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Autore Bessie Smith

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Angel of Harlem

[1987]
Scritta da Bono
Musica degli U2
Registrata nel mitico Sun Studio di Memphis, Tennessee, sotto la direzione di Jack Henderson Clement (1931-2013), cantante e produttore musicale.
Scritta all'epoca di "The Joshua Tree", fu poi inclusa nell'album successivo, "Rattle and Hum"

Una canzone magnifica, dedicata a "The Lady Day", Billie Holiday, l'indimenticabile interprete di Strange Fruit, scritta nel 1939 da Abel Meeropol (1903-1986), sotto lo pseudonimo di Lewis Allan.
Da ricordare che l'autore era di famiglia ebrea originaria dell'Impero Russo, e che fu militante comunista, e che con la moglie Anne adottò Michael e Robert Rosenberg, i figli di Julius ed Ethel, quando la coppia fu mandata alla sedia elettrica nel 1953...

Per il resto, riprendo integralmente l'introduzione da Dentro il cuore della canzone: “Angel of Harlem”, di Germano Vescovo:

C’è una foto sul comodino dell’ingresso.... (continua)
It was a cold a cold and wet December day
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/4/2020 - 15:26
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Blue Spirit Blues

[1929]
Parole e musica di Bessie Smith
In molte raccolte, a partire da “The Bessie Smith Story - Volume 4”, 1955
Testo trovato in “Strange Fruit: An Experience”, una ricerca di Héctor Martínez su musica nera e segregazionismo.

Héctor Martínez ricorda come nel 1927 la risoluta Bessie Smith affrontò coraggiosamente e con successo un gruppetto di incappucciati del KKK che erano intervenuti ad un raduno dove lei si esibiva, con l'intenzione di fare casino.
I demoni con gli occhi iniettati di sangue che tormentano la povera Bessie in sogno non sono altro che lo spettro, l'incubo dei suprematisti del Klan, sempre intenti ad angariare e linciare negri.
Héctor Martínez contribuisce poi l'immagine che segue, una foto di un linciaggio avvenuto in Texas nel 1908 e di cui venne fatta una cartolina, corredata di una minacciosa “poesia”, che venne poi distribuita agli abitanti neri di Center, Shelby County, Texas.
Had a dream last night
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/6/2017 - 12:22
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Homeless Blues

[1927]
Scritta dal pianista e songwriter Porter Grainger (1891-1955)
Trovo il brano nella raccolta dedicata a Bessie Smith intitolata “The Empress”, pubblicata dalla CBS nel 1971. Credo che però facesse originariamente parte di “Mississippi Days”, uno spettacolo musicale realizzato da Grainger con la Smith nel 1928.
Mississippi River, what a fix you left me in,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/1/2016 - 09:31
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Sing Sing Prison Blues

‎[1924]‎
Scritta da Porter Grainger & Freddie Johnson.‎
Incisa da Bessie Smith nel 1924, in seguito nella raccolta intitolata “The Empress” pubblicata nel ‎‎1971.‎



Canzone “femminista” in cui, per una volta, è la donna che ammazza il proprio maschio, stanca dei ‎tradimenti e delle violenze subite: ‎
- “Perché Bessie hai ammazzato il tuo uomo?”‎
‎- “Giudice, tu non puoi capire perché non sei una donna. Puoi mandarmi dove vuoi, anche nel ‎braccio della morte a Sing Sing: ho ucciso il mio uomo e non sono affatto pentita, non chiedo ‎perdono!”
Gonna journey up the Hudson‎
(continua)
inviata da Bernart 8/10/2013 - 11:48
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La ballade de Bessie Smith

[1967]

Parole di André Benedetto (1934-2009), regista teatrale e fondatore del festival «off», quello non ufficiale e indipendente, di Avignone.
Musica di Hélène Martin

Bessie Smith, «The Empress of the Blues», morì nel 1937, all’età di 43 anni, in seguito alle ferite riportate in un incidente automobilistico. Per molti anni si credette che fosse morta dissanguata perchè rifiutata da tre ospedali per bianchi. Solo nel 1972 il suo biografo, Chris Albertson, smentì questa voce: la cantante fu soccorsa da un medico di passaggio e morì poche ore dopo l’arrivo nell’ospedale per neri di Clarksdale, ma tra l’incidente ed il ricovero passò comunque molto tempo perchè l’ambulanza tardò tantissimo ad arrivare e nel frattempo, mentre il medico si apprestava a trasportare la Smith con la propria auto, questa era stata speronata da un’altra vettura sopraggiunta, rendendo così impossibile un soccorso tempestivo...
La grande Bessie qui chantait des blues
(continua)
inviata da Dead End 28/11/2012 - 19:23
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Wild Women Don't Have the Blues

‎[1924]
in “Ida Cox - Complete Recorded Works, Vol. 2 (1924-1925)”, Document Records.‎

Ida Cox, la “Regina senza corona del blues”, scrisse nel 1924 questa canzone femminista contro la ‎violenza e la sopraffazione sulle donne diffusissima nella società machista afroamericana. Se ‎pensiamo che Robert Johnson allora era solo un ragazzino e sarebbe diventato il “Re incoronato del ‎blues” cantando spesso della propria propensione, resa incontrollabile dall’alcool, a picchiare le ‎proprie compagne (“I mistreated my baby and I can’t see no reason why”, in “When You Get A ‎Good Friend”, 1936), ci rendiamo perfettamente conto di quanto questa “Wild Women” fosse ‎necessaria ad avanzata per quei tempi…‎
Meglio essere delle vere donne che stare tutti i giorni a piagnucolare per come gli uomini ci ‎trattano… Le vere donne non sono mai tristi…

Proposta in tantissime cover, da Bessie Smith a Barbara Dane fino a Cyndi ‎Lauper, che l’ha inclusa nel suo più recente album “Memphis Blues”.
I hear these women raving 'bout their monkey men
(continua)
inviata da Dead End 20/8/2012 - 11:56
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Send Me to the 'Lectric Chair

[1927]
In “Bessie Smith: The Complete Recordings”, Vol. 3, 1992.
Judge you wanna hear my plea, before you open up your court
(continua)
inviata da The Lone Ranger 4/5/2010 - 12:40
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Poor Man's Blues

Recorded in 1928, August 24
Joe Williams (trombone); Ernest "Sticky" Elliot, Bob Fuller (saxes); Porter Grainger (piano).
mister rich man, mister rich man,
(continua)
inviata da Alessandro 10/12/2008 - 08:49




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