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Autore Pippo Pollina

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Pizzolungo

2022
Canzoni segrete

Si veda anche Beppe e Tore

Con la strage di Pizzolungo si intende l'attentato dinamitardo compiuto a Pizzolungo, nel trapanese, con cui Cosa Nostra intendeva uccidere il magistrato italiano Carlo Palermo, ma che invece provocò la morte di una donna e dei suoi due figli gemelli.

La mattina del 2 aprile del 1985, poco dopo le 8:35, sulla strada provinciale che attraversa Pizzolungo, posizionata sul ciglio della strada, un'autobomba è pronta per l'attentato al sostituto procuratore Carlo Palermo che dalla casa dove alloggia a Bonagia si sta recando al palazzo di Giustizia di Trapani a bordo di una Fiat 132 blindata, seguito da una Fiat Ritmo di scorta non blindata. In prossimità dell'auto carica di tritolo l'auto di Carlo Palermo supera una Volkswagen Scirocco guidata da Barbara Rizzo, 30 anni, che accompagna a scuola i figli Giuseppe e Salvatore Asta, gemelli di 6 anni.... (continua)
Quanto dura un istante, detto così,
(continua)
inviata da dq82 24/1/2022 - 23:46
Percorsi: Mafia e mafie
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La mémoire et la mer

Quando ho scritto questo articolo

Léo Ferré, l’isolotto bretone e le colline toscane - Terre Celtiche Blog

ho notato con sorpresa che questo capolavoro di Léo Ferré non era presente nel sito: cosa "buona e giusta" quindi cogliere l'occasione, ricordando tra le altre, le versioni dell'amico bretone Manu Lann Huel e di Enrico Médail , Pippo Pollina, Têtes de Bois, Gianluigi Cavaliere/Chantango...

Ne “La mémoire et la mer” (comparso nel suo disco Amour Anarchie) Ferré canta ugualmente la forza e la potenza degli elementi, ma anche la grandiosità del gesto degli uomini che si accingono con coraggio ad affrontarli così come ci si lancia, nonostante si sia infinitamente piccoli, all’assalto di un Dio. E soprattutto canta la donna, miscelando evocazioni di episodi, cruciali ma anche insignificanti della propria vita, a tutte quelle sensazioni che ti riempiono quando sei davanti a questi enormi... (continua)
La marée je l’ai dans le cœur
(continua)
inviata da Flavio Poltronieri 17/2/2021 - 13:06
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Silenziu d'amuri

...e ricordo anche che, tra gli autori del sito, abbiamo anche il siciliano Mimmo Mòllica, che però ha opportunamente accentato il suo cognome per una pronuncia corretta. L'altrettanto siciliano Pippo Pollina, invece, non ha mai accentato il suo cognome e, ancora adesso, oscilla tra "Pòllina" e "Pollìna". E' un po' quel che è storicamente successo all'antica famiglia latifondista sarda dei Còssiga (che, in sassarese, significa "Corsica"), che, dai dai, è diventata Cossìga. Il suo parente Berlinguer (cognome catalano) sarebbe stato "Berlinguèr", però per tanti era "Bèrlinguer". Seguendo l'origine catalana, si sarebbe dovuto dire però "Berlinghè". Per non parlare della vexata quaestio: rùbrica o rubrìca...?

PS. Comunque sappi che l'immagine del pangrattato ottenuto da Vincenzo Mollica mi provocherà, stanotte, incubi di non facile dissoluzione. In senso lato, la cosa mi ricorda una delle scene finali di "Fargo" dei fratelli Cohen, dove il peraltro magerrimo Steve Buscemi viene tritato in una cippatrice...
Riccardo Venturi 25/5/2020 - 19:43
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Per questo mi chiamo Giovanni

da Ferite & Feritoie (2019)
Con Pippo Pollina, Roberto Soldati

(Dedicata a Giovanni Falcone e ispirata dall'omonimo libro di Luigi Garlando)
Per questo mi chiamo Giovanni
(continua)
inviata da Alberto Scotti 12/1/2020 - 18:29
Percorsi: Mafia e mafie
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Sanspapiers

[2006]

Album: Racconti e canzoni
Conoscete voi i dolori dei senzapatria
(continua)
inviata da Dq82 1/9/2016 - 09:39
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La chanzun s-charpada

[1986]
Parole e musica di Linard Bardill

Nell’album intitolato “I nu passaran!”, con Shefali Banerjee e Pippo Pollina
Poi anche nella raccolta “Tamangur” del 1996

God da Tamangur (“La foresta là dietro” in romancio) è un bosco di pini cembri secolari, il più alto d’Europa (2.300 msl), nel Cantone dei Grigioni.

