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Autore Nara Leão

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Canção da terra

[1964]
Scritta da Edu Lobo e Ruy Guerra
Nell'album d'esordio di Nara Leão, intitolato semplicemente "Nara"
Olorum dê
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/4/2019 - 23:03
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Marcha da Quarta-Feira de Cinzas

[1963]
Parole di Vinicius De Moraes
Musica di Carlos Lyra
Nell'album di Carlos Lyra intitolato "Depois do Carnaval"
Resa un successo nell'interpretazione di Nara Leão nel 1964
Interpretata dall'autore con Toquinho nel famoso disco O Poeta e o Violão del 1975
Acabou nosso carnaval
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 8/10/2018 - 22:11
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Cala a boca, Bárbara

[1972]
Scritta da Chico Buarque de Hollanda con il cineasta Ruy Guerra (che era stato anche il primo marito di Nara Leão)
Testo trovato sul sito di Chico Buarque
Nel disco intitolato “Calabar: o elogio à traição”, colonna sonora di uno spettacolo teatrale dedicato alla figura di Domingos Fernandes Calabar (1600-1635), un mulatto, facoltoso imprenditore zuccheriero del Pernambuco brasiliano che tradì gli spagnoli (che in quel periodo dominavano il Portogallo) per allearsi con i nemici olandesi. Catturato, finì malamente garrotato e poi squartato...

Dopo aver “annientato” Geraldo Vandré, i militari brasiliani si trovarono subito un altro artista da perseguitare con particolare accanimento. Oltre a soffrire un anno di esilio in Italia, Chico Buarque vide censurate parzialmente o totalmente molte sue canzoni, come “Apesar de você”.

Quella di “Calabar” era una vera e propria operazione di... (continua)
Ele sabe dos caminhos
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 8/7/2016 - 22:20
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Fado tropical

[1972-73]
Scritta da Chico Buarque con il cineasta Ruy Guerra (che era stato anche il primo marito di Nara Leão)
Testo trovato sul sito di Chico Buarque

Nel disco intitolato “Calabar: o elogio à traição”, colonna sonora di uno spettacolo teatrale dedicato alla figura di Domingos Fernandes Calabar (1600-1635), un mulatto, facoltoso imprenditore zuccheriero del Pernambuco brasiliano che tradì gli spagnoli (che in quel periodo dominavano il Portogallo) per allearsi con i nemici olandesi. Catturato, finì malamente garrotato e poi squartato...

Dopo aver “annientato” Geraldo Vandré, i militari brasiliani si trovarono subito un altro artista da perseguitare con particolare accanimento. Oltre a soffrire un anno di esilio in Italia, Chico Buarque vide censurate parzialmente o totalmente molte sue canzoni, come Apesar de você

Quella di “Calabar” era una vera e propria operazione di “sovversione”.... (continua)
Oh, musa do meu fado
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/11/2014 - 21:18
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Bom conselho

[1972]
Parole e musica di Chico Buarque de Hollanda
Scritta per la colonna sonora della commedia musicale “Quando o carnaval chegar” diretto da Cacá Diegues e interpretato dallo stesso Chico Buarque con Nara Leão e Maria Bethânia.
Poi inclusa in parecchi dischi successivi, a partire da “Caetano e Chico. Juntos e ao vivo”, sempre del 1972, insieme a Caetano Veloso.
Ouça um bom conselho
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/11/2014 - 20:36
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Estatuinha

‎[1965]‎
Scritta da Edu Lobo e Gianfrancesco Guarnieri (1934-2006), attore, regista, drammaturgo e poeta ‎italo-brasiliano.‎
Interpretata da Edu Lobo con il Tamba Trio nel disco ‎‎“5 na Bossa”, con Nara Leão.‎
Poi anche da Elis Regina nel disco “Elis” del 1966.‎



Se a mão livre do negro tocar na argila
(continua)
inviata da Bernart 14/5/2013 - 09:36
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Miserere nóbis

‎[1968]‎
Scritta da Gilberto Gil e Capinan
Nell’album “Tropicalia, ou Panis et Circencis”, disco collettivo manifesto del “Tropicalismo”, con ‎‎Arnaldo Baptista, Caetano Veloso, ‎‎Nara Leão, Rita Lee, ‎‎Sérgio Dias, Tom Zé, ‎‎Torquato Neto, ‎‎Gal Costa, Gilberto Gil, Capinam e ‎‎Rogério Duprat (tutti i personaggi che, in ‎un modo o nell’altro, compaiono sulla mitica copertina del disco, che strizza l’occhio a “Sgt. ‎Pepper's Lonely Hearts Club Band” dei Beatles).‎
Miserere-re nobis
(continua)
inviata da Bernart 3/4/2013 - 14:26
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Gloria In Excelsis (Missa Agrária)‎

‎[1965]‎
Scritta da Carlos Lyra e Gianfrancesco Guarnieri (1934-2006), attore, regista, ‎drammaturgo e poeta di origine italiana. Il padre, il direttore d’orchestra Edoardo Guarneieri, e la ‎madre, l’arpista Elsa Martinenghi, si erano trasferiti in Brasile del 1934 per sfuggire al regime ‎fascista.‎
Nell’album d’esordio “Maria Bethânia” del 1965, cantata ad introduzione di Carcará

Canzone che sempre nel 1965 fece parte dello “Show Opinião”, spettacolo musicale di protesta da ‎contro la dittatura interpretato da Nara Leão (che si ammalò e fu sostituita proprio da ‎Maria Bethânia), João do Vale e Zé Kéti, diretto da Augusto Boal e prodotto dal Teatro ‎de Arena e dal Centro Popular de Cultura della União Nacional dos Estudantes (UNE), ‎organizzazione studentesca che in quel momento era stata già dichiarata illegale dai militari.‎



