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Autore Gilberto Gil

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Divino, maravilhoso

[1968]
Scritta da Caetano Veloso e Gilberto Gil
Portata al successo da Gal Costa, nel suo album "Gal Costa" del 1969

Nei giorni scorsi Caetano Veloso ha condiviso su Spotify una lista di canzoni, sue e di altri. L'ha chiamata "Política" e l'obiettivo espresso è quello di opporsi a Bolsonaro, il presidente neoeletto, e ai fantasmi di sangue e di morte che si porta appresso... "Bisogna stare attenti, bisogna essere forti, non abbiamo tempo per aver paura della morte..."

"Naquela época convivia com todo o ambiente tropicalista. Só falávamos dos movimentos novos que surgiam no mundo. Gil ouvia Hendrix o dia inteiro. Janis Joplin não saia da minha cabeça. Aquele som, aquele rasgo de voz foi me tomando de uma forma que criou em mim uma necessidade de fazer alguma coisa diferente do que eu acreditava, de tudo o que já fizera e de como eu entendia a música até então. Eu era muito radical, gostava... (continua)
Atenção ao dobrar uma esquina
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 4/11/2018 - 20:17
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Aquele abraço

[1969]
Parole e musica di Gilberto Gil
Singolo pubblicato nel 1969, poi inserito nell'album "Gilberto Gil" dello stesso anno.

Una canzone epocale, composta da Gilberto Gil nella sua strada per l'esilio, dopo diverse settimane trascorse, insieme all'amico Caetano Veloso, in una prigione di Rio de Janeiro, arrestati dagli sgherri della dittatura che ha ammorbato il Brasile tra il 1964 ed il 1985 e alla quale si ispira Jair Messias Bolsonaro, colui che sembra avviato a diventare il nuovo presidente del gigante latinoamericano.

“Alcuni mesi dopo la mia liberazione, venni a Rio per trattare con l’esercito le condizioni per la mia partenza dal Brasile. Quando rientrai a Salvador, incontrai Mariah, madre di Gal Costa; è lì che ho avuto l’ispirazione per Aquele abraço. Potevo lasciare il Brasile, finalmente, e avevo il bisogno di dire bye bye, di sintetizzare il momento che stavo vivendo, e... (continua)
O Rio de Janeiro continua lindo
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 8/10/2018 - 20:48
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Queremos guerra

[1968]
Scritta da Jorge Ben e da lui interpretata insieme a Gilberto Gil e Caetano Veloso nel corso del IV Festival di musica popolare brasiliana
Nel secondo volume della raccolta “IV Festival da Música Popular Brasileira”, TV Record de São Paulo, 1968
Testo trovato su Caetano Veloso... en detalle
Guerra queremos guerra
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 10/7/2017 - 20:41
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Lamento sertanejo (Forró do Dominguinhos)

[1975]
Scritta da Gilberto Gil e José Domingos de Morais, in arte Dominguinhos (1941-2013), compositore, cantante e fisarmonicista del Pernambuco.
Nell’album di Gilberto Gil intitolato “Refazenda”
Por ser de lá
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/7/2015 - 10:18
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Miserere nóbis

‎[1968]‎
Scritta da Gilberto Gil e Capinan
Nell’album “Tropicalia, ou Panis et Circencis”, disco collettivo manifesto del “Tropicalismo”, con ‎‎Arnaldo Baptista, Caetano Veloso, ‎‎Nara Leão, Rita Lee, ‎‎Sérgio Dias, Tom Zé, ‎‎Torquato Neto, ‎‎Gal Costa, Gilberto Gil, Capinam e ‎‎Rogério Duprat (tutti i personaggi che, in ‎un modo o nell’altro, compaiono sulla mitica copertina del disco, che strizza l’occhio a “Sgt. ‎Pepper's Lonely Hearts Club Band” dei Beatles).‎
Miserere-re nobis
(continua)
inviata da Bernart 3/4/2013 - 14:26
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Marginália 2‎