Ricordo che la presenza del pino cembro è un rilevatore importante dello stato di salute dell’ambiente montano, sia dal punto di vista vegetale che animale. Il cembro è stato infatti messo in pericolo fino a tempi recenti per via del suo legno molto ambìto e la sua diffusione naturale è molto delicata perchè molto legata alla presenza di popolazioni sane di alcuni uccelli nucifraghi, in particolare la Nocciolaia, un corvide simile alla più comune Ghiandaia, ma specializzato nel nutrirsi dei semi delle pigne, contribuendo così alla disseminazione di molte specie di aghifoglie e del cembro in particolare.
Üna chanzun s-charpada
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/11/2015 - 10:36
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Chiaramonte Gulfi

[2005]
Parole e musica di Pippo Pollina
Nell’album intitolato “Bar Casablanca”

Chiaramonte Gulfi (Ciaramùnti in siciliano), l’antica colonia greca di Akrillai, rifondato nel 300 dal nobile Manfredi Chiaramonte, è un paese nella provincia di Ragusa...
Ci torno spesso a Chiaramonte Gulfi
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/5/2015 - 22:08
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E se ognuno fa qualcosa

[2014]

Album : L'appartenenza

Dedicata a Don Pino Puglisi

Don Giuseppe Puglisi, meglio conosciuto come padre Pino Puglisi (Palermo, 15 settembre 1937 – Palermo, 15 settembre 1993), è stato un presbitero italiano, ucciso da Cosa nostra il giorno del suo 56º compleanno a motivo del suo costante impegno evangelico e sociale.
Chi è lei che ha sfiorato il sagrato con pane e coraggio
(continua)
inviata da adriana 25/1/2014 - 13:41
Percorsi: Mafia e mafie
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Laddove crescevano i melograni

[2014]

Album : L'appartenenza
Laddove crescevano i melograni c'era un profumo di erba bagnata
(continua)
inviata da adriana 25/1/2014 - 13:24
È incredibile.
È inimmaginabile.
Non lo sapeva nessuno.
È STATO UN MISSILE.
A terminare quel volo.
Riccardo Venturi 28/1/2013 - 23:59
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Malatesta

[1995]
Testo e Musica di Giuseppe Pollina
Album: Dodici lettere d'amore

Se la democrazia potesse essere altro che un mezzo di ingannare il popolo, la borghesia -minacciata nei suoi interessi- si preparerebbe alla rivolta e si servirebbe di tutta la forza e di tutta l'influenza che le sono date dal possesso della ricchezza, per ricordare al governo la sua funzione di semplice gendarme al suo servizio. (E. M.)
Quante strade sotto le mie scarpe
(continua)
inviata da giorgio 11/11/2012 - 09:30
Ultimo volo [Orazione civile per Ustica] di Pippo Pollina è da oggi, e finalmente, presente integralmente su questo sito. Un invito a leggerla ed ascoltarla con attenzione, per non perdere la memoria dell'ennesima, criminale vergogna di stato.
Riccardo Venturi 10/11/2012 - 00:06
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La luna e i falò

[1999]
Testo e musica di Pippo Pollina
Album: Rossocuore
Madre coraggio, padre pazienza
(continua)
inviata da giorgio 13/6/2010 - 09:11
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Lettera di un condannato a morte

[1999]
Album: "Rossocuore"
Braccio ventisette
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 9/4/2009 - 18:13
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L'uomo coi fiori in mano

[1995]
Album: "Dodici lettere d'amore"
L'uomo coi fiori in mano
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 9/4/2009 - 17:56
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Canzone sesta (L'ultimo volo del DC9)

Maggiori informazioni sui blog di Andrea Papetti e di Sebastiano Gulisano

Con questa canzone si chiude Ultimo volo – Orazione civile per Ustica lo spettacolo di teatro musicale che Pippo Pollina ha composto per l’associazione dei familiari delle vittime della strage del 27 giugno 1980. Strage rimasta impunita, senza colpevoli. Le 81 vittime rimaste senza giustizia. Mentre il Tg1, 27 anni dopo, continua a seminare dubbi riesumando le strampalate ipotesi della bomba a bordo o del cedimento strutturale del DC9 dell’Itavia. La più importante testata giornalistica italiana – per di più pubblica – semina dubbi, depista malgrado l’inequivocabile ricostruzione del giudice Rosario Priore, che nel ’99 conclude così la sua ordinanza istruttoria:

“L’incidente al DC9 è occorso a seguito di azione militare di intercettamento, il DC9 è stato abbattuto, è stata spezzata la vita a 81 cittadini innocenti... (continua)
Oggi è uno di quei giorni in cui ascolto le parole del cielo
(continua)
inviata da CCG Staff 30/7/2007 - 11:11
Chernobyl, Чернобыль in Russo, Чopнобиль in Ucraino. 26 aprile 1986. Cinquecento volte Hiroshima. Nel 1996 Pippo Pollina scrisse Chernobyl dieci anni dopo. Oggi sono vent'anni da quel giorno. Nucleare: guerra e distruzione. Fermiamolo. Per sempre.
Riccardo Venturi 26/4/2006 - 21:04
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Pristina 99

Testo e musica di Pippo Pollina
dall'album "Elementare Watson"
(2000)
Come una lucciola accesa
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 4/1/2006 - 12:19
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Sambadiò

Dall'album "Racconti brevi".
Dormi figlio che presto verrà mattina
(continua)
inviata da Andrea Tramonte




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