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Izieu

Paroles et musique de Claude Hazan
Testo e musica di Claude Hazan

Cette chanson "Izieu" a été écrite pour rendre hommage aux enfants juifs d'Izieu, un petit village près de Lyon qui furent déportés et massacrés par les nazis lors un certain jour de 1944, afin que rien ne tombe dans les oubliettes de l'Histoire. [Jacky Fluttaz]

"Ce CD 2 titres à été enregistré e 2003, suite à la visite de la maison d'Izieu. Certains connaissent l'histoire, d'autres pas, mais il faut la raconter et la raconter encore pour ne l'oublier jamais. Mon fils de 6 ans, jouait sous le soleil, et moi j"étais dans cette maison, seul, ce jour là. Seul avec les lettres d'enfants bien rangés sous vitre sur les tables de classe. J'étais seul et pourtant, il semblait y avoir une multitude invisible, comme un brouhaha que j'imaginais pour ne pas entendre le silence, si pesant. Alors les mots sont venus, l'émotion me les... (continua)
Une maison simple, aux couleurs claires, sous la pluie du printemps
(continua)
inviata da Jacky Fluttaz 27/4/2007 - 23:31
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Ofiarom Hiroszimy - Tren

[1960]
Opera per archi

"Lasciate che la trenodia esprima la mia ferma convinzione che il sacrificio di Hiroshima non sarà mai dimenticato e perso". - Krzysztof Penderecki, 12 ottobre 1964.

Dedicata alle vittime di Hiroshima (e Nagasaki) e composta nel 1960 con una straordinaria partitura per 52 archi, la Trenodia per le vittime di Hiroshima del compositore polacco Krzystof Penderecki è considerata uno dei capolavori musicali dell'intero XX secolo (e da parecchi il capolavoro assoluto). La sua stessa, particolarissima, partitura accentua il suo carattere drammatico, e non è un caso che brani di essa siano stati spesso utilizzati per colonne sonore di film (lo stesso Penderecki è del resto un autore di musiche filmiche). Da sottolineare anche che un brano della Trenodia è stato utilizzato dai Manic Street Preachers nel singolo You Love Us. [RV]
(strum.)
inviata da Renato Stecca & CCG Staff 27/4/2007 - 21:43
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Симфония нp. 13 "Бабий Яр" / Symphony no. 13 "Babi Yar" / Sinfonia n° 13 "Babi Yar"

[1962]
Sinfonia per basso, coro e orchestra in la bemolle maggiore
Coro: "Ciclo delle poesie di Babi Yar" di Evgenij Evtušenko
A symphony for bass, choir and orchestra in Ab+
Choir: "Cycle of Babi Yar Poems" by Yevgeny Evtushenko

"Cari amici, vista la vostra recente passione per Shostakovich, vi segnalo la sua 13a sinfonia, con l'avvertenza però che non sono sicurissimo che il testo che vi mando sia quello della sinfonia piuttosto che quello del poema cui si ispira (non trovo la registrazione che dovrei avere da qualche parte, perciò non posso verificare); così come non sono sicuro che il testo sia "contro la guerra" (ma credo di sì). Lascio a voi il compito di controllare e mi scuso in anticipo se il tutto non c'entra niente." [Renato Stecca]




L'amico Renato Stecca aveva invece visto più che giusto, proponendo la Sinfonia n° 13 di Šostakovič, il cui coro (quindi il testo diretto)... (continua)
I. Бабий Яр
(continua)
inviata da Renato Stecca 27/4/2007 - 20:18
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Tre sigarette

[2007]

Da/From: "In territorio nemico"
Ho tre sigarette davanti a me
(continua)
inviata da Renato Stecca 26/4/2007 - 21:46
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Vietnam

[1983]
Album: En tyst minut...

Il testo è riprodotto da questa pagina del sito ufficiale
Lyrics are reproduced form this page of Asta Kask's official website
Under ett meningslöst krig
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 26/4/2007 - 13:31
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Salvador Puig Antich

Dall'album "Un altre camí" (2005)
Nit llarga i fosca
(continua)
inviata da adriana 25/4/2007 - 18:52
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La rosa nera

(1967)

di Pace-Panzeri-Pilat



Il giallo comincia quando una voce alla radio annuncia La rosa nera durante la "vetrina" del Disco Per L’Estate. La voce di Gigliola Cinquetti elenca una serie di disgrazie tipo: hanno distrutto il nido ad una rondine, hanno gettato un sasso fin lassù, hanno tagliato le ali ad una farfalla, hanno gettato inchiostro in un torrente e catastrofi di questa portata, per concludere rassicurante che una rosa di sera non diventa mai ne-e-ra.

