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Autore Rubén Blades

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Nación rica, nación pobre

[2019]

Album: Paraíso Road Gang
La nación más rica y la nación más pobre
(continua)
inviata da Dq82 20/9/2019 - 17:34
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Si Dios fuera negro

1980
Si Dios fuera negro

Una salsa ironica, frutto della collaborazione tra Roberto Anglerò e il poeta salsero Ruben Blades.
Anglerò, portoricano, porta in musica il sentimento di discriminazione e inferiorita provato prima durante la sua infanzia nel Barrio Obrero di San Juan e poi durante il servizio militare nell'esercito statunitense di stanza in Corea.
Il brano è stato interpretato anche da Los Calchakis e dall'Orchestra di Piazza Vittorio.
Si Dios fuera negro -mi compay- todo cambiaría
(continua)
inviata da Dq82 29/7/2018 - 08:47
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Pablo pueblo

[1977]
Parole e musica di Rubén Blades
Nel suo disco intitolato “Metiendo mano!”
Testo trovato su Genius
Eh le le le le le le le
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/9/2017 - 10:22
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20 de Diciembre

[1999]
Parole e musica di Rubén Blades
Nell’album intitolato “Tiempos”

10 anni dopo l’invasione nordamericana di Panama, iniziata il 20 dicembre 1989…

Nella canzone Blades si chiede quanti furono i morti e si risponde che Dio solo lo sa: infatti, secondo gli USA furono 250 i panamensi uccisi, secondo l’ONU il doppio, ma secondo la Comisión de Derechos Humanos de Centroamérica (CODEHUCA) a morire furono tra i 2.500 ed i 3.000…
Chorrillo ardió, como Berlín. Un fuego intenso,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/8/2015 - 15:42
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El apagón

[1992]
Parole e musica di Rubén Blades
La traccia che apre l’album intitolato “Amor y control”
La electricidad, se interrumpió y, por el apagón,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/8/2015 - 15:20
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Adán García

[1992]
Parole e musica di Rubén Blades
Nell’album intitolato “Amor y control”
El último día en la vida de Adán García
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/8/2015 - 14:37
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Plantación adentro

Parole di Catalino “Tite” Curet Alonso (1926-2003), compositore portoricano
Musica di Curet Alonso e Rubén Blades
Nel disco del 1977 intitolato “Metiendo mano!”, con Willie Colón (1950-), musicista statunitense di origine portoricana.

Anche oggi nelle campagne, tanto al nord quanto al sud, “Sombra son la gente camará’”, “Le persone non sono che ombre, compagno… Terra, sole, vento, bastone e caporale…”
Es el año 1745
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/8/2015 - 14:12
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G.D.B.D.

[1984]
Parole e musica di Rubén Blades
Nell’album intitolato “Buscando América”

Pare che Rubén Blades abbia scritto questa canzone dopo una conversazione con Gabriel García Márquez…
Il titolo è acronimo per “Gente Despertando Bajo Dictaduras”, non credo ci sia bisogno di aggiungere altro: della banalità del male.
Despiertas.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/8/2015 - 11:36
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Prohibido olvidar

[1991]
Parole e musica di Rubén Blades
Nell’album intitolato “Caminando”

Canzone contro tutte le dittature, ma che nello specifico si riferisce certamente a Panama e a quello che il paese dovette passare prima sotto la dittatura militare di Omar Torrijos (morto nel 1981 in un “incidente” orchestrato dalla CIA nel 1981) e di Manuel Antonio Noriega (uomo della CIA e fortemente implicato col narcotraffico), poi con la sanguinosa occupazione militare statunitense, ufficialmente realizzata proprio per arrestare Noriega, che evidentemente era nel frattempo diventato uno scomodo fantoccio.

Al proposito consiglio a tutti la visione di “The Panama Deception”, film diretto nel 1992 dalla regista statunitense Barbara Trent, censuratissimo e misconosciuto nonostante abbia vinto l’Oscar per il miglior documentario.
Prohibieron ir a la escuela e ir a la universidad
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/8/2015 - 10:53
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País portátil

[2009]
Parole e musica di Rubén Blades
Nell’album “Cantares del Subdesarrollo”

Rubén Blades – che dal 2004 al 2009 è stato ministro del turismo nel governo socialista panamense di Martín Torrijos, il figlio del generale Omar Torrijos, morto nel 1981 in un “incidente” aereo ordito dagli USA – probabilmente si riferisce in questa sua canzone all’ex presidente Ricardo Martinelli, impresario e politico autoritario e corrotto, inquisito dalla Corte suprema panamense e attualmente rifugiatosi a Miami…

Ma, a ben leggere, mi pare che la descrizione sia applicabile anche a qualche personaggio nostrano che faceva il bello e il cattivo tempo fino a non molto tempo fa e che ha contribuito pesantemente a mandarci tutti nella malora in cui annaspiamo…
Se vende un país portátil
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/6/2015 - 09:44
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Himno de los olvidados

