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Autore Simone Cristicchi

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Non mi avete fatto niente

2018
Testo e musica di Fabrizio Moro, Ermal Meta e Andrea Febo
Negli album:
Pensieri rumori e anni, the best of, di Fabrizio Moro
Non abbiamo Armi, di Ermal Meta
Interpretata nella seconda serata di Sanremo con Simone Cristicchi




La canzone vincitrice del Festival di Sanremo del 2018. Non mi soffermo sull'accusa di plagio. Il brano riprende il ritornello di "Silenzio" di Andrea Febo.
È una canzone contro la paura che si è generata soprattutto in questi ultimi anni nel mondo, dopo gli innumerevoli attentati terroristici. 

"Su quella canzone, su quel ritornello avevo lavorato per un anno cercamdo di dargli una forma che poi non è arrivata. L'idea, con Ermal, era quella di scrivere un pezzo sulla paura che in questo momento storico ha contaminato tutti noi. Un familiare di una vittima del Bataclan aveva scritto una lettera e l'aveva letta in mondovisione e quella lettera finiva proprio con la frase 'non ci avete fatto niente'. 
A Il Cairo(1) non lo sanno che ore sono adesso
(continua)
inviata da Dq82 4/2/2018 - 14:18
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Mio nonno è morto in guerra

2012
Mio nonno è morto in guerra
voci, canzoni e memorie della seconda guerra mondiale
uno spettacolo di e con Simone Cristicchi
Mio nonno è morto in guerra, o almeno così mi ha raccontato.
(continua)
inviata da dq82 17/6/2016 - 10:55
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Delitti, arresto e morte di Federigo Bobini, detto Gnicche

[1871]

Un bruscello componimento in ottava rima composto da Giovanni Fantoni, bottaio e cantastorie toscano, all’indomani della morte per mano dei carabinieri del brigante aretino Federigo Bobini, detto “Gnich” e, quindi – siccome siamo in Toscana - “Gnicche” (1845-1871).
Testo trovato qui

Non so se si usi ancora oggi, ma mia mamma, che è di origine toscana, mi riferisce che la nonna (aretina di Arezzo), quando i figli piccoli la facevano arrabbiare, li apostrofava con “Te tu sei peggio di Gnicche!”

E Federigo Bobini detto “Gnicche” doveva essere davvero un tipaccio. Con un fratello condannato per omicidio e un altro protettore in un bordello, anche Federigo non sarà cresciuto tanto dritto. Inadatto al lavoro e alla subordinazione, precocissimo nei furti, a Gnicche piaceva bere, e bene, e giocare, e forte, autoconvocandosi spesso nelle case dei nobili, coltello alla mano, per spennarli... (continua)
Se Apollo assisterà la mente mia,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/10/2014 - 11:51
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Mistycanza

2012
Orchestralunata
Con la partecipazione di Simone Cristicchi
Testo e musica di Gregori (Banda Bassotti), Travarelli, Di Vozzo
Tokio, Tijuana, Berlino, Addis Abeba
(continua)
inviata da DoNQuijote82 13/7/2013 - 15:01
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Senza notte né giorno

2013
Album di famiglia
Padroni del mondo unitevi! e venite a lavorare
(continua)
inviata da DonQUijote82 19/2/2013 - 17:21
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Sono nata il ventuno a Primavera

Nostra Signora dei Navigli
Simone Cristicchi

La signora avrà 80 anni e...
e non lava mai per terra,
spegne cicche sul pavimento
con le pantofole da infermiera,
sopra i muri delle stanze
scrive col rossetto
numeri di telefoni e aforismi estemporanei che le case editrici non avranno mai,
non sopporta la ribalderia dei giovani.
La signora vuole un po' di privacy perchè l'aura del poeta non va interrotta potrebbe essere l'aura dei Santi,
il poeta ama amare,ma non vuole essere amato
(il poeta vuole amare,ma non vuole essere amato)
il poeta non vuole essere capito.

Io vorrei essere come lei,
io vorrei essere come lei,
fregarmene dei giudizi altrui,
avere un distacco netto
dalle cose del mondo,
dalla volgarità di questo secolo.

La signora mette paura e non reggerai il suo sguardo.
tra i fiori di plastica e una pelle di leopardo vecchie foto in bianco e nero,articoli... (continua)
adriana 21/3/2012 - 09:28
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Tombino

dall'album Grand Hotel Cristicchi, una bella canzone per il percorso violenza sui bambini

Cristicchi ha fatto una cover di questo brano che in realtà è di areamag, il quale ha scritto molte canzoni sull'infanzia violata, lo dico giusto per specificare, però nulla da togliere al senso dell'articolo.
(Giuliana)


I bambini di strada di Bucarest sono meno di una volta. Ma solo perché sono cresciuti
dal nostro inviato
Alessandro Ursic

Stazione della metro di Costin Giorgeanu, alla periferia est di Bucarest. Enormi bloc comunisti, tutti grigi, come in mezza capitale ricostruita secondo i canoni gigantisti del regime di Ceauşescu. Dietro un incrocio perennemente trafficato, lungo i binari abbandonati di una ex ferrovia, si estende una boscaglia incolta. “Vieni, vieni dentro. Ti mostro dove vivo”, dice Cătălin, 15 anni. Dopo un centinaio di metri tra le erbacce, qualche lampadina illumina... (continua)
Tombino, chiamato così fin da ragazzino,
(continua)
inviata da DonQuijote82 16/3/2010 - 11:15
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Sognando

Un altro paio di considerazioni "a ruota libera" su questa canzone.

La prima riguarda l'interpretazione di Mina. Come ho detto nell'introduzione, non sono un eccessivo "fan" della "Tigre di Cremona"; pur ovviamente riconoscendole tutte le qualità vocali che ha, e che sono indiscusse e indiscutibili, le ritengo spesso un suo limite interpretativo. Spingendole al massimo delle sue possibilità, spesso -a mio parere- Mina snatura le canzoni che le sono affidate (o che decide di interpretare); un esempio tipico è proprio la "Marinella" di De André, che pure contribuì in modo decisivo a renderlo famoso. È un'interpretazione da night club di lusso, da "Bussola", che è inadatta alla canzone o che comunque la rende un'altra cosa.

Nel caso di "Sognando", però, queste considerazioni -fortunatamente- non valgono. È uno dei rarissimi casi in cui Mina si è come messa da parte, di fronte ad un testo... (continua)
Riccardo Venturi 28/3/2009 - 18:55




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