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Autore Ry Cooder

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Onda callejera

[2005]
Scritta da David Hidalgo e William Garcia
In "Chávez Ravine", concept album di Ry Cooder interamente dedicato alla storia dell'omonimo barrio latino di Los Angeles, che nei primi anni 60, dopo anni di battaglie e mobilitazioni dei suoi abitanti, venne raso al suolo per fare spazio allo stadio della squadra di baseball dei Dodgers.

"Ravine" significa "gola, burrone". Tal Julian Chavez del New Mexico fu il primo proprietario di quei terreni alla periferia nord di Los Angeles. Nell'800 le baracche di Chávez Ravine ospitavano i poveracci colpiti dalle epidemie di vaiolo, più tardi vi si insediarono altri poveracci, migranti da Messico e centro America, che non trovavano accoglienza in altri quartieri della metropoli.

Nei primi decenni del 900 Chávez Ravine divenne un vero e proprio quartiere, per quanto degradato, costituito in tre comunità, La Loma, Palo Verde e Bishop. Alla fine... (continua)
Era la medianoche
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/12/2018 - 21:28
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Everybody Ought to Treat a Stranger Right

[1930]
Parole e musica di Blind Willie Johnson (1897-1945), cantante e chitarrista afroamericano.
Un brano che si trova in molte raccolte dedicate a questo oscuro ma seminale bluesman, come per esempio "Blind Willie Johnson 1927-1930" della Smithsonian Folkways (1965)
Ripreso recentemente da Ry Cooder nel suo album "The Prodigal Son"
Everybody ought to treat a stranger right, long ways from home
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/10/2018 - 22:59
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Down in Mississippi

[1965]
Parole e musica di J. B. Lenoir
Outtake dell’album intitolato “Alabama Blues!” del 1966, con Freddie Below e Willie Dixon
Si trova in una riedizione degli anni 90 per i tipi della tedesca Bellaphon

In seguito interpretata anche da Ry Cooder e Mavis Staples

In Mike Rowe’s book, Chicago Blues, Lenoir describes why he left Mississippi for Chicago in 1949, at the age of 20. Lenoir said, “The way they does you down there in Mississippi, it ain’t what a man should suffer, what a man should go through. And I said, after I seen the way they treat my daddy, I never was going to stand that no kind of way. So I just worked as hard as I could to get that money to get away.”

His description of the Mississippi hunting season is a chilling reminder of the state’s history of lynchings, shootings, and bombings, the assassination of Medgar Evers in Jackson, Mississippi, in 1963, and the murdered... (continua)
Far back as I can remember
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/1/2016 - 20:23
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Take Your Hands Off It

[2012]‎
Album “Election Special”‎
Get your dirty hands off my Constitution now
(continua)
inviata da DonQuijote82 14/2/2013 - 15:27
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Guantanamo

[2012]‎
Album “Election Special”‎

Finlamente trovato il testo su petitlyrics.com
Never missed your water till your well ran dry
(continua)
inviata da DoNQuijote82 16/1/2013 - 11:43
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Brother Is Gone

‎[2012]‎
Album “Election Special”‎

Per Ry Cooder le prossime elezioni presidenziali americane saranno un evento centrale per la storia ‎degli USA e del mondo. E così ha pensato di farci su un album, al suo modo.‎



Canzone questa che trasferisce il mito del “patto col diavolo” dalla figura del bluesman negro (il ‎Robert Johnson di “Cross Road Blues”) a quella di Charles G. Koch and David H. Koch, i “Kock ‎Brothers”, miliardari americani esponenti della destra ultraliberista, lobbisti ispiratori e fondatori di ‎think tank come il famigerato Cato Institute, quelli che in nome della dittatura del “libero” mercato ‎‎(ma quando mai è stato libero?) vorrebbero l’eliminazione totale di ogni sistema di Welfare, ‎comprese quel po’ di sanità e di scuole pubbliche che sono rimaste negli USA, ma anche di ogni ‎controllo federale. I fratelli Koch hanno raggranellato le loro immense fortune trafficando... (continua)
We met old Satan down where the two roads cross.
(continua)
inviata da Dead End 5/9/2012 - 10:20
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The 90 and the 9

[2012]‎
Album “Election Special”‎

Altra canzone da Election Special (incompleta al momento), che fa riferimento allo slogan "we are the 99%"
This may be the last time , I don’t know
(continua)
inviata da DonQuijote82 31/8/2012 - 10:20
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The Wall Street Part of Town

