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Autore Les Anarchistes

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Inghjustizia

[1989]
Testo e musica: L'Arcusgi
Lyrics and Music: L'Arcusgi
Paroles et Musique: L'Arcusgi
Sanat ja sävel
Album / Albumi: Resistenza


L'Arcusgi

Jean-Pierre Bonci
Jean-Christophe Bastiani
Louis Franceschi
Pierre Bracci
Anthony Battesti
Nicolas Giustiniani
Guillaume Savelli
Jean-Marc Camurati
Laurent Ducatillon
Mathieu Camurati
Jean-Paul Peretti
"Pilou" Barque

Sarei tentato di inserire "Inghjustizia" degli Arcusgi tra le "dimenticanze delle CCG", tanto questa è una canzone che coniuga alla perfezione la provenienza tenacemente locale e il valore universale che essa reca. Invece c'è voluto un errore per farmela tornare a mente: un errore non mio, ma degli Anarchistes che, esibendosi a Firenze al teatro "L'Affratellamento" in occasione dell'iniziativa annuale organizzata dall'Istituto De Martino, intitolata -ebbene sì- "Canzoni Contro la Guerra", hanno sì dato una... (continua)
A l’alba, un nucente da li soi hè sradicatu
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 11/11/2013 - 17:15
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Stornelli d’esilio

[1895-98]
Parole di Pietro Gori
Sulla melodia della canzone popolare toscana “Figlia campagnola”.
La prima pubblicazione risale al 1898, sulla rivista degli anarchici italiani profughi in America “La Questione sociale”
Testo trovato su Voci di mezzo
Interpreti: Margot (Cantacronache), Caterina Bueno, Les Anarchistes

Una canzone che Pietro Gori potrebbe aver scritto sia all’epoca del primo esilio - quando fu espulso dalla Svizzera dove era riparato per evitare l’arresto, accusato di essere l’ispiratore dell’attentato di Sante Caserio al presidente francese Sadi Carnot – sia a quella del secondo esilio, quando Gori fu costretto a fuggire in Sud America a seguito della repressione scatenata a partire dai moti milanesi del 1898.

“Nostra patria è il mondo intero, nostra legge è la libertà…”

Mi è venuto bene di offrire questa canzone a contributo delle CCG/AWS contro tutta la retorica... (continua)
O profughi d’Italia, a la ventura
(continua)
inviata da Bartleby 28/3/2011 - 07:05
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Inno a Oberdan

anonimo
[1885]
La canzone è stata interpretata da molti. Tra i tanti, I Gufi, Milva e Les Anarchistes.

Beh, se qui c’è A morte la casa Savoia, non poteva mancare questo inno al (mancato) “imperatoricida” Wilhelm Oberdank…

Wilhelm Oberdank (italianizzato in Guglielmo Oberdan dopo la sua morte) era nato a Trieste nel 1858 da madre goriziana di origini slovene, dalla quale prese il cognome. Fece gli studi a Trieste e a Vienna ma, quando nel 1878 ricevette la chiamata alle armi in vista dell’imminente occupazione austriaca della Bosnia, decise di disertare e si rifugiò in centro Italia. Qui aderì all’ideologia “irredentista”, quella che propugnava l’annessione al regno d’Italia anche di territori come Trentino, Friuli orientale e Venezia Giulia, storicamente sotto influenza austriaca e all’Austria rimasti anche dopo la terza guerra d’indipendenza del 1866.
Quando nel 1882 Umberto I re d’Italia,... (continua)
Morte a Franz, viva Oberdan!
(continua)
inviata da Alessandro 24/7/2009 - 11:53
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Les Anarchistes

Interpretata da Les Anarchistes, Alessio Lega e da chiunque altro. Anche da Léo Ferré in persona, ricordando un pezzo di formaggio alla Colonna.
GLI ANARCHICI
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 17/3/2009 - 21:19
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Sottosopra [Inno darmico del cavatore]

[2005]

Testo e musica di Davide Giromini
Voce e Fisarmonica: Davide Giromini
Voce maschile: Massimiliano Larocca
Voci Femminili: Tania Sabinos, Sabine Bordigoni
Violino: Michele Menconi
Chitarra: Luca Rapisarda
Chitarra in parte finale: Fabio Ghelli


