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Autore Anna Identici

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Perché sono una donna

[1976]

Album : Anna come sei
Fin dalle fiabe salta evidente
(continua)
inviata da Alberto Scotti 5/6/2020 - 19:08
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I Figli

[1973]
Album: Adesso Sembra Solo Una Speranza
Io l'ho sposato perché lo amavo
(continua)
inviata da Alberto Scotti 5/6/2020 - 18:45
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Trenta denari

[1973]

Album: Adesso sembra solo una speranza
E domani di nuovo alla stazione
(continua)
inviata da Alberto Scotti 5/6/2020 - 18:39
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Reggio Emilia (o Quando saremo a Reggio Emilia)

Canzone popolare emiliana, anche se i crediti nel disco sono a Giutil (Giuliano Tilesi?) e Mario Castellacci (1924-2002), giornalista, scrittore, commediografo e paroliere, tra i fondatori della compagnia romana di varietà Il Bagaglino.
Nel disco della Berti intitolato “Più italiane di me” del 1972
Interpretata anche da Anna Identici nel suo disco “E per la strada” del 1974 e in seguito dal Duo di Piadena e dal Coro delle mondine di Correggio.
Quando saremo a Reggio Emilia
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/1/2016 - 09:55
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La ninna nanna de la guerra

Interpretata da Anna Identici:

Riccardo Venturi 7/1/2015 - 13:37
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La nuova Lega

[1972]
Da «Apro gli occhi di donna su 'sta vita»

Aggiornamento de La Lega (Sebben che siamo donne)...
Ci siam prese per la mano e in catena
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/1/2014 - 20:36
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Construção

Anna Identici!
Versione risalente al 1970, adattamento italiano di Sergio Bardotti, nel disco collettivo intitolato "Canzone amore mio (Il lavoro)"

Bernart Bartleby 31/12/2013 - 22:48
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La mia morosa cara

anonimo
Anna Identici!
Dall'album "Alla mia gente..." del 1971.

Bernart Bartleby 31/12/2013 - 22:20
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Amore mio non piangere

anonimo
Canto di risaia interpretato sia da Giovanna Daffini (in "Bella ciao" del 1964, poi in “Avanti Popolo - Due secoli di canti popolari e di protesta civile – Se otto ore son troppo poche”, a cura dell’Istituto Ernesto de Martino, 1998) che da Anna Identici (in “Alla mia gente…”, 1971)
Testo in “Canti popolari italiani”, a cura di Giuseppe Vettori, 1974.
La versione presente su Il Deposito riporta un’ultima strofa aggiuntiva, non consueta, che ho inserito tra parentesi.

Una canzone che – come molte canzoni popolari - ha stretta connessione con altre di diversa declinazione (nate in ambito partigiano, militare, operaio…), come per esempio “Senti le ruote che girano”, citata da Gian Piero Testa a commento della canzone di naja Cara burbetta
Amore mio, non piangere
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/12/2013 - 13:47
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La filanda de Ghisalba

anonimo
Canzone di filanda (Ghisalba è un paese nel bergamasco) con qualche elemento in comune con Mama mia, mi sun stufa

Nel disco di Anna Identici intitolato “Alla mia gente…”, pubblicato nel 1971
Testo trovato su Wikisource

“Cal” e “poc” (o pocch) erano prove di quantità sul filato prodotto, in particolare il cal si verificava quando la quantità di scarto superava i limiti consentiti; il poc invece quando la filandera, pur rispettando la proporzione fra filato e scarto, aveva prodotto poco filato.
Il “pruvìn” era una verifica sulla qualità del filato. Dopo un certo numero di esiti positivi, la filandera poteva guadagnare la mansione di Maestra o Mistra, con un incremento significativo della paga.

Il naspo, o aspo (o aspe, al femminile plurale, quando l’attrezzo è inserito in batteria nella filatura meccanizzata) era un attrezzo per avvolgere in matassa il filo di seta. E’ dal nome di questo... (continua)
La filanda de Ghisalba
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/12/2013 - 13:18
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Povre filandere

anonimo
Il testo di questa canzone appare anche su Il Deposito accompagnato da questa nota:

Dal repertorio della filanda. Raccolta da [Gianni] Bosio, Boccardo e Vailati a Cologno al Serio [Bergamo] nel 1966.
In GiuseppeVettori, «Canzoni italiane di protesta 1794 - 1974», Roma, Newton Compton, 1975.


Aggiungo che la canzone appare in diversi dischi, per esempio in quello di Anna Identici del 1971 intitolato «Alla mia gente. I canti delle mondine e delle filandere». Poi anche in “Avanti Popolo - Due secoli di canti popolari e di protesta civile – Se otto ore son troppo poche”, a cura dell’IIstituto Ernesto De Martino, 1998. E pure in «Italian Folk Music. Lombardia. Vol. 7», interpretata da Sandra e le Mondine (?).

