inviterei anche a leggere bene la storia della "Banda del Matese" e dell'arrivo a Letino (non lontano da Pontelandolfo) di Errico Malatesta e Carlo Cafiero. E di quel che accadde. Saluti! PS. Non mi irrita assolutamente nulla, ti giuro.[RV]
25/5/2007 - 14:43
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Ignorance

[2001]

Da/From: "Runaway Train"

Testo e musica di Kasey Chambers
Lyrics and music by Kasey Chambers
Don't wanna read the paper
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 25/5/2007 - 13:59
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Millenovantanove

dall'album Bei tempi (1985)

Come in molte canzoni di Vecchioni che parlano di guerra, vedi "Waterloo" e soprattutto "Tema del soldato eterno e degli aironi", l'autore si concentra sul più macabro aspetto della guerra: in una visione assolutamente non dialettica della storia, la guerra rappresenta l'eterna prova della bassezza e vanità della condizione umana. Soprattutto nel passo "Gerusalemme la prendiamo per Dio [...]no, è perché lo voglio io" viene fuori tutta l'assurda smania di potere ed efferatezza di un uomo succube di un ideale gretto e pericoloso.

Con questi presupposti, il disertore avrà bisogno di tornare a morire a Waterloo perché distrutto e alienato da una società omologata e l'uomo diventa soldato eterno, il peggior animale esistente sul pianeta ed essere ridicolo, per esempio, di fronte al volo libero di un airone.

Anche il titolo "Millenovantanove", oltre a inquadrare il... (continua)
Il male del ritorno Astolfo
(continua)
inviata da Paolo Talanca 25/5/2007 - 08:00
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Il traditor Tanturi

Canzone di Dante Bartolini, operaio alle acciaierie Terni e comandante nella brigata partigiana della Valnerina. Raccolta da Maria Pia Eboli e Sandro Portelli a Castel di Lago, Rieti, 1972.

Tandurri (questo il nome esatto) era un capitano della milizia fascista che collaborava con i nazisti nel rastrellamento dei renitenti alla leva. L'intervento dei partigiani riuscì ad evitare la deportazione di molti giovani ma qualche giorno dopo il paese fu bombardato dalle artiglierie tedesche e quasi completamente distrutto.

Incisione:
- La Sabina. Canti balli e riti (reg. orig.)
(da La musica dell'altra Italia)
Non ti ricordi ancor del dieci marzo
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/5/2007 - 22:36

Caryl Chessman

[1960]
Testo di Lorenzo De Antiquis
Da cantarsi sull'aria di Le ultime ore e la decapitazione di Sante Caserio.
Mai incisa su disco.


CARYL CHESSMAN, IL BANDITO DELLA LUCE ROSSA

Il caso di Caryl Chessman, negli anni ’50, riuscì più di ogni altro a smuovere l’opinione pubblica contro la pena di morte, sia negli Stati Uniti che all’estero (ne è testimone questa canzone ad opera di uno dei più popolari cantastorie italiani, che scelse non a caso l’aria del Caserio.

Nato nel 1921, Caryl Chessman era un rapinatore di professione che aveva passato molte parte della sua vita in carcere. Rilasciato su provvedimento di grazia dal carcere di Folsom, nel gennaio del 1948 fu nuovamente arrestato a Los Angeles come il “Bandito della Luce Rossa”. Si trattava di un criminale che colpiva soprattutto coppiette appartate nei parcheggi e in altri posti isolati, agitando un lampeggiante rosso come quello... (continua)
2 Maggio del '60
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/5/2007 - 15:18
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Jeteur de pierres

[2003]
Da/from/de "Gravé dans la roche"

Con le canzoni "La France" e con "Jeteur de pierre" nacque una polemica con Sarkozy, che accusò il gruppo di violenza e razzismo.


Dal sito Hip Hop Francia un sunto della vicenda e la risposta degli Sniper.