Un disco che non c'era. E che mancava.
di Francesco Senia

La prima volta che ho sentito una canzone scritta e cantata da Davide Giromini ero ad uno spettacolo teatrale, in un parco a Scandicci. "Sottosopra". Uno spettacolo creato da Virginia Martini a partire da "Il figlio di Bakunin" di Sergio Atzeni. E proprio "Sottosopra" si chiamava la canzone che faceva da tema e filo conduttore per tutto lo spettacolo. L'avevo già visto all'opera, Davide, più volte, con la sua fisarmonica, e la sua grinta a fare da contrappunto alle sue sembianze; ma era la prima volta, dopo molto anni, che sentivo una canzone "nuova" vibrare di sapore antico... (continua)
Ora che danno fervidi l’anima ai malfattori
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 7/5/2008 - 00:33
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Apua natìa



Su un poema di Ceccardo Roccatagliata Ceccardi (1871-1919)
tratto dal CD "Apuamater" di Davide Giromini
(Davide Giromini, elaborazione di Nicola Toscano e Massimo Gurrieri)

Interpretata anche da Les Anarchistes con Il Parto delle Nuvole Pesanti

Il testo riproducibile è stato reperito in questo blog

Ci informava la nostra compagna e amministratrice Adriana, al momento della proposta di tale canzone di Davide Giromini, che "Darmo (Davide Giromini, ndr) la dedica ai morti sul lavoro", proprio nel video allegato a questa pagina. La canzone è rimasta in approvazione a lungo, sia per motivi tecnici di questo sito, sia per altre ragioni che non stiamo a spiegare. Nell'approvarla finalmente oggi ci accorgiamo però che la canzone in sé, e non soltanto per la dedica di Davide, ha più di un motivo per essere inserita, visto che l'Italia non cessa di essere soggetta a preti e a tiranni "liberamente... (continua)
E tu Apua natìa se un dì soggiaccia ancor l'Italia
(continua)
inviata da adriana 15/2/2008 - 17:38
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Bella Ciao

anonimo
1a. La cosiddetta "Bella ciao delle Mondine" (Il canto delle mondine / Giovanna Daffini)
1a. The so-called "Bella ciao of the Riceweeders" (Riceweeders' Song / Giovanna Daffini)


Facente parte del repertorio di Giovanna Daffini, è stata riproposta recentemente dal gruppo Les Anarchistes e interpretata anche da Giovanna Marini.

From the repertory of the folksinger Giovanna Daffini and also performed by Giovanna Marini. It has been recently performed by the band Les Anarchistes with a new arrangement.






Performed by Giovanna Marini
Alla mattina appena alzata
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 9/12/2007 - 16:48
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Su fratelli pugnamo da forti

anonimo
Un anonimo canto di sicura formazione toscana (il testo è decisamente in fiorentino rustico) ispirato alla morte di Sante Caserio. Fu raccolto per la prima volta da Caterina Bueno a Bivigliano, frazione del comune di Vaglia (Firenze), dalla voce di un contadino a nome Pietro Zeppi; nel 1964 Roberto Leydi lo registrò a Milano.

Recentemente è stato riproposto da Les Anarchistes nell'album Figli di origine oscura (2003); particolare assolutamente rilevante, è stato dal gruppo dedicato alla memoria di Carlo Giuliani, coetaneo di Sante Jeronimo Caserio (entrambi ebbero 21 anni al momento della morte). La versione proposta da Les Anarchistes nel loro album presenta però una "stranezza" testuale (vedi nota). E ascoltabile e scaricabile parzialmente in Real Audio dal Sito ufficiale de Les Anarchistes; consigliamo comunque di farlo a chi non la conoscesse, data la sua bellezza.


Sante Caserio:

Le... (continua)
Su fratelli pugnamo da forti
(continua)
inviata da Adriana e Riccardo 20/5/2007 - 11:00
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La ballata di Sante Caserio

Scritta nel 1900 da Pietro Gori a Portoferraio.
Tra le interpretazioni moderne:
Daniele Sepe e Auli Kokko, in "Jurnateri"
Les Anarchistes, in "Figli di origine oscura".

Sante J. Caserio era un anarchico nato a Motta Visconti. Il padre morì in manicomio, probabilmente per malattie fisiche e non mentali (ma sappiamo cos'erano i manicomi, soprattutto a quei tempi). Per non pesare sulla madre, avendo molti fratelli, scappò di casa a 10 anni e si trasferì a Milano, dove fece il garzone di un fornaio. Qui, col suo stipendio miserrimo, compì azioni di grande altruismo: Pietro Gori lo ricordava mentre distribuiva pane e opuscoli anarchici ai disoccupati davanti alla Camera del Lavoro. Per non fare il militare scappò in Svizzera ma poi, per sfuggire alla caccia all'anarchico, scappò ancora in Francia. Continuò a fare il garzone fino a quando litigò col fornaio e perse il lavoro. Allora coi suoi... (continua)
Lavoratori a voi diretto è il canto
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 18/5/2007 - 22:31
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Ballata dell'emigrazione