Anche volendo, ma quando mai si è vista una rosa nera? Poi, non contenta visto che forse era stata un po’ troppo rassicurante, conclude con fare in stile Cassandra: "finché la terra non scoppierà".
Come è possibile che una rosa di sera non diventi mai nera? E’ un dubbio che arrovella tutti gli italiani, a partire dai floricoltori. E meno male che il maestro Mario Panzeri, uno degli autori di questo capolavoro, è un notissimo... (continua)
Una rosa di sera
(continua)
inviata da Silva 25/4/2007 - 12:14
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Sudako And The Paper Cranes

I am looking for this song everywhere, i am really interested in learning the music and singing. thanks.
Leslie Wiseman 25/4/2007 - 02:36

Get Out!

Lyrics by John Hamilton
Music by Hanns Eisler

Testo di John Hamilton
Musica di Hanns Eisler
We’re marching and singing for freedom,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/4/2007 - 22:57
Una particolare versione di inglese, una Bella Ciao che è il modo che le CCG/AWS scelgono per festeggiare il 25 aprile, sia in Italia che in Portogallo. Non aveva neanche un titolo, glielo abbiamo dato noi: Bella Ciao (For Peace And Freedom).
Riccardo Venturi 24/4/2007 - 22:30

Bella Ciao (For Peace And Freedom)

anonimo
Le BELLA CIAO delle CCG/AWS:

Bella Ciao - L'originale / The original
Bella Ciao (For Peace And Freedom) - Bella ciao (For peace and freedom)
Bella Ciao- Greenham Common Women's Peace Camp Songbook

Non sappiamo chi esattamente abbia composto questa canzone che dev'essere cantata sull'aria di Bella Ciao. L'abbiamo ripresa dal Repertorio del coro di lotta Strawberry Thieves. Non aveva neanche un titolo (o meglio: aveva il semplice "Bella Ciao"); glielo abbiamo dato noi, in quest'unico caso. Ci sembra il modo migliore per festeggiare, anche da questo sito di frontiera, il 25 aprile. [CCG/AWS Staff]

We don't know exactly who composed this song, to be sung to the tune of Bella Ciao. We reproduce the lyrics from the Repertory of the Strawberry Thieves Choir. No title was provided (or rather, it was a simple "Bella Ciao"); in this unique case, we give it an arbitrary title. It has seemed to us the best way to celebrate, even from this border site, the Italian Liberation Feast of 25th April. [AWS/CCG Staff]
Oh we are singing against war makers,
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 24/4/2007 - 22:26
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Watch Out!

Watch Out! Watch Out! There’s a rumble of war in the air.
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/4/2007 - 22:09

The War Machine Rolls Round

Il testo è riprodotto dal repertorio del coro Strawberry Thieves (file .doc scaricabile)

Lyrics are reproduced from the Repertory of the Strawberry Thieves Choir (downloadable .doc file)

"Sue is a singer-songwriter who has used music both inside and outside Churches to support the peace movement. She has recorded songs for the Anglican Pacifist Fellowship and the Movement for the Abolition of War".
(from this page)
In eastern skies the great hawks fly
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/4/2007 - 22:03

War Crimes

Il testo è ripreso dal Repertorio del coro Strawberry Thieves (file .doc scaricabile).

Lyrics are reproduced from the Repertory of the Strawberry Thieves Choir (downloadable .doc file)
War Crime! War Crime!
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/4/2007 - 21:44

Siya hamba

anonimo
Testo ripreso dal repertorio del coro Strawberry Thieves (file .doc scaricabile). Sono indicate le singole lingue del canto. Per alcune lingue viene fatto uso solo di una trascrizione approssimativa.
Xhosa
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/4/2007 - 21:37

Liberty

Lyrics by Jennie Sibley
Music: Giuseppe Verdi, Slaves Chorus ("Va pensiero") from Nabucco

Testo di Jennie Sibley
Musica: Giuseppe Verdi, Coro degli schiavi ("Va pensiero") dal Nabucco

Il testo è ripreso dalla pagina del coro Strawberry Thieves
Stand beside me for peace and for liberty
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/4/2007 - 21:10
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8-ий cтрунный квартет [Ottavo quartetto d'archi]

