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Autore Michele Luciano Straniero

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Soldado sí

Questa poesia di Goytisolo non è del 1977 ma del 1958, in pieno franchismo.

Si trova infatti già in "Canti della nuova resistenza spagnola 1939-1961", di Michele Straniero e Sergio Liberovici, volume pubblicato da Giulio Einaudi nel 1962.
La traduzione italiana da quel volume, ripresa da Musica y Poesia
CANZONE DI PACE
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/9/2020 - 16:35
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Que la tortilla se vuelva

Non credo che "Que la tortilla se vuelva", altrimenti nota come "La hierba de los caminos", o "Que culpa tiene el tomate", sia una canzone composta da Ferlosio. Dovrebbe trattarsi – stando a molte fonti diverse – di una serie di coplas risalenti all'epoca della guerra civile spagnola:

"“Que la tortilla se vuelva”, canción formada por varias estrofas de coplas y fandangos populares, que se recopilaron en el llamado “Cancionero de Einaudi” (Canti della nuova resistenza spagnola 1939-1961, de Michele Straniero, Sergio Liberovici. Giulio Einaudi editore, 1962)" (Pueblo de España, ponte a cantar)

Canti della Resistenza Spagnola

La hierba de los caminos

"Es más que probable que Ferlosio cantara estas coplas (desgraciadamente no hemos podío encontrar ninguna grabación suya, a pesar de las palabras de Carrasco), pero está sabío que al menos el origen de la copla de la tortilla, incluía por el... (continua)
B.B. 13/9/2020 - 13:56
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Erode non è morto

2017
Nuovo Cantacronache Volume Uno (Materiali Musicali/Irma Group)

testo di Beppe Chierici e musica di Giuseppe Mereu

Nato nel 1957 a Torino con lo scopo di valorizzare il mondo della canzone popolare attraverso l’impegno sociale, il Cantacronache ha raccontato l’Italia del dopoguerra, attraverso le voci di Fausto Amodei, Michele Straniero, Sergio Liberovici, Emilio Jona, Margot Galante Garrone, con uno spirito critico ed anticonformista, consegnando alla memoria collettiva fatti e momenti della storia sociale e politica, ed avvalendosi della collaborazione di scrittori come Italo Calvino, Mario Pogliotti, Franco Fortini, Umberto Eco e Gianni Rodari. A distanza di sessant’anni, e con la supervisione dell’indomita Margot Galante Garrone, il Cantacronache torna in vita, grazie alla collaborazione nata tra il comitato editoriale de “Il Cenacolo di Ares”, Materiali Musicali e Irma Records,... (continua)
Erode non è morto, o allora è risorto
(continua)
inviata da Dq82 3/12/2019 - 15:40
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Terra senza Dio

2017
Nuovo Cantacronache Volume Uno (Materiali Musicali/Irma Group)

testo di Beppe Chierici e musica di Giuseppe Mereu

Nato nel 1957 a Torino con lo scopo di valorizzare il mondo della canzone popolare attraverso l’impegno sociale, il Cantacronache ha raccontato l’Italia del dopoguerra, attraverso le voci di Fausto Amodei, Michele Straniero, Sergio Liberovici, Emilio Jona, Margot Galante Garrone, con uno spirito critico ed anticonformista, consegnando alla memoria collettiva fatti e momenti della storia sociale e politica, ed avvalendosi della collaborazione di scrittori come Italo Calvino, Mario Pogliotti, Franco Fortini, Umberto Eco e Gianni Rodari. A distanza di sessant’anni, e con la supervisione dell’indomita Margot Galante Garrone, il Cantacronache torna in vita, grazie alla collaborazione nata tra il comitato editoriale de “Il Cenacolo di Ares”, Materiali Musicali e Irma Records,... (continua)
Addio antica terra ostile e amara
(continua)
inviata da Dq82 3/12/2019 - 15:25
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Ballata dell'emigrazione

Scrive BB: Nel 45" prodotto da Lotta Continua e intitolato "L'Internazionale proletaria – Siamo tutti terroni, facciamo emigrare i padroni!" Testo trovato su Il Deposito, probabilmente tratto dal volume "Canti dell'emigrazione", a cura di M. L. Straniero e A. V. Savona, Garzanti, 1976."

La versione differisce da quella originale di Alberto D'Amico per i contenuti -logicamente- maggiormente aderenti alle visioni e all'attività di Lotta Continua: si vedano in particolare le ultime due strofe (l'ultima è un'aggiunta del tutto autonoma).
SARETE VOI PADRONI AD EMIGRARE
(continua)
inviata da BB + CCG/AWS Staff 23/9/2019 - 21:37
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Quando l'alber comincia a fiorire

anonimo
[fine 800 / inizio 900]
Da La Musica dell'Altra Italia, oggi non più consultabile se non attraverso la WayBack Machine...

Canzone popolare di origine trentina su quel tema dell'emigrazione, dell'abbandono e dell'amore perduto che si ritrova in molte altre canzoni regionali.
Il testo si trova nel volume "Canti dell'emigrazione", a cura di M. L. Straniero e A. V. Savona, Garzanti, 1976
Il brano era anche compreso in un disco curato da Savona stesso alcuni anni prima, nel 1970, intitolato "Le canzoni degli emigranti", pubblicato dalla I Dischi dello Zodiaco, con l'interpretazione di Antonio, Giorgio e Daniela. La voce solista in questo brano sarebbe quella di Daniela Fava, ma ignoro se si tratti proprio della famosa doppiatrice, classe 1954...
Quando l’alber comincia a fiorire
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/9/2019 - 19:53

Il 24 maggio l'è un giorno disgraziato

anonimo
Un “controcanto” per una memoria diversa.

Alle note retoriche della Leggenda del Piave di E.A.Mario, cantata nei teatri a fine guerra, dove il fiume “mormorava calmo e placido al passaggio / dei nostri fanti il 24 maggio...” fa da contraltare un canto inedito di soldati meridionali, mai raccolto nei canzonieri patriottici.

Dalla ricerca di Emilio Jona e Michele Straniero, compiuta nell'estate del 1962 al Sud (Calabria, Puglia, Sicilia), proviene un eccezionale documento cantato da un reduce, Domenico Scaramuzzina, manovale di Cosenza, classe 1896, che aveva combattuto sul Carso, poi vissuto la prigionia e l'incubo della fame, portando a casa la pelle e un bagaglio incredibile di memorie e di “controcanti” costruiti con singolare estro rapsodico. Così, ad apertura di microfono, senza esitazione, introduce e commenta la sua chanson de geste che ripercorre le vicende belliche da quel disgraziato... (continua)
E il 24 maggio
(continua)
24/5/2019 - 16:14
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Siam prigionieri

anonimo
"Canto militare nato in prigionia fra militari trentini e giuliani che, costetti ad arruolarsi e a combattere nelle file dell'esercito austriaco, furono inviati sul fronte orientale, catturati dai russi in Galizia (a nord dei Carpazi) e inviati in Siberia". [da Canti della Grande guerra, di SavonaStraniero, 1981: 614-615].

