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Autore Carlos Cano

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El cuarto poder

Parole e musica di Chicho Sánchez Ferlosio
Una canzone inedita cantata da lui stesso a cappella nel corso di una puntata de “La Clave”, un programma giornalistico condotto da José Luis Balbín andato in onda sulla TV nazionale spagnola a partire dai primissimi anni della “transizione democratica”, quando il cadavere del Caudillo era ancora caldo. Nel corso di quella puntata in studio con Ferlosio c'erano anche José Antonio Labordeta, Carlos Cano e Javier Krahe.

Una canzone su una delle differenze sostanziali tra dittatura e democrazia, la separazione dei poteri, e sulla constatazione che per fortuna, anche sotto la dittatura, c'è sempre chi ha coraggio di esprimere il proprio dissenso e la protesta. Non certo attraverso la TV, che viene facilmente controllata dai potenti di turno per via della tecnologia e degli investimenti necessari al suo funzionamento, ma attraverso certa stampa e certa radio (e oggi certe presenze nel Web), voci che mai possono essere spente del tutto.
Yo iba mirando la enciclopedia
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/9/2017 - 21:58
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Cuarenta lobos negros

[1977]
Parole e musica di Antonio Mata (1947-2014), cantautore andaluso, amico del poeta Juan de Loxa e del cantautore Carlos Cano, fondatore del collettivo “Manifiesto Canción del Sur”.
Nel suo unico disco solista, intitolato “... entre la lumbre y el frio”
Testo trovato su La Zamarra de Gustavo, lo splendido sito curato da Gustavo Sierra Fernández.

Antonio Mata scrisse per altri artisti molte canzoni importanti – come “Al-Andalus” per Miguel Ríos, “Del crepúsculo lento nacerá el rocío” per Triana e diverse altre per Carlos Cano – ma non ebbe mai la fama ed è oggi pressochè dimenticato (tanto da non avere nemmeno una segnalazione su es.wikipedia).
Yo vengo del silencio,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/9/2017 - 22:15
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Mi general

[1994]
Parole e musica di Carlos Cano
Nel suo album intitolato “Forma de ser”
Testo trovato su Cancioneros.com

Quella che qui Carlos Cano ci canta è una storia curiosa, a suo modo contro la guerra, a suo modo contro la violenza sulle donne.
Quello della donna che, per difendere sé stessa dal mondo violento dei maschi o per cercare il suo amore partito per qualche guerra, si traveste da soldato è un tema molto percorso nella canzone popolare di tutte le epoche. Si pensi a canzoni, anche antiche, come La guerriera, La ragazza all'armata, La Lionetta, Pretty Young Soldier, Mary Read, La fille soldat, I Wish That The Wars Were All Over, A Maid That's Deep In Love, Banks of the Nile e Jackaroe, solo per citarne alcune, quasi tutte già presenti sulle CCG/AWS.

Ma questa raccontata da Carlos Cano è una storia davvero vera e anche piuttosto recente.

Maria Teresinha Gomes era nata nel... (continua)
¡Ep, ep, aro!
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/9/2017 - 21:08

Preguntas

[prima del 1976]
Parole e musica di Carlos Cano
Non è inclusa in nessun suo disco dell’epoca ma si trova in una sua raccolta abbastanza recente (2004) dedicata al movimento musicale granadino cui anche Carlos Cano partecipava in quegli anni, il cosiddetto “Manifiesto Canción del Sur”
Testo trovato su Cancioneros.com
A veces yo pregunto
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/9/2017 - 08:36

La muchacha

[1975?]
Parole e musica di Carlos Cano
Non è inclusa in nessun suo disco dell’epoca ma si trova in una sua raccolta abbastanza recente (2004) dedicata al movimento musicale granadino al quale anche Carlos Cano partecipava in quegli anni, il cosiddetto “Manifiesto Canción del Sur”
Testo trovato su Cancioneros.com
Y así la encontré una mañana de marzo.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/9/2017 - 08:26
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El buitre

[1975?]
Parole e musica di Carlos Cano
Non è inclusa in nessun suo disco dell’epoca ma si trova in una sua raccolta abbastanza recente (2004) dedicata al movimento musicale granadino al quale anche Carlos Cano partecipava in quegli anni, il cosiddetto “Manifiesto Canción del Sur”