[1960]

Dmitri Schostakovich (1906-1975), dedicò alle ”vittime del fascismo e della guerra” il suo ottavo quartetto d’archi (1960) nei movimenti: largo, allegro molto, allegretto, largo e, se con il titolo programmatico si espone, criticando ogni forma di totalitarismo sociale, nella musica la critica diviene più sferzante e la si ascolta negli ossessivi ostinati, che rimandano alla stessa angoscia provata dall’artista quando, seduto di fianco alla porta di casa, aspettava inerme, i militari che lo avrebbero prelevato poiché tacciato dal regime di clandestinità artistica. Il suo pensiero puó essere espresso da queste parole:

Ero dovunque uno straniero - mi lanciavano lunghe occhiate.
Senza tregua fuggivo da dov’ero, - ma lá dov’ero fuggito
diventavo nuovamente straniero.
In nessun luogo del mondo - vi era requie per me.
E mi trascinava, dentro, - uno che m’era straniero.
(commento di... (continua)
inviata da CCG Staff 24/4/2007 - 18:21
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Cимфония Hp. 7

[1942]
Prima esecuzione: Zala Kolonnaja, Dom Sojuzov, Mosca
29 marzo 1942
First Performance: Zala Kolonnaja, Dom Sojuzov, Moscow, March 29, 1942

Dmitrij Shostakovich raggiunse il massimo della notorietà con la Settima Sinfonia, la più famosa partitura della storia “contro la guerra”, dedicata dal compositore alla città di Leningrado. Mentre Leningrado resisteva eroicamente all’assedio, la sinfonia veniva eseguita in Unione Sovietica, a Londra e negli USA e in seguito divenne simbolo della vittoria sul Fascismo. Questa non fu l’unica opera con cui Shostakovich affrontò il tema della guerra, infatti con l’Ottava Sinfonia egli esaltò ancor più l’immane tragedia che essa rappresenta. Nel 1960, subito dopo un viaggio a Dresda, Shostakovich creò il suo ottavo quartetto per archi. L’opera tragica è stata ufficialmente dedicata dall’autore alle “Vittime della Guerra e del Fascismo”; il quartetto... (continua)
inviata da CCG Staff 24/4/2007 - 18:04
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Welcome To Hell

Canzone molto carina e che colpisce al cuore bensi' io sia un fascista convinto e che questa canzone sia fatta da un gruppo di comunisti..... Da ascoltare

(Giulio)

Caro Giulio, da "fascista convinto" dovresti curare maggiormente l'idioma della Sacra Italia Immortale; non si dice "bensì", ma "benché". Sospetto che il cavalier Benito Mussolini, duce del fassìsmo, t'avrebbe tirato una bacchettata sulle mani. Saluti! [RV]
24/4/2007 - 17:31
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Il vecchio e il bambino

grazie a Sarah Martinez per alcune correzioni

Questa è la mia traduzione in inglese di "Il vecchio e il bambino" di Guccini. Non è perfetta, ma una poesia del genere è praticamente impossibile da tradurre letteralmente conservandone il pathos...

Daniele Nicolucci (Jollino)
THE OLD MAN AND THE CHILD
(continua)
inviata da Daniele Nicolucci 24/4/2007 - 15:26
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Today I Killed A Man

OGGI HO UCCISO UN UOMO
(continua)
inviata da Kiocciolina 24/4/2007 - 14:46
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Djebel

Album: Souvent fauché, Toujours marteau - 1989
Ils arrivent, ils arrivent
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 24/4/2007 - 14:42

Hell, No, I Won't Go

DIAVOLO NO, NON ANDRÒ
(continua)
inviata da Kiocciolina 24/4/2007 - 14:34
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Vivre Libre ou Mourir

A l'âge de douze ans
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 24/4/2007 - 14:10
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Peacekeeper

[2003]

Da/From: Say You Will
We make all of our suns the same
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 24/4/2007 - 11:33
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Peace Treaty

[1990]

Da/From: Mama Africa
Do you remember the peace treaty
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 24/4/2007 - 10:55
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Peace Song

[1985]

Da/From: Blue Food
Now everybody's looking for a little peace of mind
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 24/4/2007 - 09:52
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Un capretto [Dona, dona]