[2009]
Parole e musica di Rubén Blades
Nell’album “Cantares del Subdesarrollo”
Este es el canto de la gente triste
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/6/2015 - 09:22
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El Padre Antonio y el Monaguillo Andres

1984
Buscando América

This song describes the arrival in a Latin American country of an idealistic Spanish priest (a fictional representation of Archbishop Romero), his sermons condemning violence there, his talks about love and justice, and, finally, the murders of the priest and acolyte during a mass. Blades has said he wrote this song so that "the death of Romero is not forgotten.
El Padre Antonio Tejeira vino de España, 
(continua)
inviata da Donquijote82 26/1/2015 - 16:33
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Desahucio

‎[1995]‎
Scritta da Rubén Blades e Tite Curet
Nell’album di Willie Colón & Rubén Blades intitolato “Tras la Tormenta”‎

Facendo seguito alla bellissima Son del desahucio dello spagnolo Hilario Camacho, ecco un’altra canzone ‎che racconta di un “desahucio”, uno sfratto, questo finito purtroppo in una tragedia ancora più ‎grande a causa della violenza della polizia.‎

Il 6 febbraio del 1980 a Loíza la polizia portoricana, nell’effettuare lo sgombero di una famiglia di ‎pescatori, uccise a sangue freddo Adolfina Villanueva, madre di sei figli… “Los vamos a sacar vivos o ‎muertos”, urlavano i poliziotti assediando la casetta di legno dove Adolfina viveva con il marito ‎Agustín Carrasquillo Pinet e i loro figli. Lanciarono lacrimogeni e un colpo di pistola sparato dal ‎sergente Víctor Estrella stroncò la vita di Adolfina, 34 anni. Il responsabile fu assolto perché, disse ‎lui, la donna... (continua)
La soga sigue partiendo por lo más fino.
(continua)
inviata da Bernart 17/4/2013 - 11:05
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What More Can I Give



[2001]‎

So che su queste pagine Maicol Gecson non è da molti benvoluto, maperò il suo fantasma si è ‎reimpossessato di me proprio il giorno della ricorrenza dell’11 Settembre… ‎
Non posso farci niente, è Maicol che domina le mie azioni. Cercate di avere rispetto per la sua ‎memoria e un po’ di compassione per il sottoscritto…‎

Questa canzone Maicol la scrisse in un prima stesura nel 1999 dopo un incontro con il leader ‎sudafricano Nelson Mandela; poi pensò di farne un singolo per raccogliere fondi per i profughi della guerra ‎del Kosovo; poi, dopo l’attentato alle Twin Towers, la riscrisse di sana pianta, raccolse intorno a sé ‎una ventina di artisti famosi, la registrò finalmente, intitolò “United We Stand: What More Can I ‎Give” il grande concerto benefico che lui stesso organizzò a Washington nell’ottobre del 2001 e ‎poi… E poi “What More Can I Give” non vide mai la luce su CD a... (continua)
How many people will have to die before we will take a stand?
(continua)
inviata da Dead End 11/9/2012 - 15:47
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Songs From The Capeman

(1997)
Words by Paul Simon & Derek Walcott
Music by Paul Simon


LA STORIA DI SALVADOR AGRON

La storia di "The Capeman" è tratta da un fatto di cronaca nera della New York City del 1959. La sera del 30 agosto di quell'anno una gang di adolescenti dell'upper West Side, i Vampires, andarono a cercare i Norsemen, una gang irlandese di Hell's Kitchen. Si imbatterono in un gruppo di giovani che non erano affiliati a nessuna banda, ma che si ritrovarono al posto sbagliato al momento sbagliato. Salvador Agron, 16 anni, accoltellò a morte due di loro. Era un alto ragazzo portoricano, che portava sempre un mantello nero con una banda rossa - da cui il nome "The Capeman". Il suo compagno Tony Hernandez che durante il combattimento aveva brandito un ombrello come arma divenne famoso come "The Umbrella Man".

Quando fu arrestato qualche giorno dopo Salvador non si mostrò pentito. "Non me ne frega... (continua)
ADIOS HERMANOS
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 6/4/2007 - 14:03
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They Dance Alone (Cueca Solo)

da "...Nothing like the sun" (1987)

Voce in spagnolo recitata di Rubén Blades
Chitarre di Mark Knopfler, Eric Clapton e Fareed Haque

Una celebre canzone dedicata ai desaparecidos cileni e argentini, soprattutto, alle loro coraggiose donne -madri, mogli, compagne, figlie- che non hanno mai cessato di reclamare notizie sulla loro sorte, anche a costo della loro vita e della loro libertà (si pensi solo alle madres de plaza de Mayo argentine). La canzone è sul ritmo di una cueca, una danza popolare cilena.



On the Amnesty Tour of 1986 the musicians were introduced to former political prisoners, victims of torture and imprisonment without trial, from all over the world. These meetings had a strong affect on all us. It's one thing to read about torture but to speak to a victim brings you a step closer to the reality that is so frighteningly pervasive. We were all deeply affected. Thousands... (continua)
Why are there women here dancing on their own?
(continua)




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