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Percorso Sacco e Vanzetti

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Riccardo Venturi 23/8/2017 - 04:45
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87 ore

Video canzone e fonte commento

Brano dei 99 Posse e sigla finale del film “87 ore – gli ultimi giorni di Francesco Mastrogiovanni” (trailer)
Regia di Costanza Quatriglio
Fotografia: Sabrina Varani
Montaggio: Eleonora Marino
Color: Mauro Vicentini
Produzione: Luca Ricciardi, Diego Magnetta
Si ringrazia: Loredana Antonelli, Ex Opg Je So' Pazzo
Una produzione Doc Lab / Musica Posse

In onda su Rai3 il 28 dicembre 2015 alle ore 23:50.

In uscita nelle sale cinematografiche il 23 novembre 2015 il film/documentario “87 ore – gli ultimi giorni di Francesco Mastrogiovanni” di Costanza Quatriglio cerca di far luce sul caso dell'insegnante elementare di Castelnuovo Cilento sottoposto a TSO il 31 luglio e rinchiuso nel reparto psichiatrico del Vallo della Lucania, dichiarato morto il 4 agosto. Sei medici sono stati condannati. Il film andrà in prima visione assoluta su RaiTre il 28 dicembre... (continua)
87, non mi ricordo bene com'è stato
(continua)
inviata da [ΔR-PLU] 22/12/2015 - 13:26

In ogni lingua di questo mondo

Antiwar Songs Blog
  ”In ogni lingua di questo mondo”: Termina oggi la ristrutturazione e la traduzione integrale in italiano delle Ballads of Sacco and Vanzetti di Woody Guthrie. Le undici ballate, più la dodicesima, (Sacco’s Letter To His Son), musicata e cantata nel 1951 da Pete Seeger, erano già state inserite nel sito nel 2006; ma, a […]
Antiwar Songs Staff 2014-09-12 12:53:00

Nico e Bart

[2013]

Più vado avanti, e più sono convinto che il rap, in fondo, è una sorta di “ponte di memoria”. La voce delle periferie urbane, dei disagi giovanili, delle minoranze, degli immigrati, è una voce che molto spesso conosce il passato e la storia molto meglio di tanti paludati signori; per questo motivo, questo sito ha dato al rap sempre grosso spazio. Il rap, ad esempio, è quella cosa che, nel 2013, racconta a modo suo anche la storia di Sacco e Vanzetti, riconoscendovi, a ragione, storia attuale, storia di oggi, storia di tutti i giorni: emigrazione, ingiustizia, repressione. Sembra dirci che Sacco e Vanzetti li puoi trovare dappertutto, anche oggi. Ed anche quella che sembra una piccola imprecisione in questo testo (“provenienza meridione”, mentre Vanzetti era piemontese), in realtà non lo è: il rapper ha capito bene un concetto fondamentale, vale a dire che “nord” e “sud” non sono più coordinate geografiche, ma sociali. La storia di Nico e Bart è, più che mai, storia di oggi. Villafalletto e la Valsusa sono a due passi. [RV]
Questa è la storia, e non c'è la ragione
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/8/2014 - 18:11

I condannati a morte

Antiwar Songs Blog
  22 agosto 1927 – 22 agosto 2014: il nostro particolare “Here’s to you” a Sacco e Vanzetti nell’anniversario della loro macellazione da parte del potere capitalista americano, con la traduzione italiana di Riccardo Venturi della canzone svedese De dödsdömda di Jan Hammarlund (tratta da una poesia di Karin Boye), dedicata ai due anarchici italiani […]
Antiwar Songs Staff 2014-08-23 18:12:00
22 agosto 1927 - 22 agosto 2014: il mio particolare "Here's to you" a Sacco e Vanzetti nell'anniversario della loro macellazione da parte del potere capitalista americano, con la traduzione italiana della canzone svedese De dödsdömda di Jan Hammarlund (tratta da una poesia di Karin Boye), dedicata ai due anarchici italiani e interpretata (e registrata) da Jan Hammarlund stesso.
Riccardo Venturi 23/8/2014 - 02:22
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Lettera di Woody Guthrie al giudice Thayer

[2013]

Album : Cesare Basile

Liberamente ispirata a Old judge Thayer

Vorrei cantare
(continua)
inviata da adriana 25/4/2013 - 09:00
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Para qué sirvió

En 1989, Labordeta ya se lo preguntaba en su disco Trilce. Hoy, a 85 años de su ejecución, nos lo seguimos preguntando.