[1967]
Rielaborazione italiana di Dos kelbl (Dona, dona) di Sholom Secunda [1935]
Rielaborazione in Yiddish di una canzone popolare polacca
Testo inglese di Sheldon Secunda
Testo yiddish di Aaron Zeitlin
Musica di Sholom Secunda

Un grande grazie a Enzo che ci ha fornito questo testo.
Se volete saperne di più su Herbert Pagani, questo geniale artista multimediale troppo presto scomparso, potete visitare il sito a lui dedicato: www.megalopolis.it

Un capretto, l’immagine sacrificale per eccellenza (anche se di solito è l’agnello), che va al macello.
Lo stesso rituale si ripete per un bambino avviato verso uno dei tanti lager ancora oggi tristemente presenti nel mondo, con le stesse, atroci modalità.
Herbert Pagani, in questo testo, traccia un parallelo terribile, ma purtroppo fin troppo reale e sempre attuale, tra il macello di un cucciolo di animale e quello di un cucciolo d’uomo.
Un... (continua)
Un capretto su un carretto va al macello del giovedì
(continua)
inviata da i.fermentivivi 24/4/2007 - 09:13
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Peace Pipe

[1993]

Da/From: Brother
In the heat of the morning
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 23/4/2007 - 18:49
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99 Luftballons

io credo che questa canzone sia un forte invito contro la guerra quindi cantiamola insieme pensando all'ingiustizia del mondo,che insieme forse riusciremo a combattere!!!!
Stefania Gismondi!! 23/4/2007 - 16:55
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Che il Mediterraneo sia

...finalmente ascoltiamo etnie che ti entrano dentro...sino a farti sentire ipnotizzato dalla sensazione cosi popolare e alternativa..di questa fantastica musica!
Feelo 23/4/2007 - 16:54
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Lamento della sposa padovana

[sec. XII]
Conservato nel "Frammento Papafava"
Musica di Silvio Omizzolo [1941]

Conservato in un manoscritto del XII secolo, il cosiddetto Frammento Papafava, il Lamento della sposa padovana è uno dei più antichi testi giullareschi della letteratura italiana. I documenti più antichi dell'arte dei giullari sono abbastanza rari: il più antico è la cantilena toscana Salv'a lo vescovo senato, che fu composta poco dopo la metà del XII secolo in lasse monorime composte da ottonari in cui un giullare con enfatiche parole esalta Villano, arcivescovo di Pisa, per ottenere in cambio il dono di un cavallo.

Il Lamento della sposa padovana è un frammento del secolo XII proveniente da un poemetto di genere cortigiano, probabilmente imitato dal francese, che canta l'amore di una donna per il marito che combatte lontano, in Terrasanta. Musicato nel 1941 da Silvio Omizzolo, per il particolare anno di composizione e, ovviamente, anche per l'argomento, assunse significato di impegno civile e di opposizione alla guerra.

"Responder voi' a dona Frixa,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 23/4/2007 - 10:32
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Elegia per gli impiccati di Bassano

[1963]
Musica di Silvio Omizzolo
su testo di Neri Pozza
testo proveniente da questa pagina

Silvio Omizzolo (1905-91), nato a Padova ma originario dell'Altopiano di Asiago, pianista e docente di pianoforte, direttore del Conservatorio di Musica C.Pollini di Padova, fu uno dei massimi compositori veneti del secolo. Allievo del compositore vicentino Almerigo Girotto, adotto` un linguaggio costruttivista contrappuntistico affine ad Hindemith e Bartok, sperimento` atonalita` e dodecafonia, ma ritenne anche una ricca espressivita` e raffinata liricita`.

In modi diversi, i compositori di questo festival sono testimoni alti del XX secolo in Europa. La musica di Mahler sembra presentire il disastro incombente sul popolo ebraico e sull'Europa. Dmitri Shostakovich, che visse e compose in Leningrado assediata, dovette anche per lunghi anni resistere allo stalinismo. Negli anni '60 e '70 Luigi Nono... (continua)
Mare nero intorno al Grappa, mare-fuoco,
(continua)
inviata da Adriana e Riccardo 23/4/2007 - 10:12
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Una storia da raccontare

dall'album "Una storia da raccontare" (1998)

Un'altra canzone per il percorso contro la pena di morte
Il vento passava le sbarre,
(continua)
23/4/2007 - 09:31
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Les singes

LA SCIMMIA
(continua)
inviata da adriana 22/4/2007 - 17:04




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