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Autore Amparo Ochoa

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Muerte de Emiliano Zapata

Versi comunemente attribuiti a tal Armando Liszt Arzubide, ma credo si tratti invece di Germán List Arzubide (1898-1998), poeta "estridentista" che prese parte come combattente alla Rivoluzione messicana.

Musica di Ignacio López Tarso (1925-), attore, una delle ultime figure ancora viventi dell'epoca d'oro del cinema messicano (1936-1959).

Negli anni 60 e 70 Ignacio López Tarso realizzò alcuni dischi dedicati alla Rivoluzione messicana, tra cui "Corridos de la Revolución" del 1964, da cui è tratta questa ballata dedicata al "Caudillo del Sur"

La versione più nota di questo corrido è quella (ridotta nel numero delle strofe) interpretata da Amparo Ochoa, con il titolo de "Bola suriana de la muerte de Emiliano Zapata", per esempio nel suo disco del 1975 "El cancionero popular".
Testo trovato su Bibliotecas Virtuales de México, dove sono raccolti non meno di 150 corridos dedicati al solo Zapata...
Escuchen señores,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/3/2018 - 16:47
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Ramona

(1980)

Letra: Alejandro Stuart
Música: Alejandro y Amparo Ochoa

Scritta in ricordo di una donna povera lasciata morire per le conseguenze di un aborto illegale, sulla porta di un ospedale, in Messico. Interpretata anche dalla figlia di Amparo Ochoa, Maria Ines.
Ramona pasa los días
(continua)
8/3/2015 - 23:14
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Asalto al Palacio

[1978]
Parole e musica di Carlos e Luis Enrique Mejía Godoy
Interpretata dalla messicana Amparo Ochoa nel disco dei due fratelli musicisti combattenti nicaraguensi intitolato “Canto épico al FSLN” (1981)

Il 22 agosto del 1978 è una data fatidica nella storia del Nicaragua, quella della cosiddetta “Operación Chanchera”.

Quel giorno un commando del Frente Sandinista de Liberación Nacional, agli ordini di Edén Pastora e Dora María Téllez, fece irruzione nel palazzo del Parlamento a Managua e sequestrò i deputati e senatori presenti, riuniti per una seduta comune, e tutti coloro che si trovavano in quel momento nell’edificio, non meno di un paio di migliaia di persone.
Il dittatore Anastasio Somoza DeBayle subì un duro smacco, essendo costretto a trattare coi sandinisti, che ottennero la liberazione di molti prigionieri politici - tra i quali Tomás Borge, comandante fondatore del FSLN –... (continua)
22 de agosto del 78
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/11/2014 - 11:15
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Quién tiene la voz

‎[1983?]‎
Parole e musica di Gabino Palomares, cantante e compositore messicano.‎
Nell’album dal vivo “Abril en Managua - Concierto por la paz de Centroamerica” (1983)‎
Con esta voz miles de rabias
(continua)
inviata da Dead End 26/2/2013 - 16:49
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Mi libertad

‎[1977?]‎
Parole e musica di Roberto González, compositore e cantautore messicano‎
Arrangiamento per la versione della Ochoa di Gerardo Támez‎
Album “Cancionero popular, volumen 2”‎
Poi anche nell’album di Roberto González e Jaime López “Roberto y Jaime – Sesiones con Emilia” ‎‎(1980)‎


Te veo tan lejos del mundo ‎
(continua)
inviata da Dead End 26/2/2013 - 09:47
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Tierra húmeda

Canzone popolare (credo, messicana) inclusa nell’album della Ochoa «El cancionero popular» del 1975, con il gruppo de Los Folkloristas.
En la tierra húmeda nació
(continua)
inviata da Dead End 24/2/2013 - 23:17
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Protesta infantil

[1983]
Nel disco «Amparo Ochoa canta con los niños»
Protesto, protesto y vuelvo a protestar,
(continua)
inviata da Dead End 24/2/2013 - 22:58
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El Cristo De Palacagüina

[1977]
Parole e musica di Carlos Mejía Godoy, che la incise insieme al suo gruppo, «Los de Palacagüina», nel disco «El son nuestro de cada dia»
Interpretata anche da Amparo Ochoa («Cancionero Popular Volumen 2», sempre del 1977) e dalla grande Chavela Vargas, cui ho preferito attribuirla perchè da poco ci ha lasciati.



Palacagüina, nel dipartimento di Madriz, è un paese dove è passata molta della storia del Nicaragua.
E’ proprio lì che nel 1855 ebbe inizio il primo tentativo nordamericano di soggiogare il Centro America, con la spedizione dell’avventuriero e filibustiere William Walker (un personaggio che abbiamo già incontrato su queste pagine: Abolisson) spalleggiato da statunitensi ed inglesi e finanziato dal miliardario Cornelius Vanderbilt. Dovettero mettersi insieme gli eserciti di Nicaragua, Honduras, Costa Rica, Guatemala ed El Salvador per buttarlo fuori a calci e rispedirlo... (continua)
Por el cerro de la Iguana,
(continua)
inviata da Dead End 24/2/2013 - 22:37
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Érase una vez

Anche nel disco "Amparo Ochoa canta con los niños" del 1983...
Dead End 24/2/2013 - 01:21
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El zenzontle pregunta por Arlen

[1979]
Parole e musica di Carlos Mejía Godoy
Dall’album di Amparo Ochoa «Mujer» del 1985, ma prima in quello di Godoy y Los De Palacagüina intitolato «Guitarra Armada» (1979). Ho preferito attribuirla all’Ochoa perchè il brano celebra un personaggio femminile.