“… E ti prego Dio di condannare e di rifiutare il perdono al padrone che si è dimenticato che ‎gli uomini sono tutti fratelli.”
Glória a Deus Senhor nas alturas
(continua)
inviata da Dead End 28/3/2013 - 12:04
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O favelado

‎[1965]‎
Scritta da João do Vale (1934-1996), musicista e cantautore del Maranhão, e Zé Kéti

Da Opinião, che prima di essere il titolo dell’album di Nara Leão fu quello di uno spettacolo ‎musicale di protesta contro la dittatura, diretto da Augusto Boal e prodotto dal Teatro de Arena e dal ‎Centro Popular de Cultura della União Nacional dos Estudantes (UNE), organizzazione studentesca ‎che in quel momento era stata già dichiarata illegale dai militari.‎

O morro sorri
(continua)
inviata da Dead End 27/3/2013 - 17:45
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Carcará

‎[1965]‎
Scritta da José Cândido e João do Vale (1934-1996), musicista e cantautore del Maranhão.‎
Singolo poi nell’album d’esordio “Maria Bethânia” del 1965‎
Interpretata anche da Nara Leão nell’album “O canto livre de Nara”, sempre del 1965, e ‎in seguito da molti altri artisti, ma ho preferito attribuirla a Maria Bethânia perché fu il suo primo ‎grande successo e perché fu proprio lei, a soli 17 anni, a sostituire la Leão indisposta nello ‎spettacolo “Opinião”, che includeva anche l’esecuzione di “Carcará”‎

Nel carcarà – il caracara, un grosso rapace dal becco molto forte, distribuito dall’Argentina fino agli ‎Stati meridionali degli USA – viene in questa canzone identificato il popolo del sertão e del nordest ‎brasiliano, un popolo che ama la sua terra difficile, che lotta per la sopravvivenza ma che è pure ‎costretto all’emigrazione...‎
Chissà se Dario Fo conosceva questo testo quando scrisse la sua La poiana magnificamente ‎interpretata da Enzo Jannacci …‎
Carcará!
(continua)
inviata da Bernart 27/3/2013 - 17:19
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Sina de caboclo

‎[1964]‎
Scritta da João do Vale (1934-1996), musicista e cantautore del Maranhão, e Jocastro Bezerra de ‎Aquino.‎
Nell’album di Nara Leão, la “Musa della Bossa Nova” (1942-1989, morta troppo presto di un ‎tumore al cervello), intitolato “Opinião de Nara”, un disco che uscì proprio nell’anno dell’avvento ‎della dittatura in Brasile e che contiene una dura condanna della repressione militare ed una ‎denuncia delle misere condizioni di vita del popolo brasiliano.‎



Canzone del contadino povero sfruttato dal latifondista, costretto a “plantar prá dividir com quem ‎não plantou nada”…‎
Mas plantar prá dividir
(continua)
inviata da Dead End 25/3/2013 - 15:52
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Derradeira primavera

‎[1964]‎
Scritta da Tom Jobim (1927-1994, il creatore del movimento della Bossa Nova) e Vinícius ‎de Moraes.‎
Nell’album di Nara Leão, la “Musa della Bossa Nova” (1942-1989, morta troppo presto di un ‎tumore al cervello), intitolato “Opinião de Nara”, un disco che uscì proprio nell’anno dell’avvento ‎della dittatura in Brasile e che contiene una dura condanna della repressione militare ed una ‎denuncia delle misere condizioni di vita del popolo brasiliano.‎



“Dammi la mano, non ci resta che un’ultima canzone, l’ultima voce di un poeta cantore, in ‎quest’ultima primavera” … ‎
Non so se si potesse esprimere meglio il sentimento nei confronti della dittatura appena instauratasi ‎e che sarebbe durata più di 20 anni…‎
Põe a mão na minha mão
(continua)
inviata da Dead End 25/3/2013 - 15:08
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Acender as velas

‎[1964]‎
Parole e musica di Zé Keti, nome d’arte di José Flores de Jesus, (1921-1999), cantante e ‎compositore di samba.‎

Nell’album di Nara Leão, la “Musa della Bossa Nova” (1942-1989), ‎intitolato “Opinião de Nara”, un disco che uscì proprio nell’anno dell’avvento della dittatura in ‎Brasile e che contiene una dura condanna della repressione militare ed una denuncia delle misere ‎condizioni di vita del popolo brasiliano.‎



Una canzone che racconta di come nelle favelas brasiliane (così come nelle “callampas” cilene, o ‎nelle “villas miseria” argentine ed in ogni baraccopoli latinoamericana) la gente fosse così ‎abbandonata da morire, magari per una stupidaggine, senza alcun soccorso… ‎
“E la gente muore senza voler morire…”
Acender as velas já é profissão
(continua)
inviata da Dead End 25/3/2013 - 14:53
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Opinião

‎[1964]‎

Parole e musica di Zé Keti, nome d’arte di José Flores de Jesus, (1921-1999), cantante e ‎compositore di samba.‎
Nell’album della “Musa della Bossa Nova” intitolato “Opinião de Nara”, un disco che uscì proprio ‎nell’anno dell’avvento della dittatura in Brasile e che contiene una dura condanna della repressione ‎militare ed una denuncia delle misere condizioni di vita del popolo brasiliano.‎
Interpretata anche da Nara Leão

‎31 marzo 1964. Golpe militare in Brasile.‎
Zé Keti, navigato compositore di samba, non si scompone e scrive: “Potete sbattermi in prigione, ‎potete bastonarmi, potete anche lasciarmi senza mangiare, ma io non cambio idea”…‎
Podem me prender
(continua)
inviata da Bartleby 14/2/2012 - 12:05




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