‎[2012]‎
Album “Election Special”‎

Per Ry Cooder le prossime elezioni presidenziali americane saranno un evento centrale per la storia ‎degli USA e del mondo. E così ha pensato di farci su un album, al suo modo.‎

Questa è una canzone per incoraggiare il movimento ‎‎“Occupy Wall Street” nato a New York ‎circa un anno fa per protestare contro gli abusi ed i crimini con cui il capitalismo finanziario sta ‎rapidamente distruggendo l’America ed il mondo.‎
I’m walkin’ if it takes all night
(continua)
inviata da Dead End 30/8/2012 - 08:45
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Do Re Mi

Do Re Mi

‎[1940]‎
Album “Dust Bowl Ballads”‎

‎Durante i primi decenni del XX secolo le grandi e fertili pianure al centro degli ‎USA furono coltivate intensivamente e dissennatamente, senza badare alla rotazione delle colture e ‎senza mai dare respiro alla terra. Durante e dopo la prima guerra mondiale la produzione agricola fu ‎spinta ben oltre la resistenza del suolo, che si inaridì e desertificò velocemente sotto i colpi degli ‎aratri. All’inizio degli anni 30 il dissesto geologico era compiuto e i venti cominciarono a strappare ‎via, letteralmente, la superficie della terra, alzando spaventose tempeste di sabbia. Nella “Dust ‎Bowl”, la “conca della polvere”, compresa tra Texas, Kansas, Oklahoma, Colorado e Nuovo ‎Messico, mezzo milione di americani restarono senza nulla e cominciarono un esodo biblico verso ‎ovest, verso la California. Lì, nel “paese del latte e del miele”, i migranti... (continua)
Lots of folks back East, they say, is leavin' home every day,
(continua)
inviata da Dead End 21/8/2012 - 10:00
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I Want My Crown

‎[2011]‎
Album “Pull Up Some Dust and Sit Down”‎

Qui Cooder punta l’indice contro i politici traditori (“Judas men”) che siedono al tavolo con ‎petrolieri e repubblicani e che con la loro avidità hanno spinto il paese in più di una guerra: ‎‎“Voi amate la scintillante macchina bellica, i vostri cuori battono all’impazzata, i vostri occhi ‎fissi sull’obiettivo: guerra senza fine, guadagni incalcolabili, petrolio e Dio ed il vostro sacrosanto ‎orgoglio.”
In the dark of night the secret vote was cast
(continua)
inviata da Dead End 16/8/2012 - 15:39
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El Corrido De Jesse James

‎[2011]‎
Album “Pull Up Some Dust and Sit Down”‎

Jesse James il celebre bandito è in paradiso e se ne sta con i suoi vecchi amici a chiacchierare nei ‎pressi del trono di Dio: “Ragazzi, mi hanno sempre considerato un bandito ed un rapinatore di ‎banche, ma io non ho mai gettato una famiglia in mezzo alla strada come fanno quei banchieri di ‎laggiù!… Per favore, Padre, ridammi la mia vecchia e fidata .44 che scendo a fare due paroline con ‎quelli là di Wall Street, che si decidano una buona volta a restituire il maltolto!”
The outlaw Jesse James was up in heaven
(continua)
inviata da Dead End 16/8/2012 - 14:53
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No Banker Left Behind

‎[2011]‎
Album “Pull Up Some Dust and Sit Down”‎



‎“No one will be left behind” è uno dei motti di cui si fregia la più grande democrazia occidentale.‎
Nato forse durante le campagne militari in Europa e in Vietnam con riferimento all’assoluta ‎necessità di riportare a casa tutti i sopravvissuti, anche quelli caduti nelle mani dei nemici, la frase è ‎stata ripresa dallo stesso Obama a proposito del ritiro dai teatri di guerra in Iraq e Afghanistan…‎
Il suo predecessore George W. Bush intitolò un suo provvedimento sull’istruzione infantile “No ‎Child Left Behind Act”, questo mentre la sua amministrazione contemporaneamente smantellava la ‎scuola pubblica…‎
Cooder, in questo suo ultimo disco interamente di protesta, ironizza sul motto e ricorda che le ‎banche e i gruppi finanziari colpevoli della più grave crisi mondiale dal 1929 non solo non sono ‎stati chiamati a rispondere (salvo... (continua)
My telephone rang one evening, my buddy called for me
(continua)
inviata da Dead End 16/8/2012 - 14:41
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The Sands of Mexico

da San Patricio (2010)


RY COODER FEAT. CHIEFTAINS/ Esce il disco che racconta la storia del Battaglione San Patricio Paolo Vites mercoledì 10 marzo 2010
Paolo Vites