I bellissimi uccelli tropicali di questa canzone (il «motmot» o «guardabarranco», il «mimo» o «cenzontle» e il colibrì) raccontano del martirio di Arlen Siu (1955-1975), cantante, poetessa e musicista nicaraguense (il padre era di origine cinese) che giovanissima si unì ai guerriglieri sandinisti che combattevano contro la dittatura di Somoza sostenuta dagli USA.

Arlen Siu, detta «la chinita de Jinotepe» (dal nome della cittadina in cui era nata), con la sua voce e la sua chitarra denunciò i sequestri e le sparizioni dei militanti sandinisti ad opera dei paramilitari, le fucilazioni sommarie, le torture, gli stupri subiti da tante... (continua)
Compadre Guardabarranco,
(continua)
inviata da Dead End 24/2/2013 - 00:56
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La mujer (Se va la vida, compañera)

[1985]
Parole e musica di León Chávez Teixeiro (1936-), scultore e musicista messicano.
Dall’album «Mujer»

«Se ne va la vita, risucchiata nello scarico, come l’acqua sporca nel lavatoio...»
Per i percorsi La guerra del Lavoro e Violenza sulle donne.
Abrió los ojos, se echó un vestido,
(continua)
inviata da Dead End 24/2/2013 - 00:05
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Mujer

Vuelvo a unirme, hoy especialmente, a Tawakkul Karman, Nobel de la Paz, y vuelvo a evocar aquella hermosísima cancion titulada "MUJER" escrita por Gloria Martín –letra y música– e interpretada por Mercedes Sosa, Amparo Ochoa, Claudina y Alberto Gambino y los Troveros de Asieta.

Fernando Lucini
Mujer si te han crecido las ideas
(continua)
inviata da DonQuijote82 19/10/2011 - 09:34
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El barzón

[1920]
Album “Cancionero popular mexicano (vol. 1)”, 1980.
Scritta da Miguel Muñiz

“Barzón” è il collare in legno che veniva posto al collo delle bestie da traino per tirare l’aratro.
In Messico, con l’avvento dell’era del neoliberismo selvaggio e la sottoscrizione del cosiddetto NAFTA (l’accordo di libero scambio tra USA, Messico e Canada), contadini e piccoli proprietari, espropriati delle loro terre e ridotti alla fame da latifondisti e multinazionali, si organizzarono nel movimento sociale “El Barzón” il cui motto è “Debo, no niego, pago lo justo” e il cui inno è proprio questa canzone popolare risalente all’epoca della Rivoluzione o, meglio, a quella del post-Rivoluzione, quando le speranze di una vera e generalizzata riforma agraria si infransero sul muro della restaurazione…
Inutile dire che “El Barzón” fu tra le prime organizzazioni sociali ad appoggiare apertamente l’insurrezione neo-zapatista dei nativi del Chiapas nel 1994.
Esa tierras del rincón
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 20/8/2010 - 13:26
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Amando en tiempo de guerra

La canzone è del 1977. Nel 1983 è stata interpretata da Amparo Ochoa nel "Concierto por la paz en Centro América" tenuto a Managua.
Su YouTube c'è il video . Prima di cominciare a cantare, Amparo rivolge un saluto a "los compañeros de la frontera norte", cioè ai Sandinisti che stavano combattendo contro la guerriglia dei controrivoluzionari somozisti, sovvenzionata dagli Stati Uniti grazie a una famosa "connection"...
Il video è da vedere anche per la passione e la bellezza della cantante, poco conosciuta in Italia, ma molto amata in America Latina.


Es despertar y romper el bozal y las cadenas
(continua)
inviata da Maria Cristina Costantini 27/2/2007 - 19:15
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La maldición de Malinche

Famosa l'interpretazione di Amparo Ochoa

Hernán Cortés e i suoi 500 soldati pidocchiosi misero a ferro e fuoco il centro America e nel 1521 annientarono l'impero azteca.

Malintzin, Malinche o Doña Marina era una donna azteca che in infanzia fu ceduta ai Maya, rivali degli Azteca. Furono i caciques del Tabasco a regalarla a Cortés. Questi si accorse che la ragazza parlava correntemente sia il nahuatl, la lingua azteca, che la lingua maya e si impadroniva molto in fretta anche del castigliano. Così ne fece la sua interprete ufficiale.

Oggi in Messico l'espressione "maledizione di Malinche", o "malinchismo", sta a significare la soggezione degli interessi nazionale a quelli del capitale straniero, soprattutto nord-americano.
Del mar los vieron llegar
(continua)
inviata da Alessandro 10/10/2006 - 09:32
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El adiós del soldado

Interpretata da Silvio Rodríguez, Javier Solís, Vicente Fernández, Lucha Villa, Marina Rossell, Antonio Aguilar, El trio Calaveras, Antonio Bribiesca, Los hermanos Zaizar, María Teresa Vera, Amparo Ochoa, Mariachi Vargas, Rodolfo Coronel, Rafael Corella, Linda Ronstadt
Adiós, adiós, lucero de mis noches,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 17/11/2004 - 00:44




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