Il 5 novembre 2003, durante la seduta dell'Assemblea Nazionale, la deputata Nadine Morano dell'UMP (Union pour un Mouvement Populaire) ha chiesto al Ministro dell'Interno francese, Nicolas Sarkozy, di reagire a proposito delle parole del gruppo Sniper utilizzate nella canzone La France.
Già l'associazione La Droit Libre (vicina all'UMP) aveva avviato una petizione per interdire la diffusione della canzone contenuta nell'album Du Rire aux Larmes ed il sindicato generale della polizia aveva denunciato l'ostilità di alcune canzoni nei confronti delle forze dell'ordine.
Il Ministro dell'Interno, precisando che avrebbe sporto querela nei confronti... (continua)
S’établir dans une contrée,
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 24/5/2007 - 10:18
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Lettera dalla caserma

per i morti di reggio emilia dire stupenda canzone e poco ......complimenti
nadia 24/5/2007 - 09:57
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Compagno emigrato

Da "Le canzoni degli emigranti 2" di "Antonio, Giorgio e Daniela".
O compagno che dal Meridione
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 23/5/2007 - 22:01

Ce que nous chantions en prison

[1873]
Paroles de Clovis Hugues
sur l'air du Chant des ouvriers de Pierre Dupont
sull'aria del Chant des ouvriers di Pierre Dupont
Par les cachots par les pontons
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 23/5/2007 - 21:51
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Piazza Fontana (Luna Rossa)

Per Thomas che ci ha segnalato questa canzone a nome della Banda Bassotti: come vedi si tratta di una cover e la canzone era già presente sotto il nome degli interpreti originali.
Grazie comunque.
Lorenzo 23/5/2007 - 12:24
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Lion In A Cage

Dall'album omonimo del 1989.
La busta del vinile da cui ha copiato il testo dice: Dedicated to all those who strive to free Mandella
(con 2 L, come nel testo!)
The Veld is burning in the African sun
(continua)
inviata da Renato Stecca 22/5/2007 - 23:09
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Quanno sona la campana

e poi viene il re Spagnolo che è un mariòlo....

mariuòlo significa LADRO...
anche se in italiano (mariolo) vuol dire uomo furbo e truffatore, però in napoletano vuol dire ladro...
anche perché truffatore in napoletano si dice trastulatòre e furbo invece marpiòne...:)

e poi viene il re Spagnolo che è un ladro...

ciaoooooooooooooo

(Jimmy)

Grazie dell'osservazione. Abbiamo corretto! Ciaooo
22/5/2007 - 20:24
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Proposta (Mettete dei fiori nei vostri cannoni)

questa canzone è la protesta contro guerre ingiuste. Bravi giganti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
mely 93 22/5/2007 - 19:08
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Cancionero de Durruti: 3. 19 de Noviembre

CANZONIERE DI DURRUTI: 3. 19 NOVEMBRE
(continua)
inviata da Kiocciolina 22/5/2007 - 16:49
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Ringhera

Com'è andata sabato? Cos'ha detto Della Mea? Siamo in ansia... :-)
(Lele)

Ohibò, devo confessarti che mi sono del tutto dimenticato della cosa! Mal di poco: il 1° giugno ci risono per il concerto degli Apuamater Indiesfolk. Stavolta non sgarro: promesso. Anzi: un dovere morale, un impegno preciso! [RV]
22/5/2007 - 15:24

La fiera

Testo di Rocco Scotellaro
Musica di Andrea Brignole

Lyrics by Rocco Scotellaro
Music by Andrea Brignole

Questa poesia di Rocco Scotellaro l’abbiamo trovata per caso tempo fa in una vecchia antologia scolastica della fine degli anni sessanta.
Ci è sembrata di una povertà, di una semplicità e di una realtà tanto incredibilmente attuali da pensare di musicarla.
E’ stato fatto qualche piccolo aggiustamento nel testo, modificando qualche parola, per ovvie necessità di metrica, ma senza assolutamente cambiarne il senso.
E’ una delle solite storie che la guerra traccia fuori, ai margini della sua marcia tutta luccicante di “ideali” e grondante di sangue troppo spesso innocente.
E’ una storia della seconda guerra mondiale, ma è una storia comune in ogni epoca ed in ogni paese.
Una di quelle storie che i giornali non scrivono, una storia che non merita neanche un piccolo passaggio in tv,... (continua)
Tornano lunga fila a tarda sera
(continua)
inviata da i.fermentivivi 22/5/2007 - 14:10
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La tregua (The Truce)

[2005]

Da/From: "Dopoguerra"

Testi e musica di Marco Soellner
Lyrics and music by Marco Soellner

Un commento alla canzone dal sito ufficiale:

"E' la continuazione di Dopoguerra. Le due canzoni sono praticamente attaccate. E' una canzone meno positiva, più nostalgica che ritrae il lato meno bello della convalescenza. Il finale in crescendo erutta in una cavalcata finale dai sapori post rock.