Esce in Italia il 12 marzo “San Patricio”, la nuova affascinante avventura del musicista americano Ry Cooder e degli irlandesi Chieftains. Ancora oggi, se siete un irlandese di passaggio in Messico, sarete trattati con il massimo rispetto e vi sarà ricordata per l’ennesima volta di quel gruppo di coraggiosi che nel 1846, allo scoppio della guerra fra Stati Uniti e il paese latino, disertarono in massa dall’esercito stelle e strisce per unirsi, cattolici con i cattolici, alle truppe del Generale Santa Ana. Non solo irlandesi in verità: in quello che sarebbe passato alla storia come il Battaglione di San Patrizio, dal nome del santo protettore dell’Isola Smeraldo - per i messicani “San Patricios” - c’erano anche italiani,... (continua)
We went down to Churubusco,
(continua)
inviata da DonQuijote82 5/10/2011 - 11:38
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Lullaby for the dead

Album dei Chieftains insieme a Ry Cooder

Feat. Moya Brennan

Like the sun, quenched its first morning
(continua)
inviata da DoNQuijote82 5/10/2011 - 11:37
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March to Battle (Across the Rio Grande)

Album: "San Patricio" (2010)

Per quanto riguarda la musica popolare, dal 1996 anno di uscita di quel meraviglioso disco che porta il nome di “Buena vista social club” niente è stato pubblicato di così bello e guarda caso anche in quel disco c’era la presenza di Ry Cooder. In realtà non è un caso, nessuno meglio di lui sa raccogliere le radici storico musicali di un popolo. In questo disco il risultato è doppio visto che il suo collaboratore Paddy Moloney (leader dei Chieftains) è altresì un musicista sempre alla ricerca di perle sonore appartenenti al suo popolo d’Irlanda. Due mondi quindi, quello di Ry Cooder e una musica di base messicana e quello dei Chieftains con le loro ballate irlandesi, uniti per raccontare una storia che porta il nome di San Patricio, una guerra avvenuta nel 1846 tra messicani e americani alla quale parteciparono molti irlandesi.
Il disco, che i due musicisti... (continua)
We are the San Patricios
(continua)
inviata da DonQuijote82 5/10/2011 - 11:13
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Quicksand

[2010]
Lyrics & Music by Ry Cooder
Album: Pull Up Some Dust and Sit Down [2011]

‎"Quicksand" è un brano dedicato all’immigrazione illegale dal Messico in Arizona. Racconta di un ‎gruppo di sei migranti che da Tamaulipas attraverso il deserto di Sonora cercano di raggiungere la ‎‎“Devil’s Highway” per tantare poi di attraversare il confine. Traditi quasi subito dal loro “coyote”, ‎il “passeur” cui avevano dato un sacco di soldi, rimangono in balìa della sete, della fame e della ‎paura. Quattro di loro non si salvano e i due sopravvissuti vengono intercettati da una pattuglia di ‎vigilantes nei pressi di Yuma… Dopo tutta la fatica e la sofferenza, il loro destino è il rimpatrio.‎

‎“[…] It's been a migrant trail for 200 years. People go out there and try to do it on foot, but if ‎you make one mistake and go five minutes out of your way, you become disorientated and ‎dehydrated. And they... (continua)
I left my home in Tamaulipas
(continua)
inviata da DonQuijote82 4/10/2011 - 20:05
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Baby Joined the Army

[2010]
Lyrics & Music by Ry Cooder
Album: Pull Up Some Dust and Sit Down [2011]

RY COODER Pull up some dust and sit down (Nonesuch Records, 2011)

Anche se l'iconografia e le foto che accompagnano il lavoro, sembrano appena uscite dagli anni trenta e succedere di poco la grande depressione che colpì gli Stati Uniti nel 1929, Pull Up some dust and sit down è un ricettario della durata di un'ora , in cui Ry Cooder mette in fila i grandi problemi dell'impero USA(estendibili al mondo occidentale in generale), calandosi nella più vera e impietosa attualità e viste le ultimissime notizie provenienti dalle banche americane e Wall Street, anticipando un finale più nero di quanto ci si aspettava.
Da quando Ry Cooder è tornato ad incidere dischi alla vecchia maniera, la trilogia formata da Chàvez Ravine(2005), da il bello My name is Buddy(2007), passando per il meno riuscito I, Flathead(2008)... (continua)
It was on a Friday evening wasn't nobody 'round
(continua)
inviata da DonQuijote82 4/10/2011 - 20:03
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Christmas Time This Year

