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Autore Goran Bregović / Горан Бреговић

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C.S.I.: Fuochi nella notte di San Giovanni

Dal primo album dei CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti), Ko De Mondo del 1993
Testo di Giovanni Lindo Ferretti
Musica di Massimo Zamboni, Francesco Magnelli e Gianni Maroccolo
Interpretata anche con Goran Bregović nel "Concerto di Inizio Millennio" il 5 gennaio 2000
e da Stefano "Cisco" Bellotti

Li hanno fatti quest'anno i falò? - chiesi a Cinto.
Noi li facevamo sempre. La notte di S. Giovanni tutta la collina era accesa.
Poca roba, - disse lui. - Lo fanno grosso alla Stazione, ma di qui non si vede. Il Piola dice che una volta ci bruciavano delle fascine.
Chissà perchè mai, - dissi, - si fanno questi fuochi.
Si vede che fa bene alle campagne, - disse Cinto, - le ingrassa.
(Cesare Pavese, La luna e i falò, 1949)



La notte del 24 Giugno di ogni anno è la notte del solstizio d’estate.

Il solstizio è un punto di svolta dell'anno, lentamente il sole inizia a declinare, per l'uomo... (continua)
Un, deux, trois, quatre...
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 24/6/2018 - 11:18
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Three Letters from Sarajevo (Tri pisma iz Sarajeva)

(2017)
Album: Three Letters from Sarajevo

Strumentale

- Christian Letter feat. Mirjana Nešković
- Muslim Letter feat. Zied Zouari
- Jewish Letter feat. Gershon Leizerson

Sarajevo è sempre stata crocevia tra diverse culture che hanno animato la vita intellettuale e sociale. Questo esisteva prima ed è rimasto tale anche durante la guerra, negli anni ‘90. Un conflitto dove si tendeva a piegare un popolo, non solo prendendo di mira le persone, le cose, ma il loro pensiero. Ma la gente ha deciso di combattere odio e violenza, con la sua grande ricchezza ideale. È grazie a questo che Sarajevo non è morta ed è per questo che ho voluto che le mie “Tre Lettere” arrivassero da lì.

Io sono di Sarajevo, sono nato su una frontiera: l’unica dove si incontravano ortodossi, cattolici, ebrei e musulmani. Mio papà è cattolico, mia mamma è ortodossa, mia moglie è musulmana.Se nasci artista in un angolo... (continua)
(instrumental)
1/4/2018 - 19:10
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Ćiribiribela

(1988)
Testo e musica di Goran Bregović
Title track dell'ultimo album dei Bijelo Dugme, Ćiribiribela del 1988.

Nel 1988 la Jugoslavia era in balia di una crisi politica che sarebbe sfociata poco dopo in una vera e propria guerra e con la dissoluzione della federazione.

I Bijelo Dugme erano il più importante gruppo rock jugoslavo e pubblicarono quell'anno il loro ultimo album prima dello scioglimento e del lancio della carriera solista di Bregović. L'album, pur non contenendo canzoni apertamente politiche, segna l'impegno pacifista di Bregović che sceglie per la copertina un dipinto (Noah's Ark, l'Arca di Noé) del pittore e fedele quacchero Edward Hicks, che reinterpretava l'episodio biblico legandolo alla profezia di Isaia di un futuro regno di pace e di giustizia, in cui l'umanità saprà vivere pacificamente.

La canzone d'apertura, questa Ćiribiribela, sembra profetica. Una coppia si... (continua)
Ako si, ljubo, pošla spat'
(continua)
25/2/2018 - 18:53
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Padaj silo i nepravdo

anonimo
[XVI secolo, dopo il 1523?]
Canzone in lingua croata che celebra la ribellione di Hvar (Lèsina) in Dalmazia del 1510-14, quando la maggioranza croata della popolazione si ribellò alle angheria e alle vessazioni dei dominatori veneziani e della nobiltà locale. A capo della rivolta il Matija Ivanić (1445-1523) citato nella penultima strofa, un anziano cittadino molto stimato dalla popolazione.
La canzone fu rispolverata durante la seconda guerra mondiale dai partigiani jugoslavi operanti in Dalmazia. Ripresa anche dai Бијело дугме / Bijelo Dugme di Goran Bregović nell’introduzione del loro album del 1986 intitolato “Pljuni i zapjevaj moja Jugoslavijo” (“Sputa e canta, mia Jugoslavia”)