‎[1968]‎
Scritta da Gilberto Gil e Torquato Neto (1944-1972), ‎poeta, giornalista, liricista, esponente della controcultura brasiliana, suicidatosi all’età di 28 anni.‎
Nell’album “Gilberto Gil”‎
Interpretata anche insieme a Caetano Veloso

Eu, brasileiro, confesso
(continua)
inviata da Bernart 3/4/2013 - 13:58
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Procissão

‎[1966]‎
Una canzone che è il lato B del singolo Roda
Poi inclusa nell’album “Louvação” dell’anno seguente‎



‎"A locação da música é em Ituaçu, minha cidade, no interior da Bahia, onde nos dias de festa ‎religiosa as procissões passavam e eu, criança, olhava. Uma canção bem ao gosto do CPC, o Centro ‎Popular de Cultura; solidária a uma interpretação marxista da religião, vista como ópio do povo e ‎fator de alienação da realidade, segundo o materialismo dialético. A situação de abandono do ‎homem do campo do Nordeste, a área mais carente do país: eu vinha de lá; logo, tinha um ‎compromisso telúrico com aquilo." ‎‎(Gilberto Gil)‎
Olha lá vai passando a procissão
(continua)
inviata da Bernart 3/4/2013 - 13:39
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Aqui é o país do futebol

‎[1970]‎
Scritta da Milto Nascimento e Fernando Brant (1946-), compositore del Minas Gerais.‎
Dalla colonna sonora del film “Tostão, a fera de ouro”‎

Una canzone che mi ha ricordato “fue cuando el fútbol se lo comió todo”, strofa ‎dell’imprescindibile canzone La memoria di León Gieco….‎

‎“Nel 1970 Milton si preoccuperà di decostruire un simbolo nazionale stranamente tralasciato dai ‎tropicalisti (Caetano e Gil): il calcio e la squadra nazionale di calcio, grande ‎orgoglio del governo dittatoriale.‎
‎Aqui é o país do futebol è uno dei pochi samba composti da Milton, ed è interrotto di ‎proposito dai rumori del pubblico di uno stadio di calcio. Nel testo è ben evidente la visione del ‎calcio come una sorta di "anestetizzante nazionale", capace di distogliere la mente del popolo dai ‎problemi individuali e collettivi. Alla maniera dei tropicalisti, Milton non dà dei giudizi di valore su... (continua)
Brasil está vazio na tarde de domingo, né?
(continua)
inviata da Bernart 2/4/2013 - 15:25
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Panis et Circencis

‎[1968]‎
Dall’album collettivo manifesto del movimento tropicalista “Tropicalia ou Panis et Circencis”‎
Scritta da Caetano Veloso e Gilberto Gil

‎“Panem et circenses”, “pane e giochi del circo”, locuzione latina che si deve a Giovenale (“[il ‎popolo] due sole cose ansiosamente desidera: pane e i giochi circensi…”) e che viene usata per ‎definire la strategia politica di un regime populista che non fa mancare al popolo un tozzo di pane e ‎un pò di svago, meglio se scabroso e sanguinario, salvo poi privarlo di tutto il resto. Un’espressione ‎analoga è “Feste, farina e forca”, nata nel Regno di Napoli per definire la politica borbonica, che ai ‎giochi e alle distribuzioni gratuite di alimentari accompagnava anche frequenti esecuzioni pubbliche ‎degli oppositori.‎

Veloso e Gil volevano denunciare la politica del regime militare ed i suoi effetti devastanti sulla ‎società brasiliana, e l'atteggiamento... (continua)
Eu quis cantar
(continua)
inviata da Bartleby 15/2/2012 - 14:59
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Soy loco por ti America

(1967)
Parole di José Carlos Capinam
Musica di Gilberto Gil
Prima incisione di Caetano Veloso (1968)



Non c'è più grande amante di chi dà la vita per la sua amata. Questa canzone d'amore per l'America Latina è forse la più bella canzone dedicata al Che.