Testo trovato su Cancioneros.com
En mitad del campo hay un muchacho tenaz
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/9/2017 - 08:19
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En Granada

[1978]
Parole e musica di Carlos Cano
Nel suo album intitolato “Crónicas granadinas”
Testo trovato su Cancioneros.com

Sulla fine, la cacciata e le persecuzioni subite dai musulmani di Spagna si veda anche El bando
En Granada el agua
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/9/2017 - 21:48
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Canto, no me gusta señalar

[1975?]
Parole e musica di Carlos Cano
Non è inclusa in nessun suo disco dell’epoca ma si trova in una sua raccolta abbastanza recente (2004) dedicata al movimento musicale granadino cui anche Carlo Cano partecipava in quegli anni, il cosiddetto “Manifiesto Canción del Sur”
Ey, ey, caminando,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/9/2017 - 11:57
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El Salustiano

[1976]
Parole e musica di Carlos Cano
Nel suo disco intitolato “A duras penas”

Canzone sulla condizione degli spagnoli andalusi costretti dalla miseria ad emigrare verso altri paesi Europei. Lo stesso Carlos Cano negli anni 60 dovette lasciare la natale Granada per cercare lavoro in Svizzera e Germania. La canzone è quindi sicuramente autobiografica.
Hasta un pueblo d’Alemania ha llegao el Salustiano
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/9/2017 - 21:01
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El baile del abejorro

[1975]
Parole e musica di Carlo Cano
Nell’album d’esordio, intitolato “A duras penas”
Poi sul lato B del singolo “La verdiblanca” (canzone dedicata i colori della bandiera andalusa)

La festa e le danze – e qui si balla il “ballo del bombo” – sono riservati ai poveri e agli sfruttati… Invece i ricchi e i profittatori, che vadano a ballare da un’altra parte!
Este ritmo alegre voy a cantar
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 8/8/2016 - 16:23
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Hijo de la calle

[1983]
Parole e musica di Carlos Cano
Il ritornello della canzone si apre con il verso che dà il titolo all’album, “Si estuvieran abiertas todas las puertas”
Testo trovato su Cancioneros.com

Si estuvieran abiertas todas las puertas
Hijo de la calle,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/7/2015 - 11:02
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El caso Almería

‎[1981]‎
Parole e musica di Carlos Cano
Nell’album intitolato “Si estuvieran abiertas todas las puertas” del 1983‎



‎Il 10 maggio 1981, nei pressi della città andalusa di Almería, furono ritrovati tre ‎cadaveri carbonizzati all’interno di una Ford Fiesta. La polizia si affrettò a dire che i corpi erano di ‎tre terroristi dell’ETA basca responsabili, un paio di giorni prima di un attentato ai danni del ‎generale Joaquín Valenzuela. ‎

Si trattava invece di tre giovani operai - Juan Mañas Morales (24 anni), Luis Montero García (33) e ‎Luis Manuel Cobo Mier (29) – in viaggio per una festa di comunione, che un “bravo” cittadino ‎aveva scambiato per i militanti dell’ETA Mazusta, Bereciartúa e Goyenechea Fradúa, segnalando ‎zelantemente il terzetto alla Guardia Civil. Questa, ai comandi del tenente colonnello Carlos ‎Castillo Quero, si era messa alle costole dei tre presunti terroristi, che... (continua)
Corría el 10 de mayo ‎
(continua)
inviata da Bernart 30/10/2013 - 10:16
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La hoguera

‎[1975]‎
Parole e musica di Carlos Cano.‎
Nell’album d’esordio intitolato “A duras penas”‎

Escucha el grito de los que nacen
(continua)
inviata da Bernart 29/10/2013 - 15:09
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La miseria

‎[1975]‎
Parole e musica di Carlos Cano.‎
Nell’album d’esordio intitolato “A duras penas”‎

Vengo de abajo, cansado de tanta cuesta.
(continua)
inviata da Bernart 29/10/2013 - 15:00
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...de cómo Antonio Machado resucita y limpia la casa de las sombras‎

‎[1975]‎
Parole e musica di Carlos Cano.‎
Nell’album d’esordio intitolato “A duras penas”‎

