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Autore José Mário Branco

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Maria

Maria (GAC) dedica per l’otto marzo.
Questa splendida canzone voglio dedicarla a questa festa della donna, caduta in un momento problematico per questo Paese ancora così tanto machista. È una canzone originariamente portoghese del repertorio della GAC (letteralmente Gruppo di Azione Culturale), nei cui dischi l’ho sentita, non so chi l’ha scritta ma credo vi fosse lo zampino di José Mário Branco, che ne ha fatto parte. Qualche tempo fa l’ho riscritta in italiano, ma non l’avevo mai cantata.
Trovo bello e forte il testo, ma soprattutto meravigliosa la melodia, così semplice e al contempo misteriosa, dolce come ogni grande canzone di lotta.
MARIA
(continua)
inviata da adriana 9/3/2020 - 09:31
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Venham mais cinco


[1973]
Parole e musica di José Afonso, con l’arrangiamento musicale di José Mário Branco
La traccia che dà il titolo a questo album inciso a Parigi nell’ottobre del 1973.

Il disco fu denunciato alla commissione di censura da tal Maria Antonieta, una cantante oggi dimenticata che all’epoca era un pezzo grosso della radiotelevisione nazionale. Ciò valse il sequestro da parte della PIDE di tutte le copie dell’album.
Quell’anno stesso, tra aprile e maggio, José Afonso fu detenuto nel Forte-prisão de Caxias a Lisbona.


Esta canção faz apelos à unidade, pois era necessária para lutar contra os males provocados pelo regime e para derrubar o regime que deveria «embalar a trouxa e zarpar».
No poema, o vocábulo vinho simboliza a transformação, pois o sumo da uva tem o poder misterioso de se transformar e de transformar aqueles que o bebem, em algo mais potente.
O número cinco anda associado,... (continua)
Venham mais cinco, duma assentada que eu pago já
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 27/10/2017 - 14:05
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O charlatão

[1971]
Parole e musica di José Mário Branco
Nel disco intitolato “Mudam-se os tempos, mudam-se as vontades”
Interpretata anche da Sérgio Godinho nel suo disco “Os sobreviventes” del 1972

Descrizione del Portogallo come ridotto sotto la dittatura di António Salazar, il ciarlatano (e affamatore e assassino).
Numa ruela de má fama
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/10/2014 - 13:44
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Fotos do fogo

[1993]
Letra e música: Sérgio Godinho
Lyrics and music: Sérgio Godinho
Testo e musica: Sérgio Godinho
Album: Tinta Permanente

Pochi giorni fa ho ricevuto la seguente mail da Guido Baldoni:

"Ti scrivo perché per il Club Tenco 2014 sto preparando con Alessio Lega, Rocco [Marchi], Francesca (Baccolini] e altri due musicisti, una carrellata di cantautori stranieri dissidenti, concentrandosi su paesi dell'est (Vysotskij, Okudžava, Kryl, Kaczmarski) e Portogallo (Zeca Afonso, Fausto, Branco, che sarà ospite e canterà con noi, e Godinho). Proprio di quest'ultimo, Godinho, suoneremo Fotos de Fogo, un brano che sarebbe bello entrasse fra le tue Canzoni contro la guerra per il suo contenuto anticolonialista."

Guido Baldoni, oltre ad essere il figlio di Enzo Baldoni (che noi continuiamo, imperterriti, a non dimenticare), è oramai da tempo tra gli accompagnatori (alla fisarmonica) di Alessio Lega;... (continua)
Chega-te a mim
(continua)
inviata da Guido Baldoni (per tramite di RV) 21/9/2014 - 20:40
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E contra a dita a gente grita!‎

‎[2011]‎
Parole di Rogério Charraz, ispirate alla poesia “A dita dura” di José Carlos De Vasconcelos (1940-), ‎giornalista, avvocato, politico e poeta portoghese.‎
Parte recitata scritta da Pedro Branco e interpretata da José Mário Branco
Dall’album “A chave”‎

Dalle dittature di ieri alle “democradure” di oggi…‎
Anche i portoghesi – come noi, come i greci gli spagnoli e tanti altri - ne sanno qualcosa…‎
A dita rói
(continua)
inviata da Dead End 18/12/2012 - 14:32
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Eh! Companheiro

‎[1973?]‎
Parole di Sérgio Godinho
Musica di José Mário Branco
Nell’album "Margem de certa maneira", 1973.