"Il canto, nel Trentino, è famoso per molte ragioni. Dalla generazione dei padri è stato trasmesso a quella dei figli che in Russia tornarono a combattere e s'identificò talmente con la seconda situazione che finì per ignorarne le ragioni" [da Storie da quattro soldi: canzonieri popolari trentini, di Quinto Antonelli 1988: 351].
SIAM PRIGIONIERI
(continua)
inviata da B.B. 2/11/2018 - 21:12
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Donna stuprata

2017
Nuovo Cantacronache Volume Uno (Materiali Musicali/Irma Group)

Nato nel 1957 a Torino con lo scopo di valorizzare il mondo della canzone popolare attraverso l’impegno sociale, il Cantacronache ha raccontato l’Italia del dopoguerra, attraverso le voci di Fausto Amodei, Michele Straniero, Sergio Liberovici, Emilio Jona, Margot Galante Garrone, con uno spirito critico ed anticonformista, consegnando alla memoria collettiva fatti e momenti della storia sociale e politica, ed avvalendosi della collaborazione di scrittori come Italo Calvino, Mario Pogliotti, Franco Fortini, Umberto Eco e Gianni Rodari. A distanza di sessant’anni, e con la supervisione dell’indomita Margot Galante Garrone, il Cantacronache torna in vita, grazie alla collaborazione nata tra il comitato editoriale de “Il Cenacolo di Ares”, Materiali Musicali e Irma Records, per un progetto che vedrà succedersi ben cinque album... (continua)
O donna stuprata, raddrizza la testa
(continua)
inviata da Dq82 25/9/2018 - 15:11
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Solcare il mare

2017
Nuovo Cantacronache Volume Uno (Materiali Musicali/Irma Group)

Nato nel 1957 a Torino con lo scopo di valorizzare il mondo della canzone popolare attraverso l’impegno sociale, il Cantacronache ha raccontato l’Italia del dopoguerra, attraverso le voci di Fausto Amodei, Michele Straniero, Sergio Liberovici, Emilio Jona, Margot Galante Garrone, con uno spirito critico ed anticonformista, consegnando alla memoria collettiva fatti e momenti della storia sociale e politica, ed avvalendosi della collaborazione di scrittori come Italo Calvino, Mario Pogliotti, Franco Fortini, Umberto Eco e Gianni Rodari. A distanza di sessant’anni, e con la supervisione dell’indomita Margot Galante Garrone, il Cantacronache torna in vita, grazie alla collaborazione nata tra il comitato editoriale de “Il Cenacolo di Ares”, Materiali Musicali e Irma Records, per un progetto che vedrà succedersi ben cinque album... (continua)
Vorrei solcare il mare
(continua)
inviata da Dq82 25/9/2018 - 15:05
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Ciappa la rocca e 'l fus

anonimo
Di origine brianzola, questa canzone sull'emigrazione è diffusissima in tutta la Lombardia e cantata ancora oggi. Specie la prima strofa entra spesso a far parte dei vari "risotti” d'osteria. Questa versione di due strofe è riportata in “Canti dell'emigrazione” (1976), curato da Anton Virgilio Savona e Michele L. Straniero.
Il problema dell'emigrazione verso un paese tanto lontano e ignoto come la California è qui affrontato scherzosamente, ma la seconda strofa indica chiaramente che i contadini pensavano sl all'emigrazione come ad una necessità, ma la consideravano un episodio temporaneo: - tornarèmm con rocca e fusa, cioè torneremo a casa, alla nostra vita di sempre. E questo un motivo comune a molti canti di emigrati di tutte le regioni italiane. Sappiamo purtroppo che per molti non fu cosí: quello che trovarono nei paesi d'oltre Oceano fu spesso solo un lavoro appena sufficiente a sopravvivere.... (continua)
Ciappa la rocca e 'l fus
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 5/6/2018 - 10:57
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Ya se fue el verano (El tururururú)

anonimo
Nel video da YouTube sopravvissuto a cantare è evidentemente una voce femminile, non quella di Rolando Alarcón.
Si tratta della nostra compianta Margot, da “Canti della resistenza spagnola”, 1968, (con Michele L. Straniero e Fausto Amodei), un disco che derivava da un volume del 1962, curato da Sergio Liberovici e dallo stesso Michele L. Straniero e intitolato "Canti della nuova resistenza spagnola. 1939-1961".
B.B. 12/9/2017 - 19:52
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Alep Syriacon Valley

2017
Nuovo Cantacronache Volume Uno (Materiali Musicali/Irma Group)

Nato nel 1957 a Torino con lo scopo di valorizzare il mondo della canzone popolare attraverso l’impegno sociale, il Cantacronache ha raccontato l’Italia del dopoguerra, attraverso le voci di Fausto Amodei, Michele Straniero, Sergio Liberovici, Emilio Jona, Margot Galante Garrone, con uno spirito critico ed anticonformista, consegnando alla memoria collettiva fatti e momenti della storia sociale e politica, ed avvalendosi della collaborazione di scrittori come Italo Calvino, Mario Pogliotti, Franco Fortini, Umberto Eco e Gianni Rodari. A distanza di sessant’anni, e con la supervisione dell’indomita Margot Galante Garrone, il Cantacronache torna in vita, grazie alla collaborazione nata tra il comitato editoriale de “Il Cenacolo di Ares”, Materiali Musicali e Irma Records, per un progetto che vedrà succedersi ben cinque album... (continua)
Per il sole l’uomo è uguale
(continua)
inviata da dq82 23/3/2017 - 19:47
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Evviva la Maria Goia!

anonimo
[1908 o 1912/13, a seconda delle fonti]
Fonte: “Canti satirici anticlericali” a cura di Leoncarlo Settimelli e Laura Falavolti, Giulio Savelli editore, Roma, 1975.
Interpretata da Michele Straniero, accompagnato da Paolo Ciarchi ed il coro dello spettacolo “L'opposizione” (?), nella raccolta “Avanti popolo alla riscossa - Antologia della canzone socialista in Italia”, I Dischi del Sole, 1968.