All’inizio del 400 la Repubblica di Venezia aveva riacquisito il dominio sulla Dalmazia, perso a metà 300 dopo la fine dei contrasti con il regno ungherese. Venezia aveva cancellato ogni autonomia e diritto... (continua)
Padaj silo i nepravdo,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/2/2014 - 09:53
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Devil In The Business Class

da "Unza Unza Time" (1999)

Una canzone del gruppo formato dal regista Emir Kusturica e dai componenti degli Zabranjeno Pušenje che lo hanno seguito a Belgrado (il gruppo originale è rimasto a Sarajevo).
Rispetto al progetto originale, la "nuova" No Smoking Orchestra si distingue per un sound più etno-balcano-bregoviano che ha portato il gruppo al successo internazionale anche se ha fatto storcere il naso ai fan della prim'ora degli storici Zabranjeno Pušenje. Nel 1999, subito dopo i bombardamenti NATO sulla Serbia, hanno fatto un tour in Italia intitolato significativamente "Effetti Collaterali". Mi ricordo di averli visti in quell'occasione all'anfiteatro delle Cascine a Firenze.

In questa divertente canzone il diavolo si dichiara innocente di tutte le schifezze che la razza umana ha fatto durante la storia.
Welcome aboard dear passengers
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 2/7/2009 - 00:24
Percorsi: Il Diavolo
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Lipe cvatu

[1986]
Testo di Goran Bregović

I Bijelo Dugme ("Bottone bianco"), fondati da Goran Bregović, sono stati probabilmente la rock band più celebre della Jugoslavia unita. Si sciolsero nel 1989, poco tempo prima della dissoluzione della Jugoslavia. Questa loro canzone non è propriamente una canzone contro la guerra, e contro quella stupida guerra in particolare (che non era ancora iniziata, ma di cui già si vedevano i prodromi); ma è una canzone di fine. Nella pagina dedicata a Admira e Boško, i due innamorati (lui serbo, lei musulmana) uccisi assieme nel maggio 1993 mentre tentavano di fuggire, sotto il ponte di Vrbanja a Sarajevo, questa canzone è loro associata e dedicata. Sullo stesso ponte, vorrei ricordarlo, fu ucciso un volontario italiano di "Beati i costruttori di pace", durante una manifestazione contro la guerra; assieme a lui, che lo vide morire, c'era Pierluigi Ontanetti.
Ljeto ide, kako si mi ti
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 31/1/2007 - 14:59
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Bella Ciao

anonimo
Una scatenata versione balcanica di "Bella Ciao" cantata dai Modena City Ramblers insieme a Goran Bregović può essere scaricata gratuitamente e legalmente da Vitaminic.
Dallo stesso sito si può scaricare anche la versione de "La guerra di Piero" con Piero Pelù.
Buon 25 aprile (in ritardo) a tutti!
Lorenzo Masetti 26/4/2006 - 17:41
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Тaмо дaлеко / Tamo daleko

[1916]
Testo e musica di Đorđe Marinković
Lyrics and music by Đorđe Marinković
Paroles et musique de Đorđe Marinković
Prima incisione / First recording / Premier enregistrement:
Tamburaško Pevačko Društvo, 1917

Durante la I guerra mondiale, l'esercito serbo si ritirò attraverso l'Albania dopo che gli Imperi Centrali avevano invaso la Serbia nell'inverno del 1915. L'esercito serbo era devastato dalla fame, dalle malattie e dagli attacchi delle bande armate. Trasportato in gran parte dalla Regia Marina italiana, quel che restava dell'esercito serbo fu trasferito sull'isola greca di Corfù, dove molti altri soldati serbi morirono. Rifocillato a Corfù, l'esercito serbo fu poi ulteriormente trasportato a Salonicco, dove fu riarmato dalle forze dell'Intesa e rispedito nel 1916 a combattere al fronte. A Corfù, i caduti serbi furono sepolti in mare; è da allora che, per i Serbi, quelle acque... (continua)
Тамо далеко, далеко од мора,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 25/8/2005 - 16:53
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Disamistade

English version by the Walkabouts (1998)

Dall’album "Train leaves at eight", un originale viaggio nella musica dell'"Europa Continentale".
Accanto al nostro De André vi si trovano canzoni provenienti da Grecia (Theodorakis), Bosnia (Goran Bregović), Slovenia (Vlado Kreslin), Catalogna (Lluis Llach). La scelta non si limita però ai cantautori: si trovano anche sonorità più moderne, come nel caso del gruppo belga Deus.
DISAMISTADE
(continua)
inviata da Riccardo Venturi




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