Eh! Companheiro aqui estou
(continua)
inviata da Dead End 17/12/2012 - 14:43
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Alerta!‎

‎[1973]‎
Nell’album “A cantiga é uma arma”‎

Vigilia del rientro di molti esuli in un Portogallo finalmente libero.‎
Branco la celebra – comprensibilmente - con una canzone militante (e un po’ “stucchevole”, come ‎moltissime canzoni del genere) che proporrà al “Festival RTP da Canção” nel 1975.‎
Pelo pão e pela paz
(continua)
inviata da Bartleby 28/2/2012 - 10:09

Tango de c' côté-ci

‎[Dopo il 1965]‎
Parole e musica José Mário Branco
Testo trovato su José ‎Mário Branco - O Canto da Inquietação, di Octávio Fonseca e Silva, 2000.‎



Tra il 1963 ed il 1974 José Mário Branco si trasferì a Parigi per sfuggire al controllo del regime ‎salazarista.‎
Da esule venne spesso invitato nei “salotti” della sinistra francese fino a quando, ad una festa de ‎L’Humanité, all’epoca organo del Partito comunista, Branco si esibì su di un palco secondario e, in ‎francese, gliele cantò per bene ai sinistri “duri e puri” ma, alla fin fine, molto “bla bla bla” e ‎‎“radical-chic”. ‎
Terminata la canzone, Branco fu raggiunto sul palco da due energumeni, acchiappato e sbattuto ‎fuori dalla festa…
On parle trop de l'Amérique
(continua)
inviata da Bartleby 27/2/2012 - 15:45
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Cantiga da velha mãe e dos seus dois filhos

‎[1971]‎
Parole e musica di José Mário Branco
Dall’album di esordio di Godinho “Os sobreviventes”.‎
Poi anche nell’album di Branco “Margem de certa maneira” del 1972.‎
Ai o meu pobre filho, que rico que é
(continua)
inviata da Bartleby 23/2/2012 - 09:49
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Perfilados de medo

‎[1971]‎

Parole del poeta portoghese Alexandre ‎O'Neill (1924-1986), esponente del movimento surrealista.‎
Musica di José Mário Branco
Nell’album “Mudam-se os tempos, mudam-se as vontades”, disco pubblicato a Parigi dove Branco ‎di trovava in esilio perchè oppositore della dittatura fascista.‎
Perfilados de medo, agradecemos
(continua)
inviata da Bartleby 21/2/2012 - 15:22
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Traz outro amigo também

‎[1970]‎
Album “Traz outro amigo também”‎
Parole di José "Zeca" Afonso
Musica di José Mário Branco ‎e Carlos Correia (Bóris).‎



Registrato a Londra, fu il primo album realizzato senza il musicista ed amico fraterno Rui Pato, al ‎quale la PIDE, la polizia del regime fascista di Salazar, aveva vietato di viaggiare all’estero.‎

Amigo
(continua)
inviata da Bartleby 20/2/2012 - 16:06
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Eu vi este povo a lutar (Confederação)

(1982)
nell'album "Ser solidário"
Eu vi este povo a lutar
(continua)
inviata da adriana / B.B. 7/5/2011 - 16:52
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FMI



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[1979]
Letra, texto e música de José Mário Branco
Parole, testo e musica di José Mário Branco
Nota: FMI foi editado originalmente em 1982 no maxi Som 5051106, e reeditado em 1996 em 'Ser Solidário' (EMI-Valentim de Carvalho). Aconselha-se vivamente a sua audição. Webmaster: franciscojmleitao@hotmail.com (08/2002)
Nota: FMI è stato pubblicato originariamente nel 1982 nello LP Som 5051106, e ripubblicato nel 1996 in 'Ser Solidário' (EMI-Valentim del Carvalho). Si raccomanda vivamente di ascoltarlo. Webmaster: franciscojmleitao@hotmail.com (08/2002)

Il testo è riprodotto da questa pagina, contenente anche un link di ascolto completo (ma non di scaricamento).
"Vou, vou-vos mostrar mais um pedaço da minha vida, um pedaço um pouco especial, trata-se de um texto que foi escrito,... (continua)
Cachucho não é coisa que me traga a mim
(continua)
inviata da Adriana + Riccardo 1/2/2008 - 23:03
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Le Déserteur

PORTOGHESE / PORTUGUESE / PORTUGAIS [1] - José Mário Branco

Versione in portoghese lusitano composta e cantata da José Mário Branco tra il 1966 e il 1974
(da questa pagina).

Lusitan Portuguese version composed and performed by José Mário Branco between 1966 and 1974 (from this page).

Version portugaise de Portugal écrite et interprétée par José Mário Branco entre 1966 et 1974 (d'après cette page).


Si noti che la versione è adattata alla realtà portoghese, sia geografica che politica (vi si parla, infatti, di "guerra colonial" riferendosi alle guerre coloniali portoghesi che portarono alla ribellione del 25 aprile 1974, la "rivoluzione dei garofani", che restaurò la democrazia in Portogallo dopo la lunghissima dittatura di Salazar e Caetano).
La versione di José Mário Branco, inoltre, è una delle poche che mantiene volutamente la chiusa "originale" non pacifista.

This version was adapted... (continua)
O DESERTOR
(continua)
inviata da Riccardo Venturi




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