The continuance to Postwar. In fact, they are connected. It is less positive, much more nostalgic then the previous and portraits the most unpleasant aspects of convalescence. The crescendo of the ending erupts in a post rock tasted cavalcade.

(Marco Soellner)"
And I try, and I try, and I try
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 22/5/2007 - 13:53

Dopoguerra (Postwar)

[2005]

Da/From: "Dopoguerra"

Testi e musica di Marco Soellner
Lyrics and music by Marco Soellner

Un commento alla canzone dal sito ufficiale:

"Una canzone pregna di speranza. Roma ritratta dai superstiti dei bombardamenti, le strade ripopolate, la voglia di uscire allo scoperto, bagnarsi al sole dopo i lunghi mesi dell'assedio, il bisogno strenuo di mettere da parte il passato e concentrarsi sulla quotidianità.

A song full of hope: Rome portrayed by the survivors of bombings, the repopulating of the streets, the will to come out into the open and have a sunbath after the long months besieged, the brave necessity to put aside the past and focus on every day's life.

(Marco Soellner)"

City walls are coming down
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 22/5/2007 - 13:48
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Rachel

[2005]

Da/From: "Dopoguerra"

Testi e musica di Marco Soellner
Lyrics and music by Marco Soellner

Commento dal sito ufficiale:

"E' una canzone dedicata a Rachel Corrie, l'attivista dell'International Solidarity Movement morta travolta da un bulldozer israeliano mentre cercava di opporsi alla demolizione degli insediamenti palestinesi nella Striscia di Gaza. Il pezzo inizia con un riff ballabile ed una melodia vocale molto immediata. Mano mano le atmosfere cambiano e l'intensità emotiva cresce. Il finale è malinconico e disincantato, esattamente come il destino di questa ragazza americana che ha dato la sua vita per i diritti di una terra occupata: la Palestina.

This song is dedicated to Rachel Corrie, International Solidarity Movement militant, who was crushed to death by an Israeli bulldozer while she was trying to oppose the demolition of Palestinian settlements in the Gaza Strip.... (continua)
U.S.A. flag burns on the ground
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 22/5/2007 - 13:33
Percorsi: Rachel Corrie
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Someday We'll All Be Free

Dall'album "Extension of a Man" del 1973.
Interpretata anche da Aretha Franklin
Hang onto the world as it spins, around.
(continua)
inviata da Alessandro 22/5/2007 - 10:15
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Burnsome

Dall'album "Dizzy Spells" (2001)
Have you got something to hide
(continua)
inviata da Alessandro 21/5/2007 - 13:09
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Killing In The Name

A me sembra sia "some of those who work forces"(tipo:"alcuni di quelli che tirano le fila"...credo), anche perchè se no non riesco proprio a capire il senso.
20/5/2007 - 19:12
Le Canzoni su Sante Caserio sono da oggi parte delle CCG, e una parte importante. Caserio fa il fornaio, e non la spia!
Riccardo Venturi 20/5/2007 - 12:52

Sante Caserio uccisore di Sadi Carnot

anonimo
[1894]
Foglio volante della Tipografia Pennaroli, Fiorenzuola d'Arda (Piacenza)
Registrazione nel disco "Quella sera a Milano era caldo"
Sull'aria della Ballata di Sante Caserio di Pietro Gori

Un'anonima ballata alquanto singolare, composta nelle campagne piacentine poco dopo l'esecuzione di Caserio, sull'aria della più celebre ballata di Pietro Gori. Da un lato è probabilmente quella in cui la condizione del carcerato in attesa di morte è meglio descritta; dall'altra, si attribuiscono all'ateo Caserio (che rifiutò persino il "conforto" del prete prima di andare alla ghigliottina) pensieri divini che possono essere spiegati solo con la provenienza rurale del canto. [RV]

