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Autore The Byrds

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Well Come Back Home

‎[1970]‎
Da “(Untitled)”, nono album de The Byrds.‎
Scritta da Skip Battin.‎



Una canzone sul ritorno di un soldato dal Vietnam e sull’imbarazzo, suo e di chi lo accoglie, nel ‎riuscire a parlare, a raccontare l’orrore della guerra… “Se vuoi parlarne, fallo con me. Avrò paura ‎ad ascoltare e tu avrai paura a raccontare ma, per favore, non raccontare nulla a mamma e papà…”‎

‎“Sono stato toccato di persona dalla situazione in Vietnam, e ciò che provavo l’ho trasfuso in questa ‎canzone. Avevo un amico, un compagno di liceo che è morto laggiù e credo che all’epoca il mio ‎pensiero andasse proprio a lui” (Skip Battin, in “The Byrds: Timeless Flight Revisited”, di Johnny ‎Rogan, 1998)‎

La lunghissima suite (il brano più lungo nella produzione de The Byrds) si conclude con Skip ‎Battin che recita il mantra buddista di scuola sino-giapponese 南無妙法蓮華経, Nam myōhō renge ‎kyō.‎
Well come back home, ‎
(continua)
inviata da Bartleby 23/12/2011 - 11:59
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Bells of Rhymney

[1938]
Scritta dal poeta gallese Idris Davies (1905-1953).
Musica di Pete Seeger dall’album dal vivo “Pete Seeger and Sonny Terry”, 1958.
Celeberrima anche la versione dei Byrds dall’album di debutto “Mr. Tambourine Man” del 1965.



Idris Davies scrisse “Bells of Rhymney” sul modello della canzone infantile settecentesca "Oranges and Lemons" ma il tema trattatovi non era per nulla leggero.
Nel 1926 i minatori inglesi entrarono in sciopero contro le riduzioni salariali preannunciate dalla compagnie come risposta alla crisi che aveva investito il settore, causata dai contraccolpi e dagli assestamenti del mercato successivi alla iperproduzione del periodo bellico. Il governo conservatore guidato da Stanley Baldwin sembrò in un primo momento voler intervenire in favore dei lavoratori ma in realtà i temporanei sussidi erogati servirono soltanto a far prendere tempo alle compagnie. Sebbene... (continua)
Oh what will you give me?
(continua)
inviata da Bartleby 7/2/2011 - 09:37
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The Byrds: He Was A Friend Of Mine

[1965]
The Byrds

Ho appena scoperto questa canzone; il sito AllMusic mi dice che è di McGuinn/Traditional; il sito in cui ho trovato il testo che è di McGuinn/Crosby. Non so dirvi quale sia la versione giusta. La canzone è nell'album "Turn! Turn! Turn!" del 1965 e ve la invio, qualunque sia il mio/vostro giudizio su JFK e sulla violenza dell'assassinio politico.

Penso che sia un adattamento di un traditional cantato anche da Dylan
L.

Una lunga, lunghissima riflessione prima di approvare la canzone seppure fra gli "Extra". Da un lato, certo, l'assassinio di JFK considerato generalmente un "uomo di pace" (crisi di Cuba ecc, new frontier ecc.; per dirla con Guccini, "i due Giovanni e pace un po' alla buona"); dall'altra il fatto che questo "uomo di pace" fu pur sempre quello che ordinò l'invasione della Baia dei Porci. Forse la cosa più corretta da dire è che JFK altro non fu che un...presidente.... (continua)
He was a friend of mine, he was a friend of mine
(continua)
inviata da Renato Stecca 20/1/2008 - 16:24
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Chimes Of Freedom

[1964]
Lyrics and music by Bob Dylan
Testo e musica di Bob Dylan
Da/from "Another side of Bob Dylan"

"Chimes of Freedom" è la canzone della transizione di Dylan. Dalle canzoni più tipicamente di protesta e politiche, che a ben vedere sono quasi tutte contenute negli album "The Freewheelin' Bob Dylan" e "The times they are a-changin'" a una nuova forma di scrittura molto più visionaria, per un inno alla libertà che non poteva certo restare fuori dalle Canzoni Contro la Guerra.

La canzone è stata cantata anche dai Byrds e da Bruce Springsteen (famosa la versione a Berlino est nel 1988).


Chimes of freedom - poesia di Redenzione?
di Michele Murino
tratto da Maggie's farm, sito italiano su Bob Dylan.

I semi di una nuova forma di canzone - le catene di fulminee immagini che, una volte legate assieme, avrebbero dato vita a Chimes of freedom e, in seguito, a Mr. Tambourine man,... (continua)
Far between sundown's finish an' midnight's broken toll
(continua)
13/12/2005 - 14:41
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Turn! Turn! Turn! (To Everything There Is A Season)

[1954]
Lyrics Pete Seeger, Ecclesiastes 3,1-8, King James' Version
Music by Pete Seeger
Album: The Bitter and the Sweet [1962]
Byrds' Recording: 1965
Testo: Pete Seeger, Ecclesiaste (Qohelet) 3,1-8
Album: The Bitter and the Sweet [1962]
Incisione dei Byrds: 1965

Questa canzone di Pete Seeger fu portata al successo dai Byrds nel 1965.
Il testo è tratto dal libro biblico dell'Ecclesiaste, 3:1-8 ("Per ogni cosa c'è il suo momento, c'è il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo...").
In realtà il testo non esclude la dolorosa constatazione che in alcuni casi la violenza e la guerra possano essere l'unica risposta, tuttavia il messaggio di Seeger è chiaramente pacifista, come indica la scelta di chiudere la canzone sull'ultimo verso (l'unico in cui Seeger si discosta dal testo biblico) "A time for peace, I swear it's not too late". Se è vero che c'è un tempo per ogni cosa, un tempo... (continua)
To everything (turn, turn, turn)
(continua)
22/8/2005 - 21:56
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I Come and Stand at Every Door

[1962]
Da una poesia di Nâzım Hikmet
traduzione inglese di Jeannette Turner
Musica di James Waters (1954)
(adattata alla ballata tradizionale delle Isole Orcadi The Great Silkie Of Sule Skerrie (Child #113)

From a poem by Nâzım Hikmet
English translation by Jeannette Turner
Music by James Waters (1954)
(fitted to the Orkney folk ballad The Great Silkie Of Sule Skerrie (Child #113)


Questa straordinaria poesia di Hikmet ebbe il genio di metterla in musica (non a caso!) Pete Seeger, nel 1962; la versione più conosciuta è quella registrata quattro anni dopo dai Byrds di Roger McGuinn nell'album "5th Dimension"... non credo mi metta i brividi solo perché penso a cinque anni fa nelle Marche, a Joyce Lussu, a persone care e perdute; credo che abbia una forza e una bellezza da sciogliere trent'anni di banchisa...
(Alex Agus dalla mailing list "Fabrizio")

Ran's poem Kız Çocuğu (The Girl... (continua)
I come and stand at every door
(continua)




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