La Zamarra de Gustavo
Si tu vida se hace
(continua)
23/8/2012 - 23:50
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Sacco, Vanzetti

‎[1932]‎
Poesia scritta nel 1928 da Hsi Tseng Tsiang (1899-1971), cinese, immigrato in America da bambino ‎e divenuto poeta e scrittore attivo nella scena letteraria del Greenwich Village a New York.‎
Testo trovato su ‎Song of America

Musica composta nel 1932 dalla madre di Mike e Peggy Seeger (e matrigna del più celebre ‎‎Pete)‎

Un anno dopo l’esecuzione di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, Hsi Tseng Tsiang pubblicò sul ‎Daily Worker questa poesia. Insieme ad un’altra - intitolata “Chinaman, Laundryman” e anch’essa ‎messa in musica dalla Seeger - fa parte dell’opera nota come “Two Ricercari” (il “ricercar” è un ‎tipo di composizione musicale strumentale del tardo rinascimento e del primo barocco).‎
Fast! Fast!
(continua)
inviata da Dead End 12/7/2012 - 09:04
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Sacco e Vanzetti

"Nicola Sacco alzatevi in piedi,
(continua)
inviata da adriana 13/11/2011 - 17:14
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Sacco y Vanzetti

[1928]
Album:.Los Anarquistas ~ 1904-1936
Marchas y canciones de lucha de los obreros anarquistas argentinos

Testo reperito in questa pagina
Recitado:
(continua)
inviata da adriana 18/8/2010 - 13:54
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Funeral Song

Oh, fair city what tragedy has beset you?
(continua)
inviata da adriana 31/7/2009 - 18:05
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America

[1968]
Testo e musica di Leoncarlo Settimelli
Nel disco del Canzoniere Internazionale intitolato “Questa grande umanità ha detto Basta! - Canzoni di lotta di tutto il mondo”, pubblicato da I Dischi Dello Zodiaco nel 1972.


"In quegli anni gli Stati Uniti non erano solo quelli del Vietnam, ma anche quelli che avevano sospeso il titolo di campione del mondo a Cassius Clay, che si era rifiutato di partire per il Vietnam, quelli dell'uccisione di John e Bob Kennedy, di Martin Luther King, di Malcolm X, dell'arresto di Angela Davis, l'attivista nera che si dichiarava apertamente comunista. Coloro che erano al potere in quel paese che pure -ripeto- amavo, meritavano che si ricordasse loro quanti delitti avevano commesso in nome dell'anticomunismo e di un crescente imperialismo."

Leoncarlo Settimelli, Il '68 cantato (e altre stagioni), edizioni Zona, 2008, p. 50. Il testo è stato ricopiato direttamente dal libro.
L'America è fatta col sangue
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 22/12/2008 - 10:43

My Own Two Hands

"This song commemorates the framing and murdering by the state of two US activists, Sacco and Vanzetti." Peter Hicks
To you beloved comrade, we make this solemn vow,
(continua)
inviata da Marcia 25/6/2008 - 15:55

Lettera (di Nicola Sacco)

[2004]
Album :L'Unico Elemento

Siamo sempre più legati al materialismo e più consumiamo, più concetti come lotta, ideali, etica, morale, giustizia, uguaglianza vanno svanendo inghiottiti dal mercato globale e così rimaniamo impassibili alle continue violenze che ogni giorno ci circondano, nella nostra realtà quotidiana, nazionale, europea, mondiale e che non cessano mai.
Considero la lettera di Nicola Sacco una sorta di passaggio di consegna alle generazioni future (nella figura di suo figlio), nel continuare ciò che stavano portando avanti i compagni di quel tempo che avevano a loro volta ereditato e raccolto da quelli passati…se noi rappresentiamo il futuro…credo che abbiamo altamente deluso le aspettative dei nostri “padri”; siamo per lo più generazioni senza radici, persi nel caos del consumo, dei media, in sogni di arrivismo nella società del lavoro non più divisa in classi, ma più... (continua)
Possono bruciare i nostri corpi,
(continua)
inviata da adriana 29/2/2008 - 18:43
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Domani

[2008]
Album:Passaggi

“Rammenta sempre Dante, nel gioco occasionale della felicità di non tenerla tutta per te, aiuta i perseguitati e le vittime perché sono questi gli amici migliori. Nella lotta della vita, troverai così molto di più e sarai rinato.”
(Lettera di Nicola Sacco al figlio di Vanzetti, Dante. Prigione di Stato del Massachussetts, 23 agosto 1927)
Ogni sera tu ritorni da me
(continua)
inviata da adriana 29/2/2008 - 14:22
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Colpevole di ghetto

1997
Album: Fuori dal controllo

Una canzone che i Gang, in quella sorta di "Nomi e cognomi" che è l'album omonimo, hanno dedicato a Nicola Sacco.