Divin Creator che in ciel risplendi
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 20/5/2007 - 12:19
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Algeri 1954

1978
L'ordine è pubblico?
Algeri Algeri Algeri ci sono i fiori c'è il mare
(continua)
inviata da adriana 20/5/2007 - 11:01
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Il mio paese se ne frega

Il mio paese se ne fotte
(continua)
inviata da adriana 19/5/2007 - 20:34
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Ahmed l'ambulante

da "Riportanto tutto a casa" (1994)
poi in "Raccolti" (4'04")
esiste anche una versione inserita nel demotape "Combat Folk"

Il testo è un libero adattamento dalla poesia omonima di Stefano Benni da "Ballate" ed. Feltinelli.

«Nel settembre del ‘92, aggirandoci per lo stand Rinascita della Festa Nazionale dell’Unità di Reggio Emilia, ci è capitato di leggerci ad alta voce questa poesia di Stefano Benni. Accogliendo l’invito del retrocopertina del libro abbiamo deciso di metterla in musica; ne è nata questa canzone dal suono per noi insolitamente mediterraneo. Abbiamo fatto sentire il pezzo al poeta in persona, ricevendone la benedizione. Ancora grazie Stefano.»
In "Combat Folk" e "Riportando tutto a casa" la voce è di Albertone Morselli, mentre in "Raccolti" è di Cisco.
Il "campionamento" musicale è una danza tradizionale kossovara "Vallenga Gjakova".
(da La Grande Famiglia)
Quaranta notti al gelo sotto un portico deserto
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 19/5/2007 - 20:01
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A las barricadas

........ ma non esiste solo la classe operaia
(Grezzo)

Esiste anche il general intellect. [RV]
19/5/2007 - 19:52
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Un'altra via d'uscita

[2001]

Album: "Jurnateri"
Testo e musica di Dario Iacobelli e Daniele Sepe
Lyrics and music by Dario Iacobelli and Daniele Sepe

Maurizio Capone voce, percussioni
Daniele Sepe voce, programming
Franco Giacoia chitarra elettrica
Piero De Asmundis rodhes, tastiere
Roberto D'Aquino basso elettrico

Maurizio Capone voice, drums
Daniele Sepe voice, programming
Franco Giacoia electric guitar
Piero De Asmundis rodhes, keyboards
Roberto D'Aquino electric bass

Diciamo sempre che in questo sito vogliamo accogliere, accanto alle canzoni propriamente contro la guerra, quelle che raccontano fenomeni che alla guerra sono direttamente collegati, come l'emigrazione o la globalizzazione del mercato del lavoro.
Questa canzone di Daniele Sepe, godibilissima pur essendo dichiaratamente "didattica" (ne è stato realizzato un videoclip distribuito nelle scuole), spiega in parole semplici una delle... (continua)
Per un anno il campesino sulla terra zappò
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 19/5/2007 - 12:57

Il 23 di marzo che giorno di coraggio

anonimo
Scritta per i fatti di San Severo del 23 marzo 1950.


23 marzo 1950: Una pagina epica nella storia di San Severo
dal sito di Nicola Michele Campanozzi (dal quale è ripreso anche il testo della canzone).

A cinquanta anni di distanza, tentare una riflessione serena e pacata sui fatti accaduti a San Severo il 23 marzo 1950 significa rifarsi brevemente anche alla situazione socio-politica del tempo.

Si era allora appena usciti da una guerra disastrosa con un'Italia prostrata in ginocchio oltre che per le tante distruzioni subite e i suoi morti, anche per la sua economia ridotta a pezzi, che, specialmente al Sud, era incentrata sull'agricoltura, con un latifondo, spesso incolto, molto esteso e una classe bracciantile che chiedeva solo un po' di lavoro per sostenere la propria famiglia, come suol dirsi, alla giornata. Ricordo ancora quegli anni quando al tramonto tornavano a gruppi dai campi,... (continua)
Il 23 marzo che giorno di coraggio,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 19/5/2007 - 00:04




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