[1970]
Testo e musica di Alberto D'Amico
Interpretazione di Giovanna Marini
e de Les Anarchistes (con Giovanna Marini)
in: La musica nelle strade! [2006]




Questa è una canzone di Alberto D'Amico, che però è stata conosciuta di più nell'interpretazione di Giovanna Marini. Dice benissimo le condizioni orribili in cui il migrante è costretto a subire. E oggi che i migranti in cerca di sopravvivenza sono gli oggetti della nostra esclusione, abbiamo deciso di riattualizzarla.
Giovanna Marini, maestra assoluta della canzone italiana, ha accettato di ricantarla per noi, con noi.
Marco Rovelli, dal libretto de "La musica nelle strade!"

Nella versione di Giovanna Marini e Les Anarchistes la quarta e la quinta strofa non vengono cantate.
Quel giorno che so' andato a settentrione
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 3/5/2007 - 23:59
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Arca

[2006]
Da "Delirio e castigo" (album autoprodotto)
Scritta da Davide Giromini

""La delirante risposta alla legittimazione della guerra di conquista è la trasformazione dell'impotenza in onnipotenza. Da questa l'invocazione del folle di un diluvio universale da cui la scelta della nuova umanità."
[Dal libretto dell'album]


Un concept disc o meglio un'opera folk
di Franco Senia
da La Brigata Lolli

Delirio e castigo. Il disco è un po' che me lo rigiro fra le mani, e che torno ad ascoltarlo. Poi, ieri, mi è arrivato un sms che annuncia la presentazione ufficiale del lavoro degli Apuamater, insieme a Claudio Lolli. Il cd, un supporto masterizzato e con le note di copertina scritte a mano, Davide me lo ha dato mesi fa, all'Istituto De Martino, durante una splendida serata.

E' un "concept disc" dal titolo "Delirio e Castigo", quello inciso dagli Apuamater Indiesfolk; e di concept disc (che... (continua)
E il nuovo millennio trae acqua dal fango gelando gli antichi misteri
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/8/2006 - 23:19
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Банька по-белому

Italian version by Sergio Secondiano Sacchi


{{video https://www.youtube.com/watch?v=fHGHMs6DhPw}

E' stata interpretata per primo nel 1993 da Cristiano de André ne Il volo di Volodja, l'album collettivo dedicato dal Club Tenco a Vladimir Vysotskij. Forse la migliore interpretazione in assoluto di Cristiano.
Nel 2005 è stata reinterpretata, con un diverso arrangiamento, da Les Anarchistes, ne "La musica nelle strade!".




Dal libretto de "La musica nelle strade! - Canti di libertà nell'era biopolitica", di Marco Rovelli-Les Anarchistes, allegato all'album (Edizioni Stampa Alternativa):

L'esperienza del socialismo di Stato è da considerarsi come tutta interna alla storia della modernità occidentale. Società in cui vige (o vigeva, nel caso delle società 'comuniste') il principio di accumulazione: dunque il primato delle cose e non del soggetto, l'uomo asservito alla macchina produttiva... (continua)
IL BAGNO ALLA BIANCA
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 25/6/2006 - 22:34
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פישכו לי [Pishku li]

[2006]
Interpretazione di Moni Ovadia
Nell'album de Les Anarchistes "La Musica nelle strade!"


Così racconta Moni Ovadia nelle note introduttive del suo disco Dybbuk:
"Canto paraliturgico del repertorio khassidico. Il testo iterato è il versetto 19 del salmo 118 di Davide. Questo tipo di canto veniva intonato dai khassidim mentre li conducevano alle camere a gas. Dediti allo studio delle scritture (Torah e Talmud) questi ebrei religiosi, impregnati di fede e devozione assoluta, non erano neppure sfiorati dall'idea di combattere, di versare sangue altrui. Il movimento khassidico, fondato dal grande maestro Israel Bal Shemtov nel '700 e diffusosi in tutta l'Europa dell'est, ha come carattere peculiare un rapporto diretto con il divino, improntato al fervore e alla gioia che si manifestano nel canto e nella danza. La lezione che proponiamo è del rabbino Shlomo Carlebach."