(Bernart Bartleby)
Povre filandere, non gh’avrì mai ben,
(continua)
inviata da DoNQuijote82 29/12/2013 - 22:19
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Mi son chiesta tante volte

[1973]
Scritta da Gianni Guarnieri e Pier Paolo Preti
E’ la canzone che Anna Identici presentò durante al sua ultima apparizione al festival di Sanremo.
Mi son chiesta tante volte
(continua)
inviata da Dead End 8/3/2013 - 16:11

Ci sono storie strane

[1972]
Nell’album “Apro gli occhi di donna su 'sta vita”
Ci sono storie strane nel mondo di un bambino:
(continua)
inviata da Dead End 8/3/2013 - 15:52

Se l'operaia non va in paradiso

[1972]
Lato A di un 45 giri del 1972. Sul lato B Il Fumo
Poi anche nell’album “Apro gli occhi di donna su 'sta vita”
Se l'operaia non va in paradiso, non va in paradiso è perché
(continua)
inviata da Dead End 8/3/2013 - 15:47
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Amore stanco, amore d'officina

[1972]
Testo di Pier Paolo Preti
Musica di Gianni Guarnieri
Album: Apro gli occhi di donna su 'sta vita

"In quegli anni, si sa, il femminismo conosce il suo apogeo. E nel mondo delle sette note irrompe Anna Identici. Nata come cantante acqua e sapone – il classico prodotto sanremese – in riviera si presenta sei volte, dal 1966 al 1973, con canzoncine sciape come gli stessi titoli danno ad intendere: Una rosa da Vienna, Quando m’innamoro, Era bello il mio ragazzo… Poi, di colpo, la “conversione”. Andando incontro ad un sicuro suicidio commerciale, la Identici pubblica sette album dedicati a rivisitazioni di canzoni popolari e a vere e proprie “operine” dedicate alla condizione femminile. I testi sono tutti di Pier Paolo Preti, le musiche di Gianni Guarnieri. Il brano più noto, del 1975, è Amore stanco, amore d’officina." - Da Canzoni di fabbrica, articolo di Leonardo Colombati in Carmilla... (continua)
Amore stanco amore d'officina,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/3/2013 - 11:47
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Saluteremo il signor padrone

* Canto di risaia del repertorio di Giovanna Daffini
* Anna Identici - 1971 Alla mia gente
* Eugenio Finardi - 1975 Non gettate alcun oggetto dai finestrini
* Nuovo Canzoniere Italiano - 1977 Ci ragiono e canto vol. 3
* Francesco De Gregori e Giovanna Marini - 2003 Il fischio del vapore
* The Gang - 2006 il seme e la speranza
* Modena city ramblers - 2015 Tracce Clandestine

Il lavoro delle mondine era massacrante: lontane da casa, sottoposte a turni disumani in condizioni ambientali spesso proibitive, ricevevano una paga irrisoria ed erano alla mercé del proprietario della risaia, padrone assoluto delle loro esistenze. La fine del periodo di lavoro era per loro un vero e proprio ritorno alla vita. Il “cappellone” cui si allude nei versi finali di questa canzone è probabilmente il largo cappello di paglia che le mondine usavano per proteggersi dal sole e che può finalmente essere abbandonato al momento di tornare a casa.
Saluteremo il signor padrone
(continua)
inviata da DonQuijote82 8/11/2011 - 11:47
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Il Fumo

Dall'album del 1972 "Apro gli occhi di donna su 'sta vita"
Nel fumo nero della ciminiera
(continua)
inviata da Alessandro 6/11/2006 - 10:22
Quaranta giorni di libertà di Anna Identici: il recupero della memoria e di una bellissima canzone.
Riccardo Venturi 27/3/2006 - 15:34
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Guantanamera

INGLESE / ENGLISH [2]

La versione inglese (con versi però in spagnolo) dei Sandpipers (vedi introduzione) [1966]
English version by The Sandpipers (see introduction), with verses in Spanish [1966]

La riprendo da questa pagina cinese dove è pure liberamente scaricabile in formato .mp3

Con il titolo di "Bubbled Under", fu addirittura presentata dai Sandpipers al Festival di Sanremo del 1968, in coppia con Anna Identici.

Da Galleria della canzone

Il Festival del 1968, quello successivo allo choc della morte di Luigi Tenco, fu caratterizzato (forse per mostrare una volontà di cambiamento) dall'eliminazione di alcuni "big" come Domenico Modugno e Johnny Dorelli, la vittoria di un cantautore storico come Sergio Endrigo, e dalla presenza di numerosi grossi calibri della musica nera:
Louis Armstrong, Lionel Hampton, Wilson Pickett, Shirley Bassey, Eartha Kitt e Dionne Warwick. In tutto questo... (continua)
GUANTANAMERA
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 22/5/2005 - 11:26




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