Avanti popolo alla riscossa

Canzone a sfondo anticlericale ma dedicata ad una figura oggi dimenticata eppure fondamentale, quella di Maria Goia (1878-1924) di Cervia, in Romagna, figlia di un lavoratore di salina e di una lavandaia, che giovanissima divenne militante e poi dirigente del Partito Socialista.
Maria Goia non è nota per il suo anticlericalismo ma perchè fu femminista, pacifista e antifascista, e per questo fu perseguitata a lungo, prima, durante e dopo la Grande Guerra.

“La rottura... (continua)
Vogliamo l'uguaglianza
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/3/2017 - 22:26
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E se i tedeschi

anonimo
Sull'aria di "Là sul Cervino"
Testo riportato in "Canti della Resistenza italiana", a cura di Savona A. Virgilio e Straniero Michele L., Milano, Rizzoli, 1985.
(fonte delle informazioni: Il Deposito)
Sull'aria di "Vinassa vinassa" canzone della prima Guerra mondiale

(B.B.)
E se i tedeschi ne ciapa di giorno,
(continua)
inviata da dq82 14/10/2016 - 10:39
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Der kleine Trompeter

anonimo
1925

Am 13. März 1925 kam Ernst Thälmann zu einer Wahlkundgebung nach Halle. Ein Polizeikommando hinderte ihn, zu den 8000 Versammelten zu sprechen. Polizisten feuerten in die Menschenmenge. Unter den 9 Toten befand sich der 27jährige Fritz Weineck aus dem Spielmannszug des Roten Frontkämpferbundes. Als die Opfer des Polizieüberfalls zu Grabe getragen wurden, folgten Zehntausende ihren Särgen. Alle grösseren Halleschen Betrieb standen still.
Testo trovato su kommunisten.ch


wikipedia

1966

A cura di Michele Straniero
Von all meinen Kameraden
(continua)
inviata da dq82 16/9/2016 - 14:47
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Büxensteinlied (Im Januar um Mitternacht)

anonimo
Gennaio 1919
Canzone della lega spartachista
Das “Büxensteinlied” entstand in den Januarkämpfen 1919 im Berliner Zeitungsviertel. Die Arbeiter verteidigten die Druckerei Büxenstein gegen die Truppen des SPD-Wehrministers Gustav Noske. Auf dessen eigenen Worte bei der Niederschlagung der Arbeiter (“Einer muss der Bluthund sein”) spielt die 3. Strophe an. Die Verse stammen vom Schlosser Richard Schulz, später Redakteur der “Roten Fahne”. Nach Weise eines nationalistischen Soldatenlieds von 1915 (“Argonnerwald, um Mitternacht”).
Testo trovato su kommunisten.ch


1966

A cura di Michele Straniero

testo di Schlosser Richard Schulz, poi direttore della "Bandiera Rossa".
Musica da "Argonnerwaldlied" inno nazionalista della I guerra mondiale (1915) poi ripresa anche dal regime nazista
Im Januar um Mitternacht
(continua)
inviata da dq82 16/9/2016 - 14:33
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E con la cicca in bocca

anonimo
[primi del 900]
Canzone milanese riportata in “La mia morosa cara. Canzoni popolari milanesi e lombarde”, a cura di Nanni Svampa, 1977 (ultima riedizione 2007)
Nel repertorio dello stesso Svampa, in particolare nel volume 3 (“La mala e l’osteria”, 1970) della “Milanese – Antologia della canzone lombarda”.

La mala a Milano si chiamava anche “ligera” o “lingera”, che sarebbe l'equivalente di “miseria”, secondo Arturo Frizzi che cosi l'ha definita nel suo Dizionario del Gergo dei Girovaghi (in “Il ciarlatano”, Mantova 1902). Il Frizzi era nato a Mantova nel 1864 e si definiva "ciarlatano e fierante con mercerie”. Persona estrosa (che dovrà poi diventare socialista militante e compilare parecchi canzonieri politici), il Frizzi scrisse le sue memorie (Il ciarlatano) nel 1902 insieme con un burlesco Passaporto della Leggera di cui riportiamo l’introduzione: “Passaporto della Leggera, rilasciato... (continua)
E con la cicca in bocca
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/8/2016 - 09:43

La monacella

anonimo
Canzone popolare di impianto ottocentesco, ma che affonda le origini in epoca anche di molto precedente.
Testo trovato sull’Archivio delle tradizioni popolari della Maremma grossetana, con il seguente commento:

“La storia della monaca per forza, costretta a vivere in convento dopo aver provato una delusione d'amore. È un canto diffuso in gran parte dell'Italia centrale e settentrionale ed è noto in molte zone della Maremma. […] Una versione assai simile a quella che segue (soprattutto nelle prime strofe) è pubblicata nel libro di Marcello Conati: Canti popolari della Val d'Enza e della Val Cedra edito a Parma nel 1976, pag.193. Fra le annotazioni di Conati si legge che ‘il nucleo tematico ha origini sette e anche seicentesche risalendo ai tempi in cui, in aree di piccoli proprietari terrieri e fittavoli, la necessità di mantenere integra la scarsa proprietà onde trasmetterla i primogeniti... (continua)
Era figlia d'un gran signore, la monacella
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/1/2016 - 09:49

La Madonna della FIAT (Profezia del riflusso)

[1960]
Parole di Michele L. Straniero
Musica di Fausto Amodei
Arrangiamento di Anton Virgilio Savona
E’ la canzone che dà il titolo all’album.
Purtroppo non credo che il testo sia completo, ma non mi è riuscito di trovare un video o un mp3 per poterlo sistemare all’ascolto…

Nel 1960 la direzione della FIAT promosse il primo pellegrinaggio dei suoi lavoratori a Lourdes. All’epoca l’azienda ancora scandiva il tempo dei torinesi, quello lavorativo come pure quello libero… Poi, per celebrare l’evento, offrì il denaro, il bronzo e il lavoro per installare una statua della Madonna - che chiamarono " Madonna dei lavoratori" - in un punto strategico della collina torinese, sulla piazzetta davanti al Monte dei Cappuccini. Al fianco della statua, un pezzo della cancellata che custodiva l’ingresso alla grotta delle apparizioni, donata dal vescovo di Lourdes…

Quei soliti provocatori del Cantacronache... (continua)
E se non vi basta la paga, operai,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/11/2015 - 15:11

Siamo di guardia sul Montoso

anonimo
In “Canti della Resistenza italiana”, a cura di Anton Virgilio Savona e Michele Luciano Straniero, Biblioteca Universale Rizzoli, 1985.
Canto diffuso tra le Brigate Garibaldi, in particolare la 4ª “Cuneo”, operante dalla Valle Po fino alle Langhe, nel cuneese, e la 105ª “Carlo Pisacane” attiva in Val Luserna (Pellice), nel torinese. Non per niente la segnalazione di questo canto mi arriva dall’amico Pino Costa di Luserna San Giovanni, maestro forgiatore e costruttore di beidane valdesi che abbiamo già incontrato su queste pagine.