[2010]
Lyrics & Music by Ry Cooder
Album: Pull Up Some Dust and Sit Down [2011]


Pull Up Some Dust and Sit Down is the fourteenth studio album by American recording artist Ry Cooder, released August 30, 2011, on Nonesuch Records. It was written and produced by Cooder and recorded at Drive-By Studios, Ocean Studios, and Wireland Studios in California. Inspired by the late-2000s economic crisis and past protest songs, the album features topical songs about contemporary subject matter in 21st-century America, including politics, war, economic disparity, and social injustice. Its music is rooted in Americana and incorporates traditional styles and musical language from historical sources such as country blues, tejano, and American roots music. The album has been noted by music writers for its eclectic musical range, allegorical songs, working-class perspective, and Cooder's sardonic... (continua)
Our boys and girls will be here soon coming home from war
(continua)
inviata da giorgio 2/10/2011 - 15:31
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How Can a Poor Man Stand Such Times and Live?

[1929]



Una canzone che descrive bene il periodo della Grande Depressione, seguita al crollo della borsa di Wall Street nell’ottobre del 1929, che ebbe fra le sue cause – per usare il linguaggio degli economisti – la cattiva distribuzione del reddito (= la guerra che aveva devastato e impoverito il mondo era stata una manna per pochi che erano diventati ricchi sfondati), la cattiva struttura del sistema bancario (= ieri come oggi le banche sono strumenti dell’oppressione e della criminalità organizzata) e l’eccesso di prestiti a carattere speculativo ( = uno dei sistemi da sempre in voga per impoverire ulteriormente i poveracci ed arricchire sempre di più gli squali). E - ieri come oggi - la naturale e sacrosanta protesta di chi è stato privato di tutto è duramente repressa dagli sgherri dei potenti, mentre quelli ingrassano all’ombra dei troni, delle dominazioni e degli altari…
Insomma,... (continua)
There once was a time when everything was cheap,
(continua)
inviata da Alessandro 16/4/2010 - 09:32
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How Can You Keep on Moving (Unless You Migrate Too)

[primi anni 30]
Compare in "Songs From the Depression" dei New Lost City Ramblers (Folkways Records, 1959)
Riproposta da Ry Cooder nell'album "Into the Purple Valley" del 1972.

Sis Cunningham, musicista e fondatrice del Broadside Magazine, era originaria dell'Oklahoma. E questa canzone si riferisce proprio all'emigrazione dei farmers dall'Oklahoma durante il Dust Bowl, il lungo periodo di siccità che - come se non fosse bastata la Grande Depressione - flagellò le pianure americane tra il 1930 e il 1940. Gli "okies", i "tex" e gli "arkies", che fuggivano in massa dalle loro terre devastate dall'immane disastro ecologico per raggiungere la California lungo la Route 66, non venivano certo accolti a braccia aperte sul loro cammino... A quell'epoca dolorosa John Steinbeck dedicò il suo "The Grapes of Wrath" e la fotografa Dorothea Lange uno dei suoi servizi più famosi.

Si veda anche The Ghost Of Tom Joad
How can you keep on moving unless you migrate too
(continua)
inviata da Alessandro 8/2/2010 - 13:38
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Bourgeois Blues

(Huddie Ledbetter / Alan Lomax)
recorded by : Billy Childish; Ry Cooder;
Tav Falco; Arlo Guthrie; Leadbelly; Taj Mahal;
Odetta; Pete Seeger.
Me and my wife went all over town
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 3/12/2008 - 19:59
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We Shall Not Be Moved

anonimo
[Tradizionale / Traditional]

Avvertenza. Come canzone integrante e basilare del Civil Rights Movement, We Shall Not Be Moved è stata inserita nel percorso "Razzismo e schiavitù negli Stati Uniti d'America". Il suo inserimento nell'altro percorso "Emigrazione e guerra del lavoro" è dovuto al suo uso come riconosciuta Labor song.

Notice.. As a song being a basic and integral part of the Civil Rights Movement, "We Shall Not Be Moved" has been included in the song itinerary "Racism and Slavery in the United States of America". Its inclusion in the other song itinerary "Emigration and Labor War" is due to its use as an acknowledged labor song. [AWS/CCG Staff]

Indichiamo l'autore come 'anonimo' perchè si tratta di un inno religioso che ignoriamo se sia attribuibile a qualche autore particolare. Fu iniziato a riadattare già negli anni '30 come canto di lotta operaia; il titolo originale dell'inno,... (continua)
We shall not, we shall not be moved
(continua)
inviata da Alessandro + CCG/AWS Staff 14/1/2008 - 09:57




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