La più bella perché non dice neanche il nome dell'uomo morto, rifugge ogni celebrazione dell'eroe e del rivoluzionario per raccontare una storia d'amore, amore per una donna guerrigliera che porta il nome del più grande indipendentista latino americano: il poeta-filosofo cubano José Martí, apostolo dell'indipendenza caraibica. E da morto il nome dell'uomo diventa Popolo, poiché nella memoria popolare sudamericana sopravvive infinito il ricordo della storia d'amore fra il Che e la sua America guerrigliera.

Nell'incontro tra lo spagnolo e il portoghese si realizza quel sogno dell'unità latinoamericana cantato per esempio da Pablo Milanés.... (continua)
Soy loco por ti, America
(continua)
inviata da DonQuijote82 & CCG/AWS Staff 11/2/2012 - 23:30
Percorsi: Che Guevara
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Guerra Santa

[1997]
Texto e Música de Gilberto Gil
Álbum: Quanta
Ele diz que tem, que tem como abrir o portão do céu
(continua)
inviata da giorgio 26/2/2011 - 18:50
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Filhos de Gandhi

Non so se sia una canzone contro la guerra (l'unica cosa che capisco è che si parla di figli di Gandhi). L'ha scritta Gilberto Gil e la prima incisione è nell'album "Gil e Jorge" del 1975, a nome di Gilberto Gil e Jorge Ben.

"Filhos de Gandhy" è il nome del più famoso "bloco carnavalesco" (afoxé) del carnevale di Bahia.
Tutti gli integranti del gruppo (che conta più di 10.000 persone) devono credere nella religione afro-brasiliana del "Candomblé, devono essere pacifici e pacifisti, ispirati all'insegnamento del Mahatma Gandhi e devono astenersi dall'assunzione di alcolici...

(Bernart)
Omolu, Ogum, Oxum, Oxumaré, todo o pessoal
(continua)
inviata da Renato Stecca 11/4/2010 - 08:20
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Cálice

[1973]
Album "Chico Buarque" (1978)
Scritta da Chico Buarque e Gilberto Gil


"Foi perseguido a cada passo, teve seus microfones desligados durante um show com Gil, quando foi apresentar Cálice ao público - mas tal qual Julinho, escorregava pelas mãos da ditadura usando tão somente sua genialidade."

"Fu perseguitato ad ogni passo, gli staccarono i microfoni durante uno spettacolo con Gil quando presentò "Cálice" al pubblio; ma, esattamente come Julinho, scivolava via dalle mani della dittatura servendosi unicamente della sua genialità." - Chico Buarque

During the military dictatorship (1964-1984), Buarque wrote about the events which transpired and avoided censorship by using cryptic analogies and wordplay. For example, in the song "Cálice" ("Chalice", or Jesus' Last Supper "Cup") he takes advantage of the homophony between the Portuguese imperative "shut your mouth" ("cale-se") and... (continua)
Pai, afasta de mim esse cálice
(continua)
inviata da Alessandro 7/2/2010 - 15:51
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Haiti

Album Tropicália 2 (caetano e gil) (1993)
Letra de Caetano Veloso
Musica de Caetano Veloso e Gilberto Gil

Tratta dall'album che celebrava i venticinque anni del tropicalismo, questa canzone è un rap lento brasiliano (già da questa definizione se ne intuisce l'originalità) ed anche un brano molto politico, ispirato ad un fatto di cronaca di cui Caetano era stato testimone durante l'inaugurazione della fondazione Casa di Jorge Amado (il celebre scrittore brasiliano).
Si scaglia contro il razzismo della polizia ed è una memorabile descrizione del miscuglio di razze in Brasile (i quasi neri, i mulatti e quelli bianchi ma che vengono trattati come neri perché sono poveri).
Quando você for convidado pra subir no adro
(continua)
14/8/2007 - 12:10
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A paz

Testo e musica di Gilberto Gil
Lyrics and music by Gilberto Gil
Letra e música por Gilberto Gil

da Poetas pela paz.
A paz invadiu meu coração
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 30/10/2005 - 01:33




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