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Autore Robert Plant

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Freedom Fries

(2005)
Album: Mighty ReArranger

Il titolo si riferisce al nuovo nome dato alle French Fries negli Stati Uniti quando la Francia ebbe l'idea di opporsi formalmente all'invasione dell'Iraq.
The father, son and the three wise men
(continua)
3/10/2020 - 15:20
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Another Tribe

(2005)
Mighty ReArranger
Another tribe.another brother
(continua)
3/10/2020 - 15:16
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Bones of Saints

(2017)
Scritta da Robert Plant, Justin Adams, John Baggott, Billy Fuller e Liam Tyson (The Sensational Space Shifters)

dal nuovo album "Carry Fire" pubblicato nell'ottobre 2017.


"And yet we know very well that if there were no armament factories, nothing would be happening,”
Robert Plant
They're loading up the ships
(continua)
7/11/2017 - 21:49
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Carving Up the World Again... a wall and not a fence

(2017)
Scritta da Robert Plant, Justin Adams, John Baggott, Billy Fuller e Liam Tyson (The Sensational Space Shifters)

dal nuovo album "Carry Fire" pubblicato nell'ottobre 2017.


"It's not a fence. It's a wall. We're going to build a wall. I could wait about a year and a half until we finish our negotiations with Mexico, which we'll start immediately after we get to office, but I don't want to wait."
(Donald Trump)

Il titolo di questa nuova canzone di Robert Plant, sempre in forma a quasi settant'anni, prende spunto da una dichiarazione di Trump ma non è diretta solo a #45, ma in generale ai Trump di tutto il mondo e di tutte le epoche, dediti a costruire muri. Plant ha dichiarato di vedere dei progressi in molti aspetti della società umana, ma sempre accompagnati da porte chiuse e da dolore.



A very quick glimpse at what we’ve had to do because we have no faith in mankind.... (continua)
The Russians, the Americans, the British and the French
(continua)
inviata da Lorenzo 7/11/2017 - 21:25
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Satan, Your Kingdom Must Come Down

anonimo
Un blues country gospel registrato per primo nel 1931 da Blind Joe Taggart, uno dei tanti cantori/musicisti di strada ciechi degli anni 20 e 30.
Ripreso in seguito dagli Uncle Tupelo e più recentemente da Robert Plant nel suo disco “Band of Joy”, reunion con la sua band originaria pre-Led Zeppelin.

Propongo questo brano per il percorso su “Il Diavolo” ma anche per quello su “La guerra del lavoro: emigrazione, immigrazione, sfruttamento, schiavitù” perché mi pare che negli anni della Grande Depressione, quando “Satan, your kingdom must come down” fu inciso, l’invocazione fosse diretta contro la disoccupazione, la miseria, la fame che attanagliavano la popolazione americana e mondiale, mentre i ricchi che avevano fatto soldi a palate speculando sulla Grande Guerra già si preparavano alla seconda…

E poi ritengo che questa semplice preghiera – come lo sono spesso blues, gospel e spiritual... (continua)
Satan, your kingdom must come down
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/7/2014 - 09:11




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