Montoso, nel Comune di Bagnolo Piemonte, a 1.250 metri sullo spartiacque tra le valli Po e Pellice, è oggi un esempio di speculazione edilizia dissennata e criminale dovuta alla vicinanza con gli impianti sciistici del Rucas (che credevo abbandonati da tempo e che invece pare che in parte vivacchino ancora, neve permettendo, non si sa come…).

“Ma dopo l’8 settembre... (continua)
Siamo di guardia sul Montoso
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/12/2014 - 10:57

Era una notte nera (Passa la ronda dei Garibaldini)

anonimo
In “Canti della Resistenza italiana”, a cura di Anton Virgilio Savona e Michele Luciano Straniero, Biblioteca Universale Rizzoli, 1985.
In realtà il brano è mutuato, quasi pari pari, da “Passa la ronda”, un canto degli Alpini risalente alla Grande Guerra: “Passa la ronda dei veci alpin: e la risponde ‘fiaschi de vin!’
Nella versione resistenziale divenne l’inno di qualcuna delle molte Brigate Garibaldi, in particolare la 105ª "Carlo Pisacane" attiva in Val Pellice (TO). Non per niente la segnalazione di questo canto mi arriva dall’amico Pino Costa di Luserna San Giovanni, maestro forgiatore e costruttore di beidane valdesi che abbiamo già incontrato su queste pagine.
Passa la ronda dei garibaldin
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/12/2014 - 09:58

Bounaneuit 1945

Canto delle formazioni “Giustizia e Libertà” (collegate al Partito d'Azione) della Val Pellice (TO), dedicato alla memoria del partigiano Riccardo Gatto. La 5a divisione alpina GL “Sergio Toja” (partigiano caduto in azione a Bibiana il 24 gennaio 1944) operava tra le valli Pellice, Germanasca e Angrogna e nel Pinerolese. Tra i comandanti, Riccardo Vanzetti (“Renato”, milanese, ingegnere e tenente in aeronautica) e Paolo Favout (“Paoluccio”, di Bricherasio, caporal maggiore di fanteria).
ADDIO RICCARDO
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 27/12/2014 - 15:22

Inno delle donne

anonimo
[1944]
In “Canti della Resistenza italiana”, a cura di Anton Virgilio Savona e Michele Luciano Straniero, 1985.
Testo trovato su “Il Canzoniere Ribelle dell’Emilia Romagna”
Brano di autrice anonima, da cantarsi sull’aria dell’“Inno di Garibaldi” (di Luigi Mercantini, 1858), raccolto nel ravennate nel corso degli anni 60 da un gruppo di studenti e lavoratori di cui facevano parte Janna Carioli e Gianfranco Ginestri. Proprio loro, nel 1967, pubblicarono “Il Canzoniere Ribelle dell’Emilia Romagna”, frutto di un paio di anni di raccolta e catalogazione di canzoni popolari. Lo firmarono inizialmente come “Gruppo Free” ma poco dopo si costituirono stabilmente come “Canzoniere delle Lame”.

«Il Canzoniere delle Lame era un gruppo musicale che dal 1967 al 1982 ha fatto più di mille
concerti girando in lungo e in largo per l'Italia e mezzo mondo, cantando canzoni popolari e di
“protesta”. Se... (continua)
O donne d’Italia, o madri e ragazze
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 10/1/2014 - 08:48

Inno della Banda Patrioti della Maiella

anonimo
[1944]
In «Canti della Resistenza italiana», a cura di Anton Virgilio Savona e Michele L. Straniero, 1985.

C’è una ridondante iconografia resistenziale che ci mostra sempre i partigiani su vette immacolate farsi largo tra metri di neve, il freddo ed il gelo come compagni, le dita intirizzite sul freddo metallo dell’arma... Sembra di sentirli cantare quei partigiani, per farsi forza e coraggio, col fiato che si condensa subito nell’aria gelida, e cantano con accenti che vanno dal piemontese, al lombardo, al veneto, tutt’al più di un qualche dialetto tosco-emiliano... Insomma, la Resistenza, la lotta contro i nazifascisti è stata al nord, al centro-sud c’erano gli americani, il sole, il mare (spaghetti & mandolino) e i soliti meridionali buoni a nulla...
L’è mica ver!
Vogliamo parlare delle «Quattro giornate di Napoli»?
Vogliamo parlare della misconosciuta «battaglia del Bosco Martese»... (continua)
Siam gli eroi della riscossa,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 3/1/2014 - 23:45
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Inno della Libertà

anonimo
[Fine 800]
Parole di anonimo operaio del bresciano.
A trascriverle nel 1893 fu Camillo Prampolini (1859-1930), tra i fondatori nel 1892 del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, antimilitarista e anticolonialista.
Da cantarsi sull’aria della canzone napoletana “Funiculì Funiculà” (musica di Luigi Denza, 1880)
Interpretata da Michele L. Straniero, ma ignoro da quale disco provenga l’incisione.

Che fosse questo l’inno originario del Partito Socialista Italiano? Intendo dire, non quello che noi abbiamo avuto la sfortuna di conoscere ma quello che combattè accanto ai Fasci siciliani contro la corruzione, l’autoritarismo e la violenza del governo protofascista di Francesco Crispi e che da questi fu sciolto nel 1894…
Le plebi sotto il giogo del borghese
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/1/2014 - 15:37
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Noi vogliamo l'eguaglianza

anonimo
[Anni 60 e 70]
Strofe raccolte nel vercellese da Cesare Bermani e Franco Coggiola che poi le montarono nel 1979.
Nel repertorio di cori della mondine, come quello di Trino e della Cooperativa dei Cappuccini di Vercelli.
Nei dischi “Sentite buona gente" delle mondine di Trino Vercellese e “Folk Festival 1”, registrazione del 1° Folk Festival di Torino (settembre 1965), organizzato da Franco Coggiola e Michele Straniero, poi pubblicata da I Dischi del Sole nel 1966.
Testo trovato sul sito dell’Union des Amis Chanteurs
Noi vogliamo l'eguaglianza
(continua)
inviata da Bernart 2/12/2013 - 09:31
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Portiamo l'Italia nel cuore (Che importa se ci chiaman banditi?)‎

‎‎[1944]‎
Testo di Silvio Ortona e Nino Banchieri, partigiani della Seconda Brigata d'assalto Garibaldi ‎‎"Ermanno Angiono (Pensiero)", operante nel Biellese. In “Canti della Resistenza Europea 1933-‎‎1963”, a cura di Sergio Liberovici e ‎‎Michele L. Straniero‎
Sulla melodia dell’Inno a Oberdan‎
Nel disco del Cantacronache intitolato “Canti di protesta del popolo italiano / Canti della Resistenza ‎‎(Cantacronache 4)”‎

La storia della canzone in Ero ‎diverso: ufficiale ed ebreo - Come nacque “Che importa se ci chiaman banditi”, di Silvio Ortona.‎

‎Seconda Brigata d'assalto Garibaldi "Ermanno Angiono (Pensiero)"‎

‎“Nel gennaio del '44 eravamo al Bocchetta [sic] Sessera e veniamo in possesso - per la prima volta ‎nella nostra vita - della dinamite. Ce n'era tanta così. Credevamo che fosse una cosa molto potente. ‎Allora siamo partiti in cinque su di una macchina per andare a danneggiare... (continua)
Portiamo l'Italia nel cuore,
(continua)
inviata da Bernart 30/10/2013 - 16:19
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Ohi partigian, non pianger più

‎[1944]‎
Canzone d’ispirazione “dantesca” composta da Beppe Milano, comandante delle brigate partigiane ‎autonome operanti nelle valli cuneesi Ellero e Pesio, caduto in azione il 31 dicembre del 1944. In ‎seguito la brigata partigiana operante al Pian della Tura in Valle Ellero passò a chiamarsi brigata ‎‎“Beppe Milano”:‎
Da “Canti della Resistenza italiana”, a cura di A. Virgilio Savona e Michele L. ‎Straniero, Rizzoli, 1985.‎

Questo testo, dotato di una letteraria spiritosità, è molto probabilmente dovuto a Beppe Milano, comandante del distaccamento Tura, morto il 31 dicembre 1944. Era diffuso tra i partigiani che operavano in Val Pesio (CN) e la musica è ispirata ad una cantilena popolaresca.
Da :Imparare con la storia

Canto l'armi pietose e il capitano
(continua)
inviata da Bernart 25/10/2013 - 12:05
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Ai preât la biele stele

E' una canzone di autore anonimo risalente alla Grande Guerra. Luigi Pigarelli non è l'autore.
Testo originale e traduzione si trovano in ‎“Canti ‎della Grande Guerra”, due volumi a cura di A. Virgilio Savona e Michele L. ‎Straniero, Garzanti, 1981.‎
Bernart 25/10/2013 - 10:40
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Macchinista

anonimo
Strofe di autore anonimo che risalirebbero addirittura al 1896.‎
Testo trovato su “Canti della Grande Guerra”, due volumi a cura di A. Virgilio Savona e ‎‎Michele L. Straniero, Garzanti, 1981.‎
O MACCHINISTA, FORZA IL DIRETTO
(continua)
inviata da Bernart 25/10/2013 - 10:26

Stornelli in grigioverde

anonimo
‎[1916]‎
Cantata sull’“Aria di Bombacé”, ossia Il general Cadorna.‎
Da “Canti della Grande Guerra”, due volumi a cura di A. Virgilio Savona e ‎‎Michele L. Straniero, Garzanti, 1981.‎



Ho messo tra parentesi e in corsivo l’ultima strofa perché mi pare – anche solo per la mancanza di ‎rima – che sia estranea rispetto al resto del brano…‎
A destra ‎dell'Isonzo
(continua)
inviata da Bernart 25/10/2013 - 10:11
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La giornata del soldato

anonimo
‎[1915-18]‎
Da “Canti della Grande Guerra”, due volumi a cura di A. Virgilio Savona e ‎‎Michele L. Straniero, Garzanti, 1981.‎


Alla mattina bonora, oilè
(continua)
inviata da Bernart 25/10/2013 - 09:36
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Il povero soldato

Su “Canti della Grande Guerra” (due volumi a cura di A. Virgilio Savona e ‎‎Michele L. Straniero, Garzanti, 1981) la canzone viene inclusa tra i canti di trincea ‎attribuiti ad autore anonimo.‎
le ultime due strofe sono alternative, la prima drammatica, la seconda “buonista”. E’ la prima, ‎presumibilmente, ad essere quella originale mentre la seconda potrebbe essere quella “edulcorata” ‎imposta dagli Stati Maggiori…‎
Bernart 25/10/2013 - 09:25
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Dove sei stato mio bel Alpino?‎

anonimo
‎[1915-16]‎
Da “Canti della Grande Guerra”, due volumi a cura di A. Virgilio Savona e ‎‎Michele L. Straniero, Garzanti, 1981.‎

Le strofe che ho indicate tra parentesi e in corsivo fanno parte della versione estesa del canto, che ‎però normalmente terminava con “ma i tuoi colori ritorneranno questa sera a far l'amor”…‎
La Celestina in camicetta,
(continua)
inviata da Bernart 25/10/2013 - 09:15

Sorgi Piemonte, è l'ora!‎

‎[1945]‎
Testo trovato su Il Deposito
In “Canti della resistenza italiana”, a cura di Anton Virgilio Savona e Michele ‎Luciano Straniero, 1985‎

‎“Quest'inno, scritto verso la metà dell'anno 1945 a Torino da Franco Antonicelli e musicato da ‎Sandro Fuga [1906-1994, pianista e compositore] e Giorgio Federico Ghedini [1892-1965, ‎compositore e didatta], molto probabilmente al tempo dello sciopero generale [18 aprile 1945], ‎conobbe subito una certa notorietà e fu trasmesso, nei primi periodi della Liberazione, anche dalla ‎radio.” (in “Canti politici italiani. 1793-1945”, a cura di Lamberto Mercuri e Carlo Tuzzi, 1961)‎
Terra di partigiani,‎
(continua)
inviata da Dead End 31/7/2012 - 13:49
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Dongo

anonimo
[1945]
Interpretazione di Fausto Amodei
Album: Michele L. Straniero, Sergio Liberovici (Cantacronache)
Canti della resistenza europea, 1933-1963

Raccolto in provincia di Como e pubblicato da Michele Luciano Straniero e Anton Virgilio Savona, Canti della resistenza italiana, Rizzoli, Milano, 1985. Il presente testo è stato desunto dal Deposito, ma corretto in base alla versione cantata. In particolare, le diciture "colora stanzetta" e "terribilim mortal", assolutamente prive di senso, sono state restituite alla lezione originale di "colona stanzetta" (= stanzetta rustica, contadina) e "tremendo mortale".

La vicenda della fucilazione del dittatore che aveva imperato per oltre un ventennio sull'Italia non poteva, in un'epoca assolutamente regredita per quanto riguarda le comunicazioni come l'Italia del 1945, che trasmigrare immediatamente in una composizione popolare; e della composizione... (continua)
Del fu Duce i giornali han narrato
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 6/12/2011 - 01:40
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Declaración

[1963]
Testo di Julián Grimau García
Musica di Sergio Liberovici
Trovata su “Cantacronache – Un’avventura politico musicale degli anni 50”, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL Scriptorium 1995.



Su Julián Grimau, dirigente comunista assassinato dal regime franchista nel 1963, si vedano anche Canción de Grimau, ¿Qué dirá el Santo Padre?, Franco la Muerte e Canto per noi, quest’ultima ancora del Cantacronache.

“Julián Grimau, dirigente comunista detenido en Madrid, había sido tan salvajemente torturado que para disimularlo la policía le había arrojado por una ventana de la Dirección General de Seguridad. Grimau había sobrevivido y un tribunal militar la había condenado a muerte”.
(Juan-Ramón Capella, “Sin Ítaca. Memorias 1940-1975”, Editorial Trotta, Madrid, 2011)

“Julián si risvegliò (così mi ha scritto in seguito) in una clinica militare presso Madrid da cui, per ragioni... (continua)
Yo declaro
(continua)
inviata da Bartleby 4/8/2011 - 09:08
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Ignoranti senza scuole

“Canzone scritta dal sindacalista vercellese Pietro Besate, nel 1951 in occasione di un congresso di “Noi donne”, settimanale femminile del Pci, basata su di una melodia dello stesso Besate, che sapeva un po’ di musica e suonava il clarinetto e il sassofono contralto in bande di paese e poi in orchestrine da ballo”.

vocidimezzo.it

*

Canzone facente parte del repertorio del coro di mondine della Cooperativa dei Cappuccini di Vercelli, che la eseguì nel settembre del 1965 al 1° Folk Festival di Torino, organizzato da Franco Coggiola e Michele Straniero. La registrazione di quell’evento fu poi pubblicata da I Dischi del Sole nel 1966.
Ignoranti, senza scuole,
(continua)
inviata da DonQuijote82 30/7/2011 - 19:27

Storia di Capodanno

[1958]
Testo di Michele L. Straniero
Musica di Sergio Liberovici
Da “Cantacronache. Un’avventura politico-musicale degli anni cinquanta”, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL-Scriptorium 1995.

Fine 1957, notte di Capodanno. Angelo Favrello, un bimbo di quattro mesi, morì di freddo e di denutrizione in una “casa minima” di Orbassano. Il padre Francesco, immigrato dal Veneto, era disoccupato da mesi e la famiglia – la moglie Carla, il piccolo Angelo ed altri due bimbetti – era stata sfrattata in pieno inverno da un alloggio di via Passo Buole perché non pagava più l’affitto. Ad Orbassano i Favrello si erano sistemati in un freddo tugurio con una piccola stufa a legna, ma la legna spesso non potevano nemmeno permettersela, così come il cibo… (fonte: Archivio de La Stampa, La Nuova Stampa di mercoledì 1 gennaio 1958)

Straniero e Liberovici sul tristissimo episodio scrissero di getto questa canzone, destando grande fastidio nell’amministrazione dell’allora sindaco democristiano Amedeo Peyron.
Schioccano i tappi dello spumante
(continua)
inviata da Bartleby 29/7/2011 - 13:25

Mottetto n.1

[composta tra il 1958 e il 1962]
Parole di Michele L. Straniero
Musica di Sergio Liberovici
Testo trovato su “Cantacronache – Un’avventura politico musicale degli anni 50”, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL Scriptorium 1995.
Meglio vivere un sol giorno da leone
(continua)
inviata da Bartleby 27/6/2011 - 11:36

Canzone lieta

[composta tra il 1958 e il 1962]
Parole di Emilio Jona
Musica di E. Tretti
Testo trovato su “Cantacronache – Un’avventura politico musicale degli anni 50”, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL Scriptorium 1995.

Contrappunto a Canzone triste.
Voi mi chiedete una lieta canzone
(continua)
inviata da Bartleby 27/6/2011 - 11:13
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Canzone dei fiori e del silenzio

[1958]
Parole di Emilio Jona
Musica di Sergio Liberovici
Testo trovato su “Cantacronache – Un’avventura politico musicale degli anni 50”, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL Scriptorium 1995.
Interpretata da Margot nell’album “Canti per noi” del 1964.

Canzone manifesto del Cantacronache…
Ci dicono cantate
(continua)
inviata da Bartleby 27/6/2011 - 10:53

Inno nazionale

[composta tra il 1958 e il 1962]
Parole di Franco Fortini
Musica di Sergio Liberovici
Testo trovato su “Cantacronache – Un’avventura politico musicale degli anni 50”, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL Scriptorium 1995.
Fratelli d’Italia,
(continua)
inviata da Bartleby 27/6/2011 - 10:40

Teddy-boy

[composta tra il 1958 e il 1962]
Parole di Giorgio De Maria
Musica di Sergio Liberovici
Non credo che sia mai stata incisa.
Testo trovato su “Cantacronache – Un’avventura politico musicale degli anni 50”, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL Scriptorium 1995.

Cantacronache

Si vedano anche I Teddy Boys e E poi poi poi ci chiamavano teddy boys
Camminavano a braccetto lenti lenti,
(continua)
inviata da Bartleby 27/6/2011 - 10:29
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Il censore

[1966?]
Parole e musica di Fausto Amodei
Testo trovato su “Cantacronache – Un’avventura politico musicale degli anni 50”, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL Scriptorium 1995.



Ho più di un dubbio sull’anno di composizione di questa canzone.
Infatti parrebbe che sia stata pubblicata per la prima volta nel disco di Amodei “Le canzoni di Fausto Amodei 1” ma sul libro del Cantacronache viene associata ad un episodio risalente al 1966. Infine, i dischi del Cantacronache furono ripubblicati nel 1971 e questo brano potrebbe essere stato aggiunto per l’occasione…

Comunque… “Il censore” si riferirebbe allo “scandalo” suscitato dai risultati di un’inchiesta sulla sessualità tra i giovani pubblicati da “La Zanzara”, giornale del Liceo Parini di Milano. Nel febbraio del 1966, i tre redattori del giornale studentesco, Marco De Poli, Claudia Beltramo Ceppi e Marco Sassano, pubblicarono... (continua)
Non so dirvi se sia nato sotto un cavolo
(continua)
inviata da Bartleby 27/6/2011 - 10:01
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La canzone della classe dirigente

[composta tra il 1958 e il 1962]
Parole e musica di Fausto Amodei
Poi nell’album di Amodei “L’ultima crociata”, pubblicato nel 1974.
Testo trovato su “Cantacronache – Un’avventura politico musicale degli anni 50”, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL Scriptorium 1995.
Noi, preti e cardinali,
(continua)
inviata da Bartleby 27/6/2011 - 09:11

L'assassinio di Giacomo Matteotti

anonimo
(1924)

Savona A. Virgilio, Straniero Michele L., Canti della Resistenza italiana, Milano, Rizzoli, 1985

Sull'aria della "Leggenda del Piave"

www.ildeposito.org
Dopo due anni fatti dai sicari al parlamento
(continua)
inviata da DonQuijote82 13/5/2011 - 11:03

Non ti ricordi quel 25 maggio

anonimo
Anton Virgilio Savona, Michele Luciano Straniero, Canti della Resistenza italiana, Milano, Rizzoli, 1985

Sull'aria di "Monte Canino".

Il 18 aprile 1944 il governo della Repubblica Sociale offrì l'esenzione dalla pena di morte per i partigiani che si fossero consegnati volontariamente entro il 25 maggio.

www.ildeposito.org
Non ti ricordi quel 25 maggio,
(continua)
inviata da DonQuijote82 13/5/2011 - 11:00

È l'alba cupa del dieci aprile

anonimo
Anton Virgilio Savona, Michele Luciano Straniero., Canti della Resistenza italiana, Milano, Rizzoli, 1985

Sull'aria di "Monte Canino", racconta un episodio della Resistenza.

ildeposito.org
«Racconta un episodio della Resistenza...» mi sembra un po’ troppo sbrigativo, visto che il protagonista di questa canzone - citato per nome e cognome - ha dato, come tanti altri, la vita per liberare l’Italia dal nazifascismo...

Se invece vogliamo fare un po’ di Memoria (che non fa mai male), possiamo dire che Mario Allegretti era di Vignola, in provincia di Modena, dove era nato nel 1919. Aveva studiato e si era laureato in Legge. L’8 settembre del 1943 lo trovò a Parma, sottoufficiale nei carristi. Decise subito di combattere i tedeschi e contribuì alla costituzione dei gruppi partigiani di «Giustizia e Libertà» nei dintorni di Modena e Reggio.

Fu comandante di un gruppo chiamato «Italia Libera»... (continua)
È l'alba cupa del dieci aprile,
(continua)
inviata da DonQuijote82 13/5/2011 - 10:40
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Canzone triste

[1958]
Testo di Italo calvino
Musica di Sergio Liberovici
Interpretata da Margot

Nella raccolta “Cantacronache - Un'avventura politico-musicale degli anni cinquanta”, a cura di Emilio Jona e Michele Luciano Straniero, Torino, Crel, 1996.

Testo trovato su Il Deposito
Erano sposi. Lei s'alzava all'alba
(continua)
inviata da Bartleby 4/5/2011 - 12:01
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Brigata Caio

[1944]
Nota anche come "Brigata partigiana"
Canto della Brigata di Manovra Garibaldina "CAIO", Santo Stefano d'Aveto, autunno 1944

Dal disco "Canti della Resistenza" (I Dischi dello Zodiaco, 1972) del Gruppo Folk Italiano, a cura di Paolo Castagnino "Saetta" e introdotto da Arnoldo Foà,

In “Canti della Resistenza italiana”, a cura di Anton Virgilio Savona e Michele Luciano Straniero, Milano, Rizzoli, 1985.

A presentazione del testo del canto partigiano "Brigata Caio", riporto quanto scriveva nel 1974 il partigiano Paolo Castagnino "Saetta" :

Nelle formazioni partigiane si cantava spesso, nei momenti di tregua, tra un'azione e l'altra, tra un rastrellamento e l'altro. Durante l'inverno i distaccamenti si riunivano nei casoni presso il fuoco, con le armi vicine, nella buona stagione all'aperto e il canto si alzava lento e suggestivo nella notte, tra i castagni frondosi.

Cantavano i... (continua)
Mentre il popolo languiva
(continua)
inviata da Bartleby 4/5/2011 - 11:47

A chi chiama rispondiamo NO

Testo ripreso da il Deposito

Autori:Michele Luciano Straniero
Fausto Amodei

Cantata da Fausto Amodei e Michele Straniero agli inizi degli anni Sessanta, la versione francese è di Pardo Fornaciari, che la cantava a Parigi nelle estati del 1965 e 66
A chi chiama
(continua)
inviata da adriana 25/3/2008 - 18:27
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La zolfara

[1959]
Testo di Michele L. Straniero
Musica di Fausto Amodei

Album: Le canzoni della malavita 2

Riprendiamo il testo da Canti di lotta, dove però la canzone è indicata erroneamente come anonima.


Il disastro minerario di Gessolungo del 12 novembre 1881

Premessa
"Nel giorno 12 Novembre 1881 la città di Caltanissetta venne funestata da grave disastro.
Un disastro di gas, scoppiato alle ore del 6 del mattino nella miniera di Gessolungo, cagionava la morte a 66 degli operai addetti alla estrazione dello zolfo e più che 40 ne rendeva inagibili al lavoro.
Cento e più famiglie rimasero nel letto e nella miseria."
Queste le parole di inizio della "RELAZIONE del COMITATO DI SOCCORSO pe' danneggiati di GESSOLUNGO".
Gli zolfatai convivevano con la paura della morte, con la possibilità di non ritornare a casa la sera e gli infortuni erano "messi a conto".
Talvolta gli infortuni avevano conseguenze... (continua)
Otto sono i minatori
(continua)
inviata da Riccardo Venturi e Daniela k.d. 29/12/2007 - 23:54
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Il maschio di Volterra

anonimo
[ca. 1900]
Alcuni dei testi qui presentati sono stati raccolti originariamente da La musica dell'Altra Italia; altri sono raccolti dalla Rete e da Catanuto-Schirone.

Inserendo questa canzone diamo l'avvio ad un nuovo percorso, che comprenderà canzoni già presenti in raccolta ed altre ancora da inserire dedicate all' "universo-galera" in tutto il mondo. Un percorso logico e doveroso che si occuperà della più logica manifestazione della repressione del potere e del suo sistema: la galera. A chi obiettasse che questo tema sembra allontanarsi da quello principale del sito, rispondo che tale lontananza non sussiste nella realtà dei fatti (si pensi, ad esempio, all'istituzione dei carceri militari, agli imprigionamenti per renitenza alla leva, alla "cella di rigore", alla violenza militaresca all'interno delle carceri e a innumerevoli altre cose). Ma, più che altro, vogliamo con questo rappresentare... (continua)
Ah me ne stavo mesto a lavorare
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 3/4/2007 - 15:07
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Inno dell'Internazionale, o Inno della pace [Internazionale del lavoro; La Marsigliese dei lavoratori]

[1874/75]
Testo di Stanislao Alberici Giannini
Sull'aria della "Marsigliese".



Il canto interpretato da Michele Luciano Straniero.


" È uno fra i più famosi canti del primo anarchismo organizzato come movimento e risale al 1874. [1] L'autore, il dottor S[tanislao] Alberici Giannini, è fra i fondatori della Sezione Internazionalista di Massignano (Federazione Marchigiana) che si lega nel 1872 ai principi proclamati dal Fascio Operaio di Bologna in forte polemica con i mazziniani. L'Inno dell'Internazionale è pubblicato per la prima volta sul giornale 'L'Anarchia' di Firenze, n. 10 del 18 novembre 1877 [2] che fornisce alcune notizie di un certo interesse: 'Certi di fare un regalo gradito ai nostri lettori, e come memoria dell'indefesso propagatore dei principi Anarchici-Rivoluzionari, pubblichiamo oggi un Inno dell'Internazionale, che il non mai abbastanza compianto compagno nostro,... (continua)
Su leviamo alta la fronte
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 11/9/2006 - 14:15

Preghiera del Marine

Testo di Ivan Della Mea
Musica di Paolo Ciarchi
Testo contribuito da Claudio Cormio

La "Preghiera del Marine" porta la firma di Della Mea/Ciarchi (Paolo) ed era cantata in un disco della Linea Rossa (LR 45/6) da Michele L. Straniero accompagnato da Paolo Ciarchi (seconda voce e chitarra).

Claudio Cormio


Un'altra canzone il cui (introvabile) testo cercavamo da tempo (immemorabile). Piano piano tutti i tasselli vanno al loro posto. Un sito di memoria, le CCG, ma di memoria affidata a dei testi che spesso e volentieri siamo gli unici ad ospitare in tutta la rete. "Ospitare" significa "rimettere in circolazione". Significa sollevare il coperchio. Significa renderli nuovamente fruibili e accessibili. Significa tante altre cose che non stiamo neppure a dire. Dedico quindi questa canzone non solo a Claudio Cormio, che ce l'ha fatta pervenire, ma a tutte le decine di persone che, magari con... (continua)
Mio Dio ti sono assai grato
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 4/9/2006 - 21:56

Vent'anni

A vent'anni non vogliamo piangere
(continua)
inviata da Alessandro 11/8/2006 - 11:16
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Partigiani fratelli maggiori

Testo di Michele L. Straniero
Musica di Fausto Amodei

Nel repertorio anche del Gruppo Pane e Guerra.
Partigiani che adesso cantate,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 19/10/2005 - 15:04
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A fare il soldato

anonimo
Una canzone contro il servizio militare, risalente a circa il 1860.

Triste mestiere quello del soldato: il cibo è scarso, niente comodità, la paga è poca e cosa peggiore: dover lasciare l’innamorata a casa.

Questo canto è probabilmente un riadattamento militare, come spesso accadeva, di una precedente canzone popolare, della quale rimane il ritornello, efficace comunque nell’esprimere il ritorno del pensiero del giovane soldato ai bei ricordi.
Trovo il brano, interpretato da Fausto Amodei, Michele L. Straniero & Sandra Mantovani nel 7" intitolato "Il Povero Soldato, volume 2", edito nel 1963 dalla I Dischi del Sole.

C'è anche nel repertorio di Nanni Svampa.

(B.B.)
A fare il soldato che triste mestier
(continua)
inviata da Riccardo Venturi
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Canzone del popolo Algerino

Testo di Michele L. Straniero
Musica di Fausto Amodei

«La canzone successiva di Straniero, che ebbi il compito di mettere in musica, fu "La canzone del popolo algerino". Nella presentazione, che Straniero stesso ne fece, riproponendola in un disco pubblicato anni dopo, scriveva fra l’altro:
Per la mia generazione, la guerra d’Algeria ha avuto il valore che ebbe per i nostri padri la guerra di Spagna, e per i più giovani quella del Vietnam: ci fece scoprire l’oppressione e la tortura, ci diede la certezza morale e l’entusiasmo di essere dalla parte giusta, ci aiutò a capire la dinamica della storia, fu quella che si dice una "presa di coscienza" che ci aiutò a diventare adulti.

L’elemento del testo, che per me ebbe più importanza, e che tesaurizzai anche per le mie successive performances da cantautore, fu il fatto che, anziché risolversi in un’invettiva contro il colonialismo e contro... (continua)
Chi ti ha mandato, soldato,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi
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Ballata del soldato Adeodato

Testo di Michele L. Straniero
Musica di Sergio Liberovici

«La prima canzone vera e propria composta da Straniero e Liberovici, la quale si rifaceva con convinzione ad alcuni di quei modelli di canzone "seria" che contribuivano a costituire il Dna del gruppo (Brecht-Weill o Eisler, Georges Brassens, Tucholsky), fu "La ballata del soldato Adeodato", una fiaba antimilitarista, un apologo classico di un povero diavolo, capitato senza volerlo in un mondo di conformismi religiosi e di pseudo valori patriottici ed autoritari, con l’unica modesta ambizione di vedere le stelle, il quale, spedito al fronte, impara a sparare e finisce ucciso, senza poter vedere le stelle quell’ultima notte. Le strofe di Straniero anche in questo caso erano fitte di versi brevi in rima fra di loro. [...] Una particolarità era il ritornello che rinunciava deliberatamente ad una totale chiarezza di enunciati, per permettersi dei significati più nascosti ed allusivi.»
(Fausto Amodei, Per Michele Straniero, profeta della canzone popolare)
Era nato sfortunato, di famiglia contadina:
(continua)
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O Gorizia, tu sei maledetta

anonimo
[ca. 1916]

La battaglia di Gorizia (9-10 agosto 1916) costò, secondo dati ufficiali, la vita a 1.759 ufficiali e 50.000 soldati circa, di parte italiana; di parte austriaca a 862 ufficiali e 40.000 soldati circa.
Fu uno dei più pazzeschi massacri di una guerra tutta pazzesca.

"O Gorizia tu sei maledetta" è una canzone nella guerra, che da sempre fa parte della tradizione anarchica e antimilitarista.

Si dice che chi veniva sorpreso a cantare questa canzone durante la guerra era accusato di disfattismo e poteva essere fucilato.

La versione originale venne raccolta da Cesare Bermani, a Novara, da un testimone che affermò di averla ascoltata dai fanti che conquistarono Gorizia il 10 agosto 1916.


“Le strofe di questo canto sono spesso inestricabilmente connesse con quelle di Addio padre e madre addio, che a volte ricorrono del resto già in fogli volanti del tempo della guerra italo-turca.... (continua)
La mattina del cinque d'agosto
(continua)




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