Moni ci ha... (continua)
פישכו לי שרי צדק
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 18/6/2006 - 17:29
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Lacreme 'e cundannate

[5 maggio 1927]
Testo e musica di Alfredo Bascetta
Lyrics and Music by Alfredo Bascetta

"Lacreme 'e cundannate" (Lacrime di condannati) è, forse, la canzone più completa, descrivendo minuziosamente l'episodio. È una vera e propria denuncia: accusa chi ha vigliaccamente infamato Sacco e Vanzetti, dai giurati ai magistrati che non ascoltando le ragioni di chi è innocente, non hanno fatto giustizia, ma solo vendetta. La canzone si conclude con una preghiera al governatore Fuller, poiché è l'unica persona ancora in grado di abolire la sentenza di morte per i due immigrati.
"Lacreme 'e cundannate" è realizzata il 5 maggio 1927, quando ancora non è annunciata la definitiva condanna a morte. Fino alla fine si spera nella conoscenza della verità, nella speranza che la menzogna sia smascherata. Questo brano entra nel repertorio di Gilda Mignonette, anche se la Regina degli Emigranti, per evitare... (continua)
Sta tutt'o munno sano arrevutato,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 6/1/2006 - 13:42
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The Ballad Of Sacco And Vanzetti, Part Two

[1972]
Lyrics by Joan Baez, Nicola Sacco, Bartolommeo Vanzetti
Testi di Joan Baez, Nicola Sacco, Bartolommeo Vanzetti

Music by Ennio Morricone
Musica di Ennio Morricone

La canzone, interpretata da una (splendida) Petra Magoni è liberamente scaricabile in formato Real Audio dal Sito Ufficiale de Les Anarchistes [RV/Adriana]

Il più famoso componimento sulla vicenda di Sacco e Vanzetti risale senz'altro al 1972, ad opera di Joan Baez e del compositore italiano Ennio Morricone.
Si tratta originariamente della colonna sonora del film di Giuliano Montaldo, Sacco e Vanzetti interpretato dal grande Gian Maria Volonté (Bartolomeo Vanzetti) e Riccardo Cucciolla (Nicola Sacco). Musiche di Ennio Morricone e testi di Joan Baez. La Seconda parte della ballata è ispirata dalla lettera dal carcere di Vanzetti al padre, mentre la Terza parte è ispirata dalla stessa lettera dal carcere di Sacco al figlio... (continua)
Father, yes, I am a prisoner
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 6/1/2006 - 11:25
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Già allo sguardo (Il ritorno di un esiliato)

(1895/6)
Testo di Carlo Vita
Musica di Ugo Titta

Attribuito da alcuni (falsamente) a Pietro Gori, questo celebre canto è stato alcuni anni fa riproposto (in una versione abbreviata e leggermente diversa nel testo) in un suo album dal poliedrico chansonnier e folklorista fiorentino Riccardo Marasco; ma già era stato inserito dal Canzoniere Internazionale nel disco "Gli Anarchici 1864-1969" (vol. 15/16), cantato da Dodi Moscati. Il canto è noto anche con il titolo "Il ritorno di un esiliato", anche se probabilmente si tratta del ritorno di un carcerato politico in qualche isola dell'arcipelago toscano. Altre interpretazioni recenti provengono da Les Anarchistes e dal collettivo La Canzone Civitavecchiese. [RV]

"Pur se questo canto è da molti attribuito a Pietro Gori esiste tuttavia un foglio volante, senza data, edito dalla tipografia E. Ducci di Firenze che lo riproduce col titolo Il ritorno... (continua)
Già allo sguardo
(continua)
inviata da Riccardo Venturi
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O Gorizia, tu sei maledetta

anonimo
[ca. 1916]

La battaglia di Gorizia (9-10 agosto 1916) costò, secondo dati ufficiali, la vita a 1.759 ufficiali e 50.000 soldati circa, di parte italiana; di parte austriaca a 862 ufficiali e 40.000 soldati circa.
Fu uno dei più pazzeschi massacri di una guerra tutta pazzesca.

"O Gorizia tu sei maledetta" è una canzone nella guerra, che da sempre fa parte della tradizione anarchica e antimilitarista.

Si dice che chi veniva sorpreso a cantare questa canzone durante la guerra era accusato di disfattismo e poteva essere fucilato.

La versione originale venne raccolta da Cesare Bermani, a Novara, da un testimone che affermò di averla ascoltata dai fanti che conquistarono Gorizia il 10 agosto 1916.


“Le strofe di questo canto sono spesso inestricabilmente connesse con quelle di Addio padre e madre addio, che a volte ricorrono del resto già in fogli volanti del tempo della guerra italo-turca.... (continua)
La mattina del cinque d'agosto
(continua)




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