‎¡Nadie se mueva! ‎
(continua)
inviata da Bernart 29/10/2013 - 14:54
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Anochece

‎[1975]‎
Parole e musica di Carlos Cano.‎
Dal suo disco d’esordio intitolato “A duras penas”‎

‎20 novembre 1975:Franco ha muerto…‎
E diecimila colombe si liberano alte nel cielo dell’Andalusia e della Spagna intera.‎
‎¡No, no, no, no, no, no... ¿Dónde estoy?,
(continua)
inviata da Bernart 28/10/2013 - 17:24
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Himno de Andalucía

Letra: Blas Infante
Musica: José del Castillo Díaz


La costituzione della Repubblica Spagnola (1931) permetteva ad alcune regioni di costituire comunità autonome: le uniche regioni che ebbero il tempo di attuare l'autonomia furono la Catalogna (1932) e il Paese Basco (1936, all'inizio della guerra civile). Blas Infante, un politico poliedrico, considerato il "Padre della Patria andaluso", scrisse l'inno dell'Andalusia su musica di José del Castillo Díaz, che si ispirò a una canzone popolare andalusa "Santo Dios".

Blas Infante, un borghese liberale, repubblicano e federalista, fu ucciso da membri della Falange Spagnola e delle JONS (Giunte di offensiva nazional-sindacalista) nell'agosto 1936.

Durante la dittatura franchista e la Transizione Democratica, la bandiera andalusa e l'inno divennero anche simboli della resistenza. Ad esempio Manuel José García Caparrós fu ucciso dalla polizia... (continua)
La bandera blanca y verde
(continua)
19/11/2012 - 23:53
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¿Qué fue de los cantautores?

[2012]
Album:¿Qué fue de los cantautores?


El mundo de la cultura se une en torno a Luis Pastor en el vídeo de la canción «¿Qué fue de los cantautores?»

Más de cien profesionales relevantes del mundo de la cultura y el espectáculo se han unido en torno a Luis Pastor y aparecen en el vídeo de la canción ¿Qué fue de los cantautores? para reivindicar la figura del cantautor y su vigencia en la sociedad actual.

Cada uno de estos más de cien artistas (exactamente 106) protagoniza un verso de la canción que da título al nuevo álbum de Luis Pastor, que se publica el 6 de marzo de 2012, en un vídeo en el que aparecen músicos (Miguel Ríos, Rosendo, Pedro Guerra, Ismael Serrano, Carmen Linares, El Chojín, Negri, Javier Álvarez, Pablo Guerrero, Frank-T, Paco Ibáñez, El Langui, Martirio, Elisa Serna); bailaoras (María Pagés); actrices (María Botto, Ana Fernández, Vicky Peña, Nieve de Medina, Maite... (continua)
Éramos tan libertarios,
(continua)
inviata da adriana 24/3/2012 - 07:59
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Srebrenica

Album: "El color de la vida" (1996).
via Cantemos como quien respira
Edin Puzic, la guerra de Bosnia
(continua)
15/12/2011 - 00:00
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Canción para Lucrecia

[1993]
Letra y música de Carlos Cano
Álbum: Forma De Ser [1994]


Lucrecia Pérez fue una inmigrante Dominicana, vilmente asesinada el 13 de noviembre de 1992 en Madrid por un guardia civil neonazi en compañía de varios skinheads, - fue reconocido como el primer asesinato por motivos racistas y xenófobos de España.
En los días anteriores al crimen como en otros lugares de Madrid se multiplicaban las pintas: "¡Fuera negros!", "¡Inmigrantes=maleantes!","¡Ni negros, ni judíos!", "¡Resistencia, mata negros!" Asimismo, unos panfletos corrían por Madrid con estas leyendas: "¡Españoles!
¡Nuestra patria está en grave peligro! Millones de invasores intentan forzar nuestra frontera [...] estamos en PIE DE GUERRA. Cinco millones de moros [...] veinte millones de extranjeros penetrarán en España antes de 2000. "HAY QUE ACTUAR AHORA MISMO, MAÑANA SERÁ TARDE".
En este contexto social y político ¿Por... (continua)
Yo te quiero escribir
(continua)
inviata da giorgio 30/3/2010 - 07:53




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