"L’emigrante. E’ il simbolo e un modo per non dimenticare che essere italiani ha un significato per molti emigrare alla ricerca di una vita migliore ed anche aver trovato aldilà delle acque, del mare o dell’oceano, solo ingiustizia e repressione. Più Sacco che Vanzetti perché è quello che è meno assistito dall’ideologia, e quello più in crisi e perché aveva creduto molto di più di vanzetti nell’America come luogo di grandi possibilità. In chiusura della canzone c’è la voce di Tom Robbins, la voce dell’altra America che racconta una breve storia scritta apposta per questo disco...E’ un bellissimo regalo che ci ha fatto e del quale siamo orgogliosi...."

(I Gang raccontano "Fuori dal controllo", dal Sito Ufficiale)
Colpevole di ghetto
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 21/3/2007 - 18:29
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Sur le port de Dieppe

Louis Aragon / Gérard-André Gaillard
Le jour de Sacco-Vanzetti
(continua)
inviata da adriana 9/1/2006 - 17:42
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E c'è una storia che ci piace ascoltare

[2005]
Sacco e Vanzetti
E c'e' una storia che ci piace ascoltare
(continua)
inviata da Adriana 6/1/2006 - 18:21
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Inclinato ad oriente

[2005]
Sacco e Vanzetti

feat. Marino Severini
In ogni strada c'è qualcuno che ti chiede mille lire
(continua)
inviata da Adriana 6/1/2006 - 18:18
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Olive da friggere forte

[2005]
Sacco e Vanzetti
Quanti italiani per le strade di New York
(continua)
inviata da Adriana 6/1/2006 - 18:16
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Two Good Arms

(1977)
La canzone è basata sul discorso finale di Vanzetti.

testo ripreso da Songs about immigrants.
Who will remember, the hands so white and fine
(continua)
6/1/2006 - 15:36
Un nuovo (e nutrito) percorso per le CCG: Le canzoni ispirate alla vicenda degli anarchici italiani Sacco e Vanzetti, ingiustamente condannati alla sedia elettrica per un crimine che non avevano commesso.
Riccardo Venturi 6/1/2006 - 15:14

Lettera a Sacco [P'o figlio suoio]

[27 maggio 1927]
[May 27, 1927]
Lyrics and Music: Ambro's-Ferraro
Testo e musica: Ambro's- Ferraro

"Lettera a Sacco" (sottotitolato "P'o figlio suoio") è un brano realizzato dal duo Ambro's-Ferraro il 27 maggio 1927. E' inciso da Alfredo Bascetta, il quale decide di affrontare a testa alta la polizia americana, con un comizio intitolato "L'America dei vinti". "Lettera a Sacco" è eseguita da Bascetta, per la prima volta, durante il comizio.
Il brano narra dell'incontro del padre di Nicola Sacco con suo figlio nel carcere di Charlestown. Durante quest'incontro c'è la richiesta di Sacco di raccontare alla sua figlioletta, un domani, che il papà non ha mai ucciso nessuno e che perdonerà chi lo ucciderà. Poi, uno straziante abbraccio di pochi minuti con il genitore che lascia il figlio con la frase "Cu tutt"o core mio, te voglio bbene... addio!".

Anche questa composizione, come sopra, non... (continua)
Mio caru figlio doppo 7 anne mo te l'aggio ditto
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 6/1/2006 - 14:04

La canzone di Sacco e Vanzetti

"La canzone di Sacco e Vanzetti, condannati alla sedia elettrica in America"
Piazza Marino, Bologna, 1931
Da "La musica dell'Altra Italia"

Fonti:

- "Il Cantastorie" n. 23, luglio 1977, "Raccolta n. 2 del canzoniere di Piazza Marino, poeta contadino"
Il 15 aprile 1920
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 6/